Discarica di Bussi, dieci condannati per disastro colposo aggravato

Firenze – Avvelenamento colposo delle acque. E’ quanto ha stabilito la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila sulla mega discarica dei veleni della Montedison a Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Dieci imputati su 19 sono stati condannati per disastro colposo aggravato e proprio il riconoscimento delle aggravanti annulla la prescrizione. Le pene inflitte vanno dai due ai tre anni di reclusione. Diversa la situazione per il reato di avvelenamento aggravato, che è stato riconosciuto ma è caduto in prescrizione. La Corte ha stabilito che tutte le dieci condanne sono condonate perché i fatti sono tutti antecedenti al 2 maggio 2006.

I giudici hanno anche stabilito le provvisionali e le spese legali da riconoscere alle parti civili. Si tratta di 3,7 milioni di euro così suddivisi: 2,705 milioni di provvisionali e 592 mila euro che con gli oneri arriveranno a un milione di spese legali. La sentenza ha così stabilito il principio del risarcimento danno che viene per ora solo coperto parzialmente dalle previsionali: il conto successivo sarà fatto in sede civile.

Una decisione diversa rispetto a quella presa dai giudici nel processo di primo grado (19 dicembre 2014), quando i 19 imputati furono assolti dalla Corte d’Assise di Chieti dall’accusa di aver avvelenato le falde acquifere. Il reato di disastro ambientale, invece, era stato derubricato in colposo e, quindi, prescritto.

 

 

 

 

Omicidio Alpi e Hrovatin, la Procura di Roma apre un nuovo fascicolo

Roma – La procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo sul caso del duplice omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, con l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico, calunnia e favoreggiamento. Al momento il procedimento è a carico di ignoti. Le indagini riguarderanno le presunte anomalie legate alla gestione di un testimone, rivelatosi falso, Ahmed Ali Rage, detto Gelle, evidenziate dalla Corte di Appello di Perugia che il 19 ottobre scorso, a conclusione del processo di revisione, ha assolto l’unico condannato, il somalo Hashi Omar Hassan.

 

Amianto a Broni, condannati due ex manager per omicidio colposo

Firenze – Il Tribunale di Pavia ha condannato per omicidio colposo due ex manager della Fibronit di Broni, azienda che lavorava amianto in provincia di Pavia. Quattro anni di pena per l’ex amministratore delegato Michele Cardinale, 74 anni, e tre anni e quattro mesi per Lorenzo Mo, 70 anni, ex direttore dello stabilimento. Assolto invece l’ex consigliere Alvaro Galvani, 68 anni, per non aver commesso il fatto.

Le condanne per il reato di omicidio colposo sono state sentenziate in relazione alla morte di 27 persone, fra dipendenti della fabbrica e residenti, deceduti per patologie legate all’amianto. I giudici hanno stabilito inoltre una provvisionale che ammonta in totale, in solido tra i due imputati, a circa un milione di euro, ventimila euro per ogni erede di vittima che si è costituito parte civile al processo.

Trattativa Stato-mafia: Riina ci ripensa e non risponderà alle domande dei pm

Firenze – Come non detto. Il superboss Totò Riina fa marcia indietro. E a sorpresa ha revocato il consenso a farsi interrogare dal pm del processo sulla Trattativa Stato-mafia, in corso davanti alla corte d’Assise di Palermo. Ad anticipare la sua intenzione di rispondere alle domande dell’accusa era stato, durante la scorsa udienza, il suo legale, l’avvocato Giovanni Anania.

‘Ndrangheta, l’ex assessore regionale della Lombardia Domenico Zambetti condannato a 13 e mezzo

Milano – Il Tribunale di Milano ha condannato l’ex assessore regionale lombardo Domenico Zambetti a 13 anni e mezzo con l’accusa di aver comprato quattromila voti alla ‘ndrangheta per le regionali del 2010. Assolto invece Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano, il primo Comune del milanese sciolto per mafia. Il pm della Dda di Milano Giuseppe D’Amico, ora sostituito nel processo dal collega Paolo Storari, aveva chiesto dieci anni di reclusione per Zambetti.

Editoria, giornalisti Sky di nuovo in sciopero

FirenzeAncora uno sciopero a Sky Tg24: dalle 6 di mercoledì 8 febbraio per le 24 ore successive verrà sospesa la normale programmazione. Lo ha annunciato la rappresentanza sindacale dei giornalisti facendo uso del mandato a quattro giorni di sciopero affidatogli all’unanimità dall’assemblea dei giornalisti il mese scorso. Già lo scorso 24 gennaio gli spettatori della rete all-news di Sky erano rimasti senza notizie. La decisione di continuare la protesta con un altro giorno di sciopero è la conseguenza della conferma, arrivata nella serata di lunedì, del piano di trasformazione aziendale annunciato il 17 gennaio scorso da Sky Italia.

Arena di Verona, addio al corpo di ballo

Firenze Licenziato tutto il corpo di ballo dell’Arena di Verona. Giuliano Polo, nuovo Sovrintendente della Fondazione, ha inviato 19 lettere di licenziamento ai ballerini, come già annunciato dopo che a fine 2016 non era stato trovato nessun accordo nella trattativa con le organizzazioni sindacali. In seguito all’apertura della procedura di mobilità da parte della stessa Fondazione, chiude dunque definitivamente il corpo di ballo stabile «nel disinteresse delle istituzioni, con in testa il Ministero dei Beni Culturali deputato a vigilare e tutelare le arti di cui la danza è essenziale bene comune», denunciano in un comunicato i sindacati Fials e Cisal. Nelle 14 Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane, rimangono ora solo quattro corpi di Ballo: Milano, Roma, Napoli e Palermo.

Istruzione, l’appello dei docenti: “All’università errori da terza elementare. Recuperiamo la lingua italiana”.

Firenze – «È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana».

Il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità vuole contrastare quello che ritiene essere il collasso progressivo della scuola italiana. Così ha elaborato una lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio, alla ministra dell’Istruzione e al Parlamento, con la quale chiedono di rimettere al centro della didattica del primo ciclo scolastico le competenze linguistiche di base: scrivere e parlare in italiano corretto, possedere un buon bagaglio lessicale, conoscere grammatica e sintassi. La lettera è stata inviata ai docenti di tutta Italia perché possano sottoscriverla. In pochi giorni è stata fatta propria da “oltre 230 docenti universitari”, tra i quali Accademici della Crusca, linguisti, perfino rettori, ma anche pedagogisti e storici, filosofi e sociologi, scrittori e matematici, costituzionalisti e storici dell’arte, neuropsichiatri infantili ed economisti.

«A fronte di una situazione così preoccupante il sistema scolastico non reagisce in modo appropriato – prosegue la lettera – anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi. Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all’aggiornamento degli insegnanti – si legge ancora – ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema. Abbiamo invece bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti, oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né il generoso impegno di tanti insegnanti, né l’acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti».

Il Gruppo di Firenze sottolinea criticità ormai sclerotizzate di un sistema che riforme piccole e grandi hanno progressivamente depotenziato. E indica anche un obiettivo insostituibile, cioè «il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti». Le linee di intervento proposte, scandite in punti, sono chiare. Innanzitutto «una revisione delle indicazioni nazionali che dia grande rilievo all’acquisizione delle competenze di base, fondamentali per tutti gli ambiti disciplinari. Tali indicazioni dovrebbero contenere i traguardi intermedi imprescindibili da raggiungere e le più importanti tipologie di esercitazioni».

Poi «l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano». Già, le “competenze di base” e le “verifiche nazionali periodiche”. Ovvero i capisaldi della scuola dell’Italia che fu. «Siamo convinti che l’introduzione di momenti di seria verifica durante l’iter scolastico sia una condizione indispensabile per l’acquisizione e il consolidamento delle competenze di base», sostengono i promotori della lettera-appello.

«Questi momenti costituirebbero per gli allievi un incentivo a fare del proprio meglio e un’occasione per abituarsi ad affrontare delle prove, pur senza drammatizzarle, mentre gli insegnanti avrebbero dei chiari obiettivi comuni a tutte le scuole a cui finalizzare una parte significativa del loro lavoro», spiega il gruppo di Firenze. «Riteniamo che per fermare questa allarmante deriva sia necessario rivedere le indicazioni nazionali della primaria e delle medie», scrivono i docenti universitari. Il rischio? Che l’italiano, corretto, lo sappiano scrivere e parlare solo in pochi. Che all’università si debba provare a correggere mancanze della scuola.

Firma: Manlio Lilli

Fonte: IlFatto.it

 

 

Strage di Viareggio, Moretti condannato a sette anni

Firenze –  L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti è stato condannato a 7 anni per la strage di Viareggio in cui, il 29 giugno 2009,  morirono 32 persone. L’accusa per Moretti, attualmente a capo di Finmeccanica, aveva chiesto 16 anni. A 7 anni e mezzo sono stati condannati, invece, l’ex ad di Rfi Mauro Michele Elia (attualmente country manager al Tap per l’Italia) e l’ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano. Nei confronti di Elia, l’accusa aveva chiesto 15 anni di carcere. La sentenza di primo grado si caratterizza per la condanna degli ex vertici di Ferrovie, Rfi e Trenitalia. Moretti è stato assolto come amministratore delegato di Fs, ma condannato come ex amministratore delegato di Rfi, la società del gruppo che si occupa dell’infrastruttura ferroviaria.

In tutto 33 gli imputati, 9 le società. Per loro i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino avevano chiesto pene dai 5 ai 16 anni per un ammontare di oltre 250 anni. Per tutti gli imputati le accuse andavano, a vario titolo, da disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.

Strage di Viareggio: il verdetto… (fonte: Repubblica) 

Strage di Viareggio… (fonte: Sky)

Strage di Viareggio, i familiari… (fonte: Il Fatto)

Strage di Viareggio, Delrio… (fonte: Il Fatto)

Strage di Viareggio, Marco Piagentini … (video, fonte: Repubblica) 

 

 

 

 

 

 

Trattativa Stato-mafia: la difesa annuncia che Riina risponderà alle domande dei pm

FirenzeToto Riina ha fatto sapere, tramite il suo avvocato Giovanni Anania, che risponderà alle domande dei pm nel processo sulla presunta trattativa fra pezzi dello Stato e Cosa nostra. Tra gli imputati al processo, il capomafia di Corleone è l’unico ad aver accettato di rispondere alle domande di accusa e difesa. Gli altri – mafiosi, pentiti (Giovanni Brusca), collaboratori (Massimo Ciancimino), ex politici (Marcello Dell’Utri e Nicola Mancino) ed ex ufficiali del Ros dei carabinieri come Mario Mori e Antonio Subranni – hanno rifiutato di sottoporsi all’interrogatorio o non hanno ancora risposto all’istanza dei giudici. L’interrogatorio di Riina dovrebbe tenersi nell’udienza del 16 febbraio.