Fabriano: Merloni, operai in strada.

Gli operai della Merloni hanno bloccato il traffico in entrata e in uscita da Fabriano per protestare contro il ritardo della firma dell’Accordo di programma che deve salvare l’azienda.

FirenzeI lavoratori della Merloni hanno bloccato strade e ferrovia nei dintorni di Fabriano, in provincia di Ancona, per protestare contro il ritardo nella firma dell’Accordo di programma che deve salvare l’azienda. Il corteo, partito dallo stabilimento, ha raggiunto gli svincoli in entrata e in uscita della superstrada Ancona-Roma rallentando, a tratti paralizzando, la circolazione della città. Un’altra azione simbolica per denunciare il grave momento vissuto da uomini e donne, con alle spalle mutui e bollette da pagare, si è svolta sulla linea ferroviaria Orte-Falconara, occupata per circa quindici minuti. Tutti i blocchi sono stati rimossi intorno alle ore 13. I lavoratori hanno distribuito diversi volantini agli automobilisti.

La Merloni è in amministrazione straordinaria da quindici mesi. Un provvedimento che scade a maggio, insieme alla cassa integrazione, che finora ha interessato circa 3.200 addetti. Il ministero dello Sviluppo economico ha promesso la firma dell’Accordo di programma entro il 28 febbraio, ma a nove giorni dalla scadenza, la data non è stata ancora fissata. Da qui, la decisione degli operai di far sentire la loro voce nella speranza che quanto prima, il governo possa venir incontro alle esigenze dei lavoratori.

Merloni, tute blu sulla Torre a Nocera Umbra.

Un gruppo di lavoratori della Merloni stamani è salito in cima alla Torre del Campanaccio di Nocera Umbra in segno di protesta contro la grave situazione in cui versa l’azienda da diverso tempo. E’ stato affisso uno striscione, con la scritta “la Antonio Merloni deve vivere”.

Nocera Umbra <<La Antonio Merloni deve vivere>>! La scritta compare su uno striscione che pende da stamani dalla torre di Nocera Umbra, dove ha sede uno dei principali stabilimenti del gruppo industriale marchigiano, da tempo colpito da una pesante crisi che ha portato all’amministrazione controllata dell’azienda e a lunghi e ripetuti periodi di cassa integrazione. Gli operai, ancora una volta, per rendersi visibili hanno optato per un’azione eclatante. Un gruppo di lavoratori della Merloni di Gaifana, aderenti alla Fiom-Cgil, sono saliti in vetta alla Torre del Campanaccio di Nocera Umbra in segno di protesta contro la grave situazione in cui versa l’azienda da diverso tempo. Al fianco delle tute blu, erano presenti le istituzioni locali, rappresentate dai sindaci Donatello Tinti (Nocera Umbra), Orfeo Goracci (Gubbio) e Giuseppe Mariucci (Valtopina). L’iniziativa, come ha spiegato il segretario generale della Cgil di Perugia Mario Bravi, ha voluto nuovamente richiamare l’attenzione del governo affinché intervenga per evitare conseguenze economiche e sociali <<devastanti>>. In calendario è in programma per il 5 novembre un incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. In caso di esito negativo, fa sapere lo stesso Mario Bravi che il sindacato proclamerà uno sciopero generale di tutta la fascia appenninica umbra. Una proposta già arrivata alla Cisl e alla Uil.  Il sindacato stima che, se la vertenza Merloni si dovesse concludere in maniera negativa <<la perdita occupazionale si aggirerebbe intorno ai duemila posti di lavoro (1000 dipendenti diretti, 1000 dell’indotto) che si andrebbero a sommare ad altri 1000 derivanti dalla crisi della ceramica, dell’edilizia e del terziario, quest’ultima dovuta in gran parte alla contrazione dei consumi, conseguenza diretta della crisi occupazionale determinata dalle vicende delle Merloni stessa (centinaia di cassaintegrati)>> (link).