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    G8 Genova: condannati in appello De Gennaro e Mortola.

    giovedì 17 giugno 2010

    FirenzeL’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro è stato condannato in appello a un anno e quattro mesi per induzione alla falsa testimonianza nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci. Per lo stesso reato è stato condannato ad un anno e due mesi l’ex capo della digos genovese Spartaco Mortola, oggi vicequestore vicario a Torino. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione della Corte di Appello di Genova. De Gennaro e Mortola avrebbero indotto alla falsa testimonianza l’ex questore Colucci nel processo per il blitz nella scuola Diaz durante il G8 del 2001. De Gennaro -  attualmente capo del Dipartimento per le informazioni e la sicurezza (Dis) -, e Mortola sono stati condannati anche al risarcimento delle tre parti civili costituite nel processo. Questa sentenza ribalta quella di primo grado che aveva visto l’assoluzione dei due imputati. A entrambi sono stati concessi i benefici di legge.  La richiesta del procuratore generale era stata di due anni di reclusione per De Gennaro e di un anno e quattro mesi per Mortola. I legali di Gianni De Gennaro hanno annunciato ricorso in Cassazione.

    La notizia su alcuni giornali nazionali: “La Repubblica“, “Il Corriere della Sera“, “La Stampa

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    Thyssen: Cafueri, non volevo indurre i testi alla falsa testimonianza.

    mercoledì 24 febbraio 2010

    TorinoDurante l’udienza odierna Cosimo Cafueri, uno degli imputati al processo per il rogo alla Thyssenkrupp che provocò la morte di sette operai, ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea. Lo ha fatto dopo le deposizioni di Andrea Cortazzi, ex responsabile della produzione e manutenzione dello stabilimento torinese, e di Carlo Griva, ex capoturno della linea 5 fino al settembre 2007.  Cafueri, ex responsabile del servizio prevenzione e protezione dello stabilimento di Corso Regina Margherita, ha ammesso che non era sua intenzione <<indurre i testi a rendere una falsa testimonianza>>. In aula, l’attenzione si è focalizzata, infatti, sull’inchiesta parallela che la Procura di Torino aveva avviato l’estate scorsa sulla genuinità delle deposizioni di alcuni testi, presentati dalla difesa. A tali lavoratori, come ricostruito dagli inquirenti, era stato consegnato un foglio con le domande e le tracce di eventuali risposte.

    Link

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    Thyssen, tre lavoratori ritrattano.

    venerdì 11 dicembre 2009

    TorinoNuove deposizioni, versioni diverse da quelle precedenti. Alla ripresa del processo per il rogo alla Thyssenkrupp, sono tornati in aula i tre testi indagati per falsa testimonianza al fine di ritrattare le loro dichiarazioni. I tre lavoratori, convocati a suo tempo dalle difese degli imputati, offrirono alla Corte una versione dei fatti che costò loro un avviso di garanzia per falsa testimonianza. Oggi, si sono presentati in aula per chiarire la loro posizione. I tre dipendenti, alla prima comparsa in aula, avevano negato contatti con imputati e colleghi e di aver parlato con loro del processo. Oggi hanno riferito di cene, serate, incontri, telefonate e conversazioni, ma non tutte le loro parole hanno sempre soddisfatto i giudici. Dopo aver lasciato l’aula, uno dei tre è stato insultato dai parenti delle vittime (link).

    Link 1

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    Processo Thyssen: la Procura indaga su operai per falsa testimonianza.

    martedì 17 novembre 2009

    TorinoDue operai sono indagati dalla procura di Torino per falsa testimonianza nel processo per il rogo alla Thyssen, che è ripreso stamani con la deposizione di altri sei testimoni della difesa. Sono lavoratori dell’azienda comparsi in aula nelle precedenti udienze in veste di testimoni. Ai due operai, si aggiunge anche un dirigente del colosso dell’acciaieria che sarebbe indagato per istigazione alla corruzione. Le dichiarazioni di due dei testimoni non convincono la pubblica accusa, rappresentata in aula da Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo. Il punto controverso è inerente alla risposta secondo la quale non ci sarebbero stati contatti in merito ai contenuti della testimonianza, rilasciata davanti ai giudici della Corte d’Assise (link).

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