Ferrari, premio di quattromila euro ai dipendenti. “Ma se non hanno fatto giorni di malattia”.

Firenze - Un bonus di circa 4mila euro nelle buste paga di aprile, ma solo per chi non ha fatto assenze sul lavoro. Aumenta il fatturato e quindi ricompensa i propri lavoratori la Ferrari di Maranello, l’unica fabbrica italiana del Gruppo Fiat ad applicare un accordo integrativo che premia i dipendenti quando i livelli di produzione, qualità e redditività dello stabilimento raggiungono un segno positivo. Un bonus di 4.100 euro lordi l’anno per gli operai, e 4.300 per gli impiegati, quindi, che, al netto della tassazione, dovrebbe attestarsi attorno ai 3.000 euro netti. «Il premio, però – precisa Paolo Ventrella, delegato Fiom e operaio Ferrari – spetterà in toto solo a coloro che nel 2013 non hanno chiesto giorni di malattia, di permesso non retribuito o di congedo matrimoniale».  

PinterestTumblrShare

Fiat, contratti di solidarietà per duemila lavoratori a Pomigliano

FirenzeArrivano i contratti di solidarietà nello stabilimento Fiat di Pomigliano. E’ la prima volta che si utilizzano in una fabbrica di Fiat Auto. Secondo la Fismic, il sindacato autonomo dei metalmeccanici, sono interessati circa duemila lavoratori su 800 postazioni per dodici mesi. Dai contratti di solidarietà, però – secondo alcune fonti – saranno esclusi i lavoratori dell’area A dello stabilimento, circa 2300 operai, che si occupano della produzione diretta della Panda, per non intaccare i livelli di efficienza raggiunti finora, e che hanno portato la fabbrica a essere la prima in Europa anche nella produzione di qualità. L’accordo, secondo quanto trapela, prevede anche moduli di formazione per i circa 2000 operai coinvolti, per inserirli, in futuro, anche nell’area A. L’intesa, ora, dovrà essere sottoposta agli uffici preposti della Regione Campania, per la variazione degli ammortizzatori sociali.

PinterestTumblrShare

Fiat, la Cassazione conferma il diritto all’assunzione di 145 operai con tessera Fiom a Pomigliano

Roma - La Cassazione ha confermato il diritto all’assunzione di 145 operai con la tessera della Fiom nella fabbrica della Fiat a Pomigliano, così come era stato stabilito dalla Corte di Appello di Roma che, il 19 ottobre del 2012, aveva ritenuto discriminatorio non riassumere i metalmeccanici iscritti alla sigla guidata da Maurizio Landini. Il verdetto della Suprema Corte su questa controversia di lavoro è stato depositato oggi. Inammissibile il ricorso dell’azienda dopo la cessione dello stabilimento a Fiat Group. 

PinterestTumblrShare

Fiat, la Chiesa chiede ai cittadini di Termine Imerese di scendere in piazza a sostegno degli operai.

Firenze - La Chiesa chiede a tutti i cittadini di Termini Imerese, in provincia di Palermo, di partecipare alla mobilitazione a sostegno degli operai della Fiat ormai da anni in cassa integrazione che scadrà a giugno. I sacerdoti, con una lettera ai fedeli, invitano i cittadini a partecipare allo sciopero generale in programma giovedì prossimo nella cittadina siciliana. I preti nella lettera ricordano che il giorno dopo la manifestazione «si svolgerà un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico che potrebbe essere decisivo per la risoluzione della vicenda Fiat, madre del progressivo dissesto economico della nostra zona: ormai si è alla vigilia del licenziamento dei 1.200 operai». Lo sciopero è indetto da Fim, Fiom ed Uilm. 

PinterestTumblrShare

Fiat acquisirà il restante 41,46% di Chrysler. Intesa raggiunta con Veba.

Firenze - La Fiat ha raggiunto un’intesa con Veba per l’aquisizione del 41,5%, in possesso al fondo sanitario del sindacato americano Uaw in Chrysler. In questo modo, il Lingotto avrà un controllo totale su Chrysler. Il fondo sanitario del sindacato americano Uaw riceverà un corrispettivo complessivo, tra contanti ed erogazione straordinaria ai soci, pari a 3,65 miliardi di dollari. L’intesa prevede una erogazione straordinaria che Chrysler pagherà a tutti i soci, per un totale pari a circa 1,9 miliardi di dollari. Fiat pagherà in contanti, invece, l’altra parte, 1,75 miliardi di dollari, e lo farà utilizzando la liquidità disponibile. Non è previsto nessun aumento di capitale da parte del Lingotto.

PinterestTumblrShare

Fiat, un miliardo di investimenti a Mirafiori ma richiesta di cig fino a settembre 2014. Due giorni dopo avere accettato il rientro dei delegati Fiom nelle fabbriche

Torino - L’inizio di settembre ha portato un importante annuncio in casa Fiat. L’azienda “dara’ inizio immediatamente al piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori. A questo fine sara’ richiesta la proroga dell’attuale Cassa integrazione straordinaria”. Questa la nota congiunta diramata da Fiat e sindacati dopo l’incontro tra i vertici del Lingotto e i sindacati firmatari del contratto collettivo Fiat: Cisl, Uil, Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Uglm e Associazione Quadri e Capi. L’investimento sarà di un miliardo e a Mirafiori sarà prodotto il suv Levante a marchio Maserati, che debutterà sul mercato nella prima metà del 2015. L’altra faccia della medaglia è la richiesta di prolungamento fino a settembre 2014 della cig straordinaria per 5.321 dipendenti dell’impianto torinese. La giustificazione è la riorganizzazione aziendale dello stabilimento.

Esclusa, come ormai consuetudine, la Fiom, che ha accolto l’annuncio con freddezza. Nei giorni scorsi la Fiat aveva comunicato al sindacato di Landini che intende accettare la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso, nella quale la Consulta aveva dichiarato che consentendo la rappresentanza sindacale ai soli firmatari del contratto applicato in azienda, l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori contrasta coi «valori del pluralismo e libertà di azione della organizzazione sindacale». I giudici avevano così indicato la violazione di tre articoli della Costituzione. Una decisione accolta positivamente dalla Cgil, con qualche riserva. L’azienda infatti è tornata a porre con forza il tema della rappresentanza sindacale e dell’esigibilità dei contratti come condizione essenziale per mantenere la propria presenza industriale in Italia.

In agosto aveva fatto discutere un articolo uscito sul Wall Street Journal, che definiva lo stabilimento di Mirafiori l’esempio della crisi dell’industria automobilistica europea, suggerendone la chiusura. “Le case europee perdono miliardi mantenendo fabbriche e dipendenti di cui non hanno più bisogno – questa l’analisi del giornale - In Usa per ristrutturare General Motors e Chrysler sono stati chiusi 18 stabilimenti”.

Il commento di Paolo Griseri (Repubblica TV)

PinterestTumblrShare

Fiat, un’altra sconfitta. La Cassazione dà torto al Lingotto che deve reintegrare i tre operai licenziati nel 2010 a Melfi.

RomaLa Cassazione ha respinto il ricorso della Fiat contro la decisione della Corte di appello di Potenza che l’anno scorso aveva reintegrato tre operai della Sata di Melfi licenziati dopo che, durante uno sciopero interno notturno, avevano bloccato un carrello per il trasferimento di materiali a chi non scioperava. I tre operai (Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli) furono licenziati nel 2010. In un primo tempo il ricorso della Fiom era stato accolto, ma la Fiat ignorandolo non aveva mai fatto rientrare in fabbrica i tre dipendenti. Un anno dopo, un altro giudice aveva accolto il ricorso della Fiat, che quindi aveva fatto scattare il licenziamento, poi nuovamente revocato dalla Corte di Appello. Adesso, sulla vicenda arriva la parola definitiva della Cassazione.

PinterestTumblrShare

Fiat-Fiom, la Consulta: “L’azienda ha limitato la libertà dei sindacati”

Roma - Un “vulnus” all’articolo 39 della Costituzione, “per il contrasto che, sul piano negoziale, ne deriva ai valori del pluralismo e della libertà di azione della organizzazione sindacale”. Così la Corte Costituzionale spiega perché, il 3 luglio scorso, decise di dichiarare l’illegittimità dell’articolo 19, primo comma, dello Statuto dei lavoratori, questione sollevata dai tribunali di Modena, Vercelli e Torino, nelle cause che vedono contrapposte la Fiat e la Fiom.

La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata e rimessa alla Consulta dai giudici dei tribunali di Torino, Modena, Vercelli, a seguito dei ricorsi presentati dai metalmeccanici della Cgil, esclusi dalle Rsa per non aver firmato il contratto specifico della Fiat, che richiama l’articolo 19 della legge 300 del 1970. La Fiom aveva sollevato il contrasto con gli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione, ossia sulla lesione del principio solidaristico, la violazione del principio di uguaglianza e del principio di libertà

sindacale.

PinterestTumblrShare

Fiat, Consulta: “E’ incostituzionale escludere i sindacati non firmatari”

RomaLa Consulta ha dichiarato illegittimo l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nella parte in cui permette la rappresentanza sindacale aziendale (Rsa) soltanto alle sigle firmatarie del contratto applicato nell’unità produttiva. La sentenza arriva nell’ambito del ricorso della Fiom contro la Fiat. La Corte costituzionale, si legge in una nota, «ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 19, 1 c. lett. b) della legge 20 maggio 1970, n. 300 (cosiddetto “Statuto dei lavoratori” ) nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda».

In sostanza, la Corte costituzionale ha riconosciuto il diritto di rappresentanza in azienda anche ai sindacati non firmatari di contratti collettivi ma che abbiano comunque partecipato alla negoziazione degli stessi. La questione della legittimità costituzionale è stata sollevata e rimessa alla Consulta dai giudici dei tribunali di Torino, Modena, Vercelli, a seguito dei ricorsi presentati a suo tempo dalla Fiom, esclusa dalle Rsa per non aver firmato il contratto della Fiat.

PinterestTumblrShare

Fiat, Marchionne invoca la fusione con Chrysler e nega la chiusura di fabbriche in Italia.

Torino - Sergio Marchionne a tutto campo nella giornata di venerdì. L’amministratore delegato di Fiat ha parlato della prossima fusione con Chrysler, affermando che il tentativo è “portare avanti il progetto nel più breve tempo possibile”; delle prospettive dell’azienda per l’Italia, dicendo che non saranno chiusi stabilimenti ma evitando ancora una volta di parlare nel dettaglio dei nuovi investimenti.

L’ad non ha mancato di commentare la situazione economica in Europa (“Sono rimasto scioccato dalla decisione BCE di non abbassare i tassi. Ho visto le reazioni dell’euro stamattina e trovo il valore attuale dell’euro sproporzionato rispetto alle nostre capacità di competere perché non aiuta l’economia, non aiuta nessuno”) e di far pervenire le richieste di Fiat al governo (“L’unica cosa che ho chiesto è che ci lascino lavorare senza ostacoli, non è molto”).

PinterestTumblrShare