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    Voglio andare al Polo nord.

    venerdì 14 maggio 2010

    Firenze -  Riceviamo e pubblichiamo un articolo, scritto dalla nostra corrispondente Luisa Trojanis, che raccoglie pensieri e riflessioni sull’esistenza dell’essere umano.  

    Tanndalen (Svezia) - Tutti abbiamo un proprio Polo nord da raggiungere. Un punto dove issare la nostra bandierina e dire a se stessi e al mondo che di lì ci siamo passati o che ce l’abbiamo fatta. Guardiamo alla meta e spesso perdiamo di vista cosa ci sta nel mezzo, ovvero il sentiero, la strada che ci porterà al traguardo. Io sono in cammino, tra luce e neve, il mio Polo nord è ancora laggiù che aspetta di essere conquistato ed esplorato. Strada facendo mi sono fermata a guardarmi intorno, approdando in un luogo bello e drammatico dove il silenzio a volte fa troppo rumore. Cosa ci sarà mai in questo Polo nord? A detta di molti, è il punto della terra dove non c’è assolutamente niente. Un posto triste mi ha detto una giovane coppia di ritorno da un viaggio pagato a suon di euro, dove c’è una tenduccia con un sami e le sue renne parate a festa a mo’ di carretto siciliano che ti porta a fare un giro vendendoti l’illusione di essere tutt’uno con l’universo.

    Ma in fondo, Polo nord, Timbuctu, Isola di Pasqua poco importa, sta di fatto che riversiamo in questa meta ideale molte aspettative e spesso non siamo preparati. Ammesso e non concesso che al Polo ci arriviamo davvero, cosa faremo poi? Ho molti amici che già da giovanissimi erano all’apice del successo: una bella carriera, dei figli, una casa, il cane, l’albero di Natale in giardino…, e poi mi dicevano? E, adesso che facciamo? Bella domanda rispondevo, magari avessi quello che avete voi. Uno passa tutta la vita a raggiungere quello che per lui era fondamentale e una volta che ha tutto, non sa più come gestirlo. La realtà gli sfugge di mano e forse è ancora più spaesato di prima. L’adrenalina non scorre più e sembra che quello che hai conquistato a fatica alla fine non era all’altezza di sogni e desideri. E, allora come fare? Non ho la risposta. A conti fatti, a questo Polo nord non ci voglio arrivare. Forse è meglio avere una meta, agognarla e mai raggiungerla. Quando sei lì per acchiapparla, un’improvvisa folata di vento magari te la spinge più in là. Potresti quasi toccarla ma non la raggiungi. E’ crudele? Non so. Quello che so è che non bisogna mai perdere di vista ciò che sta in mezzo – il mentre -, altrimenti non si vive ma si insegue un sogno.

    Luisa Trojanis.

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    Salone del Libro: la memoria come tema dell’edizione 2010.

    mercoledì 12 maggio 2010

    TorinoUn albero capovolto e le sue radici ben in vista, testimoniano che il presente è il frutto del passato. La memoria sarà il filo conduttore del Salone Internazionale del Libro. Per la precisione, «la memoria, svelata». Questo il simbolo della 23esima edizione del Salone che si svolgerà dal 13 al 17 maggio a Torino (Lingotto) e dedicata al tema della memoria. La scelta, hanno spiegato gli organizzatori, nasce da un paradosso: «proprio nel momento in cui, grazie alle nuove tecnologie, possiamo disporre di sterminate banche dati, tanto vaste come da sfidare la nostra stessa immaginazione e capacità di gestione, ci siamo accorti che il nostro rapporto con il passato si è fatto distratto, intermittente, quasi infastidito». E’ sufficiente anche solo dare una sbirciatina al panorama della politica – alle ingiustificate polemiche scaturite intorno alle celebrazioni per l’Unità d’Italia -, per applaudire la scelta che si rivela appropriata.

    Per la prima volta al Lingotto ci sarà Scott Turow, maestro del legal thriller, e la scrittrice belga Amélie Nothomb. Tra gli indiani (l’India sarà il Paese ospite d’onore del Salone): Kiran Desai, Vikas Swarup, Tarun Tejpal, Anita Nair, Sampat Pal e Tishani Doshi. Tra gli italiani – solo per citarne qualcuno - Eugenio Scalfari, Dario Fo, Umberto Eco, Gianrico Carofiglio, Paolo Villaggio, Margherita Hack. Fra le varie novità di quest’anno, il Premio Salone Internazionale del Libro, un riconoscimento destinato a uno scrittore che con la sua opera abbia saputo fare della letteratura uno strumento irrinunciabile di conoscenza. Finalisti, Paul Auster, Carlos Fuentes, Amos Oz.

     Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale del Salone. 

     

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    A Prato arriva Margherita Hack. L’astrofisica presenterà il suo ultimo libro.

    mercoledì 12 maggio 2010

    Prato - L’astrofisica Margherita Hack domani (giovedì 13 maggio) sarà ospite al museo di Scienze Planetarie a Prato – via Galcianese 20/h – per presentare il suo nuovo libro “Libera Scienza in Libero Stato”. L’incontro avrà inizio alle ore 21 e l’ingresso è gratuito. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito www.mspo.it oppure telefonare allo 0574/44771.

    Scheda libroNon solo siamo fra gli ultimi in Europa nelle materie scientifiche, ma quando riusciamo a formare un vero genio in genere gli mettiamo in mano una valigia e lo mandiamo a far del bene all’estero. Perché in Italia la ricerca proprio non vuole funzionare? Per due motivi, entrambi ben radicati nella storia e nel costume nazionali. Da un lato scontiamo una cronica quanto inspiegabile paura della scienza e delle sue potenzialità, e dal caso Galileo alla battaglia contro l’analisi preimpianto degli embrioni molta responsabilità spetta alla Chiesa e al suo vizio di dettare legge in un Paese che pure si professa laico. Dall’altro lato ci si mette lo Stato che da destra a sinistra taglia i fondi all’università, spreca le scarse risorse, ingarbuglia le carriere accademiche senza peraltro riuscire a sottrarle ai “baroni”. Così, mentre da ogni parte si decanta l’importanza dell’innovazione per la crescita del Paese, nei fatti chi dovrebbe produrla viene ostacolato con ogni mezzo: concorsi macchinosi, precariato a vita, stipendi da fame e, perché no, obiezione di coscienza. Storie di ordinaria contraddizione in un sistema che cola a picco. Margherita Hack dedica questo libro all’analisi delle condizioni di una ricerca che non ha più né Stato né Chiesa su cui contare. Passa al vaglio le riforme che si sono succedute sotto quattro governi, denuncia gli errori ricorrenti e le troppe incongruenze, mette in luce gli esempi positivi incontrati nel corso della sua carriera e infine propone qualche idea.

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    La morte di Furio Scarpelli. Se ne va un maestro del cinema italiano

    giovedì 29 aprile 2010

    Roma - La scomparsa di Furio Scarpelli, morto nei giorni scorsi a 90 anni, è una grave perdita per il mondo del cinema e della cultura italiana. Lo sceneggiatore aveva 90 anni. Intellettuale e acuto osservatore della società, nel corso della sua lunghissima carriera, ha scritto oltre 140 film.

    Figlio del celebre giornalista umoristico Filiberto Scarpelli, aveva iniziato a lavorare già prima della guerra come illustratore per alcune riviste di satira. Fu così che incontrò Federico Fellini e quindi Age, Agenore Incrocci, con il quale avviò il quasi quarantennale sodalizio che ha fatto storia nel cinema italiano. Insieme hanno firmato capolavori come I soliti ignoti e la Grande Guerra di Mario Monicelli, Il Buono il brutto il cattivo di Sergio Leone, I Mostri di Dino Risi, C’eravamo tanto amati e La terrazza di Ettore Scola. Cessato il sodalizio con Age a metà degli anni Ottanta, Scarpelli ha collaborato a lungo con Scola ma anche con giovani autori e registi, tra cui Francesca Archibugi e Paolo Virzì.

    (link 1)

    (link 2)

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    Libri: “L’acqua è una merce”. Domani Martinelli sarà a Prato.

    domenica 25 aprile 2010

    Prato - Domani alle ore 21 a Prato – circolo Arci di Santa Lucia – Luca Martinelli, giornalista del mensile Altreconomia, presenterà il suo nuovo libro dal titolo “L’acqua è una merce”, edito da Altreconomia. Martinelli ha svolto ricerche in ambito universitario sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali ed è esperto sui temi inerenti all’acqua. Il libro ricostruisce la storia della privatizzazione dell’acqua in Italia dal 1994 a oggi, dimostrando come e perchè la gestione pubblica degli acquedotti può essere la più efficiente. Per tenere, come scrive Erri De Luca nella prefazione, «il conto delle gocce». L’iniziativa è stata promossa dai Comitati Cittadini per l’Acqua Pubblica – area pratese – aderenti al comitato referendario della città toscana per l’acqua pubblica.  

     

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    Libri: “Sempre più verso Occidente” di Daniele Pugliese.

    mercoledì 21 aprile 2010

    Prato - Domani alla libreria Lo Spaziovia dell’Ospizio 26/28 a Pistoia – alle ore 18 sarà presentato il libro “Sempre più verso Occidente”, una raccolta di racconti scritti d Daniele Pugliese ed edito da Baskerville. Pugliese è giornalista da più di 30 anni, è stato vicedirettore de L’Unità e oggi è direttore dell’Agenzia di informazione della giunta regionale Toscana Notizie. Il titolo prende spunto da un racconto di Primo Levi, con il quale l’autore ha avuto uno scambio epistolare. Saranno presenti, oltre l’autore e l’editore Maurizio Marinelli, anche due artisti della città toscana: Massimo Biagi che leggerà alcuni brani dei racconti di Pugliese e Dario Longo che esporrà un’installazione ispirata al racconto Amore in buca contenuto nel testo. Il libro sarà presentato dal vicepresidente del Senato Vannino Chiti, originario di Pistoia. L’ingresso è libero.

    Scheda libro. Dieci racconti per un libro intriso di dolore, dove la morte, l’amicizia, l’amore illecito vengono narrati da uno sguardo indagatore disincantato, lucido, logico, che cerca l’assurdo, il refuso stratosferico. Non a caso l’ispirazione nasce da un racconto di Levi a cui il titolo esplicitamente si richiama, “Verso Occidente”, dove si scopre l’impossibilità di una soluzione al vuoto esistenziale.

    Se il racconto di Levi era di un pessimismo cosmico, quello di Pugliese è di un pessimismo sconcertante: al suicidio collettivo dei lemming e di una tribù di indigeni dell’Amazzonia si aggiunge ora un’altra tragedia, rivelata nelle ultime righe. Nelle dieci storie di Pugliese situazioni diverse, mai fini a se stesse, estranee ad ogni compiacimento. Domande pesanti, crudezza della vita, inquietudini e abbandoni, esperienze filtrate attraverso una sensibilità complicata che a ben vedere può essere di tutti noi. 

    Un libro che è un po’ come un viaggio, dove non mancano richiami e tributi a grandi autori: Borges, Calvino, i russi dell’Ottocento, i tedeschi della grande crisi europea, fino a Kafka e a Conrad. È un libro che fa pensare, e che soddisfa il piacere di leggere: l’autore predilige una scrittura forse d’altri tempi, solida, scorrevole, a tratti volutamente puntigliosa.

     
     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Nuovi sviluppi sul caso Pasolini. Dell’Utri sarà sentito in Procura

    mercoledì 31 marzo 2010

    Roma - La Procura di Roma sentirà Marcello Dell’Utri come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Il senatore del Pdl dovrà chiarire la questione del manoscritto dell’autore del quale aveva dichiarato di essere in possesso qualche settimana fa, annunciandone la presentazione alla Mostra del Libro Antico di Milano. Ma poi il manoscritto non si è più visto. Dell’Utri si è giustificato dicendo che il clamore sorto attorno alla notizia ha “spaventato” chi gli aveva mostrato e promesso l’inedito. Adesso la Procura vuole saperne di più.

    Per fare il punto della situazione vi proponiamo questo interessante articolo uscito sull’Espresso.

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    Regala un libro a uno sconosciuto. Un’iniziativa da ripetere tutti i giorni

    martedì 30 marzo 2010

    Prato - Se venerdì scorso avete trovato un libro abbandonato su un treno, o magari sulla panchina di un parco, sappiate che non era lì per caso. Magari quel libro aspettava proprio voi. Già, perché venerdì scorso, il 26 marzo, è stata la giornata del “Regala un libro a uno sconosciuto“, un’iniziativa nata dall’idea di un giovane ragazzo che tutti i giorni prende il treno da Empoli a Prato.

    Alberto Schiariti, questo il suo nome, è partito da una riflessione semplice ma profonda e significativa sui nostri tempi: “Nella mia giornata di pendolare incontro sempre le stesse persone. Le riconosco, ma non le conosco. Perché non comunico con loro”. Da qui l’idea di regalare un libro ai compagni abituali di viaggio, per rompere il ghiaccio e superare l’indifferenza e la diffidenza verso il prossimo. Quella che a nostro giudizio è una delle malattie principali della nostra società. Ben venga quindi qualsiasi gesto che aiuta a rompere il muro verso gli altri.

    Speriamo però che in futuro non ci sia più bisogno di appelli come quello di Alberto, nel senso che gesti come quello di scambiarsi un libro (ma a volte può bastare anche un semplice sorriso) diventino nostri compagni di vita quotidiana.

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    Sul manoscritto di Pasolini indagheranno i carabinieri

    venerdì 19 marzo 2010

    Roma - Nuovi sviluppi sul caso del manoscritto di Pierpaolo Pasolini che avrebbe dovuto costituire l’ultimo capitolo di Petrolio, il romanzo postumo del grande scrittore e regista morto a Roma nel 1975.

    Come ricorderete, all’inizio del mese il senatore Marcello Dell’Utri aveva annunciato di essere in possesso di questo documento, che doveva essere presentato alla Mostra del Libro Antico di Milano. Ma alla mostra, che si è tenuta nei giorni scorsi, questo documento non si è visto e Dell’Utri ha detto che la persona che glieli doveva consegnare era scomparsa.

    A questo punto è intervenuto Walter Veltroni, che ha portato il caso in Parlamento con un’interpellanza urgente al ministro della Cultura Bondi, chiedendo l’intervento dei carabinieri. Il ministro Bondi, replicando in aula all’esponente del Pd, ha promesso di «svolgere ulteriori accertamenti, anche attraverso i carabinieri», per poi informare il Parlamento. Il nostro augurio è che su questa vicenda, che entra a pieno titolo nei tanti misteri italiani, sia fatta chiarezza al più presto.

    (link)

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    Il film sulla deportazione al museo di Figline di Prato

    giovedì 11 marzo 2010

    Prato - Segnaliamo con piacere e vi invitiamo a partecipare alla proiezione del film “Eppure, quando guardo il cielo – Marzo 1944: la deportazione con gli occhi dei figli”, scritto e diretto da Gabriele Cecconi e promosso dall’Aned.

    Dopo il successo della prima, il film sarà replicato domani alle 21 al Museo della Deportazione e Resistenza a Figline (via di Cantagallo 250). Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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