‘Ambiente Svenduto’, legali Florido chiedono stralcio

Taranto – Terza udienza consecutiva del processo ‘Ambiente Svenduto‘ per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva.

La giornata è iniziata con gli avvocati Carlo e Claudio Petrone che hanno chiesto lo stralcio della posizione dell’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, che fu raggiunto da misura cautelare il 15 maggio del 2013.

I legali di alcuni imputati hanno chiesto alla Corte di Assise di escludere dalla costituzione di parte civile il Codacons e i cittadini di Taranto rappresentati dall’associazione.

Nella prossima udienza (lunedì 25) interloquiranno con la Corte d’Assise l’avv. Nicola Marseglia, per conto di Fabio Riva, ex vice presidente di Riva Fire, e l’avv. Angelo Loreto, per l’Ilva in amministrazione straordinaria, che durante l’udienza preliminare presentò istanza di patteggiamento e potrebbe anche ripresentare la richiesta.

‘Ambiente Svenduto’, battaglia sulle parti civili nell’udienza odierna

Taranto – E’ battaglia sulla costituzione delle parti civili nell’udienza odierna del processo ‘Ambiente Svenduto’, sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. La Corte d’Assise di Taranto presieduta da Michele Petrangelo (a latere Fulvia Misserini e sei giudici popolari), dopo una riunione in camera di consiglio, ha dichiarato tardive le richieste di costituzione in giudizio presentate dopo l’udienza del 14 giugno (da privati cittadini ed enti). I difensori degli imputati (44 persone fisiche e tre società) stanno inoltre presentando, come era prevedibile, una serie di eccezioni anche sulle richieste delle parti civili presentate a dibattimento.

Il processo proseguirà domani, quando saranno affrontate ancora questioni pregiudiziali. Altre due udienze sono state calendarizzate per lunedì e mercoledì prossimi.

Ambiente Svenduto, il processo resta a Taranto

Taranto – Il processo ‘Ambiente Svenduto’ sul presunto disastro ambientale prodotto dall’Ilva, resta a Taranto. Lo ha deciso la Corte d’Assise del Tribunale di Taranto, presieduta da Michele Petrangelo, che ha respinto sia la richiesta di rinvio a settembre del processo, sia lo spostamento dello stesso in quel di Potenza: le richieste erano state avanzate dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, difensore di Nicola Riva.

E’ stata un’udienza fiume, che ha consegnato l’ennesima immagine di un processo elefantiaco e difficile da gestire.

In aula è andata in scena una lunga giornata di battaglia. Con l’offensiva lanciata dalla difesa che ha rilevato la necessità di spostare il processone a Potenza, invocando una sentenza per incompetenza funzionale. Una vera e propria bomba lanciata sul percorso, sino ad ora già abbastanza accidentato, del procedimento chiamato a fare luce sull’inquinamento del capoluogo jonico e non solo. Alla fine la Corte ha deciso che la camionata di atti di «Ambiente Svenduto» e il suo carico di veleni da Taranto non si muove. E già domattina si tornerà in aula per la seconda delle tre udienze ravvicinate, prima della pausa estiva.

Ambiente Svenduto, di nuovo un rinvio. Prossima udienza il 18 luglio.

Di nuovo un rinvio nel processo per il presunto disastro ambientale, causato dall’Ilva.

TarantoDi nuovo un rinvio nel processo per il presunto disastro ambientale, causato dall’Ilva. La Corte di Assise di Taranto, presieduta da Michele Petrangelo, ha accolto l’istanza di rinvio per motivi di salute, presentata dal legale di Fabio Riva, uno dei 47 imputati a giudizio. Fabio Riva, malato da tempo, non ha potuto esser presente all’udienza perché sottoposto a cure. Così, la Corte ha accolto la richiesta dell’avvocato e rinviato il processo “Ambiente Svenduto” al 18 luglio. Lo scorso mese fu invece un difetto di notifica a far slittare il procedimento.

Sono 47 gli imputati (44 persone e 3 società), accusati a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, corruzione, concussione e altri reati. Sono coinvolti ex vertici Ilva, imprenditori, manager e politici. Fra questi l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per presunte pressioni sull’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) in favore del polo siderurgico. Infine, uno dei legali della difesa ha presentato un’eccezione chiedendo alla corte di escludere le parti civili che si sono costituite dopo il primo rinvio a giudizio.

Ilva, il governo allunga nuovamente i tempi per la vendita

Il governo allunga di nuovo i tempi per la vendita dell’Ilva

Firenze I tempi si allungano ulteriormente per la cessione dell’Ilva ai privati. Il governo, infatti, ha di nuovo cambiato il proprio progetto modificando il bando internazionale, pubblicato quattro mesi fa. In base al decreto, firmato lo scorso gennaio dall’allora ministro dello Sviluppo Federica Guidi, le offerte per il polo siderurgico avrebbero dovuto essere presentate entro il 30 maggio. Termine, peraltro, già slittato al 23 giugno. Ma, il consiglio dei ministri di ieri, dando il via libera al decimo decreto legge sullo stabilimento di Taranto, ha deciso che il deposito delle proposte debba avvenire entro il 30 giugno e concesso 120 giorni a un comitato di esperti nominato dal ministro dell’Ambiente per vagliare le eventuali proposte di modifica del Piano ambientale.

Ambiente Svenduto, il processo slitta a giugno

Taranto – È stato aggiornato al 14 giugno prossimo per un difetto di notifica il processo per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Lo ha deciso la Corte di Assise di Taranto, presieduta dal giudice Michele Petrangelo, dopo una camera di consiglio di oltre tre ore. A presentare l’eccezione era stato l’avv. Vincenzo Vozza per conto di Cesare Corti, funzionario dell’Ilva. Le notifiche erano arrivate al vecchio difensore dell’imputato, che aveva invece eletto il proprio domicilio presso Riva Fire.

Durante l’udienza si sono registrate alcune decine di nuove costituzioni di parti civili. Tra queste, l’Asl di Taranto, familiari di cittadini morti di tumore, il Fondo antidiossina onlus, il comitato ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’, rappresentanti di cooperative e di organizzazioni onlus.

Ilva, l’Italia a processo alla Corte di Strasburgo. “Non ha protetto la salute dei cittadini dall’inquinamento”.

Lo Stato italiano sarà processato dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.

Firenze – Lo Stato italiano è formalmente sotto processo di fronte alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con l’accusa di non aver protetto la vita e la salute di 182 cittadini di Taranto dagli effetti negativi delle emissioni dell’Ilva. La Corte di Strasburgo ha ritenuto sufficientemente solide, in via preliminare, le prove presentate, e ha così aperto il procedimento contro lo Stato italiano.

Il ricorso collettivo era stato presentato da un gruppo di cittadini di Taranto. Quest’ultimi denunciano la violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dall’Ilva. Contestata anche la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, anche in conseguenza dei ripetuti decreti “salva Ilva” con cui il governo ha mantenuto in funzione l’impianto sotto la propria gestione.

 

Termini Imerese, riapre la ex Fiat: primi venti operai al lavoro

RomaDopo cinque anni di cassa integrazione per gli ex operai Fiat, ora Blutec, riaprono i cancelli degli stabilimenti di Termini Imerese, chiusi dal 24 novembre 2011. Grazie all’accordo firmato tra Blutec e Invitalia, infatti, da quest’anno fino al 2018 saranno riassorbiti i 700 metalmeccanici rimasti senza lavoro dopo la chiusura della fabbrica, in seguito all’addio dell’azienda del Lingotto dall’Isola. Per i primi venti operai oggi il turno è cominciato alle 9 per occuparsi della produzione di componentistica per auto, un progetto con un investimento di 95,8 milioni, di cui 71 concessi dallo Stato e dalla Regione Siciliana. Si tratta della prima parte del piano industriale siglato tra azienda e Invitalia mentre per la seconda, destinata alla produzione di due modelli di auto ibride ed elettriche, si attende la presentazione del progetto definitivo da 200 milioni di euro. La Blutec ha tempo fino al 30 giugno, poi passerà al vaglio dell’advisor.

“E’ un primo passo che fa ben sperare, una data importante che sarà vissuta con emozione sia dai primi 20 dipendenti, sia da tutti gli altri che attendono di varcare la soglia della fabbrica di Termini Imerese”, dicono i sindacati Cisl.

“Il piano relativo alla produzione di auto ibride rimane ancora sulla cartacosì la Fiom – Eppure, potrà rappresentare la svolta per i 700 lavoratori ex Fiat e i 350 dell’indotto. Su quel piano Blutec deve dare una risposta rispetto agli impegni assunti“.

Morti sul lavoro, allarme Inail: +16% nel 2015

Roma – Sono tornati a salire nel 2015 gli incidenti mortali sul lavoro: +16% le denunce rispetto al 2014, 1.172 casi a fronte dei 1.009 dell’anno precedente.

Ma i primi dati del 2016 sono migliori: nel primo trimestre dell’anno in corso, infatti, le denunce di infortunio con esito mortale sono state 176, con un calo del 14,6% rispetto all’analogo periodo 2015. La stima è dell’Inail secondo cui si tratta di “un dato preoccupante che interrompe un andamento comunque positivo”. Dal 2010-2014, infatti, annota ancora l’istituto, le denunce hanno registrato una flessione del 24,21%.

Ilva, domiciliari a Fabio Riva

Il processo Ambiente Svenduto inizierà il prossimo 17 maggio a Taranto

Taranto – Il tribunale del Riesame di Taranto ha concesso gli arresti domiciliari a Fabio Riva, ex vicepresidente dell’Ilva e di Riva Fire, detenuto dal giugno dell’anno scorso nell’ambito dell’inchiesta ‘Ambiente svenduto’. E’ figlio del defunto presidente dell’Ilva Emilio – morto ad aprile 2014. Riva è stato recentemente sottoposto ad intervento chirurgico e deve fare periodicamente trattamenti terapeutici.

Il processo a carico di 44 persone fisiche e tre società inizierà il prossimo 17 maggio a Taranto. Il Riesame di Taranto non ha valutato una richiesta di scarcerazione o revoca della misura cautelare per motivi di salute ma ha dato seguito alla sentenza con la quale la Corte di Cassazione il 9 dicembre scorso ha annullato con rinvio l’ordinanza con la quale il 6 agosto 2015 era stato confermato il carcere per lo stesso Riva.