Torino – L’accusa di omicidio doloso <<non è frutto di una scelta emotiva o filosofica. Sono state le indagini a imporci il dolo, sono state le perquisizioni nei locali della fabbrica, dei pc e degli archivi a farci scoprire perché sette operai erano morti>>. Con queste parole il procuratore Raffaele Guariniello ha aperto stamani la requisitoria nel processo del rogo alla Thyssenkrupp dove il 6 dicembre 2007 morirono sette operai. Dei sei imputati, l’amministratore delegato Harald Espenhahn risponde del reato più grave, omicidio volontario con dolo eventuale, poiché con la sua condotta <<ha accettato il rischio>> di incidenti mortali. Il pubblico ministero ha spiegato i motivi per i quali da omicidio colposo l’ipotesi di reato è passata, nel corso delle indagini, a omicidio con dolo eventuale. Gli altri cinque imputati (Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Daniele Moroni e Cosimo Cafueri) sono accusati di omicidio colposo con colpa cosciente. Subito dopo il pm Guariniello, ha preso la parola per proseguire la requisitoria il sostituto procuratore Laura Longo. <<Descrivere lo stabilimento Thyssenkrupp di Torino negli ultimi mesi vuol dire ripercorrere la cronaca di morti annunciate, previste e prevedibili>>, ha detto il pm Longo.
L’associazione degli ex operai Thyssenkrupp, “Legami d’acciaio”, si costituirà parte civile nel procedimento contro i lavoratori indagati dal procuratore Raffaele Guariniello per falsa testimonianza o induzione alla falsa testimonianza. Lo ha annunciato Ciro Argentino, ex delegato Fiom alla Thyssenkrupp di Torino, a margine dell’udienza. Tale filone di indagini, hanno fatto sapere dalla pubblica accusa, terminerà solo dopo la conclusione del processo per il rogo alla Thyssen.