25 aprile, Anpi: “Attuare la Costituzione per cambiare l’Italia”

Firenze – Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. Ricordiamo i combattenti per la libertà, i loro sogni di democrazia, uguaglianza e felicità, il portare avanti con coraggio e tenacia la loro speranza di un Paese civile, giusto, solidale.
Festeggiamo la Costituzione nel 70° anniversario della sua approvazione. Quello straordinario lavoro di concordia e responsabilità che condusse alla scrittura delle regole e della sostanza democratica della vita collettiva. Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al
lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione.

Dobbiamo essere uniti e tanti. A trasmetterci la voglia di essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione, di contrasto ai troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web illudendo una parte delle giovani generazioni, di costruzione di una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace.

Dobbiamo darci appuntamento per tutti i giorni a venire. Il 25 aprile rappresenti un impegno quotidiano a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo.
Con l’entusiasmo e le capacità di ognuno.
Buona Liberazione.

Fonte: Anpi

25 aprile, 5 libri per spiegare ai bambini… (fonte: Il Fatto)

25 aprile, “Porta un fiore al partigiano”… (fonte: Il Fatto)

Milano, il programma della manifestazione nazionale 

Gattatico, Istituto Cervi

 

Festa della Liberazione, l’appello dell’Anpi

Firenze – Il 25 aprile cade quest’anno in un complesso di vicende europee che riporta l’orologio della storia in un tempo dove la civiltà e le pratiche democratiche erano pesantemente oscurate. Una profonda crisi economica da cui si riesce con difficoltà a vedere una via d’uscita, il proliferare di movimenti di chiara marca neonazista e neofascista che arrivano fin dentro i governi, e il panorama drammatico di decine di migliaia di immigrati in fuga da guerre e disperazione che ricevono come risposta dalla politica e dalle istituzioni quasi esclusivamente muri e abbandono, devono far riflettere tutti sull’inquietante e gravissima china che sta prendendo il vivere civile. Non è questa la società che sognavano i combattenti per la libertà. Non è questo il futuro cui aspiravano, deprivato di coscienza, senso di responsabilità, solidarietà.

Auspichiamo un 25 aprile di piena e robusta memoria. Una Festa che rimetta al centro dei ragionamenti e dei comportamenti politici e sociali preziosi e decisivi “comandamenti”: antifascismo, Resistenza e Costituzione. Una Festa che ricordi con forza i 70 anni della Repubblica e del voto alle donne, i primi importantissimi passi della rinascita democratica del Paese. Auspichiamo iniziative larghe, che coinvolgano tante italiane e italiani, Comuni, partiti, sindacati, associazioni. Una giornata come una stagione di impegno e profonda, viva Liberazione. Una giornata che dal giorno successivo inneschi un cammino collettivo, sguardi e azioni solidali e responsabili. Un mondo migliore si costruisce insieme. L’Anpi è in campo. Con lo spirito e la determinazione dei suoi ispiratori: le partigiane e i partigiani.

Fonte: Anpi

Milano, il programma della manifestazione nazionale

Bella Ciao, la canzone della libertà

25 aprile, i dieci luoghi della Resistenza dove cantare Bella Ciao

25 aprile, dallo schiaffo di Toscanini alla fuga di Stravinsky e Weill

Prato: Una mostra sul 25 aprile sugli anni ’50

Prato, Museo della Deportazione e Resistenza

Gattatico, Istituto Cervi

Accusò Fiore di fascismo, Turigliatto rinviato a giudizio per diffamazione

Firenze L’ex senatore di Rifondazione Comunista Franco Turigliatto è stato rinviato a giudizio per diffamazione. Il 13 marzo del 2008 durante una trasmissione di “Porta a Porta”, abbandonò lo studio poco dopo che fece il suo ingresso Roberto Fiore, il capo della formazione di estrema destra Forza Nuova. Prima di andarsene, l’ex senatore disse: «non posso stare qui se c’è un fascista». Per queste parole l’ex senatore dovrà risponderne in un’aula di tribunale. «E’ assurdo essere processati per antifascismo», si legge in un comunicato a suo sostegno sottoscritto, fra gli altri, dal linguista Noam Chomsky, dal regista Ken Loach e dallo scrittore Erri De Luca. 

Festa di Liberazione, io canterò “Fischia al vento”.

Firenze – Alla vigilia della festa di Liberazione non mancano gli spunti al variegato popolo democratico per ribadire l’appartenza dell’Italia all’antifascismo. L’ultimo in ordine di tempo l’ha offerto il Commissario prefettizio di Alassio, in provincia di Savona.  Il vice-prefetto Paolo Ceccarelli prima ha negato al coro di cantare “Fischia al vento” – peraltro composta proprio sulle montagne che fanno da sfondo alla città ligure – poi ci ha ripensato dando il via libera per l’esecuzione del brano. Il viaggio continua. Ad Affile, in provincia di Roma, il sindaco si è fatto promotore della realizzazione di un mausoleo per ricordare Rodolfo Graziani, il gerarca fascista. Oltre che in Libia, Graziani operò anche in Etipia dove le truppe di Mussolini attuarono la strategia della “guerra totale”: bombardamenti alle popolazioni civili, deportazioni di massa e uso di gas asfissianti. Il sindaco Ecole Viri – notizia di oggi – è indagato per apologia di fascismo , mentre il presidente del Lazio Nicola Zingaretti due giorni fa aveva bloccato i finanziamenti. Nell’ultimo fine settimana, nella Capitale il Partito democratico si è consegnato all’archivio storico frantumandosi sull’elezione del Presidente della Repubblica provocando un vulnus alla democrazia. Una ferita ricucita con l’elezione di Napolitano. Può piacere oppure no, ma un Capo dello Stato c’è. Intanto, salvo poche eccezioni (Il Fatto Quotidiano è una di queste) la stampa si coalizza ed invita al governo delle larghe intese. Fascisti e antifascisti assieme nel bene dell’Italia. Una tesi sostenuta dallo stesso Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri, che ieri sera a “Ballarò” ha scomodato la storia rievocando a mo’ di caricatura la “svolta di Salerno” e il “compromesso storico” per sponsorizzare il governo delle larghe intese. Nulla di nuovo, è solo “Real-politik” in miniatura, affiancata dal revisionismo. Io, come del resto lei, Mieli, domani canterò “Fischia al vento”.

25 aprile. “La Costituzione è il testamento dei caduti della Resistenza”. (di Loris Mazzetti, fonte: Articolo 21.

 

 

 

Anpi in oltre cento piazze per dire no al neofascismo. Domani è anche la giornata del tesseramento.

Domani Anpi in oltre cento piazze per dire no al neofascismo.

FirenzeDomani in oltre cento piazze d’Italia l’Anpi incontrerà i cittadini per il «rilancio dell’antifascismo e per dire un no secco e duro al neofascismo», si legge nel comunicato dell’associazione partigiani. Una giornata in cui sarà aperta la campagna di tesseramento per il 2013 e i cittadini potranno firmare anche la petizione con cui l’Anpi chiede al Presidente del Senato, Renato Schifani, di ottenere finalmente verità e giustizia sulle stragi nazifasciste in Italia. Per conoscere le piazze dove l’Anpi sarà presente e per ulteriori informazioni visitate il sito www.anpi.it .

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25 aprile, Anpi: la memoria batte nel cuore del futuro

L’appello dell’Anpi per la festa della Liberazione.

FirenzePubblichiamo l’appello dell’Anpi per la festa della Liberazione.

«L’Anpi fa appello a tutte le italiane e a tutti gli italiani affinché il 25 aprile scendano nelle piazze a festeggiare la Liberazione, a ritrovarsi uniti e appassionati attorno alle radici autentiche della nostra democrazia e del futuro: Antifascismo, Resistenza, Costituzione. Raccontarle a chi non sa o ancora non vuol sapere, ai distratti, agli indifferenti, a chi non smette di strumentalizzare questo giorno facendone mero strumento di cieca e violenta propaganda.

Vi è stato chi ha attaccato la nostra Associazione e il suo Presidente nazionale, con argomenti infondati e inaccettabili e addirittura con insulti e accuse di “fascismo” su una specifica questione politica fino a sostenere che non dovremmo celebrare la festa del 25 aprile: facciamola quindi più grande e più partecipata per ribadire con forza la nostra volontà di contribuire al “riscatto” del Paese e il significato profondo della guerra di Liberazione e della inedita partecipazione di tanta parte del popolo italiano.

Ricordiamo che l’unità di forze diverse tra loro, con un impegno e una generosità straordinari, condusse il Paese fuori dal baratro della dittatura nazifascista, inaugurando una stagione di grande entusiasmo e rigenerazione civili, destinata ad approdare ad una Costituzione tra le più avanzate del mondo. E cerchiamo di ritrovare quell’impulso, quel prendersi per mano, con fermezza e intelligenza, per intraprendere sentieri comuni, imprescindibili.

Ricordiamo i partigiani, forti di cuore e di coraggio, forti di amor di Patria e di sogno: democrazia e socialità, col concorso responsabile di ognuno, ogni giorno. Ricordiamo la loro aspirazione più profonda alla pace, al dialogo, all’uguaglianza, alla giustizia. Prendiamoci cura della memoria di queste donne e uomini della libertà, teniamone in vita virtù e tensione morale, difendiamoli dal revisionismo, dalla strumentalizzazione e dall’indifferenza.

Ricordiamo i tanti militari che dissero no al fascismo risorto dopo l’8 settembre ’43 e per questo pagarono il prezzo altissimo e tragico della deportazione e della morte. Ricordiamo tutti coloro che vollero resistere alla sopraffazione, anche senz’armi: la nostra Repubblica è fondata sul loro sacrificio. Ricordiamo il contributo del popolo, che tanto diede ai partigiani, nutrendoli, offrendo loro un riparo, un conforto; spesso restando nell’anonimato e correndo pericoli gravissimi per sé e per le proprie famiglie.

Portiamo in piazza le “Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana”, leggiamole, facciamole conoscere, sono il miglior antidoto all’imbarbarimento politico e sociale. Portiamo in piazza la parte migliore dei cittadini; quella che non cede al disincanto e alla indifferenza, quella che è ancora capace di indignarsi di fronte alla decadenza morale ed alla corruzione diffusa; quella che aspira ad una democrazia vera, fatta di uguaglianza e socialità. Quella che vuole portare avanti i sogni, le speranze, le attese di tutti coloro che combatterono e si impegnarono per la libertà. Sarà così una grande festa di popolo, in cui la memoria si unirà alla riflessione, all’impegno antifascista, alla volontà di uscire dalla crisi con un avanzamento generale della nostra società e della democrazia, nella riaffermazione dei valori di fondo della Resistenza e della Costituzione».

Fonte: Anpi

Prato, il Museo della Deportazione e della Resistenza festeggia il suo decennale

Gattatico (Reggio Emilia), le iniziative all’Istituto Alcide Cervi

Guccini: «Offesa e tradita la mia “Locomotiva”» (fonte: La Repubblica)

25 aprile, Carlo Smuraglia: “diamo alla memoria… ” (fonte: Articolo 21) 

 

Primo maggio a Portella della Ginestra: il dovere della memoria, il futuro dei diritti.

Il Primo maggio 2010 a Portella della Ginestra, 63 anni dopo la strage, ci sarà una novità: in corteo e sul palco, al fianco della Cgil, ci sarà l’Anpi.

Firenze  Il Primo maggio 2010 a Portella della Ginestra, 63 anni dopo la strage, ci sarà una novità: in corteo e sul palco, al fianco della Cgil, ci sarà l’Anpi. Pubblichiamo l’appello, lanciato dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

 

Portella della Ginestra ha ancor oggi il volto e il sangue di una generazione disperata, privata di diritti, lavoro e democrazia. Ha il profilo inquietante di un emblematico buco nero della giustizia, della responsabilità collettiva, istituzionale. Politica. La prima strage nell’era repubblicana.Tra i monti di Portella si intrecciano storie diverse: da un lato ambienti deviati dello Stato che si coniugano agli interessi degli agrari, della mafia e del banditismo in un unico progetto reazionario e criminale. Dall’altro i lavoratori della terra, in festa per il 1° maggio, con il cuore pieno di ansia di progresso e la voglia di cambiare il loro mondo. Il fuoco assassino spegne la vita di 12 di loro e tenta di cancellarne le speranze. Portella della Ginestra ha passato, e reclama futuro.

 Il 1° maggio 2010, 63 anni dopo, per la prima volta nella tradizione delle iniziative commemorative, la lotta alla mafia s’incontrerà con l’antifascismo e la Resistenza: nel corteo e sul palco degli interventi accanto alla Cgil, ci sarà l’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Il segno, il simbolo di un impegno comune: la memoria diffusa del sacrificio più alto, la libertà, il lavoro, la dignità. E il loro domani. Per un’Italia migliore. Delle radici: Resistenza, Costituzione, Democrazia.

Fonte: Anpi.

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