Tanndalen (Svezia) – Poche righe di cronaca su un processo durato diciotto anni e una sentenza destinata a far epoca, con la quale si garantisce il libero pascolo delle renne al popolo Sami del villaggio di Tossåsen nello Jämtland – Svezia settentrionale – su quelle aree che gli erano fino a ieri vietate dai proprietari terrieri della zona. E’ accaduto dalle mie parti, nell’Härjedalen, una delle sei contee svedesi nelle quali è forte la presenza delle popolazioni Sami, che noi in Italia chiamiamo impropriamente “lapponi” dal momento che lapp significa “toppa” in svedese e, da qui la definizione dispregiativa della parola lappone perché significa persona “di pezze”.
Senza sapere che i Sami che nascono nomadi e hanno una storia ricca di tradizioni, sono una popolazione indigena di 70mila persone stanziata nella parte settentrionale della Fennoscandia, in un’area da loro chiamata appunto Sápmi, che si estende dalla penisola di Kola fino alla Norvegia centrale includendo anche le regioni più settentrionali della Finlandia e della Svezia. Per continuare a leggere l’articolo di Luisa Trojanis clicca qui.