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    Thyssen: ispettori Asl indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere.

    martedì 2 marzo 2010

    TorinoNella udienza odierna del processo per il rogo alla Thyssenkrupp che provocò la morte di sette operai, tre dei cinque ispettori della Asl 1 di Torino, indagati dalla Procura del capoluogo piemontese, hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Le cinque persone sono indagate, a seconda delle loro rispettive posizioni, per reati che vanno dal falso ideologico all’abuso in atti d’ufficio, con l’accusa di aver favorito la multinazionale dell’acciaio con controlli annunciati e prescrizioni tardive. Tra i capi di imputazione vi è anche quello della lesione personale colposa, in concorso con uno degli imputati per la tragedia del dicembre 2007. Quest’ultimo reato si riferisce ad un infortunio sul lavoro verificatosi nel 2006, quindi prima dell’incidente mortale allo stabilimento torinese. Secondo la Procura, tale infortunio sarebbe stato in qualche modo collegato alla tardiva prescrizione. Il processo è stato aggiornato al 12 marzo (link).

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    Thyssen: Cafueri, non volevo indurre i testi alla falsa testimonianza.

    mercoledì 24 febbraio 2010

    TorinoDurante l’udienza odierna Cosimo Cafueri, uno degli imputati al processo per il rogo alla Thyssenkrupp che provocò la morte di sette operai, ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea. Lo ha fatto dopo le deposizioni di Andrea Cortazzi, ex responsabile della produzione e manutenzione dello stabilimento torinese, e di Carlo Griva, ex capoturno della linea 5 fino al settembre 2007.  Cafueri, ex responsabile del servizio prevenzione e protezione dello stabilimento di Corso Regina Margherita, ha ammesso che non era sua intenzione <<indurre i testi a rendere una falsa testimonianza>>. In aula, l’attenzione si è focalizzata, infatti, sull’inchiesta parallela che la Procura di Torino aveva avviato l’estate scorsa sulla genuinità delle deposizioni di alcuni testi, presentati dalla difesa. A tali lavoratori, come ricostruito dagli inquirenti, era stato consegnato un foglio con le domande e le tracce di eventuali risposte.

    Link

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    Thyssen, si torna in aula.

    mercoledì 10 febbraio 2010

    TorinoDopo diversi rinvii, è ripreso stamani il processo per il rogo alla Thyssenkrupp che provocò la morte di sette operai. Sono stati ascoltati alcuni testi della difesa, fra questi Antonietta Tota che, al momento della tragedia, ricopriva il ruolo di segretaria del personale dello stabilimento torinese. Incalzata dalle domande del pubblico ministero Raffaele Guariniello, Antonietta Tota ha ammesso che i corsi per la sicurezza dei dipendenti venivano svolti solo dopo l’orario di lavoro. E che, quindi, molti operai, già stremati dalla fatica, non li facevano. La stessa segretaria ha affermato che i corsi non erano obbligatori. E, non solo. E’ emerso anche che la direzione dell’azienda non ha mai inviato lettere di richiamo agli operai per la loro mancata frequentazione dei corsi. L’ultima udienza si era svolta lo scorso 17 dicembre. L’ultimo rinvio risale allo scorso 3 febbraio, determinato dalla morte in seguito ad un malore dell’avvocato Claudio Maria Papotti, procuratore legale della Regione, costituitasi parte civile.

    Il processo è stato aggiornato al 24 febbraio.

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    Thyssen, rinviata l’udienza prevista per oggi.

    martedì 12 gennaio 2010

    TorinoLa prima udienza del 2010 del processo per il rogo alla Thyssenkrupp è stata rinviata, a causa dell’impedimento per ragioni di salute di un membro della giuria popolare. Il processo, che doveva riprendere oggi, è stato aggiornato al 29 gennaio.

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    Rogo Thyssen: ultima udienza dell’anno. Ascoltati altri tre testi della difesa.

    giovedì 17 dicembre 2009

    Torino -  L’ultima udienza dell’anno del processo per il rogo alla Thyssen si è incentrata sulla deposizione di altri tre testi della difesa. Il primo ad essere ascoltato è stato il gestore della manutenzione della linea 5 al momento della tragedia, Enzo Mangiarotti. Il teste, fra le varie cose dette, ha ammesso che le perdite di olio avvenivano di frequente. Dalle deposizioni dei tre testimoni è emerso un quadro di un’azienda dove il personale era sempre più ridotto e dove gli stessi operai dovevano affidarsi all’arte dell’arrangiarsi. Dopo il caso delle ritrattazioni, avvenute nella precedente udienza, i tre dipendenti ascoltati oggi hanno negato di aver ricevuto indicazioni su come comportarsi durante le loro rispettive audizioni.

    Il processo è stato aggiornato al 12 gennaio.

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    Thyssen, tre lavoratori ritrattano.

    venerdì 11 dicembre 2009

    TorinoNuove deposizioni, versioni diverse da quelle precedenti. Alla ripresa del processo per il rogo alla Thyssenkrupp, sono tornati in aula i tre testi indagati per falsa testimonianza al fine di ritrattare le loro dichiarazioni. I tre lavoratori, convocati a suo tempo dalle difese degli imputati, offrirono alla Corte una versione dei fatti che costò loro un avviso di garanzia per falsa testimonianza. Oggi, si sono presentati in aula per chiarire la loro posizione. I tre dipendenti, alla prima comparsa in aula, avevano negato contatti con imputati e colleghi e di aver parlato con loro del processo. Oggi hanno riferito di cene, serate, incontri, telefonate e conversazioni, ma non tutte le loro parole hanno sempre soddisfatto i giudici. Dopo aver lasciato l’aula, uno dei tre è stato insultato dai parenti delle vittime (link).

    Link 1

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    Morto operaio alla Thyssen di Terni. Nuova udienza a Torino.

    martedì 1 dicembre 2009

    Terni - Un’altra famiglia in lacrime, distrutta dal dolore. Teatro della tragedia, ancora una volta, l’ambiente di lavoro. A distanza di due anni dal rogo alla Thyssen, un nuovo incidente è avvenuto oggi nella multinazionale dell’acciaio. Questa volta nel centro movimento acidi della Thyssenkrupp di Terni dove è morto un giovane lavoratore. Si chiamava Dario Bianchina, aveva 31 anni, e avrebbe perso la vita dopo aver inalato vapori di acido cloridrico. Con lui c’erano altri due operai che, nel tentativo di soccorrere il loro collega, si sono sentiti male. Le loro condizioni per fortuna non sarebbero gravi. La vittima era addetto ai “servizi ausiliari” della Tk-Ast. L’ incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno nella zona “emulsione acidi” davanti l’area del reparto Pix 2. Subito soccorso, è stato trasportato in ospedale ma al suo arrivo i medici non hanno potuto che constatarne la morte. La magistratura ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia. Dure le reazioni da parte della Fiom Cgil. Intanto, a Torino era in corso una nuova udienza per il processo al rogo della Thyssen. Sono stati ascoltati alcuni testimoni, presentati dalla difesa. Fra questi uno dei medici dell’azienda, Nizai Mansour, che si è soffermato sul rispetto della sicurezza da parte dell’azienda e sulle periodiche visite effettuate dai lavoratori. Presente all’udienza anche Antonio Boccuzzi, l’operaio sopravvissuto al rogo ed attualmente deputato del partito democratico. A conclusione dell’udienza, il parlamentare ha così commentato l’incidente mortale avvenuto nell’azienda umbra. «Nonostante il protocollo di sicurezza a Terni si continua a morire» (link)

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    Processo Thyssen: la Procura indaga su operai per falsa testimonianza.

    martedì 17 novembre 2009

    TorinoDue operai sono indagati dalla procura di Torino per falsa testimonianza nel processo per il rogo alla Thyssen, che è ripreso stamani con la deposizione di altri sei testimoni della difesa. Sono lavoratori dell’azienda comparsi in aula nelle precedenti udienze in veste di testimoni. Ai due operai, si aggiunge anche un dirigente del colosso dell’acciaieria che sarebbe indagato per istigazione alla corruzione. Le dichiarazioni di due dei testimoni non convincono la pubblica accusa, rappresentata in aula da Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo. Il punto controverso è inerente alla risposta secondo la quale non ci sarebbero stati contatti in merito ai contenuti della testimonianza, rilasciata davanti ai giudici della Corte d’Assise (link).

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    Thyssen, in aula i due imputati tedeschi.

    mercoledì 4 novembre 2009

    TorinoE’ stato il giorno dei due imputati tedeschi, Gerald Priegnitz e Harald Espenhahn, che nell’udienza della scorsa settimana si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Priegnitz, con l’aiuto di un interprete, è stato il primo ad essere ascoltato dalla Corte. Il consigliere delegato ha sostenuto che era a conoscenza dei fondi stanziati per gli investimenti in materia di prevenzione antincendio ma non della loro destinazione. Alle domande incentrate sulla chiusura dello stabilimento torinese e del suo trasferimento a Terni, Priegnitz ha affermato di aver appreso della decisione nel marzo 2007, ma questo non era stato affrontato all’interno dell’executive board, cioé il comitato esecutivo (link). L’udienza, dopo una sospensione per una breve pausa, è ripresa con l’esame all’amministratore delegato Harald Espenhahn, al quale è contestato il reato più grave, ossia omicidio volontario con dolo eventuale. Gli altri cinque imputati (Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Daniele Moroni e Cosimo Cafueri) invece sono accusati di omicidio colposo con colpa cosciente. L’interrogatorio dell’amministratore delegato, affiancato da un interprete, è durato circa tre ore (link 1).

    Link 2

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    Thyssen, rinviato l’interrogatorio ai due manager tedeschi.

    martedì 27 ottobre 2009

    Torino - Doveva essere il giorno dei manager tedeschi della Thyssenkrupp, imputati nel processo per il rogo che provocò due anni fa la morte di sette operai. Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, invece, non si sono sottoposti all’esame dei pubblici ministeri avvalendosi della facoltà di non rispondere. Idue dirigenti hanno letto – in un italiano stentato e dal forte accento tedesco -, una breve dichiarazione nella quale hanno spiegato di non conoscere l’italiano a sufficienza e, quindi, di non essere in grado di affrontare le domande.

    Una scelta che sposa la linea difensiva contrastando la decisione, assunta fin dall’inizio e ribadita in altre occasioni, dalla Corte di respingere la richiesta della difesa di nominare un interprete. I due dirigenti, comunque, hanno annunciato che presenteranno una memoria scritta.  La Corte d’Assise, dopo una breve sospensione, ha disposto che i due manager saranno ascoltati con un interprete il 4 novembre. I giudici, ad ogni modo, non sono tornati indietro rispetto alla loro decisione sulle richieste di nullità della difesa legate alla traduzione degli atti (link).

    L’udienza è proseguita ascoltando il primo testimone della difesa, l’operaio Antonino Miceli che, nel corso della sua audizione ha affermato cose differenti rispetto a quanto emerso dalle deposizioni di diversi testi dell’accusa. Miceli ha precisato che non vi era nessun divieto nell’utilizzare il pulsante di emergenza, secondo l’operaio, il pulsante poteva essere premuto da chiunque (link 1).

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