Strage di Stazzema, la Procura di Stoccarda conferma l’archiviazione.

Prato - Una triste notizia dalla Germania. La procura generale di Stoccarda ha respinto il ricorso contro l’archiviazione dell’inchiesta per la strage di Sant’Anna di Stazzema, decisa lo scorso 1° ottobre.

La richiesta era stata presentata per conto dell’associazione dei martiri della strage dall’avvocato Gabriele Heinecke. Secondo la procura nello studio dello storico Carlo Gentile, presentato dall’avvocato Heinecke, non ci sono nuovi elementi in grado di dimostrare una premeditazione da parte degli ex membri della 16/a Divisione Reichsfuehrer per l’eccidio di oltre 560 civili avvenuto il 12 agosto del 1944. Il sindaco di Stazzema Michele Silicani ha espresso la sua indignazione: “Per i giudici tedeschi non è dimostrata la premeditazione? Questo ci offende ancor di più”. Il procuratore militare di Roma Marco De Paolis ha commentato così: “Prendo atto della sostanziale differenza a cui sono pervenuti i pubblici ministeri di Stoccarda sulle indagini per l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Attendiamo che la nostra sentenza sia eseguita dalla Germania, come previsto dalle norme”.

Non è comunque ancora detta l’ultima parola: Enrico Pieri e Gabriele Heinecke possono ricorrere presso la Corte di Appello di Karlsruhe contro l’attuale decisione della procura generale.

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Mauthausen, il ricordo della liberazione

Prato - Piu’ di 10.000 persone arrivate da piu’ di cinquanta Paesi hanno commemorato il 68/mo anniversario della liberazione da parte dell’esercito americano, il 12 maggio 1945, del campo di concentramento nazista di Mauthausen.

Presente anche una numerosa delegazione partita dalla Toscana con molti studenti che hanno aderito all’invito dell’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned). A Mauthausen era stato deportato anche Marcello Martini, ospite della nostra associazione nello scorso mese di aprile quando ha incontrato i ragazzi delle scuole pratesi.

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Processo Priebke: la Comunità ebraica vince in Cassazione ma Equitalia le presenta il conto

Roma - Una notizia che ha fatto giustamente scalpore. Nel 1996 il giornalista Valter Vecellio definisce Erich Priebke “boia delle Ardeatine”. Priebke querela sia il cronista che Riccardo Pacifici, capo della comunità ebraica di Roma. I giudici li assolvono da ogni accusa. Dopo 17 anni però l’agenzia di riscossione chiede ai due di pagare 300 euro al posto dell’Ss perché nullatenente.

Vecellio ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica Napolitano e al Ministro della Giustizia Cancellieri, da cui citiamo queste parole: ““E’ giusto che due cittadini di questa Repubblica, denunciati un ex ufficiale nazista per reati che tre gradi di giudizio ritengono non sussistere, debbano pagare le spese per processi che non hanno intentato ma hanno subito, perché lo Stato italiano non sa, non vuole, non può farsele pagare da chi è stato condannato?
”

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Festa di Liberazione, io canterò “Fischia al vento”.

FirenzeAlla vigilia della festa di Liberazione non mancano gli spunti al variegato popolo democratico per ribadire l’appartenza dell’Italia all’antifascismo. L’ultimo in ordine di tempo l’ha offerto il Commissario prefettizio di Alassio, in provincia di Savona.  Il vice-prefetto Paolo Ceccarelli prima ha negato al coro di cantare “Fischia al vento” – peraltro composta proprio sulle montagne che fanno da sfondo alla città ligure - poi ci ha ripensato dando il via libera per l’esecuzione del brano. Il viaggio continua. Ad Affile, in provincia di Roma, il sindaco si è fatto promotore della realizzazione di un mausoleo per ricordare Rodolfo Graziani, il gerarca fascista. Oltre che in Libia, Graziani operò anche in Etipia dove le truppe di Mussolini attuarono la strategia della “guerra totale”: bombardamenti alle popolazioni civili, deportazioni di massa e uso di gas asfissianti. Il sindaco Ecole Viri – notizia di oggi – è indagato per apologia di fascismo , mentre il presidente del Lazio Nicola Zingaretti due giorni fa aveva bloccato i finanziamenti. Nell’ultimo fine settimana, nella Capitale il Partito democratico si è consegnato all’archivio storico frantumandosi sull’elezione del Presidente della Repubblica provocando un vulnus alla democrazia. Una ferita ricucita con l’elezione di Napolitano. Può piacere oppure no, ma un Capo dello Stato c’è. Intanto, salvo poche eccezioni (Il Fatto Quotidiano è una di queste) la stampa si coalizza ed invita al governo delle larghe intese. Fascisti e antifascisti assieme nel bene dell’Italia. Una tesi sostenuta dallo stesso Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri, che ieri sera a “Ballarò” ha scomodato la storia rievocando a mo’ di caricatura la “svolta di Salerno” e il “compromesso storico” per sponsorizzare il governo delle larghe intese. Nulla di nuovo, è solo “Real-politik” in miniatura, affiancata dal revisionismo. Io, come del resto lei, Mieli, domani canterò “Fischia al vento”.

25 aprile. “La Costituzione è il testamento dei caduti della Resistenza”. (di Loris Mazzetti, fonte: Articolo 21.

 

 

 

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Gli studenti pratesi: “Il Treno della memoria non è una spesa da tagliare”

Prato - Sul Treno della Memoria e sul giudizio frettoloso dei grillini che l’hanno inserito in un elenco di spese da tagliare, tornano questa volta gli insegnanti e gli studenti della scuole superiori pratesi di Gramsci Keynes, Copernico, Dagomari e Cicognini Rodari, che hanno partecipato all’incontro promosso dalla Casa della Cultura Enzo Biagi proprio al Gramsci-Keynes con la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi.

Insieme hanno voluto mettere nero su bianco che cosa questo viaggio rappresenta per loro, per chiarire, una volta per tutte, che su quel treno si impara ad essere persone.

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Dalla memoria la storia del futuro. I ringraziamenti.

 

 

Prato - L’associazione Casa della Cultura Enzo Biagi ringrazia Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento, che hanno raccontato le loro storie durante l’incontro “Dalla memoria, la storia del futuro“.  L’incontro si è svolto all’Auditorium “Roberto Castellani” dell’Isis Gramsci-Keynes a Prato. Un ringraziamento va alla Dirigente scolastica dello stesso istituto Grazia Maria Tempesti e ai docenti della scuola che hanno contribuito per la realizzazione dell’evento.

Un grazie a Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, alla Vicepresidente della provincia di Prato Ambra Giorgi e all’Aned pratese. Un ringraziamento è rivolto anche alle scuole Dagomari e Rodari, presenti all’incontro con i loro studenti. Infine, un ringraziamento a tutti i docenti che hanno partecipato all’incontro.

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Dalla memoria la storia del futuro. Incontro con Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento

Prato – Un dialogo tra i ragazzi delle scuole pratesi che hanno partecipato al Treno della memoria e gli ex deportati nei campi di concentramento Marcello Martini e Antonio Ceseri. Questo il senso dell’incontro che si terrà venerdì 12 aprile dalle ore 10 presso l’Auditorium “Roberto Castellani” dell’ISIS Gramsci-Keynes, in via Reggiana 106 a Prato.

L’incontro è organizzato dalla scuola “Gramsci-Keynes” e dall’associazione “Casa della Cultura Enzo Biagi”, in collaborazione con il Museo della Deportazione di Figline e con l’Aned di Prato. Dopo i saluti della Vicepresidente della Provincia di Prato Ambra Giorgi e della Dirigente scolastica dell’ISIS Gramsci-Keynes Grazia Maria Tempesti, Cristian Iozzelli della Casa della Cultura Enzo Biagi e Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, dialogheranno con Marcello Martini, Antonio Ceseri e gli studenti delle scuole pratesi (presenti anche due classi degli istituti Dagomari e Datini). Durante la mattinata sarà anche proiettato un breve video realizzato dagli studenti che hanno partecipato al Treno della Memoria 2013.

Marcello Martini è nato a Prato nel 1930 e attualmente residente in Piemonte. Fu catturato a Montemurlo il 9 giugno 1944 assieme alla madre e alla sorella, come ostaggi al posto del padre, che era membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Fu trasferito nelle carceri fiorentine delle Murate e nel campo di transito di Fossoli per poi essere deportato a Mauthausen il 21 giugno, dove fu immatricolato con il numero 76430. Fu poi inviato nei sottocampi di Wiener Neustadt e Mödling/Hinterbrühl. La liberazione avvenne nel maggio 1945 a Mauthausen da parte dell’esercito americano. La sua testimonianza è raccolta nel libro “Un adolescente in lager. Ciò che gli occhi tuoi hanno visto”, uscito nel 2007 a cura di Elisabetta Massera.

Antonio Ceseri è nato a Firenze nel 1924, dove risiede tuttora. Arruolatosi nella Marina Militare, fu sorpreso a Venezia la notte dell’8 settembre 1943. Dopo il suo rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana fu deportato nel campo di Treuenbrietzen, nei pressi di Berlino. Fu liberato il 21 aprile 1945 dai sovietici ma dopo due giorni si trovò nuovamente nelle mani dei soldati tedeschi assieme ad altri 130 compagni. I tedeschi ne uccisero 127, Ceseri e altri 3 compagni riuscirono a scampare all’eccidio.

La testimonianza di Antonio Ceseri all’arrivo del treno della memoria 2013

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Fosse Ardeatine e Sant’Anna di Stazzema, la giornata della memoria

Prato - Una giornata importante per la memoria storica. In mattinata ha avuto luogo la commemorazione del 69esimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto una corona di alloro al Mausoleo che ricorda le 385 vittime della strage avvenuta il 24 marzo 1944.

Nel pomeriggio il Presidente della Repubblica si è spostato a Sant’Anna di Stazzema, dove ha scoperto una targa dedicata alle vittime assieme al Presidente tedesco Joachin Gauck. Un momento storico, culminato nell’abbraccio tra i due capi di Stato. Il presidente Napolitano non ha trattenuto la commozione per l’ultimo atto pubblico del suo settennato. A Sant’Anna di Stazzema i tedeschi trucidarono 560 persone, tra cui molti bambini, per rappresaglia il 12 agosto 1944. La pioggia e il freddo non hanno fermato i cittadini e la partecipazione.

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E’ morta Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente.

FirenzeE’ morta a Lari, in provincia di Pisa, all’età di  92 anni, Teresa Mattei, combattente nella formazione garibaldina partigiana del “Fronte della Gioventù”. Fu la più giovane eletta all’Assemblea Costituente e per questo veniva chiamata “la ragazza di Montecitorio”. Era l’ultima donna vivente tra le costituenti. Nel 1938 venne espulsa da tutte le scuole del Regno per aver rifiutato di assistere alle lezioni in difesa della razza. Nel 1955 fu cacciata dal Pci perché contraria allo stalinismo e alla linea togliattiana. Teresa Mattei, laureata in filosofia, fu protagonista della Resistenza con il nome di battaglia “Partigiana Chicchi”. Teresa Mattei è stata dirigente nazionale dell’Unione donne italiane (Udi) e inventò l’uso della mimosa per la Festa della donna. L’idea le venne quando seppe che Luigi Longo intendeva regalare alle donne per quel giorno delle violette, la Mattei intervenne suggerendo un fiore più povero e diffuso nelle campagne.

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La scomparsa di Stéphane Hessel, il partigiano della memoria.

Prato - E’ morto all’età di 95 anni Stéphane Hessel, scrittore ed ex diplomatico francese, autore del bestseller internazionale “Indignatevi!”. Uscito nel 2010, il libro è stato un caso editoriale, con oltre quattro milioni di copie vendute in circa 100 nazioni. Un pamphlet corrosivo, rivolto alle giovani generazioni, che contribuì alla nascita e all’affermazione del movimento giovanile diffusosi in tutto il mondo. Nel 2011 Hessel pubblicò un altro pamphlet, “Impegnatevi!”, un appello alla rivolta e all’impegno civile.

La biografia su Wikipedia

Addio Stéphane Hessel partigiano della memoria (Il Fatto Quotidiano)

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