Roma – Alla Camera il governo è stato battuto sull’emendamento presentato dal leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, quelli contrari 211. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto e la maggioranza si è espressa contro il parere negativo dell’esecutivo. L’emendamento va a modificare la legge del 13 aprile 1988 sul risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio nelle funzioni giudiziarie e sulla responsabilità civile dei magistrati. Nel dettaglio specifica che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni, ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale“. In sostanza, a pagare saranno le toghe. La legge attuale prevede che sia lo Stato e non il singolo magistrato a risarcire una persona che abbia subìto un danno a causa di un errore giudiziario commesso per dolo o colpa grave.
Il testo sarà esaminato martedì al Senato. Intanto, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara ha annunciato che martedì prossimo sarà convocato il direttivo centrale straordinario dell’Anm «per decidere sullo stato di agitazione e sullo sciopero contro l’emendamento che prevede la responsabilità civile dei magistrati». Lo stesso presidente dell’Anm e il segretario Luca Cascini hanno parlato di «una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice», nonché di «un ennesimo tentativo di risentimento e di ritorsione» nei confronti della magistratura. «E’ una norma incostituzionale – ha rilevato Cascini – in contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea» (link).