Brescia, sono scesi dalla gru i quattro immigrati

Sono scesi dalla gru a Brescia, i quattro ragazzi che hanno portato con la loro protesta alla ribalta nazionale il problema della sanatoria per gli immigrati.

FirenzeSono scesi dalla gru, in serata, dopo 16 giorni di protesta. Sajad, Jimmy, Rashid e Arun, i quattro ragazzi che con la loro protesta hanno portato alla ribalta nazionale il problema della sanatoria per gli immigrati e tenuto in apprensione e sotto scacco un’intera città tra cariche di polizia, scontri di piazza, e feroci polemiche politiche. Da una parte la Lega, e il sindaco Paroli intransigenti nel non voler trattare con gli immigrati, dall’altra il comitato Diritti per Tutti e una città che non ha fatto mancare gesti di solidarietà.

Il primo a scendere è stato il pakistano Sajad, accolto da un boato della folla che si era radunata ai quattro angoli della piazza: lui ha prima risposto agli applausi e alle urla di incitamento, salutando con la mano e urlando “lotta dura senza paura”, poi ha percorso i primi 15 metri, fermandosi ad aspettare il leader del gruppo Jimmy, quello che in questi giorni ha parlato con i giornalisti e tenuto unito il gruppo. Quindi è stata la volta di Rashid, il ragazzo marocchino che ha tenuto in apprensione fino all’ultimo i mediatori inviati dalla Questura, e ha rifiutato qualsiasi trattativa, dicendosi pronto a scendere solo se lo avessero seguito tutti gli altri compagni di lotta. I tre si sono fermati a pochi metri da terra per aspettare l’altro loro amico, il pakistano Arun, il più religioso del gruppo, che non ha mancato di salutare la folla di amici e gli attivisti del comitato Diritti per Tutti.

Alla base della gru, i quattro ragazzi sono stati presi in consegna dagli avvocati Manlio Vicini, Sergio Pezzucchi, Alessandro Zucca e Luisella Savoldi che li seguiranno in tutte le fasi che stanno già iniziando in Questura, dall’identificazione, alla contestazione di eventuali reati. E la presenza degli avvocati è stata una precisa richiesta avanzata dai quattro: i legali adesso li accompagneranno in Questura e li assisteranno in tutte le procedure di identificazione e nelle azioni legali necessarie per ottenere il permesso di soggiorno.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.