La Resistenza

«Capisco, di fronte alla morte, anche il revisionismo perché si può paragonare un morto ad un altro morto, questo è ovvio, però ci sono delle ragioni che non vanno dimenticate. Com’è accaduto, perché è accaduto, che cosa era successo prima e che cosa è successo dopo. Non si può isolare solo un fatto bisogna comprendere tutta la storia. Mi voglio ripetere per non essere frainteso. Nella mia lunga vita spesso ho riflettuto su noi ragazzi di allora e sono arrivato a una conclusione: ho rispetto per tutti i morti e, in particolare, penso ai giovani che non hanno avuto futuro. Ma questo non significa non distinguere cosa voleva dire stare da una parte o dall’altra. Con Hitler e i suoi alleati, oppure contro. Il vescovo di Munster, Germania, monsignor von Galen, disse coraggiosamente: “noi siamo l’incudine ed altri battono il martello sopra di noi”. Voglio dire che si può, con la distanza che fatalmente il tempo crea, avere comprensione umana per chi si è trovato, per la chiamata alle armi, accanto alla Wermacht, anche se molti di quelli che risposero ai bandi di Salò lo fecero per la paura che un rifiuto avrebbe potuto avere tragiche conseguenze. Non si può cedere sui principi: il nazismo vuol dire anche sei milioni di ebrei, poi gli omosessuali, chi era contro, gli zingari, i Testimoni di Geova, tutti saliti al cielo con il fumo di Auschwitz o di Dachau. Il governo di Salò chiamò molti giovani, ma ci furono anche molti disertori e molti fucilati. Mussolini combatteva, forse senza speranza, la sua ultima battaglia. Col tempo anche l’odio o si spegne, ma non è possibile fabbricare la storia e la distinzione tra Bene e Male, così come è impossibile formare un’unica categoria di tutti i combattimenti. Sarebbe immorale e poi non si deve fare di ogni erba un fascio. Chi andò a Salò dopo l’8 settembre andò a combattere con i nazisti e contro la libertà del nostro Paese. Chi andò in montagna lottò contro la dittatura e per un’Italia libera e democratica».

Enzo Biagi, Era Ieri, BUR, Milano, 2006, pagg. 168,169.

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