L’EDITTO

Dietro le quinte

CAMBIA IL VENTO

Dopo le elezioni, con il Cavaliere a Palazzo Chigi, Agostino Saccà tornò a viale Mazzini (1° agosto 2001). Un ritorno ben visto inizialmente da Biagi e dal suo stretto collaboratore Loris Mazzetti in ragione del buon rapporto intercorso nel tempo con il nuovo direttore di RaiUno che sostituì Maurizio Beretta. Nella sua prima esperienza a direttore di rete, Saccà difese l’operato di Biagi e del suo staff, a tal punto da spingere il cronista emiliano a scrivere un articolo sul Corriere della Sera quando Saccà fu sollevato dall’incarico. Lo stesso Mazzetti evidenziò la fatica profusa negli anni precedenti da Saccà. «Mi ricordo la battaglia che fece contro chi dirigeva il palinsesto per riportare “Il Fatto” nella sua collocazione naturale: dopo il Tg1. Tra noi e il telegiornale, negli anni, avevano messo di tutto: “La zingara“, il Tg Sport, addirittura un anno ci fecero andare in onda alle 20,50. Abbiamo sempre pensato che stavamo lavorando con uno dei migliori direttori di rete che avevamo avuto».1 Lo scenario però cambiò: nella sua seconda esperienza, peraltro breve, Saccà mutò atteggiamento.

«Scoprimmo un altro Saccà: governo diverso, Saccà diverso, in corsa per la direzione generale e probabilmente, pur di non perderla, molto sensibile alla politica di centrodestra. Infatti, con nostro grande stupore, fece il possibile per non farci andare in onda, ma ormai eravamo stati inseriti nel palinsesto […]».2

Il programma puntualmente si presentò al pubblico, orfano di Montanelli scomparso il 22 luglio 2001. L’uomo di Pianaccio continuò a informare i telespettatori. Fu comunque un autunno “caldo” e la situazione precipitò con la partenza di Roberto Zaccaria che allo scadere del suo mandato (16 febbraio 2002) lasciò la Rai. Al suo posto fu nominato presidente del Cda Antonio Baldassarre (5 marzo 2002). Il giorno stesso della nomina, Baldassarre fu ospite di Biagi e nel congedarsi pronunciò parole di elogio sulle capacità della redazione “Il Fatto“. «Sappiate che avrete in me un punto di riferimento che difenderà sempre le vostre professionalità».3

«Come prima cosa tentarono di spostare l’orario di messa in onda. Ci proposero lo spazio dopo il Tg delle 13,30: non accettammo perché rischiavamo di raccontare quello che era successo il giorno prima […]. La seconda proposta fu quella di collocarci prima del Tg: assurda. L’approfondimento prima della notizia».4

Con il nuovo Cda, Loris Mazzetti ricevette nel giro di una settimana tre proposte di incarico, occasioni che spesso non accadono nemmeno una volta alla maggioranza dei lavoratori durante la loro carriera professionale. «[…] La direzione della sede Rai di Ancona prima, quella di Firenze poi e infine di Bologna […]. Lo scopo era solo quello di interrompere il mio sodalizio con Biagi […]. A quelle proposte rispondevo: Accetto. Il direttore lo faccio con la mano sinistra, con la destra “Il Fatto” con Enzo Biagi. Non ho mai avuto rimpianti. La mia direzione l’ho ricevuta al momento in cui Biagi è tornato in Rai con un suo programma».5
A distanza di poco tempo dalle nuove nomine nel Cda, Agostino Saccà venne nominato, dallo stesso Cda, direttore generale (14 marzo 2002). Prima del discorso di Sofia, le polemiche si inasprirono ancor più del solito quando furono nominati i direttori di rete, con Fabrizio Del Noce a RaiUno. Cambiò il vento che soffiava sul cavallo di bronzo a viale Mazzini. La brezza si trasformò in gelo quando arrivò l’Editto bulgaro. Un po’ di calore lo portò l’ultimo discorso del giornalista di Pianaccio dai microfoni di RaiUno (31 maggio 2002).

«Questa è la centosessantottesima puntata dell’ottava edizione de “Il Fatto”. Abbiamo cominciato il 24 settembre del 2001. Abbiamo cercato di raccontare quello che accadeva intorno a noi e tra noi. Speriamo di avervi fatto buona compagnia. Ci congediamo da voi con l’augurio di giorni sereni per voi e il nostro Paese».6

  1.  L. Mazzetti, Il libro nero della Rai, op. cit., pag. 172. []
  2. E. Biagi, Era ieri, op. cit., pag. 90. []
  3.  Ivi, pag. 102. []
  4. Ivi, pag. 91. []
  5.  L. Mazzetti, Il libro…, op. cit., pagg. 95, 96. []
  6. E. Biagi, Era ieri, op. cit., pag. 115. []

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *