Informazione, assolto il giornalista Giacalone

Assolto dall’accusa di diffamazione il giornalista Rino Giacalone

Firenze – Un giornalista può apostrofare come «un gran bel pezzo di merda» un mafioso. A stabilirlo è stato il Tribunale di Trapani che ha assolto Rino Giacalone, collaboratore del Fatto Quotidiano ed impegnato per la sua attività in Libera, dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Gianluigi Visco e nel dispositivo – le motivazioni saranno depositate entro 15 giorni – viene espressamente citato l’articolo 21 della Costituzione che garantisce la libertà di informazione. Il processo era scaturito dalle denunce di Rosa Pace, vedova di Mariano Agate, in seguito ad un articolo pubblicato su Malitalia.it in cui veniva ricostruito il profilo criminale del marito, morto per cause naturali nell’aprile 2013, a 73 anni.

 

Erri De Luca assolto. “Il Fatto non sussiste”. Lo scrittore: “E’ stata impedita un’ingiustizia”

Assolto Erri De Luca.

Firenze Erri De Luca è stato assolto perché «il fatto non sussiste». Finisce così il processo allo scrittore napoletano, accusato di istigazione a delinquere. Un capo di imputazione, figlio secondo l’accusa, di un’intervista rilasciata nel 2013 da De Luca all’Huffington Post. In quella occasione lo scrittore aveva dichiarato: «I sabotaggi sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile». Per questo l’accusa aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione. A pronunciare la sentenza è stato il giudice Immacolata ladeluca, che si è ritirata in camera di consiglio dalle 10 alle 13. «E’ stata impedita una ingiustizia, quest’aula è un avamposto sul presente prossimo», sono state le prime parole pronunciate da Erri De Luca dopo la sentenza.

Erri De Luca assolto: “Impedita ingiustizia…” (video, fonte: Il Fatto)

Erri De Luca… (di Mario Portanova, fonte: Il Fatto)

De Luca “Vince l’articolo 21 della Costituzione” (video, fonte: La Repubblica)

De Luca: “Resto convinto che la Tav vada sabotata”

Processo no Tav, assolto Erri De Luca (di Elisa Sola, fonte: Corriere della Sera)

 

 

Articolo 21 premia Sergio Zavoli

RomaDomani nella sede della Fnsi, Articolo 21 consegnerà il premio straordinario “Paolo Giuntella” a Sergio Zavoli, uno dei maestri del giornalismo italiano. Sarà anche l’occasione per presentare il concorso, rivolto alle scuole e alle università, “Una nuova carta d’identità per la Rai”. 

Anche per la Rai è l’ora dei tecnici

FirenzeNon c’è crisi economica che smuova B. dai vari impegni con le sorelle di Ruby. Solo quando Mediaset chiama, lui risponde. Gli affari prima di tutto. Per la tv di famiglia non tira buon vento: la pubblicità nel primo trimestre dell’anno è calata del 12%, un indebitamento finanziario vertiginoso, la svendita obbligata di Endemol, il crollo del titolo in Borsa e gli ascolti in picchiata. Va in visita al Quirinale, parla con il governo, incontra Enrico Bondi, credendolo il futuro commissario della Rai, invece Monti, a sorpresa, lo nomina alla Spesa pubblica. B. sa che per il bene di Mediaset deve continuare a mantenere la Rai sotto controllo. Tenta di imbonire Monti raccontandogli che la legge Gasparri risolve ogni problema, gli fa notare che la Rai ha il bilancio in positivo: inutile cambiare la sua governance. B. però non racconta che l’attivo è un mix tra tagli economici e alchimie contabili. Nulla di illecito, ma l’economista Monti sa che l’attuale indebitamento della Rai rischia di aumentare grazie al meno 17% delle entrate pubblicitarie (l’andamento negativo persiste da tre anni), in assenza di un vero intervento strutturale e tecnologico. Il prodotto è come al solito l’ultimo dei pensieri.

Nel 2009 il budget di Rai3 era di 70 milioni di euro, oggi, con la sforbiciata della scorsa settimana (meno 1 milione 500 mila), è poco più di 50 milioni, ovvero meno 30% in due anni e mezzo. Anche il direttore generale Lei tenta di smarcarsi da B., in un’intervista a “La Stampa” dichiara che «la Rai ha la necessità di rinnovare la sua missione». Monti, che non cade nel tranello di B., va oltre: «In Rai la logica della trasparenza, del merito, dell’indipendenza non è garantito». Finalmente, erano mesi che aspettavamo un segnale dal governo. Il gatto e la volpe (Gasparri e Cicchitto) vorrebbero la proroga del cda fino alle elezioni politiche, ma Sergio Zavoli non ci sta, il capo della Commissione di vigilanza convoca l’ufficio di presidenza con l’obiettivo, dopo l’assemblea dei soci, di rinnovare immediatamente il cda della Rai. Tutti a casa.

Ancora una volta la società civile è stata fondamentale per sbloccare la situazione: Articolo21, Libertà e Giustizia, Move on e l’auto candidatura alla direzione generale e alla presidenza Rai, tramite curricula, di Santoro e Freccero. Mai come questa volta per il Servizio pubblico ci vogliono persone con competenze specifiche oltre che intellettualmente indipendenti, non solo dai partiti, ma anche dai Bisignani di turno, dalle varie cricche, P3, P4. Si tratta, dopo 10 anni dall’editto bulgaro, di rendere finalmente libera l’informazione e di salvare la più importante azienda culturale italiana. Per Monti è l’ora dei fatti: diminuire il numero dei componenti del cda, comunicare immediatamente il nome del consigliere di riferimento, designare il presidente e indicare il direttore generale. Così, anche in assenza di una legge, è possibile arginare il conflitto d’interessi di B.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

La Fiom torna in piazza. Domani sciopero generale di 8 ore.

Domani 9 marzo sciopero generale di 8 ore dei metalmeccanici, proclamato dalla Fiom. Manifestazione nazionale a Roma, accompagnata dallo slogan “Democrazia al lavoro”.

Firenze – Uno sciopero in difesa del lavoro, dei diritti negati ai lavoratori, contro il precariato, la finanza e la volontà di cancellare la forza del sindacato all’interno e all’esterno delle fabbriche. Sono soltanto alcune delle ragioni al centro dello sciopero, proclamato dalla Fiom per domani (9 marzo). Le tute blu si fermeranno per 8 ore e a Roma ci sarà una manifestazione, voluta dalla Fiom e accompagnata dallo slogan “Democrazia al lavoro”. Un’iniziativa per porre nuovamente l’accento sulla grave situazione economica dell’Italia, sui continui tentativi di sbarazzarsi dell’articolo 18 e sul modello Fiat. Il corteo partirà da piazza Esedra (ore 9) e alle 13.30 in piazza San Giovanni è previsto il comizio del segretario nazionale Fiom, Maurizio Landini. Molte le adesioni, fra queste anche Articolo 21. Assente e volutamente il partito Democratico, i suoi rappresentanti non intendono passeggiare per le vie di Roma al fianco di uomini, donne e giovani che contestano la realizzazione dell’alta velocità, Torino-Lione. Il Fattoquotidiano.it seguirà in diretta streaming il corteo della Fiom.

“Marchionnemente” il libro del Fatto Quotidiano, da domani in edicola

Articolo 21 domani in piazza con la Fiom…  

Intervista a Maurizio Landini (fonte: libera.tv)

La Fiom torna in piazza… (fonte: rassegna.it)

 

Lettera aperta a Scalfari sull’articolo 18

RomaEgregio Dott. Scalfari, nel Suo editoriale di ieri, Lei scrive, a proposito dell’articolo 18, che si deve poter licenziare se il lavoratore non rispetta i ritmi di lavoro previsti dal contratto, se rompe la disciplina che il contratto prevede, se l’azienda deve ridurre la produzione per ragioni economiche dimostrate. Ma l’articolo 18 non impedisce tutto ciò. Le aziende possono licenziare per ragioni organizzative o disciplinari e il giudice non annulla il licenziamento se la sua motivazione risulta veritiera. Mi consenta un ricordo personale. Ci siamo incontrati davanti al giudice del lavoro più di trenta anni fa in un paio di occasioni. Una volta difendevo tre giovani giornaliste, trattate dal Suo giornale come “collaboratrici” e allontanate dal lavoro alla scadenza del contratto. Il giudice ritenne che esse avessero in realtà lavorato come redattrici e che avessero diritto di continuare a lavorare a tempo indeterminato, non essendovi ragione per porre termine al loro rapporto. E ne ordinò la reintegrazione in base all’articolo 18. Un’altra volta difendevo un bravo giornalista di Repubblica, licenziato per aver reagito alla mancata pubblicazione di un servizio di cronaca. Il giudice ritenne che egli, difendendo la sua professione, non fosse venuto meno al suo dovere di fedeltà verso il giornale e, in base all’articolo 18, annullò il licenziamento. Le dò atto che, deponendo, come testimone, Lei si comportò, in entrambe le occasioni, con lealtà e correttezza, dando atto dei fatti. Dal momento che dopo quelle lontane vicende giudiziarie il Suo giornale ha continuato la sua rotta a gonfie vele, Le domando quali inconvenienti abbiano prodotto le decisioni adottate dal giudice in base all’articolo 18.

Firma: Domenico D’Amati

Fonte: Articolo 21

Lavoro, 100 deputati chiedono una Procura nazionale sugli infortuni

Tra i primi firmatari Antonio Boccuzzi e Beppe Giulietti

Roma – “Sono circa 100 i parlamentari, di tutti gli schieramenti, primi firmatari Antonio Boccuzzi e Giuseppe Giulietti, di un’interrogazione indirizzata al ministro della Giustizia a sostegno delle proposta avanzate dal procuratore Guariniello, di una Procura nazionale sugli infortuni e sulla sicurezza sul lavoro, la creazione di nuclei specializzati di magistrati ed investigatori che sanno come lavorare ed intervenire appena accade un infortunio, delle task force organizzate che abbiano rapporti con tecnici universitari competenti”. Lo scrive Articolo21 in una nota.

“Al merito di Guariniello e del suo pool – affermano Boccuzzi e Giulietti – non può corrispondere la beffa che sancisce proprio il loro scioglimento in prossimità dei due grandi processi sulla sicurezza sul lavoro che si stanno celebrando a Torino; per questo motivo abbiamo inteso interpellare il ministro della Giustizia e il ministro del lavoro: perché si possa dare corso al più presto ad una proposta che non è solo una proposta di buon senso, ma anche di civiltà”.

Un operaio scrive all’Unione europea e la Commissione mette sotto accusa l’Italia

La storia di Marco Bazzoni, collaboratore di Articolo 21

Prato – Pubblichiamo l’articolo firmato da Stefano Corradino e uscito su Articolo 21 che riporta la storia di Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Firenze. Bazzoni è un collaboratore di Articolo 21 e informa via sms, mail o telefonicamente di nuovi incidenti sul lavoro in ogni parte d’Italia. L’articolo evidenzia quello che giustamente viene definito “un fatto senza precedenti”: la Commissione europea, sulla base di una denuncia di Bazzoni del 2009, ha deciso di mettere in mora l’Italia per gravi inadempienze in materia di sicurezza sul lavoro. Una storia per ora ignorata dai grandi media, a cui ci sembra giusto dare la massima diffusione.

Rai, una proposta di legge di Roberto Zaccaria, Beppe Giulietti e altri. Aperta alle osservazioni dei cittadini

L’idea è quella di prevedere elezioni, anche se indirette, per la nomina dei membri del Consiglio di amministrazione

Prato – Vi presentiamo l’iniziativa lanciata sul sito di Articolo 21 dal parlamentare del Pd ed ex Presidente della Rai Roberto Zaccaria, che nei giorni scorsi ha presentato, assieme ad altri parlamentari dell’opposizione, una proposta di legge sulla RAI. La proposta prevede delle vere e proprie elezioni, sebbene indirette, dei membri del Consiglio di amministrazione della Rai. Zaccaria apre una vera e propria consultazione tra i lettori di Articolo 21, assicurando che le osservazioni e le critiche saranno tenute in considerazione in forma di emendamenti durante il dibattito parlamentare.

Il testo della proposta di legge

L’Anpi dice sì alla proposta di Articolo 21. In piazza in difesa della Costituzione.

Firenze La Presidenza e la segreteria nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha inviato un messaggio ad Articolo 21 in cui aderisce alla manifestazione proposta da Articolo 21 (che nei suoi termini operativi  è ancora in via di definizione). 
<<L’Anpi – si spiega in una nota – aderisce con piena e appassionata convinzione all’appello lanciato da Articolo 21 per una grande, unitaria manifestazione nazionale di “orgoglio costituzionale”. Ci saremo, come siamo sempre stati in tutte le iniziative volte a fondare nel Paese una coscienza democratica, responsabile e condivisa. Siamo schierati contro i continui attacchi, divenuti intollerabili, alla Costituzione – nata dalla Resistenza – radice della nostra identità nazionale, attacchi che stanno precipitando l’Italia verso un destino di profonda involuzione e degrado. Nell’auspicare una grande riuscita, auguriamo agli amici di Articolo 21 e al suo portavoce nazionale Giuseppe Giulietti buon lavoro>>.

Fonte: Anpi