Banca dell’Etruria in amministrazione straordinaria. Vicepresidente era il padre del ministro Boschi.

E’ stata decisa l’amministrazione straordinaria per la Banca dell’Etruria

Firenze La banca dell’Etruria, l’istituto popolare di cui il ministro Maria Elena Boschi è azionista e il padre Pier Luigi ricopriva la carica di vice presidente, è stato posto in amministrazione straordinaria. Il commissariamento è arrivato con un provvedimento del ministero dell’Economia su proposta di Bankitalia. Spetta ora ai commissari nominati fornire i dettagli sul commissariamento, anche se la causale della proposta di via Nazionale parla chiaro: «Gravi perdite del patrimonio». Che sono emerse dagli «accertamenti ispettivi, avviati dalla Banca d’Italia e tuttora in corso», come si legge in una nota della stessa Etruria. E sono dovute a «consistenti rettifiche sul portafoglio crediti».

 

Agile ex Eutelia: il tribunale accoglie la richiesta di commissariamento. La soddisfazione dei lavoratori.

Il Tribunale fallimentare di Roma ha accolto le richieste dei lavoratori disponendo l’amministrazione straordinaria dell’azienda, rigettando la richiesta del concordato presentata dai legali del gruppo Omega.

Firenze Dopo vari rinvii il Tribunale fallimentare di Roma ha deciso per l’amministrazione straordinaria della società, rigettando la richiesta di concordato presentata dal gruppo Omega che lo scorso anno ha rilevato il ramo IT di Eutelia. A darne notizia in una nota è il coordinamento lavoratori Agile-ex Eutelia. I giudici hanno accolto le richieste dei lavoratori che, dopo tanta fatica e sacrifici, hanno avuto ragione contro il tentativo del gruppo di impedire il commissariamento. I lavoratori, quasi 2000 dipendenti in tutta l’Italia, sono senza stipendio dallo scorso settembre e alla decisione del Tribunale hanno espresso la loro «viva soddisfazione».

 Gli stessi lavoratori hanno sottolineato, inoltre, come il presidio permanente – una scelta assunta non a cuor leggero e carica di sofferenze – non abbia «mai influito sulla situazione lavorativa garantendo la totale assistenza ai clienti della società».  Adesso sarà compito del governo convocare le rispettive parti e nominare un commissario (link).

Fabriano: Merloni, operai in strada.

Gli operai della Merloni hanno bloccato il traffico in entrata e in uscita da Fabriano per protestare contro il ritardo della firma dell’Accordo di programma che deve salvare l’azienda.

FirenzeI lavoratori della Merloni hanno bloccato strade e ferrovia nei dintorni di Fabriano, in provincia di Ancona, per protestare contro il ritardo nella firma dell’Accordo di programma che deve salvare l’azienda. Il corteo, partito dallo stabilimento, ha raggiunto gli svincoli in entrata e in uscita della superstrada Ancona-Roma rallentando, a tratti paralizzando, la circolazione della città. Un’altra azione simbolica per denunciare il grave momento vissuto da uomini e donne, con alle spalle mutui e bollette da pagare, si è svolta sulla linea ferroviaria Orte-Falconara, occupata per circa quindici minuti. Tutti i blocchi sono stati rimossi intorno alle ore 13. I lavoratori hanno distribuito diversi volantini agli automobilisti.

La Merloni è in amministrazione straordinaria da quindici mesi. Un provvedimento che scade a maggio, insieme alla cassa integrazione, che finora ha interessato circa 3.200 addetti. Il ministero dello Sviluppo economico ha promesso la firma dell’Accordo di programma entro il 28 febbraio, ma a nove giorni dalla scadenza, la data non è stata ancora fissata. Da qui, la decisione degli operai di far sentire la loro voce nella speranza che quanto prima, il governo possa venir incontro alle esigenze dei lavoratori.