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    Rai: Santoro in onda dal 23 settembre

    giovedì 22 luglio 2010

    FirenzeMichele Santoro tornerà in prima serata il giovedì sugli schermi di RaiDue a partire dal 23 settembre. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione di viale Mazzini che oggi ha dato il via libera ai piani di produzione e trasmissione. Al momento, il programma viene indicato nei palinsesti come “Spazio Santoro” e non come “Annozero”. Non tutte le difficoltà, però, sono state superate. I vertici Rai non si sono pronunciati, per ora, sulla eventuale partecipazione alla trasmissione – e se sì in quale veste – di Marco Travaglio e del vignettista Vauro (link).

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    L’Unione Europea dice sì a Sky in chiaro

    martedì 20 luglio 2010

    FirenzeSky Italia sbarca sul digitale terrestre. Lo ha deciso oggi la Commissione europea che ha anticipato l’ingresso dei canali di Murdoch nel mercato della televisione in chiaro. Mediaset si è detta <<assolutamente sconcertata>> dalla decisione e ha annunciato che farà ricorso alla Corte di giustizia europea. In realtà, la decisione di Bruxelles è un via libera ma a una serie di condizioni. Innanzitutto Sky potrà trasmettere su digitale terrestre solo a patto che, per i prossimi cinque anni, i suoi canali siano “in chiaro”, e cioè distribuiti gratuitamente senza nessun servizio a pagamento. E poi la tv di Murdoch sarà limitata a un solo multiplex, e cioè a una sola frequenza digitale (che però può trasmettere fino a sei canali). La decisione è stata motivata dal fatto che, secondo l’Ue, le condizioni del mercato televisivo italiano sono cambiate dal quel 2003, quando la News Corporation di Rupert Murdoch acquistò e fuse le due pay tv satellitari Stream e Telepiù dando vita a Sky. Allora l’Europa, dando il suo assenso all’operazione, fissò una serie di paletti, fra cui il divieto di sbarcare nel mercato della televisione in chiaro prima del 2012.

    La decisione europea è stata presa malissimo a Cologno Monzese. Secondo il biscione le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003, che impedivano a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre in virtù della sua posizione dominante nella pay tv, sono tutt’ora valide. Per questo Mediaset  <<ricorrerà contro tale decisione alla Corte di Giustizia europea>>. A stretto giro è arrivata la risposta di Bruxelles che con Jonathan Todd, uno dei portavoce dell’esecutivo Ue, ha detto che la decisione della Commissione, da un punto di vista legale, è solida. Nonostante Sky abbia mantenuto una posizione forte sul satellite, con l’avvento del digitale terrestre il mercato della pay tv si è aperto a nuovi soggetti come Mediaset (con Mediaset Premiun) e Telecom (con Dahlia). Inoltre dal 2008 sul satellite, a fianco di Sky, è nata Tivùsat, la piattaforma di Rai, Mediaset e La 7 destinata ad andare a coprire quelle aree del Paese non raggiunte dal segnale del digitale terrestre.

    Ora si attende la data del beauty contest, il concorso con cui il governo italiano metterà a gara le cinque frequenze digitali (i cinque multiplex) che la Corte di giustizia europea ha intimato, in nome del pluralismo, di mettere sul mercato. Una gara in cui ora potrà partecipare anche Sky.

    Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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    Rai: il tribunale respinge il ricorso. Ruffini resta direttore della terza rete.

    martedì 20 luglio 2010

    RomaPaolo Ruffini resta alla direzione di RaiTre. Il tribunale del lavoro di Roma questa mattina ha respinto il ricorso presentato dalla Rai contro il reintegro di Ruffini come direttore della terza rete pubblica. Lo stesso Ruffini era stato reintegrato lo scorso 28 maggio alla direzione di RaiTre dal giudice del lavoro del tribunale di Roma che aveva accolto il ricorso del giornalista. Nell’ordinanza veniva definita “illegittima” la sostituzione di Ruffini al vertice di RaiTre, frutto di “discriminazione”, causa di “demansionamento” e “danno irreparabile”. Il consiglio di amministrazione della Rai aveva sollevato Ruffini dal proprio incarico nel novembre del 2009 e lo aveva destinato ad altro incarico. Al suo posto era stato nominato Antonio Di Bella che, in seguito alla sentenza del tribunale del lavoro (28 maggio 2010), aveva lasciato l’incarico di direttore di RaiTre. La Rai aveva immediatamente annunciato ricorso contro la decisione di reintegro e lo scorso 8 giugno il consiglio di amministrazione della Rai aveva sì deciso all’unanimità il reintegro di Ruffini ma con “ogni più ampia riserva all’esito della decisione del reclamo”. 

    Il commento di Federico Orlando e Giuseppe Giulietti (Articolo 21) 

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    Rai, Santoro a Masi: “Annozero deve andare in onda”

    mercoledì 14 luglio 2010

    Firenze - Pubblichiamo la lettera che Michele Santoro ha inviato oggi al direttore generale della Rai Mauro Masi e per conoscenza al presidente Paolo Garimberti e ai consiglieri di amministrazione.

    Gentile Direttore,
    al termine di una stagione faticosa, durante la quale sono stato costretto a lavorare più per contrastare manovre politiche e impedimenti burocratici che per realizzare un prodotto televisivo, solo al fine di trovar modo di continuare a svolgere la mia professione con un minimo di serenità, avevo accolto il tuo invito a valutare una ipotesi transattiva che ponesse fine all’interminabile vicenda giudiziaria che mi riguarda.
    Ma siccome nessuna azienda seria rinuncerebbe a cuor leggero a una trasmissione come Annozero e nessuna azienda libera discuterebbe di materie contrattuali riguardanti i suoi dipendenti come ha fatto la Rai, addirittura dedicando intere trasmissioni alla nostra cosiddetta trattativa, si è scatenata una incredibile concatenazione di errori di comunicazione e polemiche.
    Oggi sono costretto a constatare che non si è ottenuto il risultato sperato: individuare soluzioni che appaiano e siano dalla parte del pubblico.
    E’, invece, risultato evidente che Annozero, perfino da chi esprime nei suoi confronti critiche violente, è considerato un elemento assai importante del panorama informativo italiano. Il clamore suscitato dalla eventualità di una sua soppressione, al di là delle critiche ingiustificate e immotivate sulla portata e il valore del possibile accordo, ha dimostrato inequivocabilmente che un pubblico enorme non vuole rinunciare ad uno dei suoi appuntamenti preferiti. Perciò lasciami dire che, indipendentemente dalle tue intenzioni, la tattica di rinviare continuamente la conferma in palinsesto del programma, anche dopo quanto emerso dall’inchiesta di Trani, conferma nell’opinione pubblica la convinzione di un carattere strumentale dell’interesse manifestato per le nuove trasmissioni alle quali avrei potuto dar vita.
    Non c’è più spazio, quindi, per rinvii e ambiguità. E non c’è più tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero.
    Ti prego di provvedere di conseguenza a sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state già tutte opportunamente istruite e consegnate alla Rete dopo aver definito con il Direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai date e modalità produttive.
    La mancata messa in onda del programma sarebbe un grave danno per il servizio pubblico e mi costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti miei, dei miei collaboratori e degli spettatori.
    Ti ringrazio per la cortese attenzione e ti invio i miei più cordiali saluti.

    Michele Santoro.

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    Informazione: 100mila fan su Facebook per il “Fatto Quotidiano”

    martedì 13 luglio 2010

    Firenze100mila fan. Questo il traguardo raggiunto oggi dalla pagina Facebook del Fatto Quotidiano. Un record, se si pensa che la nuova pagina (che ha sostituito quella de L’Antefatto) ha meno di un mese di vita: è nata infatti il 15 giugno scorso.

    Con questi numeri il Fatto Quotidiano è già il secondo quotidiano italiano su Facebook per numero di fan: supera l’Unità (41mila fan); Il Sole 24 Ore (36mila); Il Corriere della Sera (26mila); il Giornale (12mila e 500) e La Stampa (6900). Inoltre con la media di 4mila interazioni quotidiane (commenti, “mi piace”, messaggi in bacheca), la nostra pagina è già la più “partecipata” tra quelle dei quotidiani italiani.

    Indicativi anche altri dati: tra gli iscritti si registra per ora una predominanza maschile (57 per cento), anche se le donne stanno recuperando velocemente (43 per cento). Interessanti anche i dati sulle fasce di età: gli iscritti tra i 25 e i 35 anni sono la maggioranza con il 34 per cento del totale; l’80 per cento, invece, ha meno di 45 anni anche se non mancano i più giovani (il 2 per cento ha tra 13 e i 17 anni) e i meno giovani (il 7 per cento ha più di 55 anni).

    Se vi informiamo su questo traguardo, non è per autocelebrarci, cosa che interessa poco a noi e ancora meno a voi. Lo scriviamo invece perchè fin dal suo primo giorno di vita, il Fatto Quotidiano ha avuto Internet, la rete e i social network come riferimento fondamentale. Internet, bene inteso, non come fredda vetrina della nostra attività off line, ma come luogo di confronto, dibattito e partecipazione.

    Anche su Facebook abbiamo deciso di dare un nostro taglio all’informazione sui social network. Non abbiamo pensato la nostra pagina come uno spazio per linkare articoli, ma come una risorsa informativa integrata con il sito e con il giornale in grado di far giungere notizie e aggiornamenti direttamente nella vostra bacheca. Ora puntiamo a diventare il primo quotidiano italiano su Facebook: non è un traguardo impossibile, soprattutto se ci darete una mano (ognuno di voi potrebbe invitare un’altra persona a iscriversi). Dopo l’estate, preparatevi: anche su Facebook spazio a iniziative e campagna con protagonisti, i contributi generati dagli utenti, ovvero tutti voi. Nonostante gli ottimi risultati, d’altronde, siamo ancora all’inizio. Grazie per la fiducia e stay tuned.

    Fonte: Il Fatto Quotidiano (a firma di Federico Mello).

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    Rai, l’allarme di Articolo 21: Mineo sarà cacciato nelle prossime ore. Un leghista al suo posto?

    lunedì 12 luglio 2010

    FirenzeCorradino Mineo nelle prossime ore potrebbe essere allontanato dalla direzione di Rainews e sostituito da una figura gradita alla Lega Nord. A lanciare l’allarme è Articolo 21. <<Altro che ricerca del dialogo. Nelle prossime ore gli imbavagliatori, e i loro delegati alla Rai cercheranno di mettere le mani anche su Rainews allontanando il direttore Corradino Mineo, mortificando le richieste della redazione e addirittura mettendo al suo posto un esterno gradito alla Lega>>. Ad affermarlo è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd Vincenzo Vita. <<Se tutto ciò dovesse essere confermato aggiungono Giulietti e Vita -, per la prima volta nella storia della Rai una maggioranza avrebbe il controllo di 10 testate giornalistiche su 11 con l’aggravante di un premier proprietario dell’altra’ metà dell’etere e tuttora ministro ad interim delle telecomunicazioni>>. Giulietti e Vita sostengono che gli farebbe piacere essere smentiti ma hanno <<l’impressione che la direzione generale non potrà farlo neanche questa volta. Per quanto ci riguarda – proseguono – non abbiamo intenzione alcuna di aspettare le loro mosse. Quindi daremo mandato immediato ai nostri legali per preparare un nuovo esposto alla Corte dei conti contro queste scelte arroganti e dilettantesche, i continui ribaltoni, i dirigenti messi a disposizione>>. <<Per valutare altresì – concludono Giulietti e Vita – se non si sia in presenza di una truffa ai danni dei cittadini che pagano il canone e che sono sempre piu privati del diritto di scelta>>.

    L’appello di Articolo 21

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    Raitre, Ruffini torna alla direzione dopo sentenza del tribunale.

    martedì 8 giugno 2010

    RomaPaolo Ruffini è stato reintegrato alla direzione di Raitre in seguito ad una sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Roma. L’altro direttore, Antonio Di Bella, è stato invece temporaneamente assegnato alla diretta disponibilità del direttore generale. Questa la decisione, assunta all’unanimità, dal Consiglio di amministrazione della Rai che non poteva far alto che applicare quanto deciso da un giudice. Una decisione comunque presa con riserva, visto che i vertici Rai hanno presentato un reclamo contro la medesima sentenza (link).  

     

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    Alla conquista di Raitre. Adesso è la volta di Serena Dandini?

    lunedì 24 maggio 2010

    RomaNell’attesa di sapere se qualcuno del cda della Rai risponderà a Santoro, come credo si attenda il pubblico che segue Annozero: «Il conduttore è un’importante risorsa della Rai e deve continuare a fare il suo lavoro anche nel prossimo palinsesto autunnale», apprendiamo positivamente che il presidente Garimberti, dopo la lettera di dimissioni dalla conduzione del Tg1 di Maria Luisa Busi, si è schierato pubblicamente contro la direzione di Minzolini, dichiarando: «Quel telegiornale è reticente». Per prima cosa alla Busi e a tutti quei colleghi del Tg1 che si battono perché il telegiornale torni ad essere un bene che comunica alla collettività e non uno strumento in mano ad un uomo solo al comando, va tutta la nostra solidarietà; secondo, i problemi sollevati nella lettera della conduttrice inviata al direttore Minzolini e le conseguenti parole di Garimberti, non dovrebbero rimanere una semplice disquisizione intellettuale tra chi è d’accordo e non.

    Qualsiasi editore di fronte alla perdita costante di telespettatori, a un giornale qualitativamente molto, molto modesto, minimo prenderebbe provvedimenti, e non si limiterebbe ad avallare la sostituzione della Busi con una anonima “patatona” che porterebbe ad un’ulteriore perdita di ascolti e di qualità. Di fronte all’immobilismo dei vertici alcune domande sono legittime: «Perché l’editore nei confronti di Minzolini non è ancora intervenuto»? «Perché la riflessione sugli ascolti e sulla qualità vale nei confronti del direttore di Rai2 Liofredi e non per quello del Tg1»?  C’è altra carne al fuoco che farà diventare i prossimi giorni di organizzazione dei palinsesti frenetici, visto che il 15 di giugno, giorno dell’ufficializzazione è alle porte.

    Nei corridoi di viale Mazzini corrono molte voci preoccupanti. Pippo Baudo, non confermato a Rai1, potrebbe approdare a Rai3 con tredici puntate in prima serata dedicate ai 150 anni della storia dell’Unità d’Italia. Nulla nei confronti del Pippo nazionale e della sua professionalità (Novecento a Rai3 fu un successo), discuto il luogo dell’eventuale decisione perché troppo distante dal primo piano di viale Mazzini, cioè da Rai3. Se ciò accadrà significa che è in atto un processo di lenta occupazione nei confronti della rete diretta da Antonio Di Bella, già iniziato con lo spostamento da Rai2 di Palco e Retropalco.

    Altro rumor riguarda il programma di Serena Dandini che il direttore Antonio Di Bella ha confermato nella striscia di seconda serata, dal martedì al venerdì, con alcune incursioni in prima, dall’autunno alla fine di marzo. E’ risaputo che nella lista di proscrizione fatta direttamente da sua Emittenza, dopo Santoro, vi è il nome della conduttrice di “Parla con me”  e dopo il suo quello di Enrico Bertolino (non è chiaro se Berlusconi ce l’ha con lui perché conduce Glob, l’osceno del villaggio, o perché è  un interista sfegatato). Le voci che circolano contraddicono le decisioni di Rai3. “Parla con me”, che ha avuto una stagione piena di soddisfazioni e che per ragioni industriali (ottimo esempio di rapporto costo-qualità), e che nessun vero editore metterebbe in discussione, c’è chi lo vorrebbe ridimensionare a una o al massimo due seconde serate per far posto ad un’altra invasione (Giovanni Minoli?).

    Ci auguriamo che siano solo voci, anzi male lingue, ma se andiamo a scorrere la lista di proscrizione, più volte riportata dai due house organ aziendali del Cavaliere, i nomi e i programmi di Rai3 sono tanti. Dopo Santoro e la Dandini sarà la volta di chi? Milena Gabanelli, Lucia Annunziata, Fabio Fazio…. 

    Loris Mazzetti.

    Fonte: Articolo 21.

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    Salone del Libro: la memoria come tema dell’edizione 2010.

    mercoledì 12 maggio 2010

    TorinoUn albero capovolto e le sue radici ben in vista, testimoniano che il presente è il frutto del passato. La memoria sarà il filo conduttore del Salone Internazionale del Libro. Per la precisione, «la memoria, svelata». Questo il simbolo della 23esima edizione del Salone che si svolgerà dal 13 al 17 maggio a Torino (Lingotto) e dedicata al tema della memoria. La scelta, hanno spiegato gli organizzatori, nasce da un paradosso: «proprio nel momento in cui, grazie alle nuove tecnologie, possiamo disporre di sterminate banche dati, tanto vaste come da sfidare la nostra stessa immaginazione e capacità di gestione, ci siamo accorti che il nostro rapporto con il passato si è fatto distratto, intermittente, quasi infastidito». E’ sufficiente anche solo dare una sbirciatina al panorama della politica – alle ingiustificate polemiche scaturite intorno alle celebrazioni per l’Unità d’Italia -, per applaudire la scelta che si rivela appropriata.

    Per la prima volta al Lingotto ci sarà Scott Turow, maestro del legal thriller, e la scrittrice belga Amélie Nothomb. Tra gli indiani (l’India sarà il Paese ospite d’onore del Salone): Kiran Desai, Vikas Swarup, Tarun Tejpal, Anita Nair, Sampat Pal e Tishani Doshi. Tra gli italiani – solo per citarne qualcuno - Eugenio Scalfari, Dario Fo, Umberto Eco, Gianrico Carofiglio, Paolo Villaggio, Margherita Hack. Fra le varie novità di quest’anno, il Premio Salone Internazionale del Libro, un riconoscimento destinato a uno scrittore che con la sua opera abbia saputo fare della letteratura uno strumento irrinunciabile di conoscenza. Finalisti, Paul Auster, Carlos Fuentes, Amos Oz.

     Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale del Salone. 

     

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    Editoria: “Il Manifesto”, Rangeri direttrice e Mastrandrea vice.

    martedì 4 maggio 2010

    Roma“Il Manifesto” ha una nuova direzione. L’assemblea del quotidiano ha eletto oggi Norma Rangeri direttrice e Angelo Mastrandrea vicedirettore. La partecipazione al voto è stata molto alta (103 votanti su 112 aventi diritto) e la Rangeri e Mastrandrea hanno ricevuto un gradimento superiore al 62% degli elettori. Norma Rangeri lavora al “Manifesto” dal 1974: nella sua lunga carriera si è occupata di cronaca, del movimento femminista, politica e critica televisiva. Angelo Mastrandrea è al “Manifesto” dal 1999,  ha lavorato agli esteri e alla sezione società (link).

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