Canale 10: licenziamento per dodici lavoratori. La Casa della Cultura “Enzo Biagi” esprime solidarietà ai dipendenti.

L’emittente televisiva Canale 10 ha aperto la procedura di licenziamento per dodici lavoratori (di cui otto giornalisti) su un totale di 29 dipendenti.

Firenze –  «Nei giorni scorsi l’emittente Canale 10 ha comunicato formalmente ai sindacati l’apertura della procedura per il licenziamento di 12 lavoratori (8 dei quali giornalisti) su un totale di 29 dipendenti, a causa di una situazione economico-finanziaria negativa». Lo comunica in una nota la Slc-Cgil di Firenze.  A seguito di tale atto mercoledì 20 maggio si è aperto il confronto tra la direzione aziendale e la stessa Slc Cgil, nell’ambito del quale il sindacato ha innanzitutto chiesto di utilizzare tutti gli strumenti e gli ammortizzatori sociali disponibili (vedi Cig in deroga) e di revocare la procedura di licenziamento aperta.

«A questo proposito – scrive ancora la Slc Cgil nella nota – l’azienda non ha posto pregiudiziali, ribadendo comunque il carattere di gravità della situazione e illustrando le linee di fondo del piano editoriale che prevedono una forte riduzione dello spazio informativo e delle produzioni interne». In conclusione la Slc-Cgil di Firenze «denuncia il rischio e il pericolo insito nel progetto aziendale di una ulteriore compressione del pluralismo informativo che reputiamo sia tema di interesse generale».

Fonte: www.rassegna.it

Agcom diffida le tv: squilibrio a favore del governo. Multa di 180mila euro a Rete 4.

L’Agcom denuncia una sovraesposizione del governo in tutte le emittenti televisive. Inoltre è stata inflitta una sanzione di 180mila euro a Rete 4.

RomaL’Agcom denuncia una «sovraesposizione del Governo» in tutte le emittenti televisive in vista della prossime elezioni di giugno e per questo ha adottato un atto di «diffida» per un «immediato riequilibrio» della par condicio. Inoltre, è stata inflitta a maggioranza all’emittente Rete 4 una sanzione, pari a 180mila euro, «per l’inosservanza dell’ordine di riequilibrio impartito dall’Agcom il 14 maggio scorso».
L’Autorità ha anche ricordato che dalla mezzanotte di oggi è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati dei sondaggi sull’esito delle elezioni europee e amministrative, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente.

Editoria no profit, il Senato ripristina i fondi (70 milioni)

Roma Tornano, anche se in parte, i fondi per l’editoria no profit e di partito. L’ha deciso il Senato quasi all’unanimità. Un emendamento ad ddl sul nucleare ripristina 70 milioni di euro per il periodo 2009-2010 al fondo detratto da Tremonti per decreto nell’estate 2008.  Un risultato di non poco conto che darà l’opportunità a diverse testate di andare avanti. L’emendamento è stato sottoscritto dai senatori Luigi Lusi (Pd), Alessio Butti (Pdl), Silvano Mura (Lega Nord) e dal vicepresidente della Commissione Cultura Vincenzo Vita (Pd).  

Articolo 21 rischia la chiusura. L’appello di Bice Biagi.

Il quotidiano on-line Articolo 21 rischia di chiudere. Qualche giorno fa sulle pagine web dell’associazione, a lanciare l’allarme è stato il portavoce Giuseppe Giulietti. Sulla scorta delle sue parole è arrivato l’appello di Bice Biagi.

PratoUno spazio di libertà nel mondo della “blogosfera” rischia di chiudere. Una prospettiva da scongiurare per il quotidiano on-line Articolo 21, impegnato da alcuni anni nella difesa del pluralismo dell’informazione e nel dare voce a tutti coloro che vivono in una posizione di debolezza. A lanciare l’allarme qualche giorno fa sul web è stato il portavoce dell’associazione, Giuseppe Giulietti.  «Se il 22 aprile non si troverà una soluzione economica procederemo alla chiusura. O diventiamo autonomi o e meglio chiudere». Sulla scorta dei vari pensieri espressi dall’onorevole Giulietti, è arrivato nella giornata di ieri l’appello di Bice Biagi, figlia del compianto Enzo Biagi. La nostra piccola realtà condivide in pieno le parole della Bice Biagi che, nel suo articolo, elogia il lavoro fin qui svolto da Articolo 21. Uno spaccato di giornalismo che non si lascia intimorire dal potere ed è capace di mettere in luce notizie e fatti che altrove è impensabile trovare. Così, come fecero in vita Enzo Biagi ed Indro Montanelli.

Ferruccio De Bortoli torna alla direzione del Corriere della Sera. Riotta lascia il Tg1 per il Sole 24 Ore.

Ferruccio De Bortoli è il nuovo direttore del Corriere della Sera. Un incarico che aveva già ricoperto dal 1997 al 2003. Gianni Riotta invece lascia la direzione del Tg1 per andare a svolgere il ruolo di direttore al Sole 24 Ore.

MilanoFerruccio De Bortoli è il nuovo direttore del Corriere della Sera. De Bortoli, dopo quattro anni al timone del Sole 24 Ore, ritorna alla guida del quotidiano di via Solferino che aveva già diretto dal 1997 al 2003. De Bortoli nelle scorse settimane aveva rinviato al mittente con tanto di argomentazioni, la proposta di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione della Rai. La decisione è arrivata al termine della riunione del patto di sindacato di Rcs Mediagroup e del consiglio di amministrazione di Rcs Quotidiani che si sono espressi all’unanimità sul nome di Ferruccio De Bortoli che prenderà il posto di Paolo Mieli. Il posto vacante al Sole 24 Ore, determinato dalla partenza di De Bortoli, sarà colmato dall’arrivo di Gianni Riotta che così torna alla carta stampata dopo l’esperienza, durata due anni e mezzo, alla direzione del Tg1. Una notizia, questa, che è stata data dalla testata televisiva nell’edizione delle 20 senza commenti. La partenza di Riotta probabilmente accelererà la nomina del nuovo direttore generale della Rai.

Televisione, il divorzio fra Mike e Mediaset. Il mercato non ha un volto umano.

L’addio di Mike Bongiorno da Mediaset. E’ stato lo stesso conduttore televisivo a comunicare che l’azienda di Cologno Monzese non gli ha rinnovato il contratto, scaduto lo scorso dicembre.

Firenze<<Lei ha segnato la storia della tv italiana>>. E’ un passaggio del messaggio, scritto nel 2004 dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e rivolto a Mike Bongiorno, in quella occasione nominato “Grand’ufficiale con Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Il testo d’augurio si concludeva con un <<grazie per l’allegria>>. Una parola, quest’ultima, che ha accompagnato l’intera carriera televisiva del conduttore originario di New York. Uno stato d’animo, quello dell’allegria, che probabilmente il signore dei quiz non avrà vissuto in queste ultime settimane o addirittura mesi. Dopo l’addio di Enrico Mentana, è arrivato il divorzio fra  Bongiorno e Mediaset. Una separazione per nulla consensuale,annunciata in un comunicato dallo stesso conduttore. <<Non ho tradito Silvio Berlusconi – ha spiegato Mike – Mediaset prima della fine dell’anno scorso, senza preavviso, non mi ha rinnovato il contratto che mi legava al gruppo fin dalla sua fondazione. Di conseguenza ora non avendo legami sono libero di svolgere il mio lavoro con chiunque>>. La replica da Cologno Monzese non è tardata ad arrivare. <<Vincolare un simile personaggio a un contratto di esclusiva senza un progetto di produzione concretamente avviato sarebbe stato controproducente per lo stesso Bongiorno>>. Nella sua biografia dal titolo Mike Bongiorno – il libro è uscito nel novembre 2007 -, il conduttore televisivo, rivolgendosi al Presidente del Consiglio in carica, scrive: <<Caro Silvio, c’è chi mi ha definito “maestro e vero profeta del verbo berlusconiano”. Il nostro in verità è un silenzioso, indistruttibile patto che va al di là della frequentazione, che non c’entra niente con la politica, una vera intesa tra amici rivoluzionari…, che sanno di potersi fidare l’uno dell’altro>>.  Altro che berlusconismo, c’è molto di più. Qual è la colpa che avrebbe commesso lo showman? La logica di mercato non ha spazio per i sentimenti, per la pietà cristiana, colpisce ognuno di noi, spazza via tutto e tutti. La persona spreme ma, al contempo, è spremuta e quando non si rivela più un veicolo d’affari per se stesso e per l’impresa, viene abbandonata. Nella fattispecie, vuoi per le fortune acquisite nel tempo, vuoi per la sua attuale forza, sostenuta anche da un Fiorello lanciatissimo, lo scenario tutto sommato per Mike non si dovrebbe presentare così tragico, come assistiamo giorno dopo giorno per le fasce più deboli. Per i tanti cittadini – la maggioranza -, considerati numeri, costretti a produrre e quando la produzione manca, i lavoratori vengono invitati a rimanere nelle proprie case. Sempre che ne siano proprietari. Sennò c’è anche il rischio di perdere l’abitazione. D’altronde, si sa,  il mercato non ha mai avuto un volto umano. Nemmeno per Mike.  

Matrix, dopo l’addio di Mentana arriva Vinci

Dopo le dimissioni di Enrico Mentana, Mediaset affida la conduzione di Matrix a Alessio Vinci, capo dell’ufficio romano della CNN e corrispondente della rete all-news per l’Italia. Si è risolto in un nulla di fatto l’appello lanciato dai giornalisti del Tg5 affinché i dirigenti dell’azienza e Enrico Mentana tornassero a sedersi intorno ad un tavolino per riallacciare un dialogo che negli anni ha prodotto risultati non indifferenti. Nel 2005 Vinci ha ricevuto il premio dedicato dal Corriere della Sera a Maria Grazia Cutuli.

 RomaIl volto nuovo per Matrix è Alessio Vinci, capo dell’ufficio romano della Cnn e corrispondente della rete all-news per l’Italia. Non è stato accolto l’appello dei giornalisti del Tg5 che chiedevano ai vertici di Mediaset e allo stesso Enrico Mentana di tornare a parlarsi nella speranza di riallacciare un dialogo che negli anni ha prodotto non indifferenti risultati. I dirigenti dell’azienda invece hanno deciso di accettare le dimissioni, di non tornare indietro e di affidare la conduzione del programma ad un altro giornalista. Il programma tornerà in onda su Canale 5 da martedì 24 febbraio. L’ha annunciato ieri Mediaset in una nota, sottolineando che è confermata la cadenza di tre seconde serata a settimana. A fianco di Vinci, nel coordinamento della redazione, ci sarà Alessandro Banfi, vicedirettore di Videonews, tra i primi curatori del programma con Enrico Mentana e già vicedirettore del Tg5.

Alessio Vinci, 40 anni, ha lavorato come giornalista alla Cnn dal 1989. Per il servizio internazionale dell’emittente ha coordinato e prodotto le dirette televisive durante la prima guerra del golfo (1991). Vinci ha ricoperto il ruolo di corrispondente da Berlino e successivamente da Mosca, vivendo in prima persona e raccontando nei suoi reportage tutti i principali eventi accaduti nella regione in quegli anni, dal crollo del comunismo alla guerra in Cecenia. Come capo dell’ufficio di corrispondenza della Cnn a Belgrado ha seguito la crisi Nato-Yugoslavia del 1999 e la caduta di Slobodan Milosevic. Come inviato ha prodotto numerosi servizi sul crollo delle torri gemelle di New York, nel 2001, seguendo poi le truppe americane in Afghanistan e in Iraq. Da Roma ha seguito e dato conto della morte e degli storici funerali di Papa Giovanni Paolo II e quindi dell’elezione del nuovo pontefice Benedetto XVI. Alessio Vinci, nel 2005, ha ricevuto il premio giornalistico dedicato dal Corriere della Sera a Maria Grazia Cutuli.

Nuova iniziativa editoriale de “Il Sole 24 Ore”. Dodici volumi per ripercorrere le vicende dell’economia.

Firenze Dall’antichità fino alla crisi globale che sta investendo tutte le nazioni. In dodici volumi, “Il Sole 24 Ore” offre ai suoi lettori la “Storia dell’economia mondiale”, curata da Valerio Castronovo. Un modo per conoscere come funzionavano  la finanza e i commerci dei romani, uno strumento per farsi un’idea su vari concetti economici. Il primo volume dal titolo “Dal Neolitico agli albori del primo millennio” sarà in edicola domani. A 14,90 oltre il prezzo del quotidiano.

Licenziato il fiduciario di redazione del “Corriere di Livorno”.

Livorno <<A poco più di un mese dallo sciopero proclamato dall’assemblea dei redattori (4 dicembre) del “Corriere di Livorno”, il fiduciario di redazione Claudio Passiatore è stato licenziato (30-01-09) in tronco e senza preavviso. Tutto questo, il giorno prima del termine del “periodo di prova” (previsto dal contratto nazionale, ma non specificato nel contratto di praticante a tempo indeterminato) che per il giornalista praticante scadeva il 31 gennaio.
Un chiaro disegno con il quale l’editore, restando ancora in essere molte delle richieste avanzate nel tavolo aperto con Mediacoop, ha voluto cancellare ogni elemento di dissenso nella redazione e eliminare ogni professionalità affermatasi in un anno e mezzo di vita del quotidiano. Con un evidente comportamento antisindacale, l’azienda si è resa protagonista della cancellazione di un gruppo di cronisti che ha contribuito in maniera determinante alla nascita de quotidiano livornese. La motivazione ufficiale per il licenziamento di Passiatore (sotto tutela sindacale, art. 34), è stato il “mancato superamento del periodo di prova”. Un giudizio sull’operato del cronista motivato con una serie di considerazioni molto generiche, peraltro mai contestate a Passiatore che, peraltro, ha collaborato con il “Corriere di Livorno” già da molti mesi prima rispetto alla data dell’assunzione avvenuta il primo agosto 2008.
L’azienda, invece di far conoscere il piano editoriale, le strategie aziendali, (istanze avanzate nel tavolo con Mediacoop e rimaste senza risposta), ha preferito licenziare un lavoratore e mettere sul lastrico dall’oggi al domani una famiglia in spregio di ogni regola e dello Statuto dei lavoratori>>.

Fonte: FNSI

 

Al Corriere dell’Umbria nominato nuovo direttore Anna Mossuto.

PerugiaCambia il direttore delle testate del gruppo “Corriere”, presente con tre edizioni in Toscana (Siena, Arezzo e Grosseto), due nel Lazio (Rieti e Viterbo) ma il giornale di riferimento del gruppo è il “Corriere dell’Umbria”. Anna Mossuto, già vice-direttore del gruppo, prende il posto di Federico Fioravanti che oggi ha pubblicato il suo ultimo editoriale. Fioravanti è stato fondatore del “Corriere” e negli ultimi dodici anni ha ricoperto la carica di direttore. Pubblichiamo  l’editoriale di Fioravanti dal titolo “Il saluto ai lettori”. L’editoriale è preceduto da un comunicato dell’editore.

Federico Fioravanti lascia la direzione dei quotidiani del gruppo ”Corriere”. <<A Fioravanti – è detto in un comunicato dell’editore pubblicato oggi sul ”Corriere dell’Umbria” – il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni. Al suo posto l’Editore ha nominato direttore responsabile Anna Mossuto, già vicedirettore del gruppo. Al neo-direttore gli auguri di buon lavoro>>.

<<Lasciare il Corriere è difficile. Vivo una tempesta di emozioni, che vorrei nascondere e conservare. Ma credo di dovere due parole ai lettori. Questo, per me, non è un giornale qualsiasi: l’ho fondato, nel maggio di 26 anni fa e per quasi 12 anni ne sono stato il direttore. Ora l’editore ha deciso di sostituirmi. Succede, se non si va più d’accordo. Lascio con la coscienza a posto: il gruppo Corriere, secondo l’Audipress, in poco più di un decennio ha quasi raddoppiato i lettori e, per anni, ha macinato utili pubblicitari. Ai giornalisti lascio una eredità facile da trasportare. Tre parole. Le stesse che ho ripetuto negli anni, in tante riunioni di redazione. Parole semplici. Ma che hanno fatto la fortuna di questo giornale: onestà, chiarezza, autonomia. Onestà nel raccontare i fatti e nell’ammettere i propri errori, chiarezza nella scrittura e nei rapporti personali. Soprattutto, autonomia. Verso la politica, l’arroganza del potere, le pressioni, i tentativi di condizionamento, il pensiero dominante che adesso, come sempre, non ammette critiche. Questo ho cercato di fare: il garante di un giornale aperto a tutte le opinioni, tollerante. Capace di servire il lettore senza essere servo di nessuno. Se, come spero, ci sono riuscito, lo devo soprattutto a degli straordinari compagni di lavoro. Una grande squadra di giornalisti. Li ringrazio e li abbraccio. Insieme a tutti i poligrafici, gli impiegati, gli agenti della pubblicità, i rotativisti. E ai tanti, affezionati lettori, il vero, inestimabile patrimonio di questo giornale. A loro, raccomando, come un padre, il Corriere. Adesso, mi piace pensare ad una lontana sera d’inverno, sulla costa romagnola. Nell’androne di un hotel, le parole di Enzo Biagi. Mi disse che nella vita, nei momenti decisivi, le poche cose importanti, quelle che contano veramente, sono quelle che, da bambino, ti ha insegnato tua madre. Aveva ragione, anche in questo>>.

Federico Fioravanti