10 dicembre 1948: l’Assemblea generale dell’Onu approvò la Dichiarazione Universale dei diritti umani.

Prato – Sessanta anni fa rappresentanti di culture e religioni diverse elaborarono un testo in risposta alle nefandezze e atrocità commesse in Europa, e non solo, durante la Seconda guerra mondiale. In quel clima molti Paesi avvertirono la necessità di offrire ai cittadini un nuovo modello etico e politico, fondato sui diritti. Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea generale dell’Onu approvò la «Dichiarazione Universale dei diritti umani». Il documento in quanto tale non esprimeva una valenza giuridica a carattere vincolante per gli Stati membri dell’organizzazione, ma ad ogni modo aprì nuovi orizzonti al diritto internazionale. La Dichiarazione fu approvata con il voto favorevole di 50 dei 58 Stati allora membri delle Nazioni Unite. I restanti otto Paesi decisero per l’astensione (i sei Stati dell’ex blocco sovietico, Sudafrica e Arabia Saudita). Il testo, firmato a Parigi, rappresentò una svolta epocale in quanto il documento sancì in termini universali i diritti dell’essere umano. Ieri abbiamo pubblicato la Dichiarazione, oggi la celebriamo con un pensiero rivolto a tutte, ancora troppe, ingiustizie singole e sociali presenti nel mondo.    

Per mantenere forte la memoria.

 

Preambolo.

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L’ASSEMBLEA GENERALE

proclama

la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14

Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21

Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

Giornalismo: è morto Emilio Rossi

Emilio Rossi

 

Roma – Il giornalista Emilio Rossi, che dopo la riforma legislative del 1975 divenne il primo direttore del TG1, è deceduto ieri nella sua casa romana. Aveva 85 anni. Lo ha annunciato la RAI.

 

 

Genovese, laureato in giurisprudenza e in filosofia, aveva cominciato l’attivita’ giornalistica in un quotidiano locale. Entro’ in Rai nel 1956.

Durante gli anni della sua direzione del Tg1 (1975-1981) venne gambizzato dalle Brigate Rosse, che gli spararono addosso una raffica di proiettili nell’aprile del 1977, mentre, a piedi, stava recandosi al lavoro. E’ stato anche vice direttore generale della Rai, presidente del comitato tv e minori, presidente dell’Ucsi, l’Unione cattolica della stampa italiana, e sino alla sua scomparsa ha presieduto il Comitato di Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano.

Fonte: RaiNews24.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Hollywood quattro film su nazismo e Olocausto

Roma – Quattro film incentrati tutti sugli stessi temi: nazismo e Olocausto. Dopo polemiche e ritardi, a Natale negli Stati Uniti uscirà «Operazione Valkiria», il film diretto da Bryan Singer, con Tom Cruise nei panni del colonnello tedesco Claus von Stauffenberg. E’ la storia del complotto dei generali dell’esercito tedesco che nel 1944 tentò di assassinare Hitler. In Italia uscirà a febbraio. Il tema del nazismo e dell’Olocausto è presente anche in «Il bambino con il pigiama a righe» e «Adam Resurrected». Il primo, dal libro omonimo di John Boyne, racconta l’amicizia tra il figlio di un ufficiale nazista, comandante di un campo di concentramento, e un ragazzo ebreo internato. Il film, diretto da Mark Herman, sarà distribuito in Italia a partire dal prossimo 19 dicembre. Dal romanzo di Yoram Kaniuk invece è stato tratto Adam resurrected, il film diretto da Paul Schrader. E’ la storia di un ex artista del circo risparmiato alla camera a gas ed incaricato di intrattenere centinaia di ebrei durante il loro percorso verso le camere della morte. Dopo la guerra l’uomo entrerà in un manicomio del quale sono ospiti numerosi sopravvissuti all’Olocausto. Il quarto film – il regista è Stephen Dadry- è «The Reader», con Kate Winslet, una torturatrice nazista, sotto processo per i crimini commessi, che vivrà una storia d’amore con un uomo più giovane di lei, interpretato da Ralph Fiennes.  


 

Il cinema celebra la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Roma – Il mondo del cinema si mobilita. In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – firmata a Parigi su volontà dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 – è stato realizzato «All Human Rights For All», un film collettivo no-profit. Registi, attori, sceneggiatori, musicisti, maestranze e produttori del cinema italiano hanno realizzato a titolo gratuito trenta cortometraggi, di tre, quattro minuti ciascuno, ispirati ai trenta articoli della Dichiarazione Universale. Ogni autore ha adottato un articolo della Dichiarazione Universale trasformandolo in ispirazione cinematografica.

Toscana: aumentano le morti bianche nei primi nove mesi del 2008

Firenze – Nei premi nove mesi del 2008 in Toscana si sono registrati sei incidenti mortali sul lavoro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (59 casi contro 53 nel 2007). Ribaltato così il trend in calo tra il 2006 e il 2007, quando si era passati da 99 a 68 decessi. Questi i dati più significativi del rapporto regionale INAIL Toscana 2007, presentato presso Villa Tornabuoni Lemmi, a Firenze.

In totale le denunce di infortunio nel 2007 registrano un aumento di 232 casi (0,3%) rispetto al 2006. Mentre rimane stazionaria la situazione nell’industria (65.218 denunce), l’agricoltura presenta un trend in diminuzione (-4,1%). In questo settore in particolare sono stati denunciati 4.690 infortuni. In aumento, invece, gli incidenti occorsi ai lavoratori stranieri, che nel triennio 2005/2007 si attestano su una percentuale del 14,4% sul totale.

Dall’analisi dei dati si rileva che, a livello territoriale, gli indici di frequenza più alti riguardano la provincia di Massa e Carrara (47,56%), mentre le frequenze più basse riguardano le province di Firenze (27,31%) e Prato (27,98%), che si mantengono sotto la media nazionale.

Tra i lavoratori dei diversi comparti, il maggior numero di infortuni ha riguardato i dipendenti di aziende artigiane. Le attività più rischiose rimangono quelle relative all’estrazione dei minerali, attività caratteristica della provincia di Massa e Carrara (per la presenza di diverse cave di marmo).

Fonte: INAIL

Una sentenza storica che farà giurisprudenza

Roma – Per la prima volta in Italia una persona è stata condannata per omicidio volontario per aver stroncato alla guida di un’auto la vita di due giovani. E’ stato condannato un uomo di 35 anni a dieci anni di reclusione per aver travolto e ucciso con l’automobile il 22 maggio scorso a Roma due ragazzi, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, che viaggiavano a bordo di uno scooter.

La sentenza – che farà giurisprudenza – è stata emessa ieri dal gup Marina Finiti che ha riconosciuto l’imputato colpevole del reato di omicidio volontario con dolo eventuale. E’ anche la prima volta che viene inflitta una condanna così pesante. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, difensore delle famiglie della coppia fidanzata. <<La condanna a dieci anni per omicidio volontario con dolo eventuale è una sentenza giusta>>, ha detto l’avvocato che ha aggiunto: <<Dedichiamo a tutti quei ragazzi che hanno perso la vita e non hanno avuto giustizia. Che questa sentenza costituisca un monito severissimo per tutti quei giovani che hanno perso il senso della loro vita e il rispetto profondo della vita altrui>>.

Di diverso avviso il legale Basilio Fiore, difensore della persona condannata in primo grado a dieci anni. <<Una decisione in contraddizione con la giurisprudenza di legittimità. Credo che ci sia qualche altra sentenza di merito in linea con questa, ma sono convinto che potrà resistere al vaglio del giudice d’appello. Aspettiamo il deposito delle motivazioni della sentenza e poi impugneremo questa decisione>>.

L’addio a Sandro Curzi

PratoIncollati alla tv ad ascoltare le sue prime parole da direttore. In quei giorni in cui faceva capolino nelle case degli italiani il Tg3 di Sandro Curzi, gli spettatori si sono trovati di fronte un nuovo modello di fare il telegiornale. Una parte di pubblico l’ha apprezzato, non si è mai stancata, una seconda l’ha criticato, una terza e ultima forse si è annoiata dopo un po’ o addirittura quasi subito.

Tutto, meglio quasi, si può dire, tranne una cosa: il rispetto di Curzi verso colui che la vedeva in maniera diversa. L’uomo che amava la pipa e assomigliava a Kojak non ha mai considerato l’oppositore un nemico ma un avversario. Il suo modo di fare informazione, di aprire le porte del suo tg alle istanze dei più deboli e mai ascoltate del Paese, lo portarono ad aspre battaglie a tal punto che il Tg3 fu soprannominato dagli avversari politici <<Telekabul>> (dalla capitale dell’Afghanistan occupata dall’Urss negli anni Settanta). Il Tg3 aumentò però in spettatori e in autorevolezza. Un periodo non breve: Curzi sarà a capo della testata dal 1987 al 1993. Anni segnati dalla caduta delle ideologie e in Italia un pool di magistrati di Milano darà vita all’inchiesta, passata alla storia con il nome di <<Mani pulite>>.

Lo stesso Capo dello Stato ha voluto ricordare quel momento della carriera di Sandro Curzi.  <<Sono addolorato – ha affermato il Presidente della Repubblica Napolitano – perché perdo un amico. Le aspre polemiche che lo coinvolsero nel periodo della sua massima responsabilità giornalistica non lo indussero mai ad astiose chiusure né ad alcuna attenuazione della sua autonomia di giudizio e del suo senso delle istituzioni>>. Un ricordo breve di un tipo di informazione che chi allora era giovane o già avanti con l’età, forse oggi prova dentro di sé un senso di nostalgia.

La cerimonia laica si è svolta ieri in una sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, davanti a tantissimi cittadini comuni, politici, giornalisti e autorità.

 

I ringraziamenti

Prato – Il Comitato “Casa della Cultura Enzo Biagi” desidera ringraziare tutti quanti hanno collaborato alla realizzazione degli incontri con la dottoressa Bice Biagi e con Don Giovanni Nicolini, che hanno inaugurato ufficialmente la nostra attività.

Ringraziamo la Regione Toscana, la Provincia di Prato ed il Comune di Prato per il patrocinio concesso, l’Anpi provinciale di Prato ed il presidente Ennio Saccenti per la partecipazione attiva alle due giornate, il Museo della Deportazione di Figline e la direttrice Camilla Brunelli per la disponibilità mostrata nell’aprire appositamente la struttura in occasione della visita della dottoressa Bice Biagi, l’istituto “A. Gramsci – J.M. Keynes” per avere concesso l’Auditorium “Roberto Castellani”, il luogo che ha ospitato i nostri incontri.

Ovviamente un sentito ringraziamento va anche a tutti coloro che sono intervenuti agli incontri. L’appuntamento con la prossima iniziativa pubblica del Comitato “Casa della Cultura Enzo Biagi” è per la primavera 2009.

Don Nicolini, portatore di pace e difensore della memoria

Prato – Un uomo alla mano, capace di rendere elementare ogni concetto. E’ Giovanni Nicolini, parroco alla periferia della diocesi bolognese, che nel corso della sua visita di ieri a Prato, è riuscito a spaziare in vari campi dello scibile umano.

Don Nicolini, un prete di frontiera per il suo instancabile impegno a favore dei deboli e degli emarginati, ha risposto ad una serie di domande con un linguaggio semplice e diretto al cuore delle persone. Non si è risparmiato su ogni fronte rivelandosi un portatore di pace e un sostenitore della memoria. «Il razzismo è una radicalizzazione dell’altro – ha ricordato don Nicolini – E’ opportuno lottare con una cultura di comunione». Sulla globalizzazione ha lanciato un monito. «Il mondo è una cosa sempre più piccola, ma il divario è sempre più grande», ha precisato Don Nicolini che ha espresso il suo no verso il revisionismo. «E’ molto negativo. La memoria va tenuta forte». Il riferimento è al movimento della Resistenza.

Fra i tanti argomenti trattati anche la televisione dove il parroco, fondatore della comunità “Le Famiglie della Visitazione” ha espresso la sua nostalgia per la tv dei tempi al passato remoto. «Il venerdì c’era sempre un programma di prosa – ha aggiunto Don Nicolini – Il grande teatro dialettale l’ho visto in tv. C’è stata una televisione di valore. Ma cosa fanno vedere? (oggi ndr). E’ anche offensivo che gli italiani debbano vedere solo stupidate. Sono contentissimo di essere italiano. C’è un’anima profonda nel nostro popolo che viene tradito».

All’incontro ha partecipato anche il presidente provinciale dell’Anpi Ennio Saccenti che ha focalizzato il suo discorso sull’individualismo sfrenato che l’essere umano in questo momento storico sta vivendo.