Una decisione storica

TorinoPer la  prima volta in Italia un giudice ha rinviato a giudizio per <<omicidio volontario con dolo eventuale>> un dirigente di azienda. Per la prima volta nel nostro Paese in corte di Assise – composta da due magistrati e sei giudici popolari -, si parlerà di morti sul lavoro. E’ il riflesso della sentenza del Gup di Torino, Francesco Gianfrotta, che ieri ha disposto il rinvio a giudizio di tutti e sei gli imputati, indagati nell’inchiesta per il rogo della ThyssenKrupp, dove il 6 dicembre dell’anno scorso persero la vita sette operai. A rispondere di <<omicidio volontario con dolo eventuale>> – il reato più grave -, sarà  l’amministratore delegato dell’acciaieria Harald Espenhahn, mentre gli altri indagati sono stati rinviati a giudizio per <<omicidio colposo con colpa cosciente>>. Per il giudice, l’amministratore delegato in Italia della ThyssenKrupp ha <<accettato il rischio della concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea 5>>. Una decisione storica a meno di un anno dall’inizio delle indagini, condotte da Laura Longo, Francesca Traverso e Raffaele Guariniello, da molto tempo impegnato sul fronte della sicurezza dei lavoratori. L’udienza è fissata per il prossimo 15 gennaio. Vogliamo inoltre ricordare i nominativi di quei lavoratori che per la loro sopravvivenza e quella dei propri cari sono morti bruciati vivi nell’acciaieria torinese. Ecco i nomi:   Rocco Marzo, Angelo Laurino, Antonio Schiavone, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Roberto Scola e Giuseppe Demasi.

La lunga scia delle morti in Toscana

Nei primi sette mesi dell’anno, in Toscana ci sono state 44 morti sul lavoro: sei nei cantieri per la Variante di valico.

Con i tre operai morti il 2 ottobre salgono a sei le vittime nei cantieri per la Variante di valico, il nuovo tratto della Bologna-Firenze in costruzione sull’Appennino dal 2001. Quello odierno è il primo incidente sul lavoro avvenuto nei cantieri della Toscana, con il bilancio più grave per singolo infortunio. Gli altri tre operai morti sono deceduti in altrettanti incidenti avvenuti in Emilia Romagna.

La lunga strage. Il primo incidente risale al 5 agosto 2005, nel cantiere del lotto 4 a Gardelletta, nel comune di Marzabotto, vittima un operaio di 58 anni, morto travolto da una piastra di cemento staccatasi dal tetto di una galleria. Gli altri due incidenti sono avvenuti entrambi nel 2007: il primo, il 26 marzo, nel cantiere del lotto 9, a Badia Nuova di Castiglione dei Pepoli, vittima un operaio di 53 anni, morto dopo il crollo di un fronte di scavo. Il 14 maggio di due anni fa invece l’infortunio mortale avvenne a Casalecchio di Reno, nel cantiere del lotto zero: un operaio di 50 morì schiacciato da una gru.

44 morti nei primi sette mesi. Nei primi sette mesi dell’anno, in Toscana ci sono state 44 morti sul lavoro. Lo rende noto la Cgil citando una fonte Inail. Anche nello stesso periodo dell’ anno precedente, da gennaio a luglio, i morti furono 44. Lo rende noto la Cgil citando fonti Inail. Questi i numeri provincia per provincia: Arezzo 6 nel 2007, 3 nel 2008; Firenze 6 e 7; Grosseto 6 e 6; Livorno 4 e 2; Lucca 5 e 7; Massa Carrara 4 e 2; Pisa 5 e 6; Pistoia 3 e 5; Prato 2 e 3; Siena 3 e 3.

Nel resto d’Italia purtroppo le cose non vanno meglio: come si vede nell’immagine in alto, nei primi quattro mesi del 2008 i morti sul lavoro nel nostro paese sono stati ben 344.

Fonte: Corrierefiorentino