Prato - Ivan lavora allo stabilimento Fiat di Melfi da 15 anni. Rientrato dopo un infortunio è stato relegato in un box per otto ore al giorno. Quando ha chiesto spiegazioni e una postazione dove poter lavorare, è stato affrontato da un suo superiore con miacce gravissime: “Tu hai una particolare attenzione da parte mia, te lo dico adesso, il capo dell’officina sono io. Chi comanda in questo stabilimento su questo turno, è Tartaglia. Tu per me non sei collocabile. Tu ti siedi là e aspetti che io ti dica cosa devi fare. Punto! Però non ti muovere, fuori dalla pause non ti muovere. Se vuoi uscire fuori a denunciarmi come hai detto in giro, vai a denunciarmi, occhio! Ma occhio veramente! Perché qua ci sono delle regole, ma fuori c’è qualcos’altro”. Ivan lo registra, quello che ascolta è troppo assurdo, nessuno gli crederebbe in mancanza di una prova.
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Rai, duro intervento di Zavoli sulla nomina di Maccari al Tg1: “Scambio di incarichi”
Roma - Maccari confermato alla direzione del Tg1 nonostante vada in pensione e Alessandro Casarin direttore del Tgr sono uno “scambio di incarichi”. Chi lo ipotizza è Sergio Zavoli presidente della Commissione di vigilanza Rai, chiarendo che mai un direttore della testata si è insediato contro il parere del presidente della Rai, durante l’audizione del dg Lorenza Lei a palazzo San Macuto. Il presidente Garimberti ha detto chiaro che se Maccari passa lui si dimette dall’azienda.
“Personalmente ho difficolta’ a pensare che tra i suoi circa 1.500 giornalisti – ha detto Zavoli – la Rai non ne abbia uno in grado di dirigere una testata importante con il consenso unanime del cda. Ammettere che non c’e’ nessuno non e’ un bel riconoscimento per l’azienda. Mi chiedo poi con quale stato d’animo possa lavorare un professionista con la fiducia della meta’ dei consiglieri e con l’opposizione del presidente”.
Intanto le rappresentanze dei giornalisti italiani hanno rivolto un appello congiunto al Presidente del Consiglio Monti affinché “intervenga per portare in Europa anche il Servizio Pubblico Radiotelevisivo, con un’iniziativa che consenta la riforma della governance Rai”.
Eternit, Casale rinuncia al risarcimento e resta parte civile nel processo
Torino - Il Comune di Casale respingerà al mittente i diciotto milioni di indennizzo per i morti dell’amianto offerti dall’imputato svizzero nel processo Eternit, lo svizzero Stephan Schmidhelmy. Lo ha annunciato il sindaco Giorgio Demezzi a due settimane alla sentenza del 13 febbraio.
A far cambiare idea al sindaco, che in un primo momento sembrava intenzionato ad accettare i soldi, è stata la mobilitazione della società civile e l’opposizione dei piccoli Comuni del territorio, emersa nell’incontro di venerdì scorso.
Una decisione che anche la Casa della Cultura Enzo Biagi accoglie con favore: certi principi non possono e non devono essere oggetto di negoziato.
Giorno della memoria 2012, apertura con la mostra sul processo a Eichmann
Firenze - Inaugurata ieri a Firenze, nello spazio per esposizioni ricavato delle Murate (in piazza delle Murate) la mostra storico-documentaria sul processo ad Adolf Eichmann e si inaugura, su iniziativa della Regione Toscana, come apertura di un intenso calendario di eventi per il Giorno della Memoria 2012.
Curata dalla Fondazione Museo Deportazione e Resistenza di Prato è l’unica occasione, in Italia, per riflettere sull’anniversario. Si tratta di una mostra realizzata lo scorso anno a Berlino dalle massime istituzioni tedesche che operano sul tema della Memoria: Fondazione Topografia del Terrore, Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa, Memoriale Villa della Conferenza di Wannsee.
Dopo il processo, celebrato a Gerusalemme, Adolf Eichmann fu condannato a morte il 15 dicembre 1961 e la condanna fu eseguita, per impiccagione, il 31 maggio 1962. Recentemente, proprio in occasione del 50mo anniversario, Yad Vashem (il Museo dell’Olocausto, a Gerusalemme) ha creato un canale Youtube con oltre 200 ore di video in alta definizione sul dibattimento processuale: il materiale – con sonoro originale in ebraico, tedesco, yddish e traduzione in inglese – può essere di supporto anche per una maggiore consapevolezza alla visita della mostra fiorentina.
Shoah: la storia e la memoria (di Furio Colombo, fonte: Fatto Quotidiano)
Museo della Deportazione e Resistenza (calendario eventi)
On-line i nomi dei 23.826 italiani deportati per motivi politici nei lager nazisti (fonte: Anpi)
I partigiani querelano Casapound… (fonte: Il Fatto Quotidiano)
Eternit, non ancora firmato l’accordo con Schmidheiny
Torino - Il Comune di Casale Monferrato non ha ancora firmato la proposta di indennizzo avanzata da uno degli imputati della Eternit – 18,3 milioni di euro – “in quanto stiamo aspettando le decisioni del Governo e vogliamo tenere massimamente viva l’attenzione sull’emergenza della città”.
Lo ha ribadito il sindaco, Giorgio Demezzi, in una conferenza stampa in cui ha reso pubblico il testo definitivo della proposta di transazione, consegnato giovedì sera dai legali dell’imputato svizzero Stephan Schmidheiny. Accettare il risarcimento comporta il ritiro della costituzione di parte civile del Comune al processo per le migliaia di morti e malattie da amianto in corso in tribunale a Torino.
Sic Fiat Italia, il film documentario su Mirafiori al Teatro Puccini di Firenze
Firenze – Il 13 e il 14 gennaio 2011, si tiene nello stabilimento Fiat di Mirafiori il referendum sull’accettazione o meno delle nuove condizioni di lavoro imposte dall’azienda e fortemente propagandate dal suo amministratore delegato, Sergio Marchionne. Tra gli operai si accende un dibattito infuocato, tra chi vuole opporsi alla rinuncia dei diritti acquisiti in anni di lotte per mantenere il lavoro e chi invece è disposto ad accettare qualunque cosa pur di continuare ad avere un salario, per quanto minimo.
Sull’argomento il regista e documentarista Daniele Segre ha realizzato l’interessante documentario Sic Fiat Italia, un viaggio a ritroso nel mondo del lavoro dal titolo più amaro che ironico.
Il film sarà proiettato giovedì 12 gennaio al Teatro Puccini di Firenze prima e dopo la presentazione del libro di Maurizio Landini e Giancarlo Feliziani “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo”. Presenti gli autori che ne discuteranno con Enrico Rossi, Paul Ginsborg e Daniele Segre.
La tragedia dei pratesi deportati nei lager nazisti, il Comune aderisce al progetto “Memorie d’inciampo”
Prato - In seguito allo sciopero generale del 6 marzo 1944 più di 150 pratesi furono prelevati dalle fabbriche, arrestati e deportati nei campi di lavoro della Germania nazista. In pochissimi tornarono. Per non dimenticare mai e rendere omaggio a quegli operai, il Comune di Prato intende aderire all’iniziativa “Memorie d’inciampo”, o “Stolpersteine” in tedesco, il progetto artistico e storico dell’artista berlinese Gunter Demnig che pone dei sanpietrini in ottone lucente sulla porta o sul marciapiede davanti alle case delle famiglie dei deportati nei campi di sterminio nazisti. Sulle pietre sono incisi l’anno di nascita, la data e il luogo della deportazione, la morte se conosciuta e il motivo dell’arresto.
Il progetto sarà presentato a Prato in occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio. Il Comune in queste ultime settimane ha condotto una lunga e meticolosa ricerca su tutti i nominativi dei deportati, in collaborazione con il Centro di Documentazione di Figline, per rintracciare le loro famiglie e le abitazioni. Un lavoro che ha comportato anche il ritrovamento della vecchia toponomastica pratese, perchè nel frattempo il territorio e le strade di allora sono cambiati. Due di loro erano ebrei, gli altri avevano aderito allo sciopero e altri ancora furono arrestati a caso, perchè in quel momento si trovavano per strada. Vennero catturati e caricati sulla tradotta tedesca che partiva dalla stazione di Firenze, senza ritorno.
Fiat-Chrysler, ipotesi di alleanza con Peugeot. Il futuro sembra lontano dall’Italia
Prato - Dal salone di Detroit Sergio Marchionne scruta il Vecchio Continente, che anche quest’anno non porterà buone notizie per l’auto («se continua così, Fiat perderà 400-500 mila vetture») e prevede un nuovo giro di alleanze. Per tutti.
«Ci deve essere un altro consolidamento dell’industria automobilistica a livello europeo e non solo – queste le sue parole – L’aggregazione è essenziale». Secondo fonti qualificate, la pista del Lingotto a questo punto porta a Parigi: i francesi di Psa Peugeot-Citroën sono pronti a negoziare l’alleanza.
Quanto alla nuova sede del gruppo, l’ad di Fiat continua a restare vago ma ha minimizzato le polemiche sul possibile spostamento da Torino: “facciamo riunioni ovunque, a Detroit, a Torino, in America Latina, in Cina. Che cosa cambia?”, ha detto assicurando di nuovo che i posti di lavoro a Torino saranno salvaguardati. “Quello del Lingotto e’ un numero protetto”, ha detto.
Eternit, fiaccolata e appelli al sindaco per non accettare il risarcimento
Torino - Continua la mobilitazione della società civile contro la decisione annunciata dal sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi, che si era detto disposto ad accettare il risarcimento milionario offerto da Stephen Schmidheiny, uno dei due imputati del processo Eternit.
Sabato sera nelle vie del centro di Casale 2.500 persone hanno sfilato per invitare il sindco a ripensarci. Dal Brasile è arrivata una lettera scritta da Fernanda Giannasi, sindacalista e presidente dell’Abrea, l’Associazione brasiliana esposti all’amianto. Il sodalizio rappresenta oltre 2 mila 500 vittime e familiari vittime della fibra assassina del gruppo Eternit. La Giannasi, invita a non rompere il fronte comune sinora avuto nella lunga battaglia giudiziaria evidenziando come un eventuale accordo tra il Comune di Casale e i legali dell’imputato, con il conseguente ritiro della parte civile, potrebbe avere ripercussioni sino in Brasile.
Un altro appello dello stesso tenore giunge dall’Afeva (associazione dei familiari vittime amianto): il sindaco di Casale Monferrato, si legge nell’appello “non può più accettare il ‘patto col diavolo. Se nonostante tutto vorrà firmare, non si potrà dire che ha firmatola città di Casale, ma solo i suoi amministratori”.
L’anniversario dell’uccisione di Pippo Fava. Vi proponiamo la sua ultima intervista con Enzo Biagi
Prato - Il 5 gennaio 1984 la mafia uccideva Giuseppe Fava, detto Pippo, scrittore e giornalista italiano che ha lasciato un segno importante nella cultura del nostro Paese. Fava era stato direttore responsabile del Giornale del Sud e fondatore de I Siciliani, secondo giornale antimafia in Sicilia. Il film Palermo or Wolfsburg, di cui aveva curato la sceneggiatura, ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1980.
In occasione dell’anniversario della sua scomparsa vi proponiamo due importanti documenti: la puntata de La storia siamo noi dedicata alla sua figura e l’ultima intervista di Giuseppe Fava, realizzata da Enzo Biagi e andata in onda all’interno della trasmissione Film Dossier del 28 dicembre 1983, una settimana prima del suo assassinio.