Marcello Dell’Utri sarà scarcerato. Il tribunale di Sorveglianza dispone il differimento della pena per l’ex senatore.

Firenze Marcello Dell’Utri uscirà dal carcere e andrà agli arresti domiciliari Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha disposto il differimento della pena per l’ex senatore di Forza Italia. A chiedere che lo storico braccio destro di Silvio Berlusconi potesse lasciare  Rebibbia erano stati i suoi legali, Alessandro De Federicis e Simona Filippi.

Processo Ruby bis, lieve riduzione delle pene per Emilio Fede e Nicole Minetti

Milano – La Corte d’Appello di Milano ha lievemente ridotto le condanne per l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede e per l’ex consigliera lombarda  Nicole Minetti, portandole rispettivamente a 4 anni e 7 mesi e a 2 anni e 10 mesi, nel processo d’appello bis sul caso Ruby. Al centro l’accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Il nuovo procedimento è scaturito dalla decisione della Cassazione del settembre 2015 di rinviare gli atti ad un altro giudizio d’appello per colmare alcune “lacune motivazionali” della sentenza di secondo grado.

Mafia, Dell’Utri resta in carcere. Rigettata la richiesta di revisione per l’ex senatore.

Firenze Marcello Dell’Utri resta in carcere. Lo ha deciso la seconda sezione della corte d’appello di Caltanissetta, rigettando la richiesta di revisione presentata dall’ex senatore di Forza Italia. Respinta di conseguenza anche la richiesta di sospensione dell’esecuzione della pena per lo storico braccio destro di Silvio Berlusconi, avanzata nel dicembre scorso dalla procura generale nissena. A chiedere la revisione del processo per l’ex manager di Publitalia erano stati i suoi legali, gli avvocati Francesco Centonze e Tullio Padovani. I legali dell’ex parlamentare, in ogni caso, annunciano il ricorso in Cassazione.

Dell’Utri resta in carcere

Roma – Le patologie che lo affliggono non sono in stato avanzato. Ma soprattutto: se dovesse tornare in libertà potrebbe fuggire. D’altra parte era già stato latitante. Per questi due motivi Marcello Dell’Utri resta in carcere. Ancora una volta il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute avanzata dai legali del fondatore di Forza Italia. Nell’udienza del 2 febbraio scorso la procura generale aveva espresso parere negativo alla liberazione dello storico braccio destro di Silvio Berlusconi. Parere condiviso dai giudici che, motivando la loro decisione, spiegano come Dell’Utri sia in grado di deambulare: in caso di scarcerazione, dunque, potrebbe anche fuggire visto che non può essere sottoposto alle terapie necessarie con il braccialetto elettronico. D’altra parte, ricorda il tribunale, l’ex parlamentare si era già dato alla latitanza in Libano nell’aprile del 2014, poco prima che la Cassazione rendesse definitiva la sua condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Milano, infortunio sul lavoro: morto anche il quarto operaio

Milano – E’ morto anche il quarto operaio, coinvolto martedì scorso nell’infortunio sul lavoro alla Lamina a Milano. Dopo l’accertamento della morte cerebrale, da parte dei medici dell’ospedale San Raffaele è stato dichiarato il decesso del lavoratore. I nomi degli operai che hanno perso la vita: Marco Santamaria, Arrigo Barbieri, Giuseppe Setzu e Giancarlo Barbieri, deceduto oggi.

Milano, incidente alla Lamina… (fonte: Il Fatto)

Milano, infortunio sul lavoro in azienda metalmeccanica. Morti tre operai, uno è gravissimo.

Milano – Tre operai sono morti, un altro è in gravissime condizioni. E’ accaduto oggi pomeriggio nell’azienda Lamina, a Milano. Sono stati intossicati da un gas durante le operazioni di pulizia di un forno interrato a circa due metri di profondità. L’allerta è scattata intorno alle 17  e attualmente nello stabilimento si trovano ancora diversi mezzi di vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale che hanno isolato la zona. Le condizioni di salute di altri due operai invece sono meno preoccupanti. Lamina è specializzata nella produzione di nastri di alta precisione in acciaio.

Mps, assolti la vedova di David Rossi e il giornalista del Fatto Quotidiano Davide Vecchi

Firenze – Assolti perché il fatto non sussiste: è la sentenza del giudice del tribunale di Siena Alessio Innocenti al processo che vedeva imputati Antonella Tognazzi, vedova dell’ex capo comunicazione di Mps David Rossi, e Davide Vecchi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, accusati di violazione della privacy per la pubblicazione, sul giornale, di uno scambio mail tra Rossi e l’ex ad di Mps Fabrizio Viola avvenuto pochi giorni prima della morte dell’ex capo comunicazione. Il pm del tribunale di Siena Serena Menicucci aveva chiesto una condanna a 9 mesi di reclusione per Vecchi e 6 mesi per Tognazzi.

Elezioni, Mattarella scioglie le Camere: legislatura finita. Voto il 4 marzo.

Roma – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato e della Camera, che è stato controfirmato dal presidente del Consiglio.
Subito dopo, il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, si è recato dai presidenti Piero Grasso e Laura Boldrini per comunicare il provvedimento di scioglimento delle Camere. Così, si chiude la diciassettesima legislatura. Il consiglio dei ministri in serata ha indicato nel 4 marzo il giorno delle elezioni.

 

Strage piazza della Loggia, Tramonte estradato in Italia dal Portogallo: deve scontare l’ergastolo

Firenze – Maurizio Tramonte, condannato definitivamente all’ergastolo – così come Carlo Maria Maggi – per la strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974, è stato estradato oggi in Italia dal Portogallo, dove è stato rintracciato e arrestato nei mesi scorsi in seguito a indagini del Ros. Scortato dall’Interpol, Tramonte è arrivato all’aeroporto di Fiumicino con un volo proveniente da Lisbona.

Margherita, l’ex tesoriere Luigi Lusi condannato in via definitiva a sette anni

Roma – La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, sotto processo per appropriazione indebita. Lusi è stato riconosciuto colpevole della sottrazione di 25 milioni di euro dalle casse del partito e di calunnia nei confronti di Francesco Rutelli. Gli ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso di Lusi, trasformando la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici in interdizione di cinque anni, con interdizione di un anno dalla professione legale. In primo grado l’ex senatore era stato condannato a otto anni, poi in appello la pena era scesa a sette. Adesso,  Lusi dovrà tornare in carcere.