Eternit, si muove anche la Procura di Napoli

Napoli - In attesa della parola fine sul processo Eternit di Torino, che sarà pronunciata dalla Cassazione il prossimo 19 novembre, il caso Eternit arriva anche alla Procura di Napoli, territorialmente competente per il sito di Bagnoli, che sta indagando su Stephan Schmidheiny con l’accusa di omicidio colposo.

La situazione è in evoluzione e il riserbo è massimo poiché si è alle fasi iniziali. Tutto è iniziato con la denuncia di Pasquale Falco, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Suo padre Luigi, operaio, è stato ucciso dall’amianto una settimana dopo la sentenza di primo grado del processo Eternit. Due anni fa Pasquale, impugnando la prescrizione per il disastro ambientale per Bagnoli, ha denunciato per omicidio con dolo eventuale i vertici della multinazionale alle Procure di Torino e di Napoli. La speranza, per Pasquale, è che  emergano i molti casi di Bagnoli, e arrivino all’attenzione dell’autorità giudiziaria.

Nei giorni scorsi i pm Guariniello e Colace hanno chiuso l’inchiesta Eternit-bis con la richiesta di rinvio a giudizio per Schmidheiny con l’accusa di omicidio volontario.

PinterestTumblrShare

Giorno della memoria: gli appuntamenti in Toscana. A Firenze l’incontro tra studenti e superstiti

Firenze - La Shoah non si dimentica. Si intitola ‘Chi salva una vita, salva il mondo intero. Alla ricerca dei Giusti’, l’edizione 2014 del meeting per la Memoria in programma lunedi al Mandela Forum, che chiude la settimana di iniziative dedicate dalla Regione Toscana al Giorno della Memoria, e avvia il percorso di conoscenza e informazione per insegnanti e studenti che li porterà a febbraio 2015, ancora una volta, sul Treno della memoria verso Auschwitz.

Tra i partecipanti all’incontro anche Marcello Martini e Antonio Ceseri, che sono stati nostri ospiti nell’iniziativa realizzata la scorsa primavera all’Istituto Gramsci Keynes di Prato.

Guarda la diretta streaming della giornata

Guarda il programma delle iniziative in Toscana

PinterestTumblrShare

Lavoro, in crisi il salumificio Rigamonti: mobilità per 104 dipendenti

Firenze - Il salumificio Rigamonti ha annunciato la procedura di mobilità per 104 lavoratori. Sono quasi la metà di quelli impiegati a Montagna, Poggiridenti e Mazzo, i tre stabilimenti della Valtellina dove si produce la bresaola Rigamonti, uno dei marchi più noti della nostra gastronomia. Un’eccellenza che da qualche anno è finita in mani brasiliane. La proprietà è di Jbs, il maggior produttore di carni bovine al mondo, leader nella macellazione e nella lavorazione delle pelli. I lavoratori – in tutto sono 263 – intanto hanno chiesto l’apertura di una trattativa con la proprietà nelle sedi istituzionali.

PinterestTumblrShare

E’ morto il cardinale Ersilio Tonini. Il ricordo della giornata passata insieme a lui nel 2008

Prato - Il cardinale Ersilio Tonini è morto verso le 2 di notte, all’Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. Il decesso è sopravvenuto per complicazioni alle sue condizioni. Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio. «È rimasto lucido fino alla fine. Si è reso conto che stava per morire. Ha detto che si preparava per andare incontro al Signore, che il Signore è buono». Così Suor Virginia, che seguiva da vicino il cardinale e ha raccolto le sue ultime parole.

Grande amico di Enzo Biagi, nel 1991 era stato tra i protagonisti della trasmissione televisiva del giornalista di Pianaccio ”I dieci comandamenti all’italiana”, definita dalla Santa Sede «a tutt’oggi un esempio di moderna catechesi che si avvale del mezzo e del linguaggio televisivo». Dopo la morte di Biagi aveva denunciato: «Lo hanno ucciso. È stato un ostracismo. Enzo Biagi dava fastidio, non era utile ed è stato cacciato».

Nel novembre del 2008 la nostra associazione ha avuto l’onore e il piacere di passare una giornata con lui a Ravenna per una video-intervista messa in onda durante l’incontro con Bice Biagi per la presentazione del suo libro “In viaggio con mio padre“. Del cardinale Tonini ricordiamo la grande disponibilità e la cortesia nel concederci un’intera mattinata a dispetto dei suoi tanti impegni. Una persona di grande saggezza, forza d’animo e rettitudine morale, così lontano dall’immagine del lusso e delle manovre di potere che spesso si associa ai vertici della Chiesa. Una persona umile e generosa, che amava raccontare le sue tante esperienze ma anche ascoltare le storie e le opinioni degli altri.

Il ricordo del cardinale (Il Resto del Carlino)

La biografia (Il Resto del Carlino)

PinterestTumblrShare

Gli studenti pratesi: “Il Treno della memoria non è una spesa da tagliare”

Prato - Sul Treno della Memoria e sul giudizio frettoloso dei grillini che l’hanno inserito in un elenco di spese da tagliare, tornano questa volta gli insegnanti e gli studenti della scuole superiori pratesi di Gramsci Keynes, Copernico, Dagomari e Cicognini Rodari, che hanno partecipato all’incontro promosso dalla Casa della Cultura Enzo Biagi proprio al Gramsci-Keynes con la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi.

Insieme hanno voluto mettere nero su bianco che cosa questo viaggio rappresenta per loro, per chiarire, una volta per tutte, che su quel treno si impara ad essere persone.

PinterestTumblrShare

Dalla memoria la storia del futuro. I ringraziamenti.

 

 

Prato - L’associazione Casa della Cultura Enzo Biagi ringrazia Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento, che hanno raccontato le loro storie durante l’incontro “Dalla memoria, la storia del futuro“.  L’incontro si è svolto all’Auditorium “Roberto Castellani” dell’Isis Gramsci-Keynes a Prato. Un ringraziamento va alla Dirigente scolastica dello stesso istituto Grazia Maria Tempesti e ai docenti della scuola che hanno contribuito per la realizzazione dell’evento.

Un grazie a Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, alla Vicepresidente della provincia di Prato Ambra Giorgi e all’Aned pratese. Un ringraziamento è rivolto anche alle scuole Dagomari e Rodari, presenti all’incontro con i loro studenti. Infine, un ringraziamento a tutti i docenti che hanno partecipato all’incontro.

PinterestTumblrShare

Dalla memoria la storia del futuro. Incontro con Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento

Prato – Un dialogo tra i ragazzi delle scuole pratesi che hanno partecipato al Treno della memoria e gli ex deportati nei campi di concentramento Marcello Martini e Antonio Ceseri. Questo il senso dell’incontro che si terrà venerdì 12 aprile dalle ore 10 presso l’Auditorium “Roberto Castellani” dell’ISIS Gramsci-Keynes, in via Reggiana 106 a Prato.

L’incontro è organizzato dalla scuola “Gramsci-Keynes” e dall’associazione “Casa della Cultura Enzo Biagi”, in collaborazione con il Museo della Deportazione di Figline e con l’Aned di Prato. Dopo i saluti della Vicepresidente della Provincia di Prato Ambra Giorgi e della Dirigente scolastica dell’ISIS Gramsci-Keynes Grazia Maria Tempesti, Cristian Iozzelli della Casa della Cultura Enzo Biagi e Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, dialogheranno con Marcello Martini, Antonio Ceseri e gli studenti delle scuole pratesi (presenti anche due classi degli istituti Dagomari e Datini). Durante la mattinata sarà anche proiettato un breve video realizzato dagli studenti che hanno partecipato al Treno della Memoria 2013.

Marcello Martini è nato a Prato nel 1930 e attualmente residente in Piemonte. Fu catturato a Montemurlo il 9 giugno 1944 assieme alla madre e alla sorella, come ostaggi al posto del padre, che era membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Fu trasferito nelle carceri fiorentine delle Murate e nel campo di transito di Fossoli per poi essere deportato a Mauthausen il 21 giugno, dove fu immatricolato con il numero 76430. Fu poi inviato nei sottocampi di Wiener Neustadt e Mödling/Hinterbrühl. La liberazione avvenne nel maggio 1945 a Mauthausen da parte dell’esercito americano. La sua testimonianza è raccolta nel libro “Un adolescente in lager. Ciò che gli occhi tuoi hanno visto”, uscito nel 2007 a cura di Elisabetta Massera.

Antonio Ceseri è nato a Firenze nel 1924, dove risiede tuttora. Arruolatosi nella Marina Militare, fu sorpreso a Venezia la notte dell’8 settembre 1943. Dopo il suo rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana fu deportato nel campo di Treuenbrietzen, nei pressi di Berlino. Fu liberato il 21 aprile 1945 dai sovietici ma dopo due giorni si trovò nuovamente nelle mani dei soldati tedeschi assieme ad altri 130 compagni. I tedeschi ne uccisero 127, Ceseri e altri 3 compagni riuscirono a scampare all’eccidio.

La testimonianza di Antonio Ceseri all’arrivo del treno della memoria 2013

PinterestTumblrShare

Sabato 1° dicembre a Prato la presentazione del libro “Casa Biagi. Una storia familiare”. La Provincia di Prato dedica una delle sue sale a Enzo Biagi

Prato - E’ con grande piacere che annunciamo la presentazione dell’ultimo libro di Bice e Carla Biagi, “Casa Biagi. Una storia familiare”. Le autrici saranno nostre gradite ospiti sabato 1° dicembre - ore 17 -, al Palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia di Prato, in via Ricasoli 25 a Prato. L’evento, organizzato dalla Casa della Cultura Enzo Biagi col patrocinio della Provincia di Prato, sarà moderato da Massimo Pianigiani, giornalista e presidente dell’associazione.

Con altrettanto grande piacere possiamo annunciare che la Provincia di Prato ha accolto con favore la nostra proposta di dedicare uno spazio pubblico a Enzo Biagi. Al grande giornalista sarà dedicata la sala a piano terra di palazzo Buonamici, quella che fino a oggi era indicata come Sala Ovale e luogo destinato a incontri, mostre e conferenze. La cerimonia di intitolazione si svolgerà sabato alle 17, prima della presentazione del libro, alla presenza del presidente della Provincia Lamberto Gestri e della vice presidente Ambra Giorgi, che ringraziamo per aver voluto rendere omaggio a un “testimone del nostro tempo”, una delle penne più oneste e leali del giornalismo d’inchiesta che ha accompagnato la vita degli italiani con i suoi scritti pungenti.

“Tutto iniziò con un tè danzante, una domenica di guerra del 1940. Un giovane Enzo, già innamorato del giornalismo, si lascia sedurre dalle più belle gambe di Bologna, quelle della maestrina Lucia appena tornata da un incarico a Pozzuoli. È così che scocca la scintilla e si apre al lettore la porta di Casa Biagi. Da allora sono passati settant’anni di storia italiana vista attraverso i successi e i dolori, le risate e le sfuriate, le battaglie e le imprese di un grande uomo, amato, smitizzato, temuto, raccontato dalle sue figlie.”

PinterestTumblrShare