Editoria, in due anni il Sole 24 Ore ha avuto perdite per 121 milioni di euro

Firenze - Centoventuno milioni di euro di perdite in due anni. L’emorragia del Gruppo 24 Ore non accenna ad arrestarsi prospettando un’assemblea non facile per il prossimo 26 aprile quando il consiglio proporrà ai soci di utilizzare 81 milioni di riserve sovrapprezzo azioni per ripianare il rosso. Nel dettaglio il gruppo editoriale di Confindustria, in pieno stato di crisi, ha archiviato il 2013 con 76 milioni di rosso che si aggiungono ai 45,8 dell’anno precedente. In flessione anche il fatturato: i ricavi dell’editore de Il Sole 24 Ore sono scesi lo scorso anno del 10,5% a 385,5 milioni “principalmente per la persistente crisi del mercato pubblicitario”.

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Editoria, Rifondazione comunista chiude Liberazione

FirenzeChiude il sito di Liberazione, l’organo di informazione di Rifondazione comunista. Da oggi fine anche alle pubblicazioni online, dopo la chiusura dell’edizione cartacea avvenuta il primo gennaio 2012. I motivi dell’addio di una delle testate storiche della sinistra italiana li spiega il segretario del Prc, Paolo Ferrero, sul sito del quotidiano online: «Oggi dobbiamo sciogliere questo legame con la chiusura di Liberazione perché il deficit del giornale rischia di soffocare il partito, che non ha i soldi per coprire ulteriormente i buchi di bilancio. Si tratta di una scelta obbligata: se non chiudessimo il giornale dovremo a breve chiudere anche il partito».

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Guidi, ministro di Renzi o del Cavaliere?

Firenze - Che sorpresa vedere il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio intervistato su Rai3 da Lucia Annunziata prima che il governo Renzi riceva la fiducia dal Parlamento. Incidente diplomatico? Tradimento delle regole imposte da Renzi? No, avanscoperta per sondare il terreno, per capire le reazioni utili alla preparazione del discorso per la fiducia al Senato del giorno dopo. Delrio avrebbe dovuto dare garanzie sul conflitto d’interessi del ministro Federica Guidi, informando gli italiani del controllo diretto di Renzi sugli atti futuri del ministero dello Sviluppo economico che ha anche la delega alle Comunicazioni, ovvero le tv cioè gli interessi di Berlusconi. Era più semplice e meno impegnativo nominare al posto della Guidi qualcuno al di sopra di ogni sospetto, ma col piffero che B. avrebbe annunciato: «Faremo un’opposizione costruttiva». E’ lecito pensare che Renzi e Sua Emittenza, nei minuti in cui sono rimasti a quattrocchi durante la consultazione, abbiano parlato anche della Guidi. In quel ministero ci cade sempre uno di fiducia del Cavaliere: più della Guidi chi altro? Una a cui Forza Italia aveva proposto la candidata all’Europee.

«Abbiamo un ministro anche stando all’opposizione» così da esultato Berlusconi alla lettura dei nomi dei ministri. Mentre Mediaset continua a cavalcare indisturbata nelle praterie delle frequenze, della pay-tv e della Borsa, la Rai, che ha già messo da parte i problemi sanremesi ed è già tutta proiettata su cosa accadrà con il nuovo premier: i direttori cominciano a sentire scricchiolare la loro poltrona e fra poco partirà, come al solito, il salto sul carro del vincitore. Nel frattempo mi piacerebbe che si ringraziassero, per la costanza, i 9 milioni di telespettatori (media delle cinque serate) che hanno seguito Sanremo nonostante una presenza di pubblicità degna di una tv commerciale e non del servizio pubblico. Celentano ci ha insegnato che anche sulla pubblicità si può avere creatività e non solo mettere in fila un fiume di break. E’ obbligo della Rai ricordare cosa distingue la tv di servizio pubblico dalla tv commerciale. La Rai, oltre ad avere funzioni informative e di intrattenimento, «ha anche il dovere di formare e acculturare allo scopo di presentare un insieme equilibrato di intrattenimento, cultura, divertimento e informazione». Infarcire un programma, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del servizio pubblico, con tanta pubblicità si dà alibi a chi vorrebbe che dal 2016 il canone venisse frazionato tra più emittenti.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Articolo 21

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Dino Boffo rimosso dalla direzione di TV2000, l’emittente dei vescovi italiani

Roma - Alla Tv della Cei finisce l’era di Dino Boffo. L’uomo del cardinale Camillo Ruini è stato rimosso dalla direzione di Tv2000. Da mesi erano abbastanza noti i malumori della Segreteria di Stato e in particolare del ministro degli Interni vaticano, monsignor Giovanni Angelo Becciu, verso alcuni commenti espressi da Boffo durante le dirette degli eventi che avevano come protagonista Papa Francesco. Becciu aveva messo per iscritto le sue critiche ad alcune frasi del direttore della tv della Conferenza episcopale italiana che non solo non aveva ascoltato le indicazioni della Segreteria di Stato, ma aveva svelato proprio in diretta su Tv2000 di aver ricevuto questi richiami dal Palazzo Apostolico vaticano.

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Rai: concorso pubblico aperto a tutti i giornalisti professionisti

Roma - L’Usigrai ha siglato con la Rai un accordo per una selezione pubblica per giornalisti. Sarà aperta a tutti, senza pre-requisiti se non quello di essere giornalisti professionisti. A renderlo noto, è lo stesso sindacato in un comunicato. I candidati saranno valutati sulla base di prove professionali, con una attenzione all’innovazione tecnologica, dei titoli di studio e formativi. L’avviso sarà pubblicato entro il 24 febbraio. Al termine sarà definito un bacino di reperimento di validità triennale con 100 giornalisti.

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Editoria, Il Fatto Quotidiano terza testata online

Firenze - Il fattoquotidiano.it terzo giornale online a novembre. Lo rileva la multinazionale americana del monitoraggio della rete comScore nella sua classifica mensile dei siti d’informazione della Penisola, che vede al primo posto il Corriere.it con 2,253 milioni di utenti unici giornalieri medi seguito da Repubblica.it con una media quotdiana di 1,028 milioni di utenti e, poi, c’è Il Fatto che ha totalizzato una media di 361mila lettori quotidiani. Al quarto posto c’è invece il Sole24ore.com (278mila utenti unici), tallonato dalla Stampa.it (237mila) e, a distanza, dal Messaggero.it (166mila).

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Editoria, Il Fatto Quotidiano darà una mano agli studenti in difficoltà.

RomaVogliamo renderci utili. Vogliamo dare una mano a quegli studenti universitari a cui spesso mancano perfino i soldi per acquistare i libri di testo. È una vergogna, ma è così. Nel Paese dove ai politici vengono rimborsati perfino gli scontrini del caffè e delle sigarette, ci sono migliaia di giovani meritevoli che, dopo aver fatto domanda per una borsa di studio, si sentono rispondere: mi dispiace, ma abbiamo esaurito i fondi. Sono ragazze e ragazzi vessati continuamente nelle loro aspirazioni. Basti pensare ai tanti “fuori sede” che cercano un tetto nelle città universitarie, letteralmente rapinati da affitti impossibili e spesso con richieste di pagamento in nero. Quante volte ne abbiamo scritto e quante volte abbiamo dovuto constatare che non cambia mai nulla.

Siamo un giornale che cerca di denunciare le tante cose che non vanno in Italia, ma che aspira anche a cambiare qualcosa in meglio. Sappiamo che le parole da sole non bastano. E allora abbiamo pensato che un piccolo contributo a favore degli studenti meritevoli e con problemi economici potevamo darlo anche noi, insieme ai nostri lettori. Ecco perché il Fatto Quotidiano ha intenzione di devolvere una parte del ricavato della campagna abbonamenti 2013/2014 per sostenere le spese di libri e supporti informatici a favore di quei ragazzi. Proviamoci tutti insieme. Grazie di cuore.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Firma: Antonio Padellaro, Peter Gomez, Marco Travaglio

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Editoria, Ecoradio: 21 milioni dallo Stato, ma cessa l’attività e licenzia i dipendenti

Firenze - In sette anni Ecomedia, la società editrice della testata radiofonica Ecoradio, creatura dell’imprenditore Marco Lamonica,  ha incassato 21 milioni di euro. Soldi provenienti dal finanziamento pubblico all’editoria. Una radio che è stata espressione dei Verdi, prima che si sciogliessero, poi del Movimento Comunicambiente – grazie al quale ha ottenuto circa 3 milioni di euro l’anno. Eppure, l’amministratore delegato (nonché direttore ed editore) dell’emittente, ha deciso di chiudere e mandare a casa tutti i dipendenti dal primo gennaio prossimo. Il motivo? Perché non ci sono più soldi. In realtà, l’editore nel 2014 intende avviare una nuova attività commerciale  e per realizzarla ha deciso di cessare il progetto editoriale, licenziando tutti i dipendenti: 5 giornalisti e 4 impiegati amministrativi.

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Editoria, giornali e riviste gratis online. La Guardia di finanza chiude tredici siti internet.

RomaLa Guardia di Finanza ha apposto i sigilli a tredici siti internet che consentivano di scaricare in modo gratuito le copie di riviste e quotidiani italiani, in violazione del diritto d’autore. I siti web, tutti allocati su server esteri, erano destinatari di milioni di contatti ed utilizzavano i contenuti delle case editrici, indebitamente ottenuti, creando maxi edicole digitali, dalla cui visione acquisivano ingenti guadagni sfruttando i sistemi pubblicitari cosiddetti «pay per click», ovvero attraverso banner e pop-up. Non sono ancora noti i nomi dei siti internet non più raggiungibili. L’operazione, denominata “Free magazines”, è stata disposta dal tribunale di Roma ed eseguita dal Nucleo speciale frodi tecnologiche delle unità speciali della guardia di finanza.

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Rcs, il Cda approva a maggioranza la vendita della sede di via Solferino

MilanoIl consiglio di amministrazione di Rcs ha approvato a maggioranza la vendita della sede storica del Corriere della Sera in via Solferino a Milano. L’accordo di cessione al fondo Usa Blackstone vale 120 milioni di euro. La decisione è stata presa ieri dal consiglio che ha “dato mandato all’amministratore delegato e al chief financial officer – si legge in una nota – di finalizzare l’operazione”. Il comitato di redazione del Corriere della Sera ha espresso la propria contrarietà sull’operazione annunciando di ricorrere anche alle vie legali. La cessione secondo i rappresentanti dei giornalisti rappresenta un danno patrimoniale al gruppo e all’indipendenza stessa della testata.

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