Strage di Viareggio: la Cassazione conferma licenziamento di Riccardo Antonini

Firenze – La Cassazione ha confermato il licenziamento di Riccardo Antonini, il ferroviere che ha fatto da consulente gratuito alla famiglia di una delle 32 vittime della strage ferroviaria di Viareggio. L’ex dipendente di Rete Ferroviaria Italiana, 65 anni, secondo i giudici, ha infatti violato l’obbligo di fedeltà all’azienda, obbligo che è sancito dal codice civile. Per questo fu licenziato nel novembre 2011, a un anno dalla pensione. La giustizia ha dato ragione a Rfi già dal primo grado: il tribunale di Lucca ha rigettato il ricorso di Antonini nel 2013 e lo stesso hanno fatto prima la Corte d’Appello di Firenze nel 2014 e adesso la Suprema Corte.

Strage di Viareggio, Moretti condannato a sette anni

Firenze –  L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti è stato condannato a 7 anni per la strage di Viareggio in cui, il 29 giugno 2009,  morirono 32 persone. L’accusa per Moretti, attualmente a capo di Finmeccanica, aveva chiesto 16 anni. A 7 anni e mezzo sono stati condannati, invece, l’ex ad di Rfi Mauro Michele Elia (attualmente country manager al Tap per l’Italia) e l’ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano. Nei confronti di Elia, l’accusa aveva chiesto 15 anni di carcere. La sentenza di primo grado si caratterizza per la condanna degli ex vertici di Ferrovie, Rfi e Trenitalia. Moretti è stato assolto come amministratore delegato di Fs, ma condannato come ex amministratore delegato di Rfi, la società del gruppo che si occupa dell’infrastruttura ferroviaria.

In tutto 33 gli imputati, 9 le società. Per loro i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino avevano chiesto pene dai 5 ai 16 anni per un ammontare di oltre 250 anni. Per tutti gli imputati le accuse andavano, a vario titolo, da disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.

Strage di Viareggio: il verdetto… (fonte: Repubblica) 

Strage di Viareggio… (fonte: Sky)

Strage di Viareggio, i familiari… (fonte: Il Fatto)

Strage di Viareggio, Delrio… (fonte: Il Fatto)

Strage di Viareggio, Marco Piagentini … (video, fonte: Repubblica) 

 

 

 

 

 

 

Strage Viareggio: «Quell’assile andava fermato»

Lucca – Ancora due giorni di udienza, per il processo al disastro ferroviario di Viareggio, dedicati alla requisitoria della Procura di Lucca che vede impegnati i sostituti Procuratori Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino.

Oggi l’attenzione dei pm si sposta in casa, in quell’Italia che vede sul banco degli imputati gli ex amministratori delegati del Gruppo Fs (Mauro Moretti) e delle sue azienda (Vincenzo Soprano per Trenitalia e Michele Mario Elia per Rfi), ma anche amministratore delegato e dipendenti dell’officina Cima riparazioni di Bozzolo (Mantova).

Strage, bastava poco per evitarla: la manutenzione del carro era scaduta nel 2008 (TgRegione.it)

Strage Viareggio, riprende il processo: “Controlli sul treno superficiali”

Lucca – Una lunga catena di superficialità, di macchine obsolete, di controlli non eseguiti in maniera corretta sull’assile che è collassato sul carro deragliato nel giugno 2009 a Viareggio. L’accusa dei due pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino nel processo sulla strage di Viareggio si muove in questo scenario. Uno scenario che Amodeo ha definito: “la banalità del male”.

Con queste parole è iniziata la requisitoria dell’accusa nel giorno della ripresa delle udienze dopo la pausa estiva all’interno del Polo Fiere di Sorbano, alle porte di Lucca: i due pm avranno a disposizione altre due udienze, fissate per mercoledì 14 e giovedì 15 settembre, mentre da venerdì 23 la parola passerà alle arringhe difensive.

Il punto di partenza per la requisitoria dei Pm è la circolare Eba (l’ente per la sicurezza ferroviaria tedesca) del 2007. «Guardate – dicono all’unisono i due Pm – che era tutto scritto allora. Venivano date determinate disposizioni in caso di rilevamento di cricche e viene descritto in modo dettagliato cosa accadrebbe in caso di incidente. Già due anni prima, insomma, l’Eba descrive lo scenario che si è verificato a Viareggio due anni dopo».

Di qui i Pm passano a individuare le singole responsabilità delle aziende coinvolte. E tutte hanno, a loro avviso una specifica responsabilità. A partire dalla Jungenthal che effettuò la revisione sull’assile nel novembre 2008. Per l’accusa era inadeguata. Non aveva l’autorizzazione a effettuare i controlli magnetoscopici che avrebbero sicuramente evidenziato l’anomalia; ha utilizzato macchinari scaduti, limitandosi a dare una mano di vernice sull’asse per coprire l’ossidazione.

E’ colpevole anche la Gatx che in quanto proprietaria del carro, in base alle disposizioni dell’Eba, avrebbe dovuto sapere tutto sulla storia dell’asse e fornire disegni e piani indispensabili per svolgere una corretta manutenzione. Colpevole la Cima riparazioni perché quando ha montato sul carro l’asse arrivato dalla Germania avrebbe dovuto accorgersi che gli strumenti utilizzati dalla Jungenthal erano scaduti e pertanto la revisione indicata era di fatto nulla.

Colpevoli infine Rfi e Trenitalia, perché il rilascio dell’autorizzazione a circolare in Italia, stando alle norme in vigore, erano vincolati a requisiti che quel carro, quell’asse e quell’officina di manutenzione non avevano.

Strage di Viareggio, gli striscioni con i volti delle vittime – Galleria fotografica (Repubblica.it)

Strage di Viareggio, parla la Procura (IlTirreno.it)

Moretti Cavaliere del lavoro, la risposta delle famiglie al no del Colle

Viareggio – «Oggi, così come allora, con freddo cinismo si calpestano le 32 vittime, i feriti, i familiari, una città intera e tutto il territorio della costa versiliese» è la risposta che i familiari delle vittime della strage di Viareggio mandano all’indirizzo del Quirinale, che nei giorni scorsi ha rimandato l’eventuale revoca del titolo di Cavaliere del lavoro a Mauro Moretti a una sentenza di condanna definitiva.

Moretti, niente revoca del titolo di Cavaliere del lavoro senza condanna definitiva

Roma – Prima la condanna definitiva. Poi, semmai, la revoca del titolo di Cavaliere del lavoro. Sempre che la revoca possa scattare per un reato “colposo”. Blindata. Dalle leggi (in parte) e dalla politica. Non si tocca l’onorificenza di Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie dello Stato, oggi ai vertici di Finmeccanica. Di sicuro, la presidenza della Repubblica non gliela toglierà a breve. E non senza la richiesta espressa del ministero dell’Industria.

La posizione del Quirinale è chiara. Non è politica, ma istituzionale. E non cambia neppure di fronte alla mozione approvata dalla Regione Toscana che, all’unanimità, chiede allo Stato di fare un passo indietro rispetto a questo riconoscimento dato a Moretti.

Strage di Viareggio, il consiglio regionale: via il titolo di Cavaliere a Mauro Moretti

Firenze – La Regione Toscana chiederà al governo la revoca del titolo di cavaliere del lavoro attribuita a Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato quando, il 29 giugno 2009 , si verificò il tragico incidente alla stazione ferroviaria di Viareggio, dove persero la vita 32 persone. La richiesta è contenuta in una mozione, approvata all’unanimità, che impegna la Giunta regionale a “segnalare al Governo nazionale l’opportunità di attivare quanto prima le procedure di revoca del titolo di cavaliere del lavoro a Moretti”.

La mozione, presentata dal gruppo M5s, è stata fatta propria dall’intera Assemblea regionale dopo che il consigliere Gabriele Bianchi, M5s, l’ha illustrata evidenziando che “così dimostriamo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime e il nostro impegno affinché sia fatta piena luce su quel tragico evento”. Bianchi ha affermato che “è necessario revocare l’onorificenza per indegnità”. La richiesta sarà avanzata a norma di una specifica legge, la 194 del 1986, che prevede proprio una procedura del genere qualora siano venute meno le condizioni originarie.

Strage Viareggio, si riprende a settembre

Lucca – Sette anni e due giorni dal disastro ferroviario: l’istruttoria iniziata il 13 novembre 2013 è terminata. Il presidente del Collegio, Gerardo Boragine (con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) ha detto stop al dibattimento. Fissando al 12 settembre l’inizio della discussione.

Inizierà la Procura, con i pubblici ministeri Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, ad esporre le ragioni dei capi di imputazione e a formulare le richieste di condanna per gli imputati (33 persone fisiche e 9 società): i pm parleranno il 12, 14 e 15 settembre. Dal 16 al 22 tocca agli avvocati di parte civile, compresi quelli che rappresentanto Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Dal 23 al 30 settembre e poi 4,19 e 20 ottobre a giocarsi tutte le carte in una sola mano saranno i difensori degli imputati e dei responsabili civili. La sentenza è attesa prima di Natale.

Strage Viareggio, venerdì 1° luglio la decisione sullo stop estivo

Lucca – La decisione era stata annunciata per oggi, ma nell’udienza odierna il presidente del Collegio, Gerardo Boragine, ha rinviato a venerdì 1° luglio la decisione sui tempi della discussione.

Una scelta che va presa ponderando il più possibile le esigenze di un processo che porta con se’ una mole di documenti ed atti da far tremare le vene ai polsi.

Le requisitorie dei pm dureranno 2 o 3 udienze, poi spetterà alla parti civili, per 6 o 7 udienze e altrettate per la difesa dei 32 imputati. Tirando le somme, prima di arrivare alla sentenza di primo grado, occorreranno almeno altre 17 o 18 udienze.

Strage Viareggio, la riserva sullo stop fino a settembre sarà sciolta venerdi prossimo

Lucca – Se il processo della strage di Viareggio riprenderà a settembre, per il dibattimento, le arringhe finali e la sentenza, lo si saprà venerdi della prossima settimana, all’udienza, dopo che sarà sciolta da parte del collegio giudicante, presieduto dal giudice Gerardo Boragine la riserva sul nuovo calendario.

Due le opzioni possibili: concedere 15 giorni di stop e poi iniziare immediatamente la requisitoria dei Pm – che occuperà circa 2-3 udienze – e a seguire gli interventi degli avvocati di parte civile fino alla pausa estiva di fine luglio. In alternativa accettare la proposta dell’avvocato difensore 17 che ha suggerito di rinviare tutto a dopo l’estate. In questo caso, il periodo di stop forzato non sarebbe conteggiato ai fini della prescrizione dei reati.

Nell’udienza odierna si è tenuto il controesame di Igo Poschmann, ingegnere tedesco e padre del manuale di manutenzione europeo Vpi, edizione 2011. Poschmann, nelle numerose udienze che l’hanno visto sul banco dei testimoni in qualità di consulente per gli avvocati degli imputati di parte tedesca è rimasto irremovilmente saldo sulle proprie convinzioni.