Lavoro, accordo separato anche nel settore commercio. Verso la fine del contratto nazionale?

Prato - E’ stata firmata nei giorni scorsi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto del settore terziario. L’accordo è stato sottoscritto da Confcommercio, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Non ha firmato la Filcams-Cgil. L’intesa ha una durata triennale e accoglie la disciplina dell’arbitrato e della certificazione prevista dal collegato lavoro.

E’ il terzo caso di accordo separato dopo quello del settore metalmeccanico e del pubblico impiego. Anche negli altri casi a essere escluse dai tavoli di trattativa erano state le sigle della Cgil (rispettivamente Fiom e FP). Abbiamo scelto di inserire questo pezzo nella sezione Fiat anche se non riguarda la politica industriale del gruppo o gli ultimi sviluppi del mercato dell’auto. Come dicevamo nel pezzo introduttivo di questa sezione, ci preme tenere alta l’attenzione sul tentativo ormai palesemente in atto di imporre un nuovo modello di rapporti sindacali, sul quale vi proponiamo un commento critico.

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Tv pubblica, Masi: “Non accetto l’arbitrato. La Rai si rivolgerà al giudice ordinario

Roma - <<Non accettiamo questo arbitrato: la Rai andrà dal giudice ordinario, perché la legge lo consente, dal momento che riteniamo di essere pienamente nel diritto>>. Queste le parole del direttore generale della Rai Mauro Masi, in un’intervista con Gianluigi Paragone in onda questa sera su Raidue al programma l’Ultima parola, riguardo la decisione di Michele Santoro di rivolgersi all’arbitrato contro la sospensione disciplinare comminatagli dal direttore generale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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Ddl lavoro: Camera approva testo, passa al Senato

Roma  - L’Aula della Camera ha approvato il ddl Lavoro, che era stato rinviato alle Camere dal presidente della Repubblica. I voti a favore sono stati 259, 214 quelli contrari, 35 gli astenuti (Udc e Liberaldemocratici). Ora il provvedimento passa all’esame del Senato.

Il ddl era stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva chiesto correzioni su due punti in particolare: l’arbitrato e i risarcimenti per le cause di lavoro legate all’amianto. Sul primo punto, il governo e’ stato battuto ieri su un emendamento del Pd che ha fissato al momento del licenziamento, e non piu’ alla firma del contratto, la possibilita’ per il lavoratore di optare per l’arbitrato anziche’ per la giustizia ordinaria. Non e’ detto che la modifica non sia corretta a Palazzo Madama.

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Governo battuto alla Camera sull’arbitrato

Roma - Il governo è stato battuto per un solo voto (225 contro 224) alla Camera su un emendamento del Pd all’articolo 31 (arbitrato) del Ddl sul lavoro. Il relatore, Giuliano Cazzola, che aveva dato parere contrario così come il governo, ha immediatamente chiesto una sospensione dei lavori. Esponenti di maggioranza che erano intervenuti in dichiarazione di voto avevano sottolineato come l’emendamento potesse “scardinare” le norme sull’arbitrato, attualmente in fase di revisione dopo che il presidente della Repubblica Napolitano aveva rinviato il testo del provvedimento alle Camere.

Dopo mezz’ora di sospensione, alla ripresa dei lavori Cazzola ha chiesto l’accantonamento dell’articolo 31, perché la commissione Lavoro non è ancora riuscita ad accertare l’impatto dell’emendamento sulla normativa.

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No all’arbitrato per i licenziamenti

Roma - Non si potrà impugnare un licenziamento davanti a un arbitro e il lavoratore potrà accettare volontariamente di firmare la clausola compromissoria che lo vincola all’arbitrato per la composizione delle controversie solo dopo aver superato il periodo di prova o, nel caso non fosse previsto, dopo un mese dall’assunzione. E ancora: all’arbitrato secondo equità si potrà ricorrere non solo nel rispetto «dei principi generali dell’ordinamento» ma anche «dei principi regolatori della materia, anche derivanti da obblighi comunitari», mentre si semplificano le controverse sulla validità del lodo arbitrale irrituale: il giudice del lavoro decide in grado unico entro 30 giorni e in caso di bocciatura si va direttamente in Cassazione.

Questo in sintesi il sunto degli emendamenti al Ddl sul lavoro approvati dalla competente Commissione della Camera a seguito dei rilievi mossi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gli emendamenti sono stati messi a punto dal relatore del Pdl, Giuliano Cazzola.

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Il Presidente Napolitano rinvia alle Camere la legge sul lavoro

Roma - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rinviato alle Camere il ddl sul lavoro. E’ la prima volta che il Capo dello Stato si avvale di questa prerogativa. Le motivazioni sono illustrate nella lettera inviata ai Presidenti di Camera e Senato. Nel merito, gli articoli che hanno suscitato le perplessità di Napolitano sono due: il primo è l’art. 31 relativo all’arbitrato, che stabilisce la possibilità di inserire clausole compromissorie (quelle che consentono alle parti di far decidere da arbitri sulle controversie tra loro insorte) anche nei contratti di lavoro se lo prevedono accordi fra le parti sociali e a patto che tali clausole siano certificate.

La seconda norma contestata è l’art. 20, che esclude dall’applicazione della normativa (legge 12 febbraio 1995 n°51) in materia di infortuni e igiene del lavoro alcuni lavori. Quindi consente ai lavoratori in questione, che hanno subito danni per il mancato rispetto delle norme in materia di infortuni e di igiene del lavoro, di essere risarciti ma non di adire le vie legali.

Per saperne di più

Le reazioni (1)

Le reazioni (2)

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