Fiat, ipotesi di trasferimento del quartier generale negli Usa.

Torino - Sergio Marchionne sta valutando la possibilità di trasferire il quartier generale di Fiat da Torino negli Stati Uniti una volta completata la fusione con Chrysler. L’indiscrezione, che era nell’aria già da tempo, proviene questa volta da una fonte autorevole: l’agenzia americana Bloomberg, che cita tre fonti ben informate, precisando comunque che una decisione definitiva ancora non è stata presa e altre opzioni sono attualmente al vaglio.

La decisione rifletterebbe l’andamento promettente del mercato americano delle quattro ruote. L’azienda ha smentito con una nota spiegando che il tema non è all’ordine del giorno. ”Non mi pare sia una novità, è da tempo che il dottor Marchionne sta dicendo che il quartier generale andrà via del nostro paese”, ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini.

Intanto il titolo Fiat in Borsa è salito fino al 7 per cento, insieme con tutto il comparto auto.

PinterestTumblrShare

Ilva, arrestato il Presidente della Provincia di Taranto

Taranto – Pressioni e minacce di licenziamento ai dirigenti che non si dimostravano propensi a favorire l’Ilva. È il nuovo terremoto giudiziario che questa mattina si è abbattuto su Taranto e ha travolto la politica locale. All’alba di oggi, infatti, la Guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del presidente della provincia Gianni Florido, dell’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva e dell’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà, già detenuto dal 26 novembre scorso. Arresti domiciliari invece per l’ex direttore generale della provincia di Taranto e attualmente in servizio nella provincia di Lecce, Vincenzo Specchia. Le ipotesi di reato contestate dalla procura ionica nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente svenduto” vanno dalla concussione per induzione alla tentata concussione per costrinzione.

PinterestTumblrShare

Eternit, il pm Guariniello chiede 20 anni di reclusione per i vertici e traccia un parallelo con l’Ilva

Torino -  Venti anni di carcere per i due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis De Cartier. Questa la richiesta del pm Raffaele Guariniello che ha chiuso la requisitoria dell’accusa al processo d’appello Eternit. Nel suo discorso, pronunciato sulla solida base delle sentenze  di Cassazione, Guariniello ha tracciato un parallelo con il caso dell’Ilva di Taranto e ha sottolineato che la Suprema corte parla di “pervicacia e spregiudicatezza” degli imputati. Il pm ha spiegato come tale accostamento non sia casuale, avventato, ma che sia il necessario divenire di anni di indagini e inchieste, che lo hanno portato a convincersi di come le due vicende, Eternit e Ilva, siano accomunabili negli atteggiamenti colpevolmente omertosi dei vertici di entrambe le aziende:

In primo grado le condanne avevano riguardato solo le fabbriche di Casale Monferrato e Cavagnola, in provincia di Torino. In Appello Guariniello ha esteso la richiesta anche per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera, in provincia di Reggio Emilia.

PinterestTumblrShare

La Consulta: “Decreto salva-Ilva per scongiurare crisi occupazionale”.

Taranto - La Corte Costituzionale ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale il 9 aprile scorso dichiarò in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal gip Patrizia Todisco e dal tribunale dell’appello su richiesta della Procura di Taranto riguardo alla legge salva-Ilva.

La sentenza, lunga 76 pagine, scioglie alcuni nodi riguardanti l’efficacia del provvedimento voluto dal Governo Monti e approvato a larghissima maggioranza dal vecchio Parlamento. Nella sentenza si legge che ”il legislatore ha ritenuto di dover scongiurare una gravissima crisi occupazionale, di peso ancor maggiore nell’attuale fase di recessione economica nazionale e internazionale senza tuttavia sottovalutare la grave compromissione della salubrità dell’ambiente e quindi della salute delle popolazioni presenti nelle zone limitrofe”. I diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione – la salute e il lavoro – “si trovano in rapporto di integrazione reciproca” e per questo “non è possibile individuare uno di essi che abbia la prevalenza assoluta sugli altri”. La ‘ratio’ della legge censurata, ossreva la Consulta, “consiste nella realizzazione di un ragionevole bilanciamento tra diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione”.

PinterestTumblrShare

Ilva, continuano gli incidenti sul lavoro. Tre infortuni negli ultimi due giorni

Taranto - Tre incidenti sul lavoro negli ultimi due giorni allo stabilimento dell’Ilva di Taranto. Oggi l’operaio Luigi Papa, mentre era impegnato nella chiusura di un rotolo di acciaio nell’area del terzo sporgente del porto, gestito dal Siderurgico, e’ scivolato cadendo su un altro rotolo di lamiera e battendo la spalla. Ieri sera alle 19 l’operaio P.B., 52 anni, dipendente di una ditta esterna, la Deca, impegnato con alcuni colleghi in una saldatura nell’area dei parchi minerali e’ stato colpito allo stomaco da un tubo. L’incidente più grave è occorso a Benedetto Montemurro, 35 anni, operaio del siderurgico e addetto alla manutenzione,  precipitato da un ponteggio e caduto in un convertitore all’interno dell’acciaieria 1, rimanendo ferito. Per trasportarlo in ospedale ci sono volute oltre due ore. Le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm di Taranto hanno proclamato uno sciopero.

PinterestTumblrShare

Fiat, Marchionne investe 7,4 miliardi di dollari in Brasile

FirenzeFiat e Fiat Industrial investiranno 7,4 miliardi di dollari in Brasile nel periodo 2013-2016. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Fiat Group, Sergio Marchionne, al termine di un incontro con la presidente del Brasile, Dilma Rousseff. L’investimento creerà 7.700 posti di lavoro nel nuovo stabilimento di Goiana più altri 12mila con l’indotto, secondo il presidente di Fiat Chrysler America Latina, Cledorvino Belini, presente all’incontro nel palazzo presidenziale di Planalto, a Brasilia.

PinterestTumblrShare

Pomigliano, respinto il ricorso della Fiom. Pronto il ricorso in appello

Roma - Il tribunale di Roma ha respinto il ricorso presentato da Fiom contro Fiat per discriminazione nei confronti di 19 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano messi in cassa integrazione dopo un accordo firmato con le altre sigle sindacali. I 19 dipendenti erano stati reintegrati a fine novembre scorso, ma poi messi in cassa integrazione in base all’accordo che Fiat ha firmato con le altre sigle sindacali. La Fiom ha annunciato ricorso in appello.

PinterestTumblrShare

Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Per non dimenticare

Firenze - Il 28 aprile è la giornata dedicata alle vittime dell’amianto nel mondo, ma non vuole essere la celebrazione di una ricorrenza. Tante iniziative in tutta Italia. Introdotta in occasione del Forum Mondiale sull’Amianto tenutosi nel 2005 a Porto Alegre e ribadita dalla Conferenza Europea sull’Amianto per ricordare i milioni di lavoratori morti a causa dell’amianto, la giornata deve richiamare l’attenzione su un problema che dal passato,diventa presente e, purtroppo, futuro. Perché coloro che nel passato sono stati esposti all’amianto, continuano a morire al ritmo di 5000 all’anno, per le caratteristiche delle malattie correlate all’asbesto che hanno periodi di latenza assai lunghe.

Nel mondo ci sono 125 milioni di lavoratori esposti ad amianto (O.M.S.) ed il picco di morti per mesotelioma è atteso nel 2025 con 30.000 morti per neoplasie causate dall’amianto e 250.000 morti per tumore delle pleura.

Da tutto il mondo si guarda all’Italia, al processo Eternit, che potrebbe sancire definitivamente la responsabilità dei costruttori dei prodotti a base di amianto per quanto riguarda l’”avvelenamento” delle popolazioni esposte. “Arriviamo a questa giornata con la vertenza amianto al culmine” ha detto Bruno Pesce, leader storico della battaglia contro la contaminazione da amianto a Casale Monferrato:” Il processo d’appello Eternit riprenderà il 6 maggio per terminare alla fine del mese o a inizio giugno al massimo e quindi siamo in una fase cruciale”.

PinterestTumblrShare

Taranto, indagato il sindaco Stefàno. La Procura nega ancora il dissequestro delle merci.

Taranto - La procura di Taranto nega ancora una volta il dissequestro del milione e 700mila tonnellate di acciaio a cui il 26 novembre la Guardia di finanza aveva apposto i sigilli. La procura ha infatti trasmesso l’ennesima istanza dell’Ilva al gip Patrizia Todisco chiedendo anche questa volta di dichiararla inammissibile perché non sono ancora giunti dalla Corte costituzionale né il dispositivo né le motivazioni in base alle quali la Consulta ha dichiarato legittima la legge “salva Ilva”, che consentirebbe all’azienda anche la commercializzazione dei prodotti. La decisione segue la minaccia dell’azienda, decisa a chiedere allo Stato italiano un risarcimento danni per circa 27 milioni di dollari.

Intanto il lavoro degli inquirenti sull’inchiesta ‘ambiente svenduto‘ prosegue. Nella bufera giudiziaria ora è ufficialmente coinvolto anche il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno. Nella richiesta della proroga di indagini firmata dal procuratore Franco Sebastio, dall’aggiunto Pietro Argentinoe dai sostituti Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile e Remo Epifani, compare per la prima volta anche il nome del primo cittadino. Per lui le ipotesi di reato sono di abuso e omissione di atti d’ufficio.

PinterestTumblrShare

Le grandi manovre di Marchionne su Chrysler.

Torino – L’ipotesi di vedere Fiat al 100% di Chrysler e da lì aprire la strada alla quotazione a Wall Street permettono al titolo del Lingotto di guadagnare sensibilmente in Borsa. A mettere in evidenza la casa guidata da Sergio Marchionne sono ancora le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il Lingotto potrebbe portarsi al 100% del capitale di Chrysler per poi procedere a una quotazione a wall street; il tutto in tempi molto brevi. Il nodo della vicenda resta la posizione del sindacato Uaw, che attraverso il fondo Veba detiene ancora il 41,5% (con una serie di opzioni a favore di Fiat) e che potrebbe complicare i piani del manager italo-canadese.

Proprio oggi pomeriggio i legali di Fiat e quelli del sindacato Uaw si troveranno per la prima volta al Tribunale del Delware per esporre al giudice arbitrale le loro ragioni sul contenzioso riguardante il prezzo del 3,32% di Chrysler del fondo Veba che il Lingotto ha l’opzione per comprare. La decisione non arriverà oggi, tuttavia, potrebbe fornire una prima indicazione 

PinterestTumblrShare