E’ morto Jean Louis De Cartier, uno degli imputati del processo Eternit. A rischio i risarcimenti delle vittime.

Torino - La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Jean Louis De Cartier, uno dei due imputati del processo Eternit, è deceduto nella notte. Aveva 92 anni ed era stato amministratore delegato della multinazionale Eternit dal 1966 al 1978, e poi presidente del consiglio d’amministrazione fino al 1986. Il decesso arriva a meno di due settimane dalla sentenza di secondo grado sul processo che lo vede imputato assieme a Stephan Schmidheiny e dopo poche ore dalla penultima udienza nella quale i suoi legali avevano cercato per l’ennesima volta di smontare le tesi dell’accusa.

De Cartier era stato condannato a risarcire centinaia di vittime dalla sentenza di primo grado, ma non ha mai pagato un euro. Per questo tutte le parti lese si erano ricostituite contro di lui. Dal punto di vista giuridico bisognerà ora capire se ci sarà la possibilità di rivalersi anche sul piano penale contro la società di De Cartier la Etex, coimputata. O se come invece appare probabile la questione potrà essere affrontata solamente in sede civile. “La morte dell’imputato estingue il processo. Quindi vengono meno tutte le disposizioni della sentenza di primo grado, comprese quelle che si riferiscono alle parti civili”, queste le parole dell’avvocato Cesare Zaccone, a cui ha replicato Bruno Pesce, presidente dell’Afeva, l’associazione familiari vittime dell’amianto: ”I nostri legali ritengono che resteranno validi gli obblighi della società Etex, anche se forse sarà necessaria una causa civile. Il nostro messaggio, comunque, è di tenere duro”.

Nella prossima udienza del processo – confermata per lunedì 27 maggio – verrà dunque preso atto di tale novità e non sarà più necessaria l’arringa finale dell’avvocato Cesare Zaccone, difensore di De Cartier.

L’imputato del mistero (Corriere.it)

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Eternit, le repliche dei legali dei responsabili civili

Torino - L’udienza di lunedì 20 maggio al processo d’appello Eternit è stata dedicata alle repliche dei legali dei responsabili civili Alessio Di Amato (Becon e Anova), Matteo Mangia (Amindus), e Giuseppe Sbisà (Etex) che hanno ribadito la propria lettura della vicenda, con lo scopo di chiamare le società fuori dal quadro di responsabilità che potrebbero essere attribuite ai signori dell’amianto, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis de Cartier, condannati in primo grado a 16 anni di carcere. In particolare, la replica di Sbisà ha cercato di sminuire le effettive responsabilità di De Cartier nel gruppo Eternit. Una replica fin troppo articolata che ha richiesto una specifica ordinanza del tribunale di fronte a quella che si stava trasformando una arringa ex novo, con argomenti mai affrontati che non possono essere introdotti in questa fase del dibattimento.

Il processo è stato aggiornato a lunedì 27 maggio per le repliche dei difensori di Stephan Schmidheiny e di Louis De Cartier.

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Eternit, il pm Guariniello chiede 20 anni di reclusione per i vertici e traccia un parallelo con l’Ilva

Torino -  Venti anni di carcere per i due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis De Cartier. Questa la richiesta del pm Raffaele Guariniello che ha chiuso la requisitoria dell’accusa al processo d’appello Eternit. Nel suo discorso, pronunciato sulla solida base delle sentenze  di Cassazione, Guariniello ha tracciato un parallelo con il caso dell’Ilva di Taranto e ha sottolineato che la Suprema corte parla di “pervicacia e spregiudicatezza” degli imputati. Il pm ha spiegato come tale accostamento non sia casuale, avventato, ma che sia il necessario divenire di anni di indagini e inchieste, che lo hanno portato a convincersi di come le due vicende, Eternit e Ilva, siano accomunabili negli atteggiamenti colpevolmente omertosi dei vertici di entrambe le aziende:

In primo grado le condanne avevano riguardato solo le fabbriche di Casale Monferrato e Cavagnola, in provincia di Torino. In Appello Guariniello ha esteso la richiesta anche per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera, in provincia di Reggio Emilia.

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Processo Eternit, la replica finale dell’accusa

Torino - E’ cominciata la fase finale del processo di secondo grado per l’Eternit. Nell’udienza odierna i tre magistrati del pool dell’accusa hanno iniziato la loro replica. Il pm Gianfranco Colace ha voluto ricordare il recente decesso di una 36enne nel Casalese nata appena una settimana dopo che Stephan Schmidheiny in una riunione con i vertici dell’azienda aveva detto che si sarebbe dovuto fare tutto il possibile per dimostrare che l’amianto non è nocivo. Lunedì 13 toccherà a Raffaele Guariniello chiudere la partita per l’accusa. La sentenza è prevista per il 3 giugno.

Da segnalare anche l’iniziativa di Afeva, che insieme ad altre associazioni europee che si occupano di amianto, sarà a Ginevra in occasione della sesta Conferenza della Convenzione di Rotterdam, per consegnare una lettera in cui si chiede di includere l’amianto crisotilo nella lista delle sostanze nocive della Convenzione.

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Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Per non dimenticare

Firenze - Il 28 aprile è la giornata dedicata alle vittime dell’amianto nel mondo, ma non vuole essere la celebrazione di una ricorrenza. Tante iniziative in tutta Italia. Introdotta in occasione del Forum Mondiale sull’Amianto tenutosi nel 2005 a Porto Alegre e ribadita dalla Conferenza Europea sull’Amianto per ricordare i milioni di lavoratori morti a causa dell’amianto, la giornata deve richiamare l’attenzione su un problema che dal passato,diventa presente e, purtroppo, futuro. Perché coloro che nel passato sono stati esposti all’amianto, continuano a morire al ritmo di 5000 all’anno, per le caratteristiche delle malattie correlate all’asbesto che hanno periodi di latenza assai lunghe.

Nel mondo ci sono 125 milioni di lavoratori esposti ad amianto (O.M.S.) ed il picco di morti per mesotelioma è atteso nel 2025 con 30.000 morti per neoplasie causate dall’amianto e 250.000 morti per tumore delle pleura.

Da tutto il mondo si guarda all’Italia, al processo Eternit, che potrebbe sancire definitivamente la responsabilità dei costruttori dei prodotti a base di amianto per quanto riguarda l’”avvelenamento” delle popolazioni esposte. “Arriviamo a questa giornata con la vertenza amianto al culmine” ha detto Bruno Pesce, leader storico della battaglia contro la contaminazione da amianto a Casale Monferrato:” Il processo d’appello Eternit riprenderà il 6 maggio per terminare alla fine del mese o a inizio giugno al massimo e quindi siamo in una fase cruciale”.

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Eternit, la difesa di De Cartier: “Non ci fu dolo”. Sentenza forse il 27 maggio.

Torino - L’arringa dell’avvocato Cesare Zaccone, legale di Jean Louis De Cartier, ha concluso la serie di udienze dedicate alle tesi della difesa. Secondo il legale non c’è stato dolo nei vertici della Eternit. ”La portata reale del rischio – ha detto Zaccone – venne recepita solo molto tardi. Negli anni ’70 e ’80 l’amianto era diffuso e il suo uso veniva addirittura raccomandato dalle autorita’. I dirigenti abitavano negli stabilimenti, questo la dice lunga sul loro grado di consapevolezza”.

Il processo riprenderà il 6 maggio con la replica della Procura, che forse impegnerà anche una parte dell’udienza successiva (quella del 13) dedicata alle parti civili. A seguire – il 20 maggio – la parola passerà ai legali delle società chiamate in causa e – infine – il 27 maggio interverranno i difensori degli imputati. Poi la corte si ritirerà in Camera di Consiglio per la sentenza. Tuttavia se l’udienza del 27 dovesse prolungarsi troppo il pronunciamento potrebbe slittare all’udienza successiva, precauzionalmente fissata per il 3 giugno.

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Eternit, parla l’avvocato Alleva: “Schmidheiny non responsabile né come esecutore né come ispiratore”. Sentenza il 3 giugno

Torino - All’udienza odierna del processo Eternit è intervenuto l’avvocato Alleva, difensore di Stephan Schmidheiny. Secondo il legale il processo non avrebbe dimostrato alcuna responsabilità del suo assistito in merito al disastro né come «esecutore» né come «ispiratore» delle regalìe degli scarti di lavorazione. Inoltre – ha annotato – Eternit conduceva una attività «pericolosa ma  legale». Una arringa infiorettata di paroloni che non ha però convinto Luciano Bortolotto, esponente della Cisl ed attivo nell’AFEVA: «Il tentativo di sostenere che la legislazione era insufficiente, che non vi sarebbe stato adeguato controllo da parte degli organi ispettivi, che l’uso dell’amianto era diffuso da parte di tutte le aziende e loro non capiscono perché si processa solo Eternit… non cambia il quadro. Alleva ha un’eloquenza straordinaria ma si arrampica sugli specchi, viste le prove schiaccianti sulle manovre di depistaggio».

Definito il calendario delle ultime udienze. Tra oggi e venerdì si concludono le arringhe della difesa (dopodomani tocca all’avvocato Cesare Zaccone per De Cartier). Poi si sospende e si riprende a maggio, tutti i lunedì dal 6 al 27, per le repliche, nell’ordine, delle procure, delle parti civili e delle difese. Il 3 giugno è atteso il verdetto.

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Presentato il Piano nazionale amianto. Al processo l’avvocato Di Amato chiede l’assoluzione di Schmidheiny

Torino – Mentre il processo Eternit prosegue con le arringhe dei difensori il ministro della Salute Balduzzi ha presentato a Casale Monferrato il Piano nazionale amianto. Un testo di 40 pagine (scarica il documento in versione integrale) che delinea le linee di intervento sul tema a livello nazionale e territoriale. Il Piano è stato elaborato dai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro. Approvato dal Governo il 21 marzo scorso, attualmente è all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Scaturisce dalla II Conferenza governativa sulle patologie asbesto-correlate, che si è tenuta a Venezia dal 22 al 24 novembre 2012, a distanza di tredici anni dalla prima.

Centrale il tema delle risorse economiche per le bonifiche e per la ricerca. Il sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi ha toccato l’aspetto della necessità di reperire i fondi, dei quali ci sono 2 milioni di euro fermi in Regione e ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi carico di percorsi legislativi che portino all’attuazione di quanto previsto dal Piano. Nella parte del piano relativa alla sicurezza sul lavoro e alle misure previdenziali c’è poi un’apertura alla possibilità che siano inseriti tra i beneficiari di indennizzi o risarcimenti anche coloro i quali hanno contratto malattie per esposizione ambientale e non solo lavorativa all’amianto. Al tavolo di confronto coordinato dal ministero del Lavoro che deve valutare come si possano aiutare concretamente le parti lese nel processo Eternit prendera’ parte anche una rappresentanza dell’Avvocatura generale dello Stato.

Da segnalare l’intervento del pm Guariniello, che ha denunciato l’assenza di processi sul tema dell’amianto in Italia e ha chiesto al ministro della Salute di istituire un Osservatorio sui tumori professionali.

Nell’udienza odierna ha parlato il legale di Schmidheiny, l’avvocato Astolfo Di Amato, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito dicendo che «il vertice di una multinazionale con stabilimenti in tutto il mondo non può essere ritenuto responsabile di come vengono gestite le società italiane che hanno propri consiglieri di amministrazione. Ciò tanto più quando, come nel nostro caso, sono state fornite risorse enormi da utilizzare per la tutela della ambiente e dei lavoratori».

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Eternit, parlano i difensori di Etex e De Cartier. Novità dal tavolo tecnico sui risarcimenti.

Torino - Nuova udienza al processo d’appello Eternit. Oggi sono proseguite le arringhe dei responsabili civili, le società chiamate a rispondere in solido con gli imputati degli eventuali risarcimenti che il tribunale potrebbe decidere di riconoscere a chi ha subito danni a causa della attività della multinazionale dell’amianto. Sono intervenuti il difensore di Etex (società belga collegata a de Cartier) e uno dei due avvocati del belga Jean Louis de Cartier per affrontare proprio l’argomento delle richieste delle parti civili.

Intanto si registrano novità anche sul versante dei risarcimenti. L’Inail farà da «apripista» per il recupero delle provvisionali, gli anticipi sui risarcimenti che la giustizia italiana ha riconosciuto alle partiti civili. «Ma anche lo Stato dovrà fare la propria parte e noi non ci stancheremo di chiedere la piena attuazione della sentenza, non solo con la condanna penale ma anche dando concretezza ai risarcimenti». Lo ha detto Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto dopo la conclusione del tavolo tecnico convocato alla sede Inail di Roma. «Il tavolo tecnico, istituito dal Ministero del Lavoro con il Ministero della Salute e le altre amministrazioni interessate e i soggetti danneggiati, è previsto negli obiettivi del Piano nazionale amianto»,  sottolinea un comunicato diffuso dal ministero della Salute. Piano che sarà presentato l’8 aprile a Casale.

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Eternit, la difesa si appella a precedente sentenza favorevole

Torino - Colpo di scena all’udienza odierna del processo d’appello Eternit, che si avvia alla conclusione. La difesa si è affidata a una sentenza della Corte d’appello di Torino per smontare, in tutto o in parte, la tesi dell’accusa: la sentenza in questione è quella che lo scorso novembre ha assolto tre dirigenti dell’Enel di Chivasso dall’imputazione di omicidio colposo per il decesso, dovuto al contatto con l’amianto, di alcuni lavoratori.

Il pm Raffaele Guariniello ha avuto una reazione tranquilla: «I contenuti di quella sentenza ci sono noti – ha detto – e li abbiamo già in parte esposti nella requisitoria. La Corte torinese si era basata su una decisione della Cassazione risalente al 2010 ma ormai sconfessata da sei sentenze successive». 

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