Festa di Liberazione, io canterò “Fischia al vento”.

FirenzeAlla vigilia della festa di Liberazione non mancano gli spunti al variegato popolo democratico per ribadire l’appartenza dell’Italia all’antifascismo. L’ultimo in ordine di tempo l’ha offerto il Commissario prefettizio di Alassio, in provincia di Savona.  Il vice-prefetto Paolo Ceccarelli prima ha negato al coro di cantare “Fischia al vento” – peraltro composta proprio sulle montagne che fanno da sfondo alla città ligure - poi ci ha ripensato dando il via libera per l’esecuzione del brano. Il viaggio continua. Ad Affile, in provincia di Roma, il sindaco si è fatto promotore della realizzazione di un mausoleo per ricordare Rodolfo Graziani, il gerarca fascista. Oltre che in Libia, Graziani operò anche in Etipia dove le truppe di Mussolini attuarono la strategia della “guerra totale”: bombardamenti alle popolazioni civili, deportazioni di massa e uso di gas asfissianti. Il sindaco Ecole Viri – notizia di oggi – è indagato per apologia di fascismo , mentre il presidente del Lazio Nicola Zingaretti due giorni fa aveva bloccato i finanziamenti. Nell’ultimo fine settimana, nella Capitale il Partito democratico si è consegnato all’archivio storico frantumandosi sull’elezione del Presidente della Repubblica provocando un vulnus alla democrazia. Una ferita ricucita con l’elezione di Napolitano. Può piacere oppure no, ma un Capo dello Stato c’è. Intanto, salvo poche eccezioni (Il Fatto Quotidiano è una di queste) la stampa si coalizza ed invita al governo delle larghe intese. Fascisti e antifascisti assieme nel bene dell’Italia. Una tesi sostenuta dallo stesso Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri, che ieri sera a “Ballarò” ha scomodato la storia rievocando a mo’ di caricatura la “svolta di Salerno” e il “compromesso storico” per sponsorizzare il governo delle larghe intese. Nulla di nuovo, è solo “Real-politik” in miniatura, affiancata dal revisionismo. Io, come del resto lei, Mieli, domani canterò “Fischia al vento”.

25 aprile. “La Costituzione è il testamento dei caduti della Resistenza”. (di Loris Mazzetti, fonte: Articolo 21.

 

 

 

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Anpi in oltre cento piazze per dire no al neofascismo. Domani è anche la giornata del tesseramento.

FirenzeDomani in oltre cento piazze d’Italia l’Anpi incontrerà i cittadini per il «rilancio dell’antifascismo e per dire un no secco e duro al neofascismo», si legge nel comunicato dell’associazione partigiani. Una giornata in cui sarà aperta la campagna di tesseramento per il 2013 e i cittadini potranno firmare anche la petizione con cui l’Anpi chiede al Presidente del Senato, Renato Schifani, di ottenere finalmente verità e giustizia sulle stragi nazifasciste in Italia. Per conoscere le piazze dove l’Anpi sarà presente e per ulteriori informazioni visitate il sito www.anpi.it .

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25 aprile, Anpi: la memoria batte nel cuore del futuro

FirenzePubblichiamo l’appello dell’Anpi per la festa della Liberazione.

«L’Anpi fa appello a tutte le italiane e a tutti gli italiani affinché il 25 aprile scendano nelle piazze a festeggiare la Liberazione, a ritrovarsi uniti e appassionati attorno alle radici autentiche della nostra democrazia e del futuro: Antifascismo, Resistenza, Costituzione. Raccontarle a chi non sa o ancora non vuol sapere, ai distratti, agli indifferenti, a chi non smette di strumentalizzare questo giorno facendone mero strumento di cieca e violenta propaganda.

Vi è stato chi ha attaccato la nostra Associazione e il suo Presidente nazionale, con argomenti infondati e inaccettabili e addirittura con insulti e accuse di “fascismo” su una specifica questione politica fino a sostenere che non dovremmo celebrare la festa del 25 aprile: facciamola quindi più grande e più partecipata per ribadire con forza la nostra volontà di contribuire al “riscatto” del Paese e il significato profondo della guerra di Liberazione e della inedita partecipazione di tanta parte del popolo italiano.

Ricordiamo che l’unità di forze diverse tra loro, con un impegno e una generosità straordinari, condusse il Paese fuori dal baratro della dittatura nazifascista, inaugurando una stagione di grande entusiasmo e rigenerazione civili, destinata ad approdare ad una Costituzione tra le più avanzate del mondo. E cerchiamo di ritrovare quell’impulso, quel prendersi per mano, con fermezza e intelligenza, per intraprendere sentieri comuni, imprescindibili.

Ricordiamo i partigiani, forti di cuore e di coraggio, forti di amor di Patria e di sogno: democrazia e socialità, col concorso responsabile di ognuno, ogni giorno. Ricordiamo la loro aspirazione più profonda alla pace, al dialogo, all’uguaglianza, alla giustizia. Prendiamoci cura della memoria di queste donne e uomini della libertà, teniamone in vita virtù e tensione morale, difendiamoli dal revisionismo, dalla strumentalizzazione e dall’indifferenza.

Ricordiamo i tanti militari che dissero no al fascismo risorto dopo l’8 settembre ’43 e per questo pagarono il prezzo altissimo e tragico della deportazione e della morte. Ricordiamo tutti coloro che vollero resistere alla sopraffazione, anche senz’armi: la nostra Repubblica è fondata sul loro sacrificio. Ricordiamo il contributo del popolo, che tanto diede ai partigiani, nutrendoli, offrendo loro un riparo, un conforto; spesso restando nell’anonimato e correndo pericoli gravissimi per sé e per le proprie famiglie.

Portiamo in piazza le “Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana”, leggiamole, facciamole conoscere, sono il miglior antidoto all’imbarbarimento politico e sociale. Portiamo in piazza la parte migliore dei cittadini; quella che non cede al disincanto e alla indifferenza, quella che è ancora capace di indignarsi di fronte alla decadenza morale ed alla corruzione diffusa; quella che aspira ad una democrazia vera, fatta di uguaglianza e socialità. Quella che vuole portare avanti i sogni, le speranze, le attese di tutti coloro che combatterono e si impegnarono per la libertà. Sarà così una grande festa di popolo, in cui la memoria si unirà alla riflessione, all’impegno antifascista, alla volontà di uscire dalla crisi con un avanzamento generale della nostra società e della democrazia, nella riaffermazione dei valori di fondo della Resistenza e della Costituzione».

Fonte: Anpi

Prato, il Museo della Deportazione e della Resistenza festeggia il suo decennale

Gattatico (Reggio Emilia), le iniziative all’Istituto Alcide Cervi

Guccini: «Offesa e tradita la mia “Locomotiva”» (fonte: La Repubblica)

25 aprile, Carlo Smuraglia: “diamo alla memoria… ” (fonte: Articolo 21) 

 

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Primo maggio a Portella della Ginestra: il dovere della memoria, il futuro dei diritti.

Firenze - Il Primo maggio 2010 a Portella della Ginestra, 63 anni dopo la strage, ci sarà una novità: in corteo e sul palco, al fianco della Cgil, ci sarà l’Anpi. Pubblichiamo l’appello, lanciato dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

 

Portella della Ginestra ha ancor oggi il volto e il sangue di una generazione disperata, privata di diritti, lavoro e democrazia. Ha il profilo inquietante di un emblematico buco nero della giustizia, della responsabilità collettiva, istituzionale. Politica. La prima strage nell’era repubblicana.Tra i monti di Portella si intrecciano storie diverse: da un lato ambienti deviati dello Stato che si coniugano agli interessi degli agrari, della mafia e del banditismo in un unico progetto reazionario e criminale. Dall’altro i lavoratori della terra, in festa per il 1° maggio, con il cuore pieno di ansia di progresso e la voglia di cambiare il loro mondo. Il fuoco assassino spegne la vita di 12 di loro e tenta di cancellarne le speranze. Portella della Ginestra ha passato, e reclama futuro.

 Il 1° maggio 2010, 63 anni dopo, per la prima volta nella tradizione delle iniziative commemorative, la lotta alla mafia s’incontrerà con l’antifascismo e la Resistenza: nel corteo e sul palco degli interventi accanto alla Cgil, ci sarà l’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Il segno, il simbolo di un impegno comune: la memoria diffusa del sacrificio più alto, la libertà, il lavoro, la dignità. E il loro domani. Per un’Italia migliore. Delle radici: Resistenza, Costituzione, Democrazia.

Fonte: Anpi.

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