Strage di Bologna: Rai Tre racconta la nostra storia

Firenze - Nella puntata “La tredicesima ora – Le scelte che hanno cambiato la vita”, Carlo Lucarelli, su Rai3, venerdì 6 giugno alle 23.05, racconterà la storia di Marina Gamberini che aveva 20 anni e un mese alle 10.25 del 2 agosto 1980. Lo annuncia Paolo Bolognesi, deputato Pd, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna. «Marina lavorava alla stazione e quando nella sala d’aspetto di seconda classe esplose la bomba che uccise 85 persone lei era lì sopra, al primo piano. Rimase sepolta viva per oltre due ore prima di essere estratta dalle macerie», ricorda Bolognesi «e mentre la portavano via in barella le scattarono una fotografia che fece il giro del mondo, trasformandola, suo malgrado, nel simbolo di quell’attentato». 

Dopo aver raccontato l’eccidio del 2 agosto 1980 in una puntata di “Blunotte – Misteri italiani”, Carlo Lucarelli riporta sui Rai3 l’esperienza dei sopravvissuti alla strage che, attraverso la storia di Marina Gamberini, spiega come si fa ad andare avanti dopo essere passati per il massacro più imponente dell’Italia del dopoguerra. Le ferite nel fisico, le complicazioni che si trascinano per anni, i medici, i risarcimenti, le percentuali d’invalidità sono solo un pezzo di quelle esistenze. «Ci sono, infatti, le cicatrici nell’animo e nella mente, quelle che con fatica guariscono e che non si rimarginano mai», afferma Bolognesi «e la memoria, oltre che dalle aule di giustizia, passa anche dalla viva voce dei testimoni diretti». Per queste ragioni, conclude Bolognesi, «vi invitiamo a seguire questa puntata. Quella di Marina Gamberini è la nostra storia, la storia di un Paese intero».

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Piazza della Loggia, in libreria la graphic novel “In nome del popolo italiano”

Firenze - Nell’anniversario della strage di piazza della Loggia (28 maggio 1974) – otto morti, oltre cento feriti –  e dopo la decisione della Cassazione che nel febbraio scorso ha annullato con rinvio la sentenza che mandava assolti tutti gli imputati, esce in libreria il secondo volume del graphic novel Piazza della Loggia (edizione Becco Giallo) di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, già autori di un lavoro analogo sulla strage di Piazza Fontana.

Se nel primo volume dedicato alla strage di Brescia, che aveva per sottotitolo “Non è di maggio”, questa coppia di autori rievocava i prodromi della strage inserendo l’attentato nel quinquennio nero 1969-1974, di questa seconda puntata già il sottotitolo, “In nome del popolo italiano”, indica il contenuto. Le parole di Barilli e le immagini di Fenoglio illustrano infatti il complicato excursus giudiziario relativo alla strage: indagini difficili ostacolate da depistaggi e seguite da una dozzina di procedimenti che non hanno, finora, portato ad alcuna condanna. 

 

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Toscana Novecento, un nuovo portale di storia contemporanea

Firenze - Segnaliamo con piacere la nascita di un nuovo portale dedicato alla storia contemporanea: si chiama Toscana Novecento ed è stato realizzato dall’Istituto Storico della Resistenza in Toscana e dalla rete regionale degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, con il sostegno della Regione Toscana.

Strumento di formazione e informazione per la storia contemporanea in Toscana, offre un accesso integrato al patrimonio e alle attività degli Istituti promotori e, in prospettiva, degli enti, istituti e associazioni che promuovono la cultura e la divulgazione storica contemporaneistica in Toscana.

E’ rivolto a studenti e insegnanti, lettori curiosi e appassionati di storia, ricercatori specializzati e operatori del settore. E’ aperto al dialogo con i visitatori e a quanti vogliono diffondere memorie, testimonianze e contributi personali. Oltre al sito, già presente anche la pagina Facebook.

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Fosse Ardeatine, 70 anni dopo. Il nostro ricordo, la poesia civile di Piero Calamandrei al boia Kesselring

Firenze - Il 24 marzo del 1944 i nazisti sterminavano alle Fosse Ardeatine 335 persone che avevano il solo torto di essere ebrei, comunisti, antifascisti, civili e militari, prelevati dal carcere e ammazzati in segno di rappresaglia contro la lotta partigiana e di liberazione nazionale.

Oggi ricorre il 70esimo anniversario dell’eccidio, e come ogni anno si è tenuta la cerimonia commemorativa nella quale è stato letto l’elenco dei nomi delle vittime: da Agnini Ferdinando a Zironi Augusto, poi le due cerimonie religiose. 

“Bisogna sempre saper ricordare che la pace non è un regalo o addirittura un dato scontato”, ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che prima di lasciare il Sacrario è stato salutato da alcuni studenti di una scuola romana che hanno intonato «Bella Ciao». 

”Oggi abbiamo ricordato uno dei più gravi crimini compiuti in Italia per mano del nazismo – ha dichiarato il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna - Oggi siamo tornati ad inchinarci davanti ai morti di quell’eccidio e di fronte a una ferita che e’ del paese intero, di chi ama la democrazia e di chi si riconosce nei suoi valori fondanti”. 

Il nostro ricordo è la straordinaria poesia civile composta da Piero Calamandrei per rispondere al boia Kesserling, il comandante delle forze di occupazione nazista in Italia. Condannato all’ergastolo, dopo soli 8 anni veniva liberato, tornava in Germania, si autocelebrava e chiedeva agli italiani di dedicargli un monumento. Calamandrei, uomo straordinario, realizzò il più bel “monumento” immaginabile per il massacratore Kesserling

“Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre”

(Piero Calamandrei)

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“I figli della storia dell’amianto” si riuniscono a Pistoia

Prato - Segnaliamo un interessante evento organizzato da Voci della memoria, l’associazione che da anni lavora per mantenere viva la memoria sulle morti causate dall’amianto. Un tema da sempre al centro dell’attenzione del nostro sito, al quale abbiamo dedicato la sezione con tutte le udienze del processo Eternit.

Sabato 18 gennaio a Pistoia, presso la sede del Circolo Ricreativo Breda, sarà presentato il libro di Stefano ValentiLa fabbrica del Panico”, edito da Feltrinelli. Un libro che narra il lavoro e la conseguente malattia a causa dell’amianto alla Breda di Sesto San Giovanni del padre dell’autore. Alla serata sarà presente anche Alberto Prunetti, autore del libro “Amianto, una storia operaia“.

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Guccini, “Culodritto” diventa un libro

FirenzeDa “Cròniche Epafàniche”, prima fatica letteraria di Francesco Guccini, all’ultima: “Culodritto”. “E altre canzoni”, è il sottotitolo. Un libro di parole e disegni. Stesso titolo del disco che Guccini dedicò nel 1987 a Teresa, la figlia. E’ l’ultimo lavoro del cantautore che, dopo aver detto addio alla parola cantata, continua il suo rapporto con quella scritta. Inoltre, per le feste natalizie uscirà il secondo volume del “Dizionario delle cose perdute”.

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E’ morto a Roma Alberto Bevilacqua.

Roma - È morto a Roma lo scrittore e regista Alberto Bevilacqua. Nato a Parma nel 1934, era malato da tempo. Bevilacqua si è spento alle 10 di questa mattina per arresto cardiocircolatorio nella clinica Villa Mafalda a Roma.

Scrittore e poeta di grande popolarità in Italia e all’estero, aveva raggiunto il successo internazionale con La Califfa, uscito nel 1964.

E’ stato un intellettuale impegnato e presente nella vita italiana fin dagli inizi degli anni Sessanta e le sue opere sono state tradotte in Europa e negli Stati Uniti, Brasile, Cina e Giappone.

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La scomparsa di Stéphane Hessel, il partigiano della memoria.

Prato - E’ morto all’età di 95 anni Stéphane Hessel, scrittore ed ex diplomatico francese, autore del bestseller internazionale “Indignatevi!”. Uscito nel 2010, il libro è stato un caso editoriale, con oltre quattro milioni di copie vendute in circa 100 nazioni. Un pamphlet corrosivo, rivolto alle giovani generazioni, che contribuì alla nascita e all’affermazione del movimento giovanile diffusosi in tutto il mondo. Nel 2011 Hessel pubblicò un altro pamphlet, “Impegnatevi!”, un appello alla rivolta e all’impegno civile.

La biografia su Wikipedia

Addio Stéphane Hessel partigiano della memoria (Il Fatto Quotidiano)

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Musica contro le mafie. 60 artisti per aiutare Libera

Prato - Marlene Kuntz, Eugenio Finardi, Sergio Cammariere, Simone Cristicchi, Paolo Belli, Teresa De Sio. Sono solo alcuni dei musicisti che hanno partecipato al progetto Musica contro le mafie, il progetto editoriale in collaborazione con Libera per combattere i fenomeni criminali.

Il libro, (con cd allegato contenente i brani di alcuni degli artisti coinvolti nel progetto), insieme ai contributi degli artisti e alle prefazioni dei due curatori contiene gli interventi, tra gli altri, di Carlo Lucarelli, dell’antropologo Vito Teti e di Don Luigi Ciotti di LIBERA (Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie) alla quale saranno destinati i proventi del volume.

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La scomparsa di Rita Levi Montalcini, signora della scienza e dell’impegno civile

Roma - E’ scomparsa oggi a Roma Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina e Senatore a vita dal 2001. Aveva 103 anni. Di sé diceva: “La mia intelligenza? Più che mediocre. I miei unici meriti sono stati impegno e ottimismo“.

Ci piace ricordare il suo attivismo in tante campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all’educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l’obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese. E fino all’ultimo ai governi italiani ha continuato a chiedere: “Non cancellate il futuro di tanti giovani ricercatori che coltivano la speranza di lavorare in Italia”.

Questa sera, dopo il Tg3, andrà in onda la puntata di “Che tempo che fa” del 26 aprile 2009 in ricordo di Rita Levi Montalcini in occasione del suo centesimo compleanno.  

La biografia (Wikipedia)

I messaggi di cordoglio

La notizia sui siti di tutto il mondo

Il ricordo di Piero Angela (RepubblicaTV)

L’ovazione da Fabio Fazio nel 2008 (IlSole24Ore)

Levi Montalcini e Tullio Regge, ricordi incrociati (LaStampa.it)

Il suo messaggio contro la droga (RepubblicaTV)

 

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