Cosenza, aggredito giornalista del Quotidiano della Calabria

Firenze - ll giornalista Paolo Orofino, collaboratore del Quotidiano della Calabria, è stato aggredito a Paola, in provincia di Cosenza. Orofino era con altri colleghi e si stava interessando della vicenda delle consulenze dell’Asl di Cosenza, un’inchiesta nella quale è rimasto coinvolto anche il figlio di Tonino Gentile, l’ex sottosegretario alle Infrastrutture del governo Renzi che si è dimesso proprio perché accusato di aver impedito l’uscita di un giornale (L’Ora della Calabria) che aveva intenzione di scrivere dell’inchieste e di Gentile junior.

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Cassazione: niente carcere per i giornalisti

Roma - La Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte di Appello di Brescia, solo per il trattamento sanzionatorio, la condanna al carcere (la cui entità non è specificata) nei confronti del direttore e di un giornalista de La Voce Di Romagna. I giornalisti – precisano i supremi giudici – se commettono diffamazione, non devono essere condannati al carcere, se non in presenza di «circostanze eccezionali», altrimenti non viene loro assicurato il ruolo di «cane da guardia». Queste le motivazioni della Cassazione in linea con l’orientamento espresso dalla Corte dei Diritti Umani.

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Tv, per battere la mafia non bisogna essere eroi

FirenzeNella tv del servizio pubblico si parla poco di criminalità organizzata e quando se ne parla lo si fa per raccontare fatti di cronaca o di commemorazioni. Non ci sono più programmi come Linea diretta, Tg2 Dossier, Samarcanda. Sono solo alcuni esempi di tv dimenticata in occasione dei 60 anni della Rai. Saviano, su Repubblica, ha dato lo spunto per un approfondimento chiedendo a Renzi che la mafia non rappresenti solamente un «tema morale, etico legato unicamente alla legalità in senso astratto». Gli affari della criminalità organizzata superano il 10% del Pil: 170 miliardi di euro, sottratti alle persone che vivono onestamente, a chi ha perso il lavoro, e su quei soldi si infrangono i sogni dei nostri giovani. Saviano chiede che si affronti il problema della legalità anche sotto il profilo economico, con leggi adeguate che impediscano il riciclaggio di denaro sporco e le infiltrazioni negli appalti grazie a società del Nord e la protezione di una classe politica corrotta.

La risposta di Superman Renzi (segretario del Pd, presidente del Consiglio, ciclista, podista, scrittore, è in libreria con un nuovo libro) è stata immediata. Sulle promesse il premier è imbattibile: ha diviso in cinque punti l’azione che il governo deve intraprendere per fermare la “Mafia Spa“, ma la risposta è inadeguata, sa di tesina scolastica insufficiente, con un unico obiettivo: prendere tempo come chi, nel recente passato, aveva promesso di sconfiggere mafia e cancro nel giro di pochi anni. Il paese come diceva Sciascia, non ha bisogno di “quaquaraquà”. Sono tra quelli che pensano che Renzi debba essere lasciato lavorare prima di essere giudicato, ma se il buongiorno si vede dal mattino (aumento della tassa sulla casa, Gentile, ecc…), tempesta all’orizzonte. Il premier e il ministro della Giustizia Orlando, blindato da due berlusconiani doc: Ferri e Costa, e in confusione visto che sull’azione di governo la lotta alla criminalità organizzata è relegata al penultimo posto (superata per la maglia nera solo dalla riforma del sistema radio-tv), avrebbero dovuto prendere un volo per Palermo per stringere la mano a Nino Di Matteo e ai suoi colleghi pm che, contro tutto e tutti, rischiando la vita, colpiti quotidianamente da giornalisti infami e da politici meschini, stanno portando avanti il processo sulla trattativa Stato-mafia; poi in auto verso la provincia di Agrigento a stringere la mano al galantuomo Ignazio Cutrò, testimone di giustizia. Per far questo non bisogna essere Superman, ma avere semplicemente le palle.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Dino Boffo rimosso dalla direzione di TV2000, l’emittente dei vescovi italiani

Roma - Alla Tv della Cei finisce l’era di Dino Boffo. L’uomo del cardinale Camillo Ruini è stato rimosso dalla direzione di Tv2000. Da mesi erano abbastanza noti i malumori della Segreteria di Stato e in particolare del ministro degli Interni vaticano, monsignor Giovanni Angelo Becciu, verso alcuni commenti espressi da Boffo durante le dirette degli eventi che avevano come protagonista Papa Francesco. Becciu aveva messo per iscritto le sue critiche ad alcune frasi del direttore della tv della Conferenza episcopale italiana che non solo non aveva ascoltato le indicazioni della Segreteria di Stato, ma aveva svelato proprio in diretta su Tv2000 di aver ricevuto questi richiami dal Palazzo Apostolico vaticano.

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Il Tar accoglie il ricorso della Rai contro l’Agcom. “Fazio e Annunziata non hanno violato il pluralismo”.

Roma - Il Tar del Lazio ha dato ragione alla Rai che aveva presentato ricorso contro Agcom, sostenendo di non aver violato il principio di pluralismo nei programmi di Rai3 “In mezz’ora” e “Che tempo che fa”. La decisione dell’Agcom, che aveva ordinato alla tv pubblica di garantire una maggiore presenza di esponenti dell’allora Pdl nei programmi, era arrivata dopo le denunce presentate da Renato Brunetta. Quest’ultimo aveva accusato Lucia Annunziata e Fabio Fazio di essere parziali e di aver violato la par condicio con i loro programmi. Non è così. Secondo il Tar «per stabilire se una trasmissione d’informazione rispetti i principi di pluralità e parità di trattamento non è particolarmente significativo il numero degli esponenti di ciascun raggruppamento politico, e la quantità di tempo a ciascuno di essi dedicata». 

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Rai, Minzolini a processo per abuso d’ufficio

Roma - Augusto Minzolini è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, ”per aver rimosso dalla conduzione del telegiornale la giornalista Tiziana Ferrario“. Il gup di Roma, Rosalba Liso, ha accolto la proposta di processo avanzata dalla Procura. Per il pm Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo aperto nel 2011, il direttore dopo aver tolto dalla conduzione del tg la Ferrario, che ha mansioni di caporedattore, non l’ha ricollocata nell’attività redazionale per circa un anno. La Ferrario si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Domenico D’Amati. Il processo è stato fissato per l’8 aprile.

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Rcs, il Cda approva a maggioranza la vendita della sede di via Solferino

MilanoIl consiglio di amministrazione di Rcs ha approvato a maggioranza la vendita della sede storica del Corriere della Sera in via Solferino a Milano. L’accordo di cessione al fondo Usa Blackstone vale 120 milioni di euro. La decisione è stata presa ieri dal consiglio che ha “dato mandato all’amministratore delegato e al chief financial officer – si legge in una nota – di finalizzare l’operazione”. Il comitato di redazione del Corriere della Sera ha espresso la propria contrarietà sull’operazione annunciando di ricorrere anche alle vie legali. La cessione secondo i rappresentanti dei giornalisti rappresenta un danno patrimoniale al gruppo e all’indipendenza stessa della testata.

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Fiat, Corrado Formigli e Rai assolti in appello.

Firenze - Corrado Formigli e la Rai non dovranno versare cinque milioni di euro alla Fiat, che invece dovrà pagare le spese legali per i processi di primo e di secondo grado. E’ la decisione presa dai giudici della terza sezione civile della Corte d’appello di Torino (Renata Silva, Enrico Della Fina e Tiziana Maccarone) nella causa del Lingotto contro il giornalista e la tv di Stato per il servizio di Annozero sull’Alfa Romeo MiTo. Nel maggio dell’anno scorso la Corte di Appello di Torino aveva sospeso l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, in attesa della sentenza di secondo grado. Adesso, è stata pronunciata e il giornalista e la Rai non dovranno versare niente nelle casse del Lingotto.

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Franca Rame e quella sospensione a “Canzonissima”. Un po’ un’anticipazione dell’editto bulgaro.

MilanoCi aveva abituati a vederla sempre giovane: bella, bionda, gli orecchini di corallo che non dimenticava mai, la battuta intelligente, magari anche quando la vita proprio non le sorrideva. Invece, anche se non ce ne siamo accorti, Franca Rame era una signora di 84 anni provata da una malattia che ha combattuto con coraggio fino a quando, nella sua casa di Porta Romana, ha dovuto arrendersi. E ci lascia un po’ più soli perché con lei non se ne è andata solo una delle più importanti protagoniste del teatro italiano, ma anche una donna che, quando davvero non usava, ha combattuto tutte le battaglie civili degli ultimi cinquant’anni. Fu proprio l’impegno politico e sociale, sempre accanto a suo marito, Dario Fo, che la vide nel 1973 vittima di un delitto fra i più vergognosi da parte di un gruppo di estremisti di destra: la rapirono e la costrinsero a subire violenza. L’odioso episodio non servì comunque a metterle il bavaglio e Franca Rame trasse da quel fatto “Lo stupro”, uno dei testi teatrali più belli che ha portato in scena. Mi viene in mente un giorno di tanti anni fa, era il 1962, quando Franca e Dario vennero a colazione a casa dei miei genitori. Erano due attori famosi e le mie sorelle ed io li conoscevamo bene perché il sabato sera avevamo il permesso di vedere “Canzonissima”, lo spettacolo della Rai di cui erano i conduttori. Non avevamo capito il perché della sospensione di quei due bravi attori, ma nostro padre ce lo spiegò: il monologo nel quale raccontavano di un costruttore che non dotava di misure di sicurezza i suoi operai aveva indignato i politici di allora, se ne discusse in Parlamento e l’azienda di Stato decise di cambiare la conduzione del programma.. Un po’ un’anticipazione dell’editto bulgaro. Non ricordo la conversazione fra mio padre e i coniugi Fo, ma non faccio fatica a immaginarla.

Firma: Bice Biagi

Fonte: Articolo 21

Franca Rame, quando si dimise da senatrice… (fonte: Il Fatto)

Addio a Franca Rame, il video-tributo (fonte: Il Fatto)

Franca Rame, simbolo di lotta per i diritti delle donne (fonte: Il Fatto)

 

 

 

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