Processo Eternit, al via l’appello. Centinaia di familiari delle vittime a Torino

Fissato il calendario, tre udienze a settimana. L’obiettivo è chiudere entro giugno. Assenti gli imputati. Petizione dei familiari delle vittime per avere giustizia anche in Francia e in Belgio.

Torino – A un anno esatto di distanza dalla sentenza di primo grado ha preso il via stamani al Tribunale di Torino il processo d’appello Eternit.

La prima udienza è durata tre quarti d’ora ed è servita a comunicare il calendario successivo, che prevederà tre udienze a settimana. Si comincerà con le relazioni sul primo grado del processo, a seguire saranno affrontate le questioni preliminari e le varie competenze territoriali. La strategia della difesa, già utilizzata in primo grado, è quella di dilatare i tempi del processo o addirittura di annullarlo, se dovesse essere accolta l’istanza dell’incompetenza territoriale.

A sostenere l’accusa saranno ancora una volta i pm Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli, applicati dalla procura generale, insieme al pg Ennio Tommaselli. Il loro obiettivo è quello di chiudere entro il mese di giugno.

All’udienza di stamani erano assenti i due imputati, Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier, che sono stati dichiarati contumaci. Il presidente Alberto Oggé ha autorizzato le riprese televisive del processo, che sarà trasmesso in streaming sul sito della Provincia di Torino, per «l’interesse sociale particolarmente rilevante».

Prima dell’apertura del processo si è svolta l’annunciata manifestazione davanti al Tribunale. Presenti centinaia di persone da varie località italiane, dalla Francia e dal Belgio. Le associazioni che riuniscono i familiari delle vittime dell’amianto, tramite la portavoce Romana Blasotti, hanno diffuso una petizione congiunta per chiedere giustizia sull’amianto nei tre paesi.

La prossima udienza si terrà lunedì 18 febbraio.

Rinviati a giudizio i vertici della Eternit. Processo al via il 10 dicembre

Le imputazioni: omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo. La soddisfazione dei parenti delle vittime

Torino – Il gup di Torino Cristina Palmesino ha rinviato a giudizio i due imputati dell’inchiesta contro la multinazionale dell’amianto Eternit SpA. Lo svizzero Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, 87 anni, saranno imputati per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo. Il processo a loro carico inizierà il 10 dicembre prossimo.

Si è conclusa così, tra gli applausi dei parenti delle vittime presenti al Tribunale di Torino, la lunga udienza preliminare del processo, che potete ripercorrere qui: undici sessioni, oltre tre mesi di lavoro, che hanno condotto a un risultato storico. Il procuratore aggiunto  Raffaele Guariniello ha parlato di “una pagina importante nella storia dell’amianto in Piemonte e in Italia”. L’avvocato Cesare Zaccone del pool difensivo ha sottolineato: “Non è una sentenza ma un decreto che dispone un giudizio. Era una decisione attesa”. Soddisfatto Bruno Pesce, dell’Associazione nazionale delle vittime d’amianto: ”Sappiamo che il grosso deve ancora venire, ma quella di oggi è una tappa importante. E’ stata scritta una pagina di giustizia”.

L’accusa ritiene gli imputati responsabili della morte di quasi 3.000 persone nei quattro stabilimenti italiani della Eternit, a Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania. Le cause di morte sono mesoteliomi pleurici, asbestosi e tumori polmonari insorti a causa della polvere di amianto respirata da operai e residenti nei dintorni delle fabbriche.

La cronaca

La tragedia dell’amianto: cinque morti in una sola famiglia

La storia della signora Romana Blasotti, presidente dell’associazione delle famiglie

Torino – Prosegue il processo Eternit, un procedimento tutt’altro che semplice, che sta ancora vivendo la sua fase preliminare.

Oggi vi presentiamo la toccante testimonianza rilasciata al Corriere Canadese dalla signora Romana Blasotti, presidente dell’associazione delle famiglie delle vittime dell’amianto.

La signora Blasotti ha perso cinque familiari a causa di un mesotelioma, ma soltanto suo marito aveva lavorato presso lo stabilimento Eternit di Casale Monferrato.

La storia

Decisione storica: l’Inps ammessa tra le parti civili contro la Eternit

Richiesta accolta dal Gup Palmesino. Si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi di euro.

Torino – E’ stata un’udienza importante quella di oggi del processo contro la Eternit SpA. Il processo è ancora alle fasi preliminari ma oggi il gup Cristina Palmesino ha dichiarato ammissibile la richiesta di costituzione di parte civile formulata dall’Inps e dagli altri sindacati. E’ la prima volta che l’istituto di previdenza si presenta in un procedimento giudiziario di questo genere lamentando i danni patiti per le pensioni erogate alle vittime dell’amianto, che avranno un’entità astronomica. Il calcolo non è stato fatto ma si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi di euro.

Il Gup Palmesino ha invece bocciato la domanda del Codacons e di alcuni individui danneggiati che avevano firmato una transazione nel 1993.

Il pm Raffaele Guariniello definisce di portata storica la decisione del gup: “Si apre una nuova fase, la presenza dell’Inps nei processi penali per malattie professionali offre una grande spinta dal punto di vista della prevenzione: le imprese si cauteleranno maggiormente, piuttosto di essere esposte al rischio di ingenti risarcimenti di danni all’Inps e all’Inail”. L’avvocato della difesa Zaccone dissente: “Riteniamo che l’Inps non abbia titolo a costituirsi. E’ carente il diritto rivendicato”.

Prossima udienza il 12 giugno.

La cronaca

Processo Eternit, terminata la costituzione delle parti civili

Chiuso l’appello per le richieste di costituzione di parte civile: pervenute più di 700 domande.

Torino – Seconda udienza preliminare del processo alla Eternit SpA. Oggi si è chiuso l’appello per la costituzione delle parti civili con le richieste di associazioni, enti e persone fisiche con cognome dalla lettera M alla Z. Tra oggi e lunedì, giorno in cui si è aperta l’udienza preliminare, le richieste presentate sono più di 700. 

A margine dell’udienza si devono registrare le dichiarazioni  ottimiste dei legali difensori del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, uno dei due imputati assieme al barone belga Jean Louis de Cartier. Le accuse sono quelle di disastro doloso e mancanza di cautele sui luoghi di lavoro.

L’udienza di oggi si è svolta in un clima più tranquillo rispetto a quella di lunedì. Presenti in aula molti familiari di vittime del mesotelioma pleurico, anche di altre aziende, accompagnate da Nicola Pondrano, segretario della locale camera del lavoro ed ex dipendente Eternit, e da Bruno Pesce, portavoce dell’associazione familiari vittime dell’amianto. Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, Pesce ha parlato di multinazionale delle vittime e di un processo a dimensione globale.

L’udienza è stata aggiornata al 22-23 aprile, quando saramno discusse le eccezioni della difesa.

La cronaca