Ilva, Fabio Riva condannato per truffa allo Stato

Milano - Fabio Riva, figlio dell’ex patron dell’Ilva Emilio morto qualche tempo fa, è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere per una presunta truffa allo Stato da circa cento milioni di euro. La sentenza è stata letta dal giudice della terza sezione del Tribunale di Milano, che ha anche condannato Riva Fire Spa a una sanzione di 1,5 milioni. Cinque anni di reclusione sono stati inflitti ad Alfredo Lomonaco, ex presidente della finanziaria elvetica Eufintrade, e tre anni ad Agostino Alberti, allora consigliere delegato di Riva Fire. Il Tribunale ha disposto il versamento, in solido tra tutti gli imputati, di una provvisionale di 15 milioni al ministero dello Sviluppo Economico, e ha ordinato la confisca per equivalente della presunta truffa fino a una concorrenza di circa 91 milioni di euro di beni mobili e immobili a tutti gli imputati.

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Fiat, accordo sul rinnovo del contratto: una tantum di 260 euro

Torino - Dopo otto mesi di trattativa Fiat e sindacati hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo della parte economica: 260 euro lordi che saranno pagati con la busta di luglio e che saranno percepiti anche dai cassintegrati.

L’intesa interessa 86 mila lavoratori italiani di Fiat-Chrysler e Cnh Industrial. Al tavolo con l’azienda c’erano Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri. La trattativa si era interrotta il 10 giugno proprio sulla “una tantum”: i sindacati avevano chiesto 300 euro, l’azienda ne aveva proposti 250.

Le parti inoltre hanno scritto nell’intesa che dal 22 settembre partirà la trattativa per il rinnovo triennale del contratto che si dovrà concludere entro ottobre. 

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Ilva, nuovo decreto. Via libera al prestito ponte, ma niente sblocco dei fondi dei Riva

Taranto - Se l’Ilva dovesse fallire le garanzie ci saranno per le banche, ma non per gli operai. È una delle novità introdotte dall’ultimo decreto “salva Ilva” approvato poche ore fa dal Consiglio dei ministri. È stato il premier Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa, ad accennare che il “il decreto Ilva è stato approvato”, ma non “nella forma che avevo visto sui giornali e che era stata proposta”.

Non ci sarà infatti lo sdoppiamento del commissario: resta confermata la struttura esistente, che prevede un subcommissario ambientale a coadiuvare il commissario straordinario Piero Gnudi. Nella nuova versione del decreto, quindi, ci sono esclusivamente “la riorganizzazione dei tempi di risanamento” e le garanzie per il prestito ponte delle banche: il testo afferma che “l’impresa commissariata” può chiedere “di essere autorizzata a contrarre finanziamenti, prededucibili” per “porre in essere le misure e le attività di tutela ambientale e sanitaria ovvero funzionali alla continuazione dell’esercizio dell’impresa e alla gestione del relativo patrimonio”.

Resta fuori dal decreto, invece, la possibilità di utilizzo dei soldi sequestrati ai Riva dalla magistratura milanese.

Poi, il decreto dispone che per “l’osservanza” del Piano di risanamento devono essere attuate almeno l’80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015″; per il resto delle prescrizioni il termine è fissato al 4 agosto 2016, a parte l’applicazione della decisione della commissione Ue del 2012 sulle migliori tecniche disponibili per produrre ferro e acciaio.

Il decreto è stato accolto con parole di delusione dai sindacati metalmeccanici e apre la strada ad una serie di perplessità. Anche Edo Ronchi ha gettato la spugna e anticipato il suo “no” all’eventuale proposta di riconferma nell’incarico di subcommissario ambientale.

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Inail: in calo morti e infortuni sul lavoro

Roma - Calano in tutti i settori produttivi gli infortuni mortali sul lavoro accertati nel 2013. È quanto emerge dal rapporto annuale Inail, che come sempre analizziamo in dettaglio nella pagina dedicata del nostro sito.

Nell’industria e nei servizi la diminuzione in un anno è stata del 22,22% per un totale di 560 infortuni contro i 720 del 2012; nell’agricoltura il calo è stato del 18,27%, con 85 decessi contro 104. Unica voce in crescita sono gli infortuni avvenuti per conto dello Stato, precisa il rapporto, passati da 11 a 15 con un aumento del 36,36%. Quanto alla mappa geografica delle morti sono state 180 nel Nord Ovest contro 224 del 2012, 134 nel Nord Est contro i 211, 148 al Centro contro 161 e 133 al Sud contro 175; unica area in crescita le isole con 165 infortuni mortali, uno in più rispetto all’anno precedente.

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Fiat-Chrysler, il 1° agosto assemblea a Torino per il sì alla fusione

Firenze - Il primo agosto si terrà l’ultima assemblea degli azionisti di Fiat in Italia. I soci sono chiamati ad approvare la fusione con Chrysler, dopo che il 15 giugno il consiglio di amministrazione ha dato il proprio via libera. Nelle ultime ore è arrivato anche l’ok della Sec, l’organismo di controllo della Borsa Usa. A Torino, dunque, nascerà ufficialmente la holding Fiat Chrysler Automobiles, con sede legale ad Amsterdam e fiscale a Londra, a cui faranno capo tutte le attività del gruppo.

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Ilva, Gnudi rassicura sul pagamento degli stipendi. I sindacati confermano lo sciopero

Taranto - Lo scenario per gli stabilimenti dell’Ilva di Taranto rimane difficile. A confermarlo il commissario straordinario Piero Gnudi, che in una nota ha cercato di far chiarezza sulla questione. “La situazione in cui l’Ilva si trova è certamente grave“, ha ammesso il manager, ma “nonostante le difficoltà gli stipendi di luglio saranno pagati nelle scadenze previste e sono confidente di riuscire a pagare i premi di produzione entro il mese di agosto”. Ma l’incertezza sul futuro regna sovrana.

Per superare la difficile fase, Gnudi ha fatto appello al senso di responsabilità dei sindacati, che tuttavia si sono dichiarati insoddisfatti dalle risposte ottenute ed hanno confermato lo sciopero dell’11 luglio con manifestazione a Roma davanti a Palazzo Chigi. Uno sciopero contestato dal Comitato ‘Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti’: “Siamo certi – dicono – che anche questa volta la produzione sarà garantita dagli stessi organizzatori dello sciopero. Noi non siamo dei burattini. Lo abbiamo gridato in tanti davanti alla direzione. Vi invitiamo a boicottare questo sciopero falso”. (leggi l’intervista all’operaio Aldo pubblicata sul Fatto Quotidiano).

Nei giorni scorsi è tornata la polemica sulla bonifica dell’area esterna allo stabilimento. Confindustria Taranto ha scritto una lettera aperta al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, denunciando la situazione di stallo.

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Ilva, l’appello della vedova di un operaio: “Ribellatevi”

Taranto - La fabbrica uccide, denunciate ciò che di sbagliato c’è là dentro, ribellatevi: lo scrive in una lettera ai lavoratori dell’Ilva Stefania Corisi, vedova di Nicola Darcante, un operaio di 39 anni del reparto Ocm-Cap (Officina centrale di manutenzione-carpenteria) del Siderurgico morto il 16 maggio scorso per un carcinoma alla tiroide che gli era stato diagnosticato solo 6 mesi prima.

Nel marzo 2012 Stefania aveva perso anche il padre, Peppino Corisi, anche lui operaio del siderurgico: per ricordare la sua tragica storia, simile a tante altre nella città dell’Ilva, venne affissa, in via De Vincentis, una targa su cui è scritto “Ennesimo decesso per neoplasia polmonare”. 

Lo so che ci si trova davanti a un bivio, il lavoro o la salute, ma non abbiate paura di denunciare ciò che di illecito e di sbagliato c’è in quella fabbrica, se non volete farlo per voi, fatelo per le vostre famiglie …ribellatevi”. La denuncia espressa nella missiva getta un’ombra su una possibile condizione omertosa dettata dal ricatto occupazionale. 

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Fiat Chrysler, Marchionne fa marcia indietro: 500 cassintegrati trasferiti a Maserati

Firenze - I 500 lavoratori cassintegrati di Mirafiori passeranno gradualmente allo stabilimento Maserati di Grugliasco. Torna sui suoi passi l’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne, che aveva bloccato il trasferimento come ritorsione nei confronti dei propri operai, per lo sciopero di un’ora organizzato lunedì 16 giugno dalla Fiom. Un’agitazione che aveva portato alla mancata produzione di 11 auto. L’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, a quanto si apprende, lo ha annunciato durante una lunga riunione a sorpresa con i lavoratori della casa automobilistica del tridente.

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Amianto killer a Prato, i “cenciaioli” fra le principali vittime

Prato - La causa del mesotelioma pleurico che ha colpito decine di cernitori di stracci e operai del settore tessile, a Prato, è l’espozione all’amianto, addirittura superiore per i lavoratori tessili rispetto a quella degli operai della Breda di Pistoia. Lo rivela un recente studio dell’Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze.

Già si sapeva che il tumore correlato alla presenza dall’amianto ha colpito anche nel tessile, ed era anche noto che tra le persone che si sono ammalate in questi anni c’erano pure gli stracciaioli o cernitori. Ma non era chiara la frequenza delle diagnosi. Nella ricerca, che come prima firmataria ha Elisabetta Chellini di Ispo e alla quale hanno partecipato tra gli altri anche Aldo Danti e Luigi Mauro della Asl pratese, si spiega che il mesotelioma tra il 1988 e il 2012 ha avuto tra i cernitori un’incidenza compresa tra i 74 e i 166 casi per 100mila abitanti. Il primo dato è più alto di quello registrato alla Breda di Pistoia, il secondo, appunto, vale quello di Casale Monferrato.

Comunque sia siamo a livelli molto importanti. L’incidenza nel resto del tessile è stata assai più bassa: 3,5 casi per 100mila abitanti. Tutto questo considerando i soli mesoteliomi, 40 casi tra i cenciaioli. Se si aggiungono le altre malattie correlate all’esposizione all’amianto, almeno altrettante diagnosi, ce n’è abbastanza per mettere mano a una questione legata al riconoscimento da parte dell’Inail delle indennità previste per questa malattia professionale.

Due le possibili modalità di esposizione. La prima è la presenza di tracce di amianto negli indumenti durante la fase della sfoderatura; l’altra, più probabile, l’uso di sacchi di juta che erano stati in precedenza usati per trasportare amianto, una pratica di cui ci sono conferme dagli anni Sessanta agli anni Ottanta.

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Fiat, approvata formalmente la fusione con Chrysler. In Olanda nasce Fca

Torino - Via libera ufficiale alla nascita di Fiat Chrysler Automobiles. Il consiglio di amministrazione di Fiat, riunito domenica 15 giugno, ha approvato formalmente il progetto di fusione che sfocerà nella nascita della holding Fca, con sede in legale ad Amsterdam e fiscale a Londra, a cui faranno capo tutte le attività del gruppo guidato da Sergio Marchionne. 

Le azioni ordinarie Fca saranno quotate sul New York Stock Exchange (Nyse) e si prevede che siano quotate sul Mercato Telematico Azionario (Mta) a Milano”. Tra i passaggi tecnici previsti c’è anche l’acquisto da parte di Fca dell’intera quota in Fiat North America, la controllata che possiede Chrysler.

Il progetto di fusione sarà sottoposto all’approvazione degli azionisti di Fiat in un’assemblea straordinaria che si prevede sarà tenuta nel terzo trimestre del 2014, a seguito del completamento dei richiesti passi societari e regolamentari, tra cui la registrazione presso la Sec, l’organismo Usa di controllo sui mercati.

Il consiglio Fiat ha anche approvato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari che serviranno a gestire il debito consolidato e a sostituire alcune emissioni che sono in scadenza entro la fine del 2015. 

Con la nuova organizzazione, l’azienda si proietta definitivamente verso la dimensione globale.

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