IL RICORDO

Carlo Maria Martini

«Conservo un ricordo molto bello dei miei incontri con Enzo Biagi. Fui intervistato da lui in tante occasioni, sia mediante dialoghi quieti a tu per tu, preparati con calma, sia con richieste di interventi televisivi giunte all’ultimo momento per qualche evento urgente.
Fin dal primo incontro mi trovai con lui a pieno mio agio e glielo espressi anche in una forma che gli piacque molto. Gli dissi, cioè, che se avessi dovuto scegliermi un padre spirituale laico avrei senz’altro scelto lui, che mi dava tanta fiducia e libertà di esprimermi. La formula lo colpì e me la ricordò anche in seguito. Il suo dono era quello di una grande semplicità e insieme di un approccio da gran signore, che sapeva fare le domande giuste senza mettere mai in imbarazzo la persona interrogata. Quanto ascoltava lo scriveva con estrema sobrietà di linguaggio e senza forzare sui sentimenti.
In realtà, benché non lo lasciasse intendere molto, guardava nel profondo e aveva sete di quelle certezze che ammirava in alcuni suoi interlocutori: certezze non derivate da ideologie o forzature del pensiero, ma dal semplice ascolto delle cose e di Dio. Talora evocava qualcuna di queste certezze nella loro forma più semplice, come la fedeltà sponsale o i valori di una volta.
In fondo era uno spirito inquieto, teso in una ricerca non conclusa di ciò che potesse dargli pace profonda. Aveva una sua forte coerenza interiore ed era pronto a pagare per essa. Ma questo non mi colpiva tanto in lui come la nostalgia di cose più alte e più vere, quelle che ora appagano il suo spirito.»

Carlo Maria Martini

pubblicato sul Corriere della Sera il 7 novembre 2007

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