I codardi vogliono punire Mazzetti perchè non hanno avuto il coraggio di censurare Fazio e Saviano

La sospensione a Loris Mazzetti è un attacco diretto all’articolo 21 della Costituzione. Firma anche tu l’appello, lanciato dal quotidiano on-line Articolo 21.

FirenzeOra basta. Ma a dirlo dobbiamo essere tutti insieme. La sospensione a Loris Mazzetti è un attacco diretto all’articolo 21 della Costituzione. A Loris Mazzetti vogliono fare quel che fecero a Montanelli. E l’attacco nei suoi confronti è un attacco all’articolo 21 della Costituzione. E agli oltre 10 milioni di telespettatori che hanno visto “Vieni Via con me”. E’ la ripicca dei vigliacchi, di chi non ha avuto il coraggio di fermare la trasmissione ed oggi se la prende con uno degli autori. Un richiamo anche per lo sforamento di 130 secondi dell’ultima puntata. 2 minuti e 10 secondi, per capirci. E nessuno pensa alle violazioni di pluralismo, alle 16 ore di replica affidate a Maroni. Ora davvero basta. Mandiamo a casa questa cricca di servi che sta uccidendo la Rai. Il 15 dicembre noi saremo solidali con RaiTre e con Mazzetti e daremo loro un premio di resistenza civile, che è un premio esteso a tutti i telespettatori che non la pensano come Masi e Marano.

Per questi motivi Articolo 21 lancia un appello, e chiede a tutti gli amici della rete, al popolo viola, a Valigia blu, a Libertà e Giustizia, agli studenti e ai precari che protestano, al mondo dei bloggher e a tutti i telespettatori che hanno una propria presenza in internet, su twitter, su facebook o in ogni community di rilanciare quest’appello e di farlo firmare su Articolo 21. Salviamo Mazzetti, salviamo il pluralismo e difendiamo l’articolo 21 della Costituzione Italiana da chi vorrebbe annientarlo.

QUESTO IL TESTO DELL’APPELLO
Hanno sospeso Mazzetti perchè non hanno avuto il coraggio di oscurare “Vieni via con me”, di cacciare Fabio Fazio e Roberto Saviano. La sospensione di Mazzetti e la lettera di richiamo alla trasmissione perchè avrebbe sforato di 130 secondi sono un oltraggio non solo agli autori ma a tutti noi che abbiamo il diritto di scegliere quale programma guardare senza essere disturbati dai molestatori di professione e dai mazzieri del conflitto di interesse.
Per queste ragioni chiediamo alle autorità di garanzia di tutelarci e di mandare ai censori prima che costoro mandino a casa l’articolo 21 della Costituzione.

QUESTO IL LINK PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO


 
Firme: Giuseppe Giulietti, Federico Orlando, Tommaso Fulfaro

Fonte: Articolo 21

“Collegato lavoro”: appello urgente al mondo dell’informazione

Il dirigente nazionale della Cgil Fulvio Fammoni lancia un appello al mondo dell’informazione affinché il DdL 1441 quater F, conosciuta come “collegato lavoro” possa essere conosciuta da tutti.

FirenzeNella legge approvata il 19 ottobre (DdL 1441 quater F) conosciuta come “collegato lavoro”, oltre a tanti altri interventi da noi giudicati negativi e incostituzionali, si introduce un termine capestro di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge per l’impugnazione dei contratti a termine e in genere di tutti i contratti precari illegittimi. Mentre in precedenza il lavoratore aveva la possibilità di contestare un contratto illegittimo anche dopo molti mesi dalla sua conclusione, quando era certo che non sarebbe più stato chiamato per un successivo contratto, ora sarà costretto secondo l’articolo 32 della legge ad impugnarlo entro 60 giorni dalla sua conclusione. Ciò  significa che il lavoratore dovrà tagliare definitivamente i ponti con il datore di lavoro contestando la legittimità del contratto e rinunciando, nei fatti, ad un possibile rinnovo del contratto stesso oppure  a rinunciare ai propri diritti.

Ancora più grave è il colpo di spugna che con le nuove norme si intende dare al passato:  un nuovo intervento a danno dei lavoratori precari, perché si stabilisce che il termine di 60 giorni per impugnare i contratti a tempo determinato vale anche per quei rapporti già conclusi prima all’entrata in vigore della legge.
Si tratta di una norma retroattiva molto grave, ma quello che è più grave è che molti non saranno neppure in grado di conoscere in tempo questa sbagliata novità e decadranno dal diritto. Abbiamo chiesto una immediata correzione al governo ma, se non ci sarà, queste persone hanno almeno il diritto di conoscere ed essere informati per poter decidere. Vi chiedo quindi un impegno straordinario, ognuno con la propria opinione positiva o negativa che sia, per far sapere e far scegliere alle persone. La Cgil farà tutto il possibile, ma nei tempi stretti a disposizione questo compito è proprio e può essere assolto in modo adeguato solo dall’informazione.

Firma: Fulvio Fammoni

Fonte: Articolo 21. 

Cgil scrive al ministro Sacconi

Nasce il coordinamento “Primo luglio”. Giornalisti volontari per la comunicazione sulla manifestazione contro i tagli e i bavagli

In vista della giornata di mobilitazione contro la legge bavaglio di Piazza Navona a Roma, su iniziativa della Fnsi è nato “Primo Luglio” il coordinamento tra le associazioni Articolo 21, Associazione 5/12, Lettera 22, Reporter Senza Rete, e le emittenti radiofoniche Radio Città Futura e Radio Articolo 1.

FirenzeIn vista della giornata di mobilitazione contro la legge bavaglio di Piazza Navona a Roma, su iniziativa della Fnsi è nato “Primo Luglio” il coordinamento tra le associazioni Articolo 21, Associazione 5/12, Lettera 22, Reporter Senza Rete, e le emittenti radiofoniche Radio Città Futura e Radio Articolo 1. Da lunedì a giovedì, sotto la sigla della Federazione Nazionale della Stampa che ha lanciato la manifestazione, saranno realizzate interviste e diversi approfondimenti sia in audio che testuali, a disposizione delle numerose testate operanti sul territorio nazionale.

Una iniziativa, precisano i responsabili delle associazioni, per <<dimostrare l’esigenza di tenere accesi i riflettori sul disegno di legge Alfano e per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese>>. Una campagna di informazione <<non legata esclusivamente al capitolo “bavagli” ma anche a quello dei tagli che interessano il mondo della ricerca, della musica e della cultura. Da lunedì sui siti delle associazioni sarà possibile leggere e ascoltare i materiali che verranno prodotti dal coordinamento e rilanciati, in contemporanea, sia dalle agenzie di stampa che dai media italiani>>.

Il giorno della manifestazione Reporter Senza Rete seguirà l’informazione televisiva e realizzerà una puntata speciale dell’Osservatorio Tg in video che sarà mandata in onda a Piazza Navona a chiusura della manifestazione. La redazione temporanea lavorerà dalle 10 della mattina alle 24, su tre turni organizzati fra giornalisti volontari. Verranno realizzate interviste e raccolte testimonianze di chi interverrà alla manifestazione di piazza Navona.

Fonte: Reporter Senza Rete

Articolo 21: premi a Ilaria Cucchi, Patrizia Aldrovandi, Loris Mazzetti.

Al circolo di Montecitorio, l’associazione Articolo 21 consegnerà mercoledì 18 giugno un proprio premio per la libertà di informazione a Ilaria Cucchi, Patrizia Aldrovandi, Loris Mazzetti.

Roma L’associazione Articolo 21 ha indetto un’assemblea straordinaria per discutere modi e tempi di una manifestazione nazionale contro la legge bavaglio. L’incontro – mercoledì 16 giugno, ore 18 -, si svolgerà a Roma al Circolo di Montecitorio. Nel corso dell’iniziativa Articolo 21 consegnerà il proprio premio per la libertà di informazione a Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi che tanto hanno fatto per conoscere la verità. In più di un’occasione, entrambe hanno detto che se la legge sulle intercettazioni fosse stata in vigore, di Stefano e Federico non conoscerebbero le ragioni del decesso. Durante la serata sarà consegnato anche il premio “Paolo Giuntella” per la libertà di informazione a Loris Mazzetti.

Link

 

Editoria, nuovo colpo di mano: il governo abroga le tariffe agevolate.

Abrogate dal governo le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

FirenzePubblichiamo le dichiarazioni dei deputati Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita sulla decisione, assunta dal governo, di abrogare tutte le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

«Dal primo aprile, e non è uno scherzo, saranno abrogate tutte le tariffe agevolate a favore della editoria con particolare riferimento alla spedizione degli abbonamenti» . A evidenziare questo nuovo colpo inflitto al comparto editoriale, Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita. «Tutti gli editori italiani – aggiungono – dai più grandi ai più piccoli riceveranno una vera e propria pugnalata alle spalle che in alcuni casi potrà portare all’immediata chiusura delle testate…. La decisione, non preceduta da alcuna consultazione in sede parlamentare è stata assunta dal ministro Tremonti facendosi beffa di tutti gli impegni assunti in sede parlamentare che andavano nella direzione di un progressivo reintegro dei fondi per l’editoria e della contestuale approvazione di una riforma organica del settore».

Per l’ennesima volta, affermano Giulietti e Vita, «si è scelta la strada opposta dando così al provvedimento uno spiacevole sapore vendicativo nei confronti di un settore che questo governo non ha mai amato. Non ci è chiaro quale sia stato e quale sia, su questa vicenda il parere del sottosegretario Bonaiuti, che ha la delega per il settore e che a questo punto potrà serenamente procedere a buttare nel più vicino cestino la proposta di riforma dell’editoria dal momento che, con questo colpo di mano è stata già realizzata».

«Per quanto ci riguarda – affermano i due deputati – questa vicenda non è meno grave della chiusura dei programmi o dell’alterazione permanente della par condicio o delle rappresaglie nei confronti dei singoli giornalisti perchè colpisce in modo ancora più subdolo il pluralismo nel settore editoriale e condanna a morte sicura decine di testate e centinaia di posti di lavoro con il rischio di ridurre anche nel settore della carta stampata un pluralismo che nel settore dei media è già ai minimi termini».

Fonte: Articolo 21.

A Loris Mazzetti il premio Paolo Giuntella 2010

L’associazione Articolo 21 ha deciso di consegnare il Premio “Paolo Giuntella 2010” a Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre e storico collaboratore di Enzo Biagi.

FirenzeL’associazione Articolo 21 ha deciso di consegnare il premio “Paolo Giuntella 2010″ al giornalista della Rai Loris Mazzetti, sospeso dalla Tv di Stato per aver scritto sul “Fatto Quotidiano” alcuni articoli nei quali denunciava le malefatte dell’azienda. Mazzetti, capostruttura di RaiTre e storico collaboratore di Enzo Biagi, ai microfoni di Italia Radio Web – intervista realizzata da Paola Venanzi – si è soffermato su alcuni punti. <<Sono onorato di ricevere il premio Giuntella  per due motivi. Primo perché sono gli amici di Articolo 21 a darmelo, secondo perché porta il nome di un grande giornalista che ha fatto questo mestiere tenendo sempre la schiena dritta>>.

Fonte: Articolo 21.

L’intervista a Loris Mazzetti.

Al via la mobilitazione contro i tagli dei contributi all’editoria

L’idea lanciata dal Presidente Fnsi Roberto Natale dopo che il governo ha negato il ripristino dei diritti soggettivi al contributo

Roma – «Contro i tagli all’editoria potremmo salire anche sui tetti..», così recitava la prima pagina di ieri del manifesto e così inizia un interessante articolo di Giuseppe Giulietti pubblicato su Articolo 21.

Mercoledì scorso il governo ha affossato l’emendamento che avrebbe ripristinato il diritto soggettivo ai contributi. Il presidente della Fnsi Roberto Natale ha proposto una grande giornata di lotta, le cui modalità restano da definire. La Casa della Cultura Enzo Biagi è solidale con questa battaglia.

Appello ai vertici Rai: non chiudete le sedi estere!

Firenze – Un appello per scongiurare la chiusura delle sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi, Buenos Aires e il canale Rai Med. A lanciare l’appello, rivolto al presidente della Rai, al Consiglio di amministrazione e al direttore generale, un gruppo di associazioni, affiancate dai sindacati di categoria. I promotori dell’iniziativa, fra questi Tavola della Pace, Articolo 21, Usigrai, Fnsi, chiedono un’informazione con meno gossip e più attenta e sensibile a quanto avviene nel mondo (link).

Primi firmatari dell’appello: Tavola della Pace, Articolo 21, UsigRai, Fnsi, Nigrizia, Misna (Missionary International Service News Agency), Missione Oggi, Premio Ilaria Alpi, LiberaInformazione, Redattore Sociale, Mosaico di Pace, Vita Magazzine, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.

Per aderire all’appello. Le adesioni possono essere inviate a: Tavola della Pace, via della Viola, 1 (06122) Perugia; tel. 075/5736890 – fax 075/5739337email segreteria@perlapace.itwww.perlapace.it.

 

Ingroia: “Minzolini ha stravolto il mio pensiero”.

Il giorno dopo l’editoriale di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, arrivano le precisazioni di Antonio Ingroia, allievo di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino ed oggi Procuratore aggiunto di Palermo.

Firenze All’indomani dell’editoriale di Augusto Minzolini che ha chiamato in causa Antonio Ingroia, allievo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il quotidiano on-line Articolo 21, in esclusiva, ha raccolto le precisazioni del procuratore aggiunto di Palermo. Ecco la domanda. 

Procuratore Ingroia, contento di essere citato da un’editoriale del Tg1?

<<Certamente no, quando il mio pensiero viene stravolto al punto di attribuirmi un programma politico, mentre le mie dichiarazioni erano semplicemente un richiamo ai principi fondamentali scritti nella carta costituzionale. Non mi sento schierato da nessuna parte se non con i padri costituenti e con i cittadini che pretendono verità e giustizia>>.

A seguire le dichiarazioni congiunte del portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e del giornalista Federico Orlando.

<<A che ora – affermano Giuseppe Giulietti e Federico Orlando – e in quale edizione del tg1 (e la Rai nel suo complesso) garantirà il diritto di replica al giudice Ingroia e ai suoi colleghi pesantemente oltraggiati da Minzolini? Sino a quando le autorità di garanzia potranno girarsi dall’altra parte? L’editoriale di ieri è solo il preannuncio di una offensiva contro la Costituzione e contro i poteri di controllo. Forse è davvero giunto il momento di promuovere una grande iniziativa che metta insieme senza distinzioni di parte o di partito quanti hanno ancora a cuore la Carta costituzionale>>.

Fonte: Articolo 21.

Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24.

Il video dell’editoriale di Augusto Minzolini.

Il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dall’editoriale di Minzolini. 

Il pensiero di Paolo Garimberti, presidente Rai, e di Sergio Zavoli, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza.

 

 

 

Rai, solidarietà a Mazzetti querelato da Petroni

Il consigliere di amministrazione della Rai Angelo Maria Petroni ha querelato il capostruttura di RaiTre Loris Mazzetti, per anni stretto collaboratore di Enzo Biagi. La notifica dell’atto penale arriva dopo la denuncia in sede civile.

Roma – Angelo Maria Petroni, consigliere di amministrazione della Rai al suo terzo mandato, ha deciso di querelare il capostruttura di RaiTre Loris Mazzetti che è stato convocato alla Questura di Roma per la notifica dell’atto penale. Mazzetti, collaboratore per anni di Enzo Biagi, è accusato da Petroni di diffamazione. La frase in cui Petroni ha rilevato gli estremi della querela, dopo aver già denunciato Mazzetti al Tribunale Civile di Roma, è inserita in un articolo, pubblicato nel maggio del 2008 dall’Unità a firma di Loris Mazzetti e dal titolo “Se Claudio Petruccioli salva Saccà e butta il codice etico dalla Rai”. Vi invitiamo a leggere l’articolo e anche il servizio pubblicato sul quotidiano on-line Articolo 21 (link). 

Da parte nostra, ci limitiamo a confermare la nosta fiducia nella giustizia e, al contempo, esprimiamo assoluta e incondizionata solidarietà a Loris Mazzetti.