Denis Verdini indagato per bancarotta fraudolenta

Firenze - Denis Verdini, già rinviato a giudizio quattro volte, l’ultima pochi giorni fa in merito alla vicenda della scuola dei marescialli a Firenze, ha ricevuto un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della Società Toscana di Edizioni. I provvedimenti sono firmati dal pm di Firenze Luca Turco.

Il tribunale di Firenze aveva dichiarato fallita la Ste, che pubblicava il Giornale della Toscana (il dorso locale del Giornale che ha cessato le pubblicazioni nel 2012) l’8 febbraio scorso. Nonostante 12 milioni di finanziamento ricevuti dallo Stato come contributi all’editoria la chiusura era avvenuta con circa due milioni di debito verso i creditori. 

Verdini era indagato, insieme all’onorevole Massimo Parisi e altri soci, per truffa allo Stato per aver, secondo l’accusa, ingannato per anni, circa tra il 2002 e il 2011, il Dipartimento per l’editoria gestendo società di fatto esistenti solo per catturare i fondi.

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Rai, Giornale Radio in sciopero domani contro i tagli

RomaNiente Giornale Radio Rai per 24 ore. Accadrà domani a causa di una giornata di sciopero indetta “per protestare contro i tagli all’informazione su Radio2, Radio3 e Gr Parlamento”. Lo ha stabilito l’assemblea di redazione del Giornale Radio Rai “in seguito alla decisione di Viale Mazzini di cancellare alcune edizioni del Gr2 e Gr3 e di ridurre la programmazione di Gr Parlamento, a vantaggio dell’intrattenimento“.

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Editoria, Edoardo Caltagirone licenzia i giornalisti di T9

Firenze - Edoardo Caltagirone, fratello minore di Francesco Gateano, chiude  l’emittente T9. Il patron di un impero tra tv e radio locali ha da poco inviato le lettere di licenziamento ai giornalisti che compongono da anni la redazione di quella che è stata l’ex gloriosa Teleregione e poi Nuovateleregione. Televisione comprata nel 1995 e che è andata a comporre un insieme di televisioni locali formato dall’ex radicale Teleroma 56, l’ex Gbr, la stazione radio Teleradiostereo e in ultimo Radio Ies.

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Editoria, la tv svizzera torna in Italia grazie al web

Firenze - La tv svizzera torna in Italia e lo fa attraverso il sito web tvsvizzera.it, costola dell’emittente di servizio pubblico svizzero in lingua italiana Rsi (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana). Un portale rinnovato nella sua veste grafica, nato su impulso politico della Confederazione, finanziato per metà dal governo e una redazione di sette video giornalisti.

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Editoria, addio “Unità”. Dal 1° agosto il quotidiano non sarà più in edicola.

FirenzeDal primo di agosto “l’Unità” non sarà più in edicola. Lo comunica Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice del quotidiano. La notizia campeggia nell’apertura del sito online del giornale sotto il titolo. La decisione, dovuta alla grave situazione economica, arriva poco dopo le celebrazioni del 90° anniversario della nascita. 

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Editoria, Il Fatto Quotidiano ha 1,5 milioni di fan su Facebook: seconda testata sui social network.

Firenze - Il Fatto Quotidiano è la seconda testata giornalistica italiana (carta e web) sui social network e oggi raggiunge un grande traguardo, un milione e mezzo di iscritti alla pagina Facebook. Prima del quotidiano Il Fatto, c’è solo la Repubblica. In cinque anni hanno costruito una comunità che conta milioni di iscritti. Nell’ultimo anno la fonte di traffico da Facebook è salita dal 16% al 24% in un trend di crescita di tutto il sito.

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L’Unità, Santanchè presenta un’offerta assieme a Paola Ferrari. Il Cdr: “Irricevibile”

Roma - La deputata di Forza Italia Daniela Santanchè e la giornalista e conduttrice televisiva Paola Ferrari De Benedetti hanno presentato una offerta formale ai liquidatori de l’Unità per acquisire il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Lo storico giornale del Pci, in liquidazione da metà giugno, è a rischio fallimento e chiusura se non arriverà e non verrà accettata l’offerta di un compratore entro il 30 luglio. E per ora l’unica proposta arrivata ai liquidatori è quella di Santanchè e Ferrari. «La proposta d’acquisto – conferma all’Adnkronos Bianca Di Giovanni del cdr del giornale – dovrebbe essere arrivata questa mattina. Per noi è irricevibile. Abbiamo chiesto un incontro ai liquidatori e spiegheremo la nostra posizione». «Serve – sottolinea Di Giovanni – anzitutto trasparenza. Il Cdr ritiene l’ipotesi del passaggio de l’Unità ad un’esponente di Fi incompatibile con la storia del giornale stesso. Spero che il segretario del Pd Matteo Renzi intervenga nella vicenda ed eviti che il giornale fondato da Antonio Gramsci passi nelle mani di esponenti di Fi».

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L’Unità, il video appello dei giornalisti: “Matteo salvaci”.

Firenze - L’Unità ha tempo solamente fino a fine luglio per trovare nuovi soci che rilevino la casa editrice Nie, messa in liquidazione da metà giugno e la salvino dal rischio concreto di fallimento. Il suo indebitamento è salito fino ai 30 milioni di euro. Non è nemmeno certo con quante perdite si sia chiuso il 2013 perché il bilancio non è stato ancora approvato ma, nei primi sette mesi dell’anno scorso, il rosso è stato di circa 2,2 milioni e a dicembre 2013 le perdite stimate possono aver raggiunto almeno i 3,5 milioni di euro. Solo ai lavoratori, in particolare, spetta ancora 1 milione di euro circa tra i vari pagamenti arretrati e gli stipendi non versati a maggio e giugno. Per tutti questi motivi i giornalisti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci tornano a denunciare con un videomessaggio il rischio concreto di fallimento della testata nata 90 anni fa e avvertono il Partito Democratico di Matteo Renzi e i principali soci della Nuova iniziativa editoriale, in particolare Matteo Fago cha ha il 51%, che il giornale va salvato subito.

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Editoria, sciopero a l’Unità

Firenze - Il comitato di redazione de l’Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci, annuncia la protesta contro l’ennesimo rinvio delle decisioni dell’assemblea dei soci. E punta il dito contro il «senso di responsabilità» che è mancato anche, tra gli altri, al Partito democratico: «Ora non si tiri indietro», si legge nella nota. «Sulla pelle dei lavoratori e alle spalle dei lettori, si stanno portando avanti manovre che minano il futuro dell’Unità. Il giorno decisivo è stato il giorno dell’ennesimo rinvio. L’assemblea dei soci, chiamata a decidere sulla ricapitalizzazione o su una liquidazione della società, ha rinviato il tutto al 12 giugno. Una scelta grave, inaccettabile». E’ la presa di posizione del comitato di redazione del quotidiano, che annuncia: «Per questo domani non saremo in edicola. Per questo, fino al 12 giugno, proseguirà lo sciopero delle firme».

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