Camorra, Nicola Cosentino condannato a cinque anni per tentato reimpiego di capitali illeciti

Firenze – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a cinque anni di carcere Nicola Cosentino per il tentato reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa. Nel processo di primo grado cosiddetto “Il Principe e la scheda ballerina”, l’ex sottosegretario all’Economia del Pdl era imputato del finanziamento da cinque milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, denominato “Il Principe”, voluto secondo l’accusa dal clan dei Casalesi, ma mai realizzato.

Cosentino è stato invece assolto dall’accusa di corruzione mentre durante la fase delle indagini preliminari era stato prosciolto dai reati di falso e abuso d’ufficio. I sostituti della Dda di Napoli Fabrizio Vanorio e Sandro D’Alessio avevano chiesto 9 anni di carcere al termine della requisitoria. Ventuno, in totale, gli imputati nel processo.

Compravendita senatori, prescrizione per Silvio Berlusconi e Valter Lavitola

Firenze La seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato la prescrizione del reato di corruzione nei confronti di Silvio Berlusconi e dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola al termine del processo per la presunta compravendita dei senatori che portò alla caduta del secondo governo Prodi, nel 2008. In primo grado entrambi erano stati condannati a tre anni.

Al centro del processo il versamento dell’ex presidente del Consiglio di tre milioni di euro al senatore Sergio De Gregorio perché cambiasse schieramento e contribuisse a determinare la crisi del governo di centrosinistra (che peraltro si verificò anche per altri motivi, cioè l’uscita dell’Udeur dalla maggioranza). De Gregorio, reo confesso, aveva patteggiato 20 mesi in fase di udienza preliminare.

La Regione Basilicata sospende le attività del Centro Olio Eni di Viggiano

Firenze – «A fronte di inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali», la Giunta regionale della Basilicata ha «deliberato la sospensione di tutte le attività del Centro Olio Val d’Agri dell’Eni» di Viggiano – in provincia di Potenza -,  dove ogni giorno vengono lavorate decine di migliaia di barili di petrolio. Nelle scorse settimane, la Regione aveva reso noto che sette campioni prelevati dall’Arpab (Agenzia regionale per l’ambiente della Basilicata) fuori dal Centro Oli avevano dimostrato la presenza, “molto cospicua”, di manganese, ferro ed anche di idrocarburi policiclici aromatici. E, quindi, la Regione aveva chiesto all’Eni di intervenire sia per quell’inquinamento sia per bloccare tre dei quattro serbatoi all’interno del Centro Oli che non hanno doppio fondo.

Istat, “Italia sotto la media per produttività e istruzione. Ma la spesa per il welfare è più alta e calano i reati”.

Firenze – Per mercato del lavoro, crescita di produttività e formazione l’Italia è al di sotto della media europea, ma i reati sono in calo, il sovraffollamento delle carceri è in diminuzione e si sono registrati passi in avanti sia in tema di eccellenze agroalimentari (con il maggior numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg assegnati dall’Unione europea) sia per quanto riguarda la tutela dell’ambiente, la salute e il welfare. È quanto emerge dalla nona edizione del rapporto dell’IstatNoi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo“, che mette in luce la posizione dell’Italia in Europa e le differenze regionali  attraverso una selezione di indicatori statistici articolati in sei aree e 19 settori che spaziano dall’economia alla cultura, all’occupazione, alle condizioni economiche delle famiglie, alla finanza pubblica, all’ambiente.

G8 Genova, Corte Strasburgo: “Italia risarcirà con 45mila euro sei vittime di Bolzaneto”

Firenze – Il governo italiano ha riconosciuto i propri torti nei confronti di sei cittadini per quanto subìto nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, ai margini del G8 di Genova, e gli verserà 45mila euro ciascuno per danni morali, materiali e spese processuali. Lo rende noto la Corte europea dei diritti umani in due decisioni in cui «prende atto della risoluzione amichevole tra le parti» e stabilisce di chiudere questi casi.

Il governo italiano, secondo quanto reso noto a Strasburgo, ha raggiunto una “risoluzione amichevole” con sei dei 65 cittadini – tra italiani e stranieri – che hanno fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Ricorsi in cui si sostiene che lo Stato italiano ha violato il loro diritto a non essere sottoposti a maltrattamenti e tortura e si denuncia l’inefficacia dell’inchiesta penale sui fatti di Bolzaneto.

Lombardo assolto dall’accusa di concorso esterno alla mafia. Condannato per voto di scambio.

Firenze – Assolto dall’accusa di concorso esterno alla mafia. Condannato a due anni per voto di scambio. E’ la sentenza della Terza Corte d’Appello di Catania nel processo all’ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo. Il 19 febbraio 2014 era stato condannato a sei anni e otto mesi. L’accusa aveva chiesto la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione, un anno in più della sentenza di primo grado, contestando anche il reato elettorale.

L’evasione fiscale e contributiva si aggira sui 110 miliardi l’anno

RomaL’evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro l’anno. E’ la stima diffusa dal presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, in audizione alla Bicamerale sull’anagrafe tributaria. Giovannini ha illustrato i dati del triennio 2012-2014.

Mafia, omicidio Bosio: in appello condannato all’ergastolo il boss Madonia

Firenze – Ribaltata in appello la sentenza per l’omicidio del medico Sebastiano Bosio. La Corte d’Assise d’appello di Palermo ha condannato all’ergastolo il boss Nino Madonia. Il chirurgo Sebastiano Bosio era stato ucciso il 6 novembre 1981. Durante l’interrogatorio il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, di recente, aveva confermato il motivo dell’uccisione: un intervento chirurgico non eseguito dal medico su un uomo d’onore. In primo grado Madonia era stato assolto.

Voucher, il governo li cancella per decreto. A maggio non si terrà più il referendum

Roma Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per l’abolizione dei voucher, i buoni lavoro da 10 euro. Il testo prevede la soppressione dei tre articoli del Jobs Act (il 48, 49 e 50) che avevano recepito la normativa precedente sui buoni lavoro con alcune modifiche, come l’incremento da 5mila a 7mila euro del tetto massimo di reddito che un lavoratore può percepire con i buoni lavoro. La soppressione partirà dal 1° gennaio 2018 per consentire l’esaurimento dei voucher già acquistati.

Inoltre, vengono cancellate anche le norme che avevano abolito la responsabilità solidale tra committente e appaltatore nei confronti dei lavoratori, oggetto del secondo quesito. A questo punto, dunque, è certo che la consultazione referendaria fissata solo pochi giorni fa per il 28 maggio non si terrà. «Abbiamo abrogato le norme su voucher e appalti nella consapevolezza che l’Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi», ha detto il premier Paolo Gentiloni.

Nicola Cosentino condannato a sette anni e sei mesi

Firenze – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  ha condannato Nicola Cosentino a sette anni e sei mesi di carcere al termine del processo di primo grado “Carburanti” in cui era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l’aggravante mafiosa. La Corte ha emesso condanne rispettivamente a nove anni e sei mesi e cinque anni e quattro mesi anche a carico dei fratelli, Giovanni e Antonio Cosentino. Prescritto invece il reato contestato all’ex deputato Pdl, Maria Elena Stasi.