Strage Piazza della Loggia, la Cassazione conferma l’ergastolo per Maggi e Tramonte

Roma – La Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 in cui morirono 8 persone e 102 rimasero feriti. Il procuratore generale Alfredo Viola aveva chiesto la conferma degli ergastoli per i due, appartenenti ad Ordine Nuovo.

Amianto, assolti otto ex dirigenti della Breda-Ansaldo di Milano

Milano – Amianto negli stabilimenti: assolti tutti gli otto ex manager della Breda TermomeccanicaAnsaldo, accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l’accusa, dall’esposizione alle fibre minerali tossiche nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni Settanta e il 1985. Indignazione dei familiari delle vittime e delle associazioni.

 

Emilio Fede, nuova condanna per l’ex direttore del Tg4

Milano Emilio Fede condannato a due anni e tre mesi di reclusione. E’ la sentenza emessa dal Tribunale di Milano contro l’ex direttore del Tg4 per la vicenda dei falsi fotomontaggi hot che, secondo l’ accusa, avrebbe usato per ricattare i vertici di Mediaset, quando venne licenziato nel 2012 e, in sostanza, per ottenere un accordo di uscita più vantaggioso. E’ la seconda condanna ricevuta dall’ex direttore del Tg4, dopo quella di tre giorni fa per concorso in bancarotta  .

Emilio Fede condannato per concorso in bancarotta a tre anni e mezzo

Milano – I giudici del Tribunale di Milano hanno condannato Emilio Fede a tre anni e mezzo di carcere per concorso in bancarotta nell’ambito della vicenda legata al fallimento della società di Lele Mora (che ha già patteggiato, uscendo dal processo) e del presunto dirottamento a suo favore di 1,1 milioni di euro della somma stanziata da Silvio Berlusconi per salvare la società dell’ex talent scout. Il Tribunale ha anche stabilito che Emilio Fede risarcisca per intero e immediatamente la somma distratta all’impresa individuale Dario Mora, la curatela del fallimento.

Mafia, Cassazione: assolti Mori e Obinu

Roma – La Cassazione ha respinto il ricorso della procura generale di Palermo contro la sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex generale dei Carabinieri, Mario Mori, e del colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato alla mafia per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano. I due alti ufficiali dell’Arma sono quindi assolti definitivamente dall’accusa dopo l’assoluzione in Appello. I due erano stati assolti anche nella sentenza di primo grado.

Ilva, previsti 5-6mila esuberi nei progetti delle due cordate. Sindacati: “E’ inaccettabile”.

Firenze – Tra i 5mila e i 6mila esuberi. È quanto previsto dalle due offerte presentate per l’Ilva di Taranto dalle cordate in gara: quella di Marcegaglia-ArcelorMittal e quella di Arvedi, Jindal e Cassa depositi e prestiti. Cifre che Cgil, Cisl e Uil, alla fine dell’incontro convocato dal ministro dello Sviluppo Carlo Calenda con i commissari dell’acciaieria pugliese Enrico Laghi, Piero Gnudi e Corrado Carrubba, hanno definito «inaccettabili».

Trapani, indagata la sottosegretaria Vicari. Si dimette dal governo Gentiloni.

Firenze – È indagata per corruzione perché avrebbe agevolato l’armatore Ettore Morace in cambio di un Rolex. È questa l’accusa contestata dalla procura di Palermo a Simona Vicari, senatrice di Alternativa Popolare e sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti. A poche ore dalla diffusione della notizia dell’indagine a suo carico, Vicari si è dimessa da sottosegretaria del governo di Paolo Gentiloni.

L’indagine a carico dell’esponente del partito di Angelino Alfano. fa parte dalla stessa inchiesta che stamattina ha portato all’arresto per corruzione di Morace e del’ex sindaco di Trapani – ricandidato alle prossime elezioni – e deputato regionale siciliano Girolamo Fazio. L’indagine della procura di Palermo fa luce su un giro di corruzione nel settore dei fondi per il trasporto marittimo. Nella stessa inchiesta è indagato anche il governatore Rosario Crocetta per concorso in corruzione.

 

 

 

Rogo Thyssen, manager tedeschi ancora liberi.

Firenze – Da due mesi le autorità giudiziarie tedesche dispongono delle carte che possono portare in carcere l’ex amministratore delegato della ThyssenKrupp Acciai Speciali Harald Espenhahn e l’ex consigliere Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva il 13 maggio 2016 per omicidio colposo plurimo al termine del processo per il rogo allo stabilimento di Torino in cui, tra il 5 e il 6 dicembre 2007, morirono sette operai. Nonostante ciò i due manager sono ancora liberi, a differenza degli altri condannati, i dirigenti italiani Cosimo Cafueri, Daniele Moroni, Marco Pucci e Raffaele Salerno. Colpa delle procedure giudiziarie europee e forse anche delle autorità locali non proprio solerti. Non sono bastate, infatti, le cinque sentenze di condanna (una del tribunale di Torino, due della Corte d’appello e due della Cassazione) e un mandato d’arresto europeo. Hanno voluto di più, come consentono le norme europee, ma adesso che hanno le sentenze tradotte non hanno ancora provveduto a eseguire le pene.

Bandiere Blu: 49 nuovi ingressi. La Liguria resta al primo posto.

Firenze – Sono 342 le spiagge sulle quali quest’anno sventolerà la Bandiera Blu assegnata dalla danese Foundation for Environmental Education (FEE) a 163 comuni e 67 approdi turistici. Sono 49 le spiagge in più rispetto a quelle premiate nel 2016, pari a circa il 5% di quelle premiate a livello mondiale. A ricevere il riconoscimento quest’anno sono stati 11 comuni in più rispetto ai 152 del 2016, con 13 nuovi ingressi e due uscite (Cattolica e Petacciato). La Bandiera Blu viene assegnata sulla base di 32 criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, dalla depurazione delle acque alla gestione dei rifiuti, dalle piste ciclabili agli spazi verdi ai servizi degli stabilimenti balneari.

La Liguria resta al primo posto per le spiagge più pulite, passando da 25 a 27 località con l’entrata di Camogli e Bonassola. Seguono la Toscana con 19 località e le Marche con 17.

Appalti, Terni: arrestati il sindaco e assessore ai lavori pubblici del Pd

Firenze – «Un monopolio perfetto nel territorio ternano nel settore degli appalti di servizi al medesimo raggruppamento di imprese cooperative». Era il meccanismo architettato, secondo la Procura di Terni, dal combinato disposto di politici e tecnici che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd. Cuore dell’indagine, condotta dagli uomini della polizia e dai militari della Guardia di Finanza, una lunga serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B – che impiegano lavoratori di categorie svantaggiate – è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa. I reati contestati sono l’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti e alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.