L’amianto alla Breda, una tragedia scritta con 25 anni di ritardo

Pistoia - Si è tenuta sabato a Pistoia la presentazione del libro, “Morire d’amianto a Pistoia. Il caso Breda e l’informazione”. Il libro è stato presentato nell’ambito del convegno “Raccontare l’amianto. La responsabilità di una informazione corretta ai cittadini”.

Si tratta della tesi di laurea di Valentina Vettori, 25 anni, che ha ricostruito le vicende legate all’impiego dell’amianto alla Breda, e alle tragiche conseguenze per la salute dei lavoratori della fabbrica. «Un lavoro nato prima che nella testa nel cuore, poco dopo la morte di mio padre», ricorda Valentina, figlia di Marco Vettori, operaio nello stabilimento di via Ciliegiole, sindacalista e presidente del consiglio comunale di Pistoia, scomparso il 6 marzo del 2013, a 59 anni, per un colangiocarcinoma diagnosticato nel 2011, per il quale sono in corso studi per il riconoscimento della patologia come amianto-correlabile.

La vicenda dell’amianto nello stabilimento di Pistoia e delle conseguenze sulla salute dei lavoratori, come sottolinea la giovane autrice, è stata ricostruita parlando con gli operai, con l’avvocato che ha seguito il processo, con i giornalisti e conla Cgil. Un’esposizione all’amianto che si è prolungata per anni, sia durante il lavoro che in occasione della scoibentazione dello stabilimento.

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Ilva, due miliardi sequestrati alla famiglia Riva. “Ma bloccati all’estero dal decreto”.

Milano - Due miliardi sequestrati alla famiglia Riva ma che non possono essere utilizzati per via di una norma del decreto legge Ilva che ha bloccato la procedura di rientro in Italia di gran parte dei fondi trovati dalla magistratura nei trust gestiti da istituti svizzeri. La circostanza è emersa durante una seduta della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, che ha ascoltato il coordinatore del dipartimento diritto penale dell’economia, affari civili societari, reati fallimentari della Procura di Milano, Francesco Greco.

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Il decreto legge del governo salva l’Ilva: nessun risarcimento ai cittadini

Firenze - Il decreto Renzi salva l’Ilva anche dal pagamento dei risarcimento. È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al giudice Vilma Gilli che ha accolto l’istanza dei legali dell’azienda escludendo l’Ilva dai responsabili civili del processo nato dall’inchiesta “Ambiente svenduto”. Alla base della decisione del gup, infatti, c’è la norma voluta dal Governo che ha traghettato lo stabilimento siderurgico di Taranto in amministrazione straordinaria, consentendo così ai legali dell’amministratore straordinario Pietro Gnudi di chiedere l’estromissione dell’Ilva dal processo. 

In caso di condanna nel processo penale, l’Ilva non dovrà risarcire nessuna delle parti tanti civili. I parenti di operai morti, allevatori che hanno subito la mattanza del loro bestiame, miticoltori che hanno visto distruggere tonnellate di cozze avvelenate dalla grande industria, abitanti del quartiere Tamburi e gli stessi operai della fabbrica non riceveranno dall’Ilva neppure un centesimo. Lo stesso dicasi anche per le istituzioni come il ministero per l’Ambiente, la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Taranto Era di poco superiore ai 30 miliardi di euro la richiesta formulata dalle centinaia di parti civili ammesse nel processo.

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Ilva, il tribunale di Milano dichiara lo stato di insolvenza

Milano - Il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza di Ilva spa nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria a cui la società è stata ammessa su richiesta del commissario Piero Gnudi (affiancato da Corrado Carruba e Enrico Laghi) e ha fissato per il 29 giugno l’udienza nella quale verrà esaminato lo stato passivo dell’azienda. I debiti per Ilva arrivano quasi a tre miliardi di euro. Nel dettaglio, sommando l’esposizione verso le banche, i fornitori e l’Inps risulta che Ilva spa «presenta un indebitamento complessivo pari a 2.913.282.282.000 euro». 

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Tre commissari per il salvataggio dell’Ilva

Roma - La nuova Ilva riparte da tre commissari. Nel giorno in cui è stata depositata l’istanza per l’ammissione immediata del gruppo alla procedura di amministrazione straordinaria, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha nominato Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi.  La nomina verrà formalizzata nel decreto ministeriale di ammissione dell’Ilva in amministrazione straordinaria.

Nell’ambito delle audizioni alla Commissione Industria del Senato sul decreto Ilva, il consigliere economico del premier Renzi, Andrea Guerra, aveva fischiato la fine della partita con i Riva, i soci storici del gruppo dell’acciaio. Claudio Riva aveva inviato una lettera al commissario Pietro Gnudi, al premier Renzi e al ministro Guidi proponendo un piano di salvataggio e rilancio dell’Ilva, puntando ad evitare l’amministrazione straordinaria, ma Guerra era stato categorico. “Ai Riva dico: l’arbitro ha già fischiato il fine partita. Tempo scaduto. In due anni e mezzo i Riva non hanno mai presentato un piano. Io mi sono sempre reso disponibile ma i Riva non si sono mai fatti vivi”, ha aggiunto anticipando la richiesta di oggi di amministrazione straordinaria.

A Taranto però la tensione resta alta. Centinaia di lavoratori dell’appalto Ilva, insieme ai rappresentanti sindacali e ai dipendenti diretti del Siderurgico che hanno voluto solidarizzare con loro, questa mattina alle 7 si sono radunati davanti ai cancelli della portineria imprese dello stabilimento e dopo un’ora di assemblea si sono diretti in corteo verso la Prefettura di Taranto per un sit-in di protesta.  

Chi è Enrico Laghi (Fonte: Ilfattoquotidiano)

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Ilva, aperta una nuova inchiesta. Sette gli indagati.

Firenze -Smaltimento illecito di rifiuti. È la nuova ipotesi di reato formulata dalla procura di Taranto nei confronti di sette indagati per i lavori di adeguamento all’Aia dell’Ilva. Secondo il procuratore Franco Sebastio e aggiunto Pietro Argentino le sette persone iscritte nel registro degli indagati avrebbero effettuato «un’attività di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi costituiti da materiali oleosi e catramosi mediante interramento e occultamento nel sottosuolo». In mattinata i carabinieri del Nucleo Operativo ecologico di Lecce si sono presentati in azienda con gli escavatori e hanno portato alla luce tutto quello che è stato occultato. L’inchiesta è partita da un esposto presentato dall’Unione sindacale di base. 

 

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Vinyls, chiude Porto Torres. Gli operai a casa dopo cinque anni di lotte

Firenze - In Sardegna, l’esperienza della Vinyls si chiude in maniera definitiva. Dal 7 dicembre sono stati licenziati gli 88 dipendenti dello stabilimento sassarese. Operai che alcuni anni fa avevano attirato l’attenzione dei mass-media per la loro originale lotta: dar vita all’isola dei Cassintegrati, asserragliati nel carcere dell’Asinara. Ma, le continue forme di protesta non sono bastate: da oggi gli operai sono tutti iscritti alle liste di mobilità.

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Lucchini, le acciaierie agli algerini di Cevital

Firenze - Le acciaierie Lucchini di Piombino sono di proprietà degli algerini del gruppo Cevital. Il Comitato di sorveglianza ha dato parere favorevole alla proposta di salvataggio del sito siderurgico livornese, preferendola a quella degli indiani di Jsw Steel Limited, la cui vittoria era data per scontata fino a pochi mesi fa. L’offerta degli algerini è stata ritenuta più vantaggiosa rispetto alla concorrenza «sia per quanto riguarda gli interessi dei creditori, sia per ciò che concerne le ricadute sociali del piano industriale, che – si legge nella nota del Comitato di sorveglianza – prevede a regime l’occupazione di tutto il personale di Piombino, mediante il rilancio della produzione di acciaio e attraverso importanti elementi di diversificazione nei settori dell’agro-alimentare e della logistica».

L’azienda di Piombino si trova in amministrazione straordinaria dal dicembre 2012 e nel corso della sua lunga crisi ha sperimentato anche lo spegnimento dell’altoforno, l’impianto che rifornisce lo stabilimento. Le acciaierie contano 2.200 dipendenti, ora in contratto di solidarietà al 60%.

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Call center Almaviva condannata in Tribunale, due precarie assunte a tempo indeterminato

Firenze - Due lavoratrici a progetto del call center Almaviva di Palermo hanno vinto la causa intentata contro l’azienda ottenendo, per sentenza del giudice del lavoro, l’assunzione a tempo indeterminato. Francesca Malisano e Antonia Lembo si erano si sono rivolte al Tribunale lo scorso anno, insieme alla Cgil di Palermo, al sindacato dei lavoratori atipici Nidil e a quello degli addetti alla comunicazione Slc. Ora è arrivata la decisione del giudice Paola Marino che non solo le reintegra nel posto (a Lembo, in azienda dal 2008 al dicembre 2012, il contratto non era stato rinnovato “per scarsa produttività”) ma riconosce loro il diritto alla stabilizzazione.

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Articolo 18, il sindacato tedesco teme un effetto domino in Europa del Jobs Act. Firmato un accordo con la Fiom.

Firenze - Il segretario provinciale del sindacato Ig Metall di Wolfsburg, Hartwig Erb, ha siglato un accordo di collaborazione con la Fiom per contrastare l’azione del governo italiano che ha come obiettivo l’abolizione dell’articolo 18. Il sindacato tedesco, per voce dello stesso Erb, teme un effetto domino in Europa del Jobs Act. “L’abolizione dell’articolo 18 non è la ricetta per risolvere la crisi economica italiana”, ha spiegato Erb, presente a Bologna per siglare con le tute blu emiliano romagnole un accordo di collaborazione tra i due sindacati. La proposta del tedesco è quella di creare una sorta di fronte comune contro le politiche volte a peggiorare le condizioni di lavoro. “Cancellare l’articolo 18 sarebbe un attentato ai diritti dei lavoratori di tutta Europa. Per questo noi siamo pronti a combattere al fianco della Fiom questa battaglia”.

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