Aldrovandi, gli agenti condannati dovranno risarcire lo Stato con oltre 500mila euro

Firenze - La Corte dei Conti ha deciso che gli agenti condannati per il caso Aldrovandi devono risarcire con oltre 560mila euro il ministero dell’Interno, che pagò i danni alla famiglia. Enzo Pontani e Luca Pollastri devono versare ciascuno 224.512 euro, Paolo Forlani e Monica Segatto, 56.128 euro. La Procura aveva chiesto 1,8 milioni. 

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Peculato, archiviazione per il sottosegretario De Basso De Caro

Firenze - Il gip del Tribunale di Napoli Rosa De Ruggiero ha emesso un decreto di archiviazione per il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro del Pd, indagato per peculato, insieme ad altri consiglieri regionali in Campania. Lo rende noto lo stesso Del Basso De Caro. «Con il decreto di archiviazione – spiega – si chiude la vicenda giudiziaria. Sottolineo, peraltro, che il decreto di archiviazione accoglie la analoga richiesta del pm già formulata in data 18 novembre scorso».

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Omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 21 anni alla ricerca della verità

Firenze«Oggi è un giorno tragico, un giorno di lutto per l’informazione italiana, per la Rai e soprattutto per noi giornalisti e tutti quelli che collaborano al Tg3: la nostra collega, la nostra amica Ilaria Alpi è stata uccisa poche ore fa a Mogadiscio. Stava lavorando per noi, stava lavorando per la Rai. Insieme a lei è stato ucciso il suo operatore Miran Hrovatin…». Sono le ore 15.05 del 20 marzo 1994. La programmazione della terza rete si interrompe per un’edizione straordinaria del Tg3. Sullo schermo compare il volto raggelato del giornalista Flavio Fusi che dà la triste notizia con la voce rotta dalla commozione. Da quel giorno sono trascorsi ventuno anni. In oltre due decenni per ricordare Ilaria e fare luce sull’omicidio è stata istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta, sono stati scritti libri, anche a fumetti, realizzati film, speciali in tv, le hanno dedicato piazze, vie, canzoni. Segno di una sensibilità diffusa e del desiderio che la memoria resti cosa viva.

Ma l’istanza più importante, quell’insopprimibile e sacrosanta ricerca della verità non è stata esaudita. Non c’è un colpevole, né un mandante, né il nome dei depistatori che hanno fatto passare quell’esecuzione per una rapina finita male incolpando un innocente che da sedici anni sconta la galera senza aver commesso il fatto. A ristabilire alcuni principi di verità storica sul caso Alpi-Hrovatin ci ha pensato, non il Parlamento né la Procura di Roma ma la trasmissione “Chi l’ha visto” condotta da Federica Sciarelli. La giornalista Chiara Cazzaniga in un anno di ricerche è riuscita a intervistare a tu per tu il supertestimone Jelle – che praticamente nessuno in questi venti anni si era preso il disturbo di rintracciare – che ha ribadito ai microfoni del programma la non colpevolezza di Hashi, il ragazzo somalo ingiustamente accusato. Ora l’inchiesta si riapre con la speranza che questo puzzle così incompleto possa ricomporsi. Lo dobbiamo a Ilaria che è stata assassinata perché indagava con coraggio sulla mala cooperazione e sul traffico illecito di armi e di rifiuti tossici. E lo dobbiamo ai genitori di Ilaria che non si sono mai arresi di fronte all’omertà, ai depistaggi, all’occultamento delle prove. Lo scorso anno alla Rai, sotto il cavallo di viale Mazzini è stata piantata una rosa bianca in ricordo di Ilaria. Verità e giustizia sono l’unico fertilizzante in grado di non farla sfiorire.

Firma:Stefano Corradino

Fonte: Radiocorriere Tv

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Sport, il Tribunale ha dichiarato il fallimento del Parma

Firenze - Il Parma Fc è fallito. A sancirlo è il Tribunale di Parma. Angelo Anedda, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Parma, ed Alberto Guiotto sono i curatori fallimentari che adesso si occuperanno di gestire la società, visto che è stato concesso anche l’esercizio provvisorio. Nella sentenza sono riportati anche i numeri della crisi economica della società sportiva: 218 milioni di euro di debiti complessivi, 74 milioni di euro di debito sportivo.

Manenti, arrestato il presidente del Parma… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

Il rapporto ignorato che inchioda Tavecchio (fonte: La Repubblica) 

Il Parma calcio dichiarato fallito… (fonte: Corriere della Sera) 

 

 

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Arrestato Ercole Incalza, il burocrate dei Lavori Pubblici. Manager ben voluto da tanti governi, eccetto da Di Pietro che lo cacciò.

Firenze - Ercole Incalza, dirigente del ministero dei Lavori pubblici, è stato arrestato su richiesta della procura di Firenze. Quattro persone sono finite in carcere o ai domiciliari: l’imprenditore Stefano Perotti, il presidente di Centostazioni spa (Gruppo Fs) Francesco Cavallo e Sandro Pacella, questi ultimi due ai domiciliari. L’operazione è condotta dai carabinieri del Ros. Nel mirino la gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi opere. Tra i lavori coinvolti, le principali nuove tratte ferroviarie italiane, in particolare l’Alta velocità, il Palazzo Italia di Expo, l’autostrada Orte-Mestre.

Agli indagati dell’operazione “Sistema”, 51 in tutto (tra loro Rocco Girlanda, sottosegretario alle Infrastrutture nel governo Letta), vengono contestati i reati di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti ed altri delitti contro la pubblica amministrazione.

Incalza è stato un burocrate delle Infrastrutture, dopo essere cresciuto nella “sinistra ferroviaria” del Psi negli anni Settanta. Esordì nel 2001 come capo della segreteria tecnica di Pietro Lunardi nel secondo governo Berlusconi, poi nei 14 anni successivi ha “servito” tutti gli esecutivi tranne quello di Romano Prodi del 1996, quando il ministro Antonio Di Pietro lo allontanò. Fu poi Altero Matteoli (ancora con Berlusconi) a promuoverlo capo struttura di missione, con la successiva conferma di Corrado Passera (governo Monti), Maurizio Lupi (governo Letta) e di nuovi Lupi (governo Renzi). Poi l’addio in sordina nel gennaio scorso, mantenendo comunque un ruolo di superconsulente.

 Tangenti, blitz del Ros: arrestato Ercole Incalza… (fonte: La Repubblica) 

Maurizio Lupi, il gip: “Lavori e rolex al figlio, abito sartoriale a lui”. (fonte: Il Fatto) 

Indagato per il Tav Firenze… (di Marco Lillo, fonte: Il Fatto)

Alta Velocità e Grandi Opere…. (di Fiorenza Sarzanini, fonte: Corriere della Sera) 

Da Berlusconi a Lupi…. (fonte: Huffington Post) 

Tangenti su appalti Expo e Tav…. (fonte: Sky Tg24)

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Amianto, chiesti sei anni per Pesenti

Milano - Il pm di Milano Maurizio Ascione ha chiesto sei anni di reclusione per Giampiero Pesenti nel processo per la morte di 30 operai della Franco Tosi, colpiti tra gli anni ’70 e i primi anni ’90 da mesotelioma pleurico. Il presidente del gruppo Italcementi, componente del comitato esecutivo dell’azienda metalmeccanica di Legnano negli anni ’70, secondo l’accusa sarebbe colpevole di “non aver assunto posizioni di dissenso” in merito alle “condizioni di non igiene” dello stabilimento lombardo, malgrado abbia avuto per sette anni un “ruolo al vertice dell’azienda”, che gli avrebbe consentito di “verificare e agire” nella “gestione del rischio specifico dell’amianto”.

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Papa Francesco annuncia un Giubileo straordinario

Roma«Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della misericordia». E’ l”annuncio a sorpresa che Papa Francesco ha fatto, nella Basilica Vaticana, durante l’omelia della celebrazione penitenziale. Ci sarà, dunque, un Giubileo straordinario con dieci anni di anticipo rispetto al calendario. Un Giubileo a sorpresa, dopo quello del 2000 voluto da Giovanni Paolo II, e che avrà inizio con l’apertura della porta santa della Basilica di San Pietro l’8 dicembre 2015 e che terminerà il 20 novembre 2016 nella solennità di Cristo Re. 

Il Papa annuncia Giubileo straordinario…. (fonte: La Repubblica) 

L’annuncio di Papa Francesco…. (fonte: Corriere della Sera) 

Giubileo straordinario…. (fonte: La Stampa) 

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Caso Moro, Commissione d’inchiesta: 17 audiocassette mai ascoltate prima fra i reperti del covo

Roma - Tra i reperti del covo delle Brigate Rosse in via Gradoli, a Roma, dove fu tenuto in ostaggio l’ex segretario democristiano Aldo Moro, sono state ritrovate 17 cassette videoregistrate. Non risulta da nessun atto giudiziario che il contenuto di questi nastri sia mai stato ascoltato o verbalizzato. Il ritrovamento è avvenuto durante il lavoro della commissione d’inchiesta parlamentare, presieduta da Giuseppe Fioroni. A darne notizia è Gero Grassi, componente della commissione. Lo stesso Grassi ha detto che per quanto è dato sapere dagli atti, le cassette registrate e ritrovate nel covo erano 18. Dunque, ne manca una. 

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Processo Ruby, Berlusconi assolto anche in Cassazione

RomaNon fu concussione per costrizione e non fu prostituzione minorile. Silvio Berlusconi esce assolto dalla vicenda del bunga bunga che ha generato il processo Ruby, il processo Ruby bis (tre condanne in appello) e l’inchiesta Ruby ter. La Cassazione, dopo una camera di consiglio durata oltre nove ore, ha confermato la sentenza di appello che, il 18 luglio scorso, aveva ribaltato quella di primo grado, in cui l’ex premier era stato condannato dal tribunale di Milano a sette anni (sei per la concussione e uno per la prostituzione).

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Caso Moro, don Mennini: “Mai entrato nella prigione delle Brigate Rosse. Ma la confessione è segreta”.

Roma - «Mai confessato Aldo Moro nella prigione delle Brigate Rosse». E’ uno dei passaggi della testimonianza dell’Arcivescovo Antonio Mennini,  nunzio apostolico del Regno Unito, di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta. E’ stato proprio Papa Francesco a prendere la decisione di far testimoniare don Mennini, scegliendo di “infrangere” le regole sull’immunità diplomatica di cui godono i nunzi. A suo tempo, Francesco Cossiga scrisse che l’Arcivescovo visitò l’ex segretario democristiano sequestrato prima che fosse ucciso dalle Brigate Rosse.

«Purtroppo non ho avuto questa possibilità, ma nella coscienza dei miei doveri sacerdotali sarei stato molto contento di farlo – ha detto Don Mennini –  Non avrei difficoltà ad ammettere che sarei andato nel covo delle Br». Don Mennini ha precisato, inoltre, che sulla confessione in ogni modo «non solo non si può dire nulla sui contenuti ma neppure sulle circostanze temporali e logistiche».

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