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    Rai: Santoro in onda dal 23 settembre

    giovedì 22 luglio 2010

    FirenzeMichele Santoro tornerà in prima serata il giovedì sugli schermi di RaiDue a partire dal 23 settembre. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione di viale Mazzini che oggi ha dato il via libera ai piani di produzione e trasmissione. Al momento, il programma viene indicato nei palinsesti come “Spazio Santoro” e non come “Annozero”. Non tutte le difficoltà, però, sono state superate. I vertici Rai non si sono pronunciati, per ora, sulla eventuale partecipazione alla trasmissione – e se sì in quale veste – di Marco Travaglio e del vignettista Vauro (link).

    Link 1

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    Rai, Santoro a Masi: “Annozero deve andare in onda”

    mercoledì 14 luglio 2010

    Firenze - Pubblichiamo la lettera che Michele Santoro ha inviato oggi al direttore generale della Rai Mauro Masi e per conoscenza al presidente Paolo Garimberti e ai consiglieri di amministrazione.

    Gentile Direttore,
    al termine di una stagione faticosa, durante la quale sono stato costretto a lavorare più per contrastare manovre politiche e impedimenti burocratici che per realizzare un prodotto televisivo, solo al fine di trovar modo di continuare a svolgere la mia professione con un minimo di serenità, avevo accolto il tuo invito a valutare una ipotesi transattiva che ponesse fine all’interminabile vicenda giudiziaria che mi riguarda.
    Ma siccome nessuna azienda seria rinuncerebbe a cuor leggero a una trasmissione come Annozero e nessuna azienda libera discuterebbe di materie contrattuali riguardanti i suoi dipendenti come ha fatto la Rai, addirittura dedicando intere trasmissioni alla nostra cosiddetta trattativa, si è scatenata una incredibile concatenazione di errori di comunicazione e polemiche.
    Oggi sono costretto a constatare che non si è ottenuto il risultato sperato: individuare soluzioni che appaiano e siano dalla parte del pubblico.
    E’, invece, risultato evidente che Annozero, perfino da chi esprime nei suoi confronti critiche violente, è considerato un elemento assai importante del panorama informativo italiano. Il clamore suscitato dalla eventualità di una sua soppressione, al di là delle critiche ingiustificate e immotivate sulla portata e il valore del possibile accordo, ha dimostrato inequivocabilmente che un pubblico enorme non vuole rinunciare ad uno dei suoi appuntamenti preferiti. Perciò lasciami dire che, indipendentemente dalle tue intenzioni, la tattica di rinviare continuamente la conferma in palinsesto del programma, anche dopo quanto emerso dall’inchiesta di Trani, conferma nell’opinione pubblica la convinzione di un carattere strumentale dell’interesse manifestato per le nuove trasmissioni alle quali avrei potuto dar vita.
    Non c’è più spazio, quindi, per rinvii e ambiguità. E non c’è più tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero.
    Ti prego di provvedere di conseguenza a sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state già tutte opportunamente istruite e consegnate alla Rete dopo aver definito con il Direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai date e modalità produttive.
    La mancata messa in onda del programma sarebbe un grave danno per il servizio pubblico e mi costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti miei, dei miei collaboratori e degli spettatori.
    Ti ringrazio per la cortese attenzione e ti invio i miei più cordiali saluti.

    Michele Santoro.

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    Informazione: 100mila fan su Facebook per il “Fatto Quotidiano”

    martedì 13 luglio 2010

    Firenze100mila fan. Questo il traguardo raggiunto oggi dalla pagina Facebook del Fatto Quotidiano. Un record, se si pensa che la nuova pagina (che ha sostituito quella de L’Antefatto) ha meno di un mese di vita: è nata infatti il 15 giugno scorso.

    Con questi numeri il Fatto Quotidiano è già il secondo quotidiano italiano su Facebook per numero di fan: supera l’Unità (41mila fan); Il Sole 24 Ore (36mila); Il Corriere della Sera (26mila); il Giornale (12mila e 500) e La Stampa (6900). Inoltre con la media di 4mila interazioni quotidiane (commenti, “mi piace”, messaggi in bacheca), la nostra pagina è già la più “partecipata” tra quelle dei quotidiani italiani.

    Indicativi anche altri dati: tra gli iscritti si registra per ora una predominanza maschile (57 per cento), anche se le donne stanno recuperando velocemente (43 per cento). Interessanti anche i dati sulle fasce di età: gli iscritti tra i 25 e i 35 anni sono la maggioranza con il 34 per cento del totale; l’80 per cento, invece, ha meno di 45 anni anche se non mancano i più giovani (il 2 per cento ha tra 13 e i 17 anni) e i meno giovani (il 7 per cento ha più di 55 anni).

    Se vi informiamo su questo traguardo, non è per autocelebrarci, cosa che interessa poco a noi e ancora meno a voi. Lo scriviamo invece perchè fin dal suo primo giorno di vita, il Fatto Quotidiano ha avuto Internet, la rete e i social network come riferimento fondamentale. Internet, bene inteso, non come fredda vetrina della nostra attività off line, ma come luogo di confronto, dibattito e partecipazione.

    Anche su Facebook abbiamo deciso di dare un nostro taglio all’informazione sui social network. Non abbiamo pensato la nostra pagina come uno spazio per linkare articoli, ma come una risorsa informativa integrata con il sito e con il giornale in grado di far giungere notizie e aggiornamenti direttamente nella vostra bacheca. Ora puntiamo a diventare il primo quotidiano italiano su Facebook: non è un traguardo impossibile, soprattutto se ci darete una mano (ognuno di voi potrebbe invitare un’altra persona a iscriversi). Dopo l’estate, preparatevi: anche su Facebook spazio a iniziative e campagna con protagonisti, i contributi generati dagli utenti, ovvero tutti voi. Nonostante gli ottimi risultati, d’altronde, siamo ancora all’inizio. Grazie per la fiducia e stay tuned.

    Fonte: Il Fatto Quotidiano (a firma di Federico Mello).

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    Rai, l’allarme di Articolo 21: Mineo sarà cacciato nelle prossime ore. Un leghista al suo posto?

    lunedì 12 luglio 2010

    FirenzeCorradino Mineo nelle prossime ore potrebbe essere allontanato dalla direzione di Rainews e sostituito da una figura gradita alla Lega Nord. A lanciare l’allarme è Articolo 21. <<Altro che ricerca del dialogo. Nelle prossime ore gli imbavagliatori, e i loro delegati alla Rai cercheranno di mettere le mani anche su Rainews allontanando il direttore Corradino Mineo, mortificando le richieste della redazione e addirittura mettendo al suo posto un esterno gradito alla Lega>>. Ad affermarlo è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd Vincenzo Vita. <<Se tutto ciò dovesse essere confermato aggiungono Giulietti e Vita -, per la prima volta nella storia della Rai una maggioranza avrebbe il controllo di 10 testate giornalistiche su 11 con l’aggravante di un premier proprietario dell’altra’ metà dell’etere e tuttora ministro ad interim delle telecomunicazioni>>. Giulietti e Vita sostengono che gli farebbe piacere essere smentiti ma hanno <<l’impressione che la direzione generale non potrà farlo neanche questa volta. Per quanto ci riguarda – proseguono – non abbiamo intenzione alcuna di aspettare le loro mosse. Quindi daremo mandato immediato ai nostri legali per preparare un nuovo esposto alla Corte dei conti contro queste scelte arroganti e dilettantesche, i continui ribaltoni, i dirigenti messi a disposizione>>. <<Per valutare altresì – concludono Giulietti e Vita – se non si sia in presenza di una truffa ai danni dei cittadini che pagano il canone e che sono sempre piu privati del diritto di scelta>>.

    L’appello di Articolo 21

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    Informazione: 59 i giornalisti uccisi nei primi sei mesi del 2010

    lunedì 5 luglio 2010

    FirenzeDall’inizio dell’anno 59 giornalisti sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro. A lanciare l’allarme è l’associazione non governativa “Press Emblem Campaign” che ha registrato, rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, un preoccupante aumento. Nello stesso periodo del 2009, i giornalisti uccisi erano 53. Un aumento che in percentuale si traduce nel 10%. Il Paese più pericoloso per chi si occupa di informazione è risultato il Messico dove sono stati uccisi nei primi sei mesi dell’anno 9 giornalisti, segue l’Honduras con 8, il Pakistan con 6, Nigeria e Filippine con 4. Tre giornalisti sono stati uccisi in Russia e in Colombia, due in Iraq, Nepal, Thailandia e Venezuela. Una vittima in Afghanistan, Angola, Bangladesh, Brasile, Bulgaria, Camerun, Cipro, Ecuador, Israele, Repubblica democratica del Congo, Ruanda, Turchia, Somalia e Yemen. Nel 2009 il numero dei giornalisti uccisi è stato nel mondo di 122 persone, 91 nel 2008.

    Press Emblem Campaign

     

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    Nasce il coordinamento “Primo luglio”. Giornalisti volontari per la comunicazione sulla manifestazione contro i tagli e i bavagli

    lunedì 28 giugno 2010

    FirenzeIn vista della giornata di mobilitazione contro la legge bavaglio di Piazza Navona a Roma, su iniziativa della Fnsi è nato “Primo Luglio” il coordinamento tra le associazioni Articolo 21, Associazione 5/12, Lettera 22, Reporter Senza Rete, e le emittenti radiofoniche Radio Città Futura e Radio Articolo 1. Da lunedì a giovedì, sotto la sigla della Federazione Nazionale della Stampa che ha lanciato la manifestazione, saranno realizzate interviste e diversi approfondimenti sia in audio che testuali, a disposizione delle numerose testate operanti sul territorio nazionale.

    Una iniziativa, precisano i responsabili delle associazioni, per <<dimostrare l’esigenza di tenere accesi i riflettori sul disegno di legge Alfano e per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese>>. Una campagna di informazione <<non legata esclusivamente al capitolo “bavagli” ma anche a quello dei tagli che interessano il mondo della ricerca, della musica e della cultura. Da lunedì sui siti delle associazioni sarà possibile leggere e ascoltare i materiali che verranno prodotti dal coordinamento e rilanciati, in contemporanea, sia dalle agenzie di stampa che dai media italiani>>.

    Il giorno della manifestazione Reporter Senza Rete seguirà l’informazione televisiva e realizzerà una puntata speciale dell’Osservatorio Tg in video che sarà mandata in onda a Piazza Navona a chiusura della manifestazione. La redazione temporanea lavorerà dalle 10 della mattina alle 24, su tre turni organizzati fra giornalisti volontari. Verranno realizzate interviste e raccolte testimonianze di chi interverrà alla manifestazione di piazza Navona.


    Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi 2010: i vincitori

    domenica 20 giugno 2010

    FirenzeUndici giornalisti premiati e un riconoscimento alla carriera a Demetrio Volcic, storico corrispondente Rai da Praga, Vienna e Mosca. Scelti i vincitori della sedicesima edizione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, che quest’anno ha segnato il record di partecipanti al concorso con circa 330 opere.

    Il premio per il miglior reportage breve, assegnato per la prima volta dagli spettatori di Repubblica.tv, va a “Terra di nessuno” di Paolo Zagari di Crash (Rai Educational), un video sull’immigrazione di Castel Volturno, territorio abbandonato, ferito dall’abusivismo edilizio e dal degrado.

    Il premio della giuria per la sezione Tg va invece al servizio di Tiziana Prezzo e Flavio Maspes di Sky Tg24, “Saccheggi e violenza a Port Au Prince” , che si aggiudica anche il premio Miran Hrovatin per le migliori immagini, girate ad Haiti dopo il sisma dell’11 gennaio 2010.

    Per la sezione reportage breve, la giuria premia il video di Pablo Trinca e Edoardo Scognamilio delle Iene “Infiltrato tra i profughi afghani“: Trincia è riuscito a introdursi in un gruppo di profughi alla stazione Ostiense di Roma, grazie alla conoscenza della lingua.

    Miglior reportage lungo è quello di Domenico Iannacone di Presa Diretta di Rai 3, “Il progetto, storia di un’Italia incosciente“, un’indagine sul rapporto tra edilizia e normative antisismiche.

    Il premio per il miglior reportage internazionale va a Anouk Burkel di Envoyé special (France 2) per il documentario “Les Glaneurs De Nairobi“, che racconta le discariche a cielo aperto di Nairobi.

    Simone Amendola si aggiudica poi il premio produzione con il suo inedito “Alysia nel paese delle meraviglie”, una storia ambientata nel quartiere Cinquina di Roma, dove negli ultimi anni sono esplosi conflitti tra gli ex occupanti di Ostia e Bastoggi, per la maggior parte immigrati.

    Chiara Zappalà, della Scuola di giornalismo di Urbino, vince il premio per il miglior reportage tv locali con “Una rovina di città“, un video girato nella periferia catanese, che porta alla luce il disagio dei quartieri degradati.

    Il premio giovani, riservato ai giornalisti under33, va a Luca Bertazzoni di Annozero (Rai Due), con “La spremuta“, che indaga la realtà di Rosarno tra sfruttamento del lavoro, immigrazione e criminalità.

    Il premio della critica è stato assegnato a “H.O.T. Human organ traffic”, un’inchiesta sul traffico mondiale di organi, diretta da Roberto Orazi, scritta insieme al giornalista Alessandro Gilioli e prodotta da Riccardo Neri per Current TV.

    UniCredit Group, all’interno del programma Women and Leadership, ha infine conferito un riconoscimento speciale alla giornalista Claudia Julieta Duque, minacciata dai servizi segreti colombiani e costretta a lasciare il suo Paese.

    Firma: Flavia Cappadocia

    Fonte: www.ilariaalpi.it

    Articolo di Roberto Morrione, fonte: Liberainformazione 

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    Articolo 21: premi a Ilaria Cucchi, Patrizia Aldrovandi, Loris Mazzetti.

    lunedì 14 giugno 2010

    Roma - L’associazione Articolo 21 ha indetto un’assemblea straordinaria per discutere modi e tempi di una manifestazione nazionale contro la legge bavaglio. L’incontro – mercoledì 16 giugno, ore 18 -, si svolgerà a Roma al Circolo di Montecitorio. Nel corso dell’iniziativa Articolo 21 consegnerà il proprio premio per la libertà di informazione a Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi che tanto hanno fatto per conoscere la verità. In più di un’occasione, entrambe hanno detto che se la legge sulle intercettazioni fosse stata in vigore, di Stefano e Federico non conoscerebbero le ragioni del decesso. Durante la serata sarà consegnato anche il premio “Paolo Giuntella” per la libertà di informazione a Loris Mazzetti.

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    Ddl intercettazioni: il 9 luglio in piazza anche il Popolo Viola.

    venerdì 11 giugno 2010

    Firenze - <<Muti contro il bavaglio>>. E’ questo lo slogan della manifestazione nazionale, promossa dal Popolo viola per il 9 luglio contro il Ddl intercettazioni. <<Il Popolo viola – si legge in un comunicato – si mobilita contro il ddl che imbavaglia stampa, web e magistrati e lo fa come di consuetudine lasciando la rete e scendendo in piazza>>. La manifestazione si svolgerà nello stesso giorno in cui la Fnsi ha indetto lo sciopero e alla Camera ci sarà la discussione del Ddl, approvato ieri in Senato. <<Una manifestazione – pone l’accento il Popolo viola – che procederà in corteo silenzioso>>. Il Popolo viola inoltre invita <<tutte le forze democratiche e i cittadini a difendere la nostra Costituzione che garantisce la libertà di espressione di informazione associandosi al nostro appello e alla nostra iniziativa>>.

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    Ricci, presidente Anpi: “La legge sulle intercettazioni colpisce la libertà di stampa e viola la Costituzione”.

    venerdì 11 giugno 2010

    Firenze - Il Ddl sulle intercettazioni, approvato ieri in Senato, è un provvedimento assolutamente inaccettabile, perché in profondo contrasto con la Costituzione della Repubblica. L’Anpi denuncia con forza l’atteggiamento del governo che mentre da una parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi oltretutto meriti – che sono invece tutti della magistratura e delle forze dell’ordine – nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine, ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino di riceverla come espressamente sancito dallarticolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

    L’Anpi rivolge inoltre un appello per una mobilitazione unitaria e civile a tutte le coscienze democratiche, ai partiti, alle forze sindacali, agli studenti, all’associazionismo. Li invita quindi a partecipare alla sua Seconda Festa Nazionale “Italiani, di Costituzione” ad Ancona, occasione importante e preziosa per lanciare un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese.

    Fonte: Raimondo Ricci (Presidente nazionale Anpi).

     

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