Caso Uva, poliziotti e carabiniere a processo per omicidio preterintenzionale

Firenze - Sei poliziotti e un carabiniere accusati dell’omicidio preterintenzionale di Giuseppe Uva saranno processati. Lo ha deciso il gup di Varese Stefano Sala in relazione alla morte di Giuseppe Uva, avvenuta il 14 giugno 2008, nell’ospedale del capoluogo lombardo. L’uomo aveva trascorso parte della notte nella caserma dei carabinieri, dopo essere stato fermato insieme a un amico mentre si trovava in giro per le strade di Varese, ubriaco. Il giudice ha respinto quindi la richiesta di non luogo a procedere avanzata dal procuratore di Varese Felice Isnardi. Secondo i familiari, parti civili nel procedimento, Uva avrebbe subito violenze in caserma. Il gup ha fissato per il 20 ottobre la data della prima udienza del processo in corte d’Assise. Il carabiniere e i sei poliziotti sono stati rinviati a giudizio per tutti i reati contestati nel capo di imputazione, compreso quello di omicidio preterintenzionale.

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Ilva, Fabio Riva condannato per truffa allo Stato

Milano - Fabio Riva, figlio dell’ex patron dell’Ilva Emilio morto qualche tempo fa, è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere per una presunta truffa allo Stato da circa cento milioni di euro. La sentenza è stata letta dal giudice della terza sezione del Tribunale di Milano, che ha anche condannato Riva Fire Spa a una sanzione di 1,5 milioni. Cinque anni di reclusione sono stati inflitti ad Alfredo Lomonaco, ex presidente della finanziaria elvetica Eufintrade, e tre anni ad Agostino Alberti, allora consigliere delegato di Riva Fire. Il Tribunale ha disposto il versamento, in solido tra tutti gli imputati, di una provvisionale di 15 milioni al ministero dello Sviluppo Economico, e ha ordinato la confisca per equivalente della presunta truffa fino a una concorrenza di circa 91 milioni di euro di beni mobili e immobili a tutti gli imputati.

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Caso Ruby, Berlusconi assolto in appello

Milano - Silvio Berlusconi è stato assolto. Questa la decisione dei giudici della Corte d’appello di Milano nell’ambito del processo Ruby. L’ex premier era accusato di concussione e prostituzione minorile e in primo grado era stato condannato a sette anni. Berlusconi è stato assolto dal reato di concussione perché “il fatto non sussiste” mentre per il reato di prostituzione il fatto “non costituisce reato”.

Berlusconi assolto (fonte: Il Fatto)

Video, lettura della sentenza

 

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Istat: “Povertà assoluta per 10 milioni di italiani”

RomaSono oltre 6 milioni i poveri in Italia. E’ quanto emerge nell’ultimo report dell’Istat che classifica circa il 10% della popolazione come poveri assoluti, ovvero coloro che “non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa”. Se al conteggio si uniscono le persone che vivono in condizioni di povertà relativa, si arriva al 16,6% della popolazione, ovvero circa 10 milioni e 48mila italiani. L’Istituto di statistica conferma quanto era stato rilevato dalla Caritas, che aveva già raccontato quando la situazione stesse peggiorando al centro nord, nelle famiglie con due figli e tra gli under 35.

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L’Unità, Santanchè presenta un’offerta assieme a Paola Ferrari. Il Cdr: “Irricevibile”

Roma - La deputata di Forza Italia Daniela Santanchè e la giornalista e conduttrice televisiva Paola Ferrari De Benedetti hanno presentato una offerta formale ai liquidatori de l’Unità per acquisire il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Lo storico giornale del Pci, in liquidazione da metà giugno, è a rischio fallimento e chiusura se non arriverà e non verrà accettata l’offerta di un compratore entro il 30 luglio. E per ora l’unica proposta arrivata ai liquidatori è quella di Santanchè e Ferrari. «La proposta d’acquisto – conferma all’Adnkronos Bianca Di Giovanni del cdr del giornale – dovrebbe essere arrivata questa mattina. Per noi è irricevibile. Abbiamo chiesto un incontro ai liquidatori e spiegheremo la nostra posizione». «Serve – sottolinea Di Giovanni – anzitutto trasparenza. Il Cdr ritiene l’ipotesi del passaggio de l’Unità ad un’esponente di Fi incompatibile con la storia del giornale stesso. Spero che il segretario del Pd Matteo Renzi intervenga nella vicenda ed eviti che il giornale fondato da Antonio Gramsci passi nelle mani di esponenti di Fi».

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Caso Terremerse, Errani condannato in appello ad un anno per falso. Il presidente della Regione si dimette

Firenze - Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha deciso di dimettersi dopo la condanna in appello Terremerse per falso ideologico a un anno di reclusione (sospesa con la condizionale). In primo grado Errani era stato assolto “perché il fatto non sussiste”, oggi il giudice ha ribaltato la sentenza. L’accusa della Procura di Bologna era quella di aver influenzato la scrittura di una relazione falsa su un finanziamento illecito alla cooperativa del fratello (1 milione di euro ricevuti dalla stessa Regione). Solidarietà del Partito democratico che ha chiesto al politico di non lasciare la carica.

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Mediatrade, Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri assolti e prescritti

Milano - Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri sono stati assolti nell’ambito del processo Mediatrade dall’accusa di frode fiscale per gli anni 2006, 2007 e 2008. Questo il verdetto dei giudici milanesi dopo cinque giorni di camera di consiglio che hanno dichiarato la prescrizione per l’anno 2005. Nessuno dei dieci imputati è stato condannato. Il tribunale di Milano ha deciso di assolverli oppure di dichiarare il non luogo a procedere o per prescrizione del reato o per carenza di giurisdizione.

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Addio al partigiano Lino Michelini

Bologna - E’ morto all’età di 91 anni, Lino Michelini, nome di battaglia William, partigiano e presidente dell’Anpi di Bologna. Michelini, capitano partigiano, prese parte alla liberazione di alcuni detenuti a San Giovanni in Monte e alla battaglia di Porta Lame, il 7 novembre del 1944, e nel giorno dei suoi funerali, il 10 luglio, celebrati in forma privata, Bologna proclamerà il lutto cittadino. Medaglia d’argento al valore militare, fu, come ricorda il sindaco Virginio Merola, «uno dei più grandi protagonisti della Resistenza del nostro territorio, esempio di integrità morale e di solidarietà per tutti noi».

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Inps, nel 2013 un saldo negativo di 9,9 miliardi di euro

Roma - Nel 2013 l’Inps ha registrato un saldo negativo di 9,9 miliardi, dovuto «in larga parte» alla fusione con l’Inpdap, l’ex istituto di previdenza per i dipendenti pubblici. Il dato è emerso in occasione della la relazione annuale dell’ente presentata dal commissario “pro tempore” Vittorio Conti alla Camera. Nel quale si sottolinea però che il patrimonio netto dell’istituto pensionistico nazionale è invece pari a 7,5 miliardi (dato di preconsuntivo), valore che migliorerebbe tenendo conto della legge di stabilità. In base a questo assunto, quindi, secondo il relatore non è a rischio la «sostenibilità del sistema pensionistico». Intanto, quasi la metà dei pensionati italiani si ferma sotto la soglia dei mille euro al mese. Ma uno su quattro riceve più di un trattamento e il 4,3% arriva a percepire oltre 3mila euro mensili. Inoltre, gli assegni sono in media più leggeri per le donne. Mentre la riforma Fornero ha fatto calare le nuove pensioni liquidate: -32% per quelle di anzianità e anticipate, -57% per i trattamenti di vecchiaia.

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L’Unità, il video appello dei giornalisti: “Matteo salvaci”.

Firenze - L’Unità ha tempo solamente fino a fine luglio per trovare nuovi soci che rilevino la casa editrice Nie, messa in liquidazione da metà giugno e la salvino dal rischio concreto di fallimento. Il suo indebitamento è salito fino ai 30 milioni di euro. Non è nemmeno certo con quante perdite si sia chiuso il 2013 perché il bilancio non è stato ancora approvato ma, nei primi sette mesi dell’anno scorso, il rosso è stato di circa 2,2 milioni e a dicembre 2013 le perdite stimate possono aver raggiunto almeno i 3,5 milioni di euro. Solo ai lavoratori, in particolare, spetta ancora 1 milione di euro circa tra i vari pagamenti arretrati e gli stipendi non versati a maggio e giugno. Per tutti questi motivi i giornalisti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci tornano a denunciare con un videomessaggio il rischio concreto di fallimento della testata nata 90 anni fa e avvertono il Partito Democratico di Matteo Renzi e i principali soci della Nuova iniziativa editoriale, in particolare Matteo Fago cha ha il 51%, che il giornale va salvato subito.

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