Vincenzo De Luca assolto in appello

Firenze - Il governatore della Campania Vincenzo De Luca è stato assolto dalla Corte d’appello di Salerno «perché il fatto non sussiste» nel processo per la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione di un termovalorizzatore nella città campana. De Luca era accusato di abuso d’ufficio e peculato. La procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione. In primo grado il presidente Pd della Regione era stato condannato a un anno, pena sospesa, condanna che aveva determinato nei confronti di De Luca la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale per effetto della legge Severino, provvedimento poi sospeso dal tribunale in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale sul suo caso. 

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Processo Olivetti, un testimone: “Nessuno rispose alle nostre lettere”

Firenze - Negli anni i lavoratori hanno inviato tre lettere (nel 2001, 2005 e 2008) per chiedere all’azienda i prelievi sul rischio derivante dell’esposizione alle fibre di amianto. L’ha riferito uno dei testimoni nella nuova udienza, la quarta dall’inizio della fase dibattimentale, del processo in corso ad Ivrea per le morti da amianto alla Olivetti. I lavoratori non hanno mai ottenuto una risposta, secondo quando detto in aula dal dipendente Faghino Solutore, attualmente impiegato nella centrale termica dello stabilimento di San Bernardo.  

Audizione Faghino Solutore (fonte: Radio Radicale)

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Editoria, Antonio Di Bella è il nuovo direttore di Rainews 24

Roma - Antonio Di Bella è il nuovo direttore di Rainews 24. Lo ha designato oggi il Consiglio di amministrazione della Rai. Di Bella, già direttore di TgTre, Rai Tre e corrispondente da New York, è dal 2013 corrispondente da Parigi. Di Bella ha ottenuto otto voti a favore, uno soltanto contrario. Antonio Di Bella prende il posto di Giancarlo Gioielli, nominato ad interim lo scorso novembre. 

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Processo Olivetti, nuova udienza ad Ivrea

Firenze - Nuova udienza questa mattina ad Ivrea dove è in corso il processo per le morti da amianto alla Olivetti. Diverse le deposizioni raccolte in aula, su richiesta dell’accusa, fra cui quella del marito di Bruna Luigia Perello, ascoltata la scorsa settimana e malata di mesotelioma pleurico. I testimoni, ex lavoratori, hanno ricordato che, all’epoca, non sapevano della presenza dell’amianto negli stabilimenti e, al tempo stesso, hanno confermato che nessuna informazione in merito hanno ricevuto dai vertici aziendali.

 «Contro l’amianto nessuna protezione» (di Vincenzo Iorio, fonte: La Sentinella)

 

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Caso Ballarò, non si chiede mai il licenziamento di una voce libera

Firenze - Devo al lettore due precisazioni. La prima. Credo di essere stato il primo in tv (ero ospite di Lilli Gruber, regolarmente autorizzato dalla Rai) ad aver parlato del conflitto d’interessi del ministro Boschi sulla vicenda della Banca Etruria. Anche dopo il voto del Senato, che rispetto, continuo a pensare che Maria Elena Boschi sia portatrice di un conflitto enorme e che il governo sia stato condizionato nel fare il decreto salva banche. Sull’influenza della massoneria in tutta la vicenda e non solo, emersa in questi giorni, ci sarà ancora molto, molto da scrivere.

La seconda. Sono amico di Michele Anzaldi. Lo reputo uno dei pochi in Commissione di Vigilanza che sappia di Rai e di tv in generale. All’epoca dell’editto bulgaro era al nostro fianco contro i pasdaran che in Rai hanno fatto di tutto, riuscendoci, per cacciare Biagi, Santoro e Luttazzi e tanti altri. Ritengo che Michele Anzaldi abbia sbagliato a chiedere il licenziamento di Massimo Giannini che, contrariamente ad altri colleghi, certi argomenti li affronta nonostante il diktat di Renzi o chi per lui. Non si chiede mai il licenziamento di una voce libera, soprattutto perché non è la prima volta e rischia di diventare una persecuzione contro il conduttore di Ballarò e contro Rai3. Sono anche questi gli atti che portano l’Italia ad essere al 72° posto per la libertà d’espressione. Per Anzaldi, Giannini, è da condannare per aver definito il caso Etruria «rapporto incestuoso». Alcuni renziani del Pd (non solo Anzaldi) hanno reagito contro la volgarità dell’affermazione, creando nell’accusa una certa ambiguità. E’ l’argomento che disturba o la volgarità nell’uso della parola? Vorrei che il lettore notasse che una certa scurrilità è presente in tv a tutte le ore del giorno e in tutti i salotti. Ormai non ci si scandalizza se qualcuno nomina qua e là gli organi genitali come intercalare (non mi riferisco ai soli comici), la parola “cazzata” è diventata di uso comune. Stupisce, invece, che i politici intervengano sulla “parola volgare” solo quando questa viene usata per definire, anche efficacemente, un atto della stessa politica. Conosco troppo bene Michele Anzaldi, non gli passerebbe mai per la testa di disseppellire l’editto bulgaro, chi parla oggi ricordando la violenza berlusconiana lo fa perché non l’ha vissuta sulla propria pelle. Quella di Michele è una provocazione, sbagliata, ma una semplice provocazione. Scriverei la stessa cosa se al posto di Giannini ci fosse Vespa, è risaputo la mia poca considerazione nei suoi confronti, le voci si accendono non si spengono, e il governo, se volesse veramente far finire le polemiche, dovrebbe proporre quella benedetta legge sul conflitto d’interessi annunciata a suo tempo da Renzi. Giannini, denunciando il conflitto di interessi, aggiungo la mancata riforma del sistema radiotelevisivo, esprime il parere di milioni di italiani. Glielo consente l’articolo 21 della Costituzione.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Articolo 21

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Italia, Eurispes: L’economia sommersa è 540 miliardi, un terzo del Pil

Firenze Al Pil ufficiale di circa 1.500 miliardi di euro, si affianca un Pil sommerso equivalente a circa un terzo, ovvero ad almeno 540 miliardi. E’ la stima contenuta nel rapporto 2016 dell’Eurispes, che alle due cifre aggiunge anche oltre 200 miliardi di economia criminale. Ai circa 540 miliardi di sommerso corrisponderebbero, considerando una tassazione del 50%, 270 miliardi di evasione. «Siamo tutti evasori? Probabilmente sì», scrive l’Eurispes. L’istituto di ricerca parla di sommerso ed evasione fiscale come veri e propri fenomeni di massa, in cui trova terreno fertile il lavoro nero.

 

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Amianto, Olivetti: Telecom concilia con quattro famiglie

FirenzeE’ ripreso questa mattina il processo per le morti da amianto alla Olivetti e che vede imputati diciotto ex dirigenti e amministratori dell’azienda, fra cui Carlo De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera e Roberto Colaninno, quest’ultimo accusato solo per lesioni. Durante l’udienza, la seconda dopo quella di apertura dello scorso 11 gennaio , l’avvocato di Telecom, Lucia Santa Maria, ha comunicato che la società ha raggiunto una soluzione conciliativa con quattro famiglie delle vittime. Si tratta, come precisato dallo stesso avvocato, di persone che si erano costituite parte civile nel processo. «Confidiamo di raggiungere l’accordo anche con le altre due famiglie di altre vittime», ha aggiunto il legale. L’udienza è cominciata con la comparsa in aula dei primi testimoni. Due persone legate da un passato professionale in Olivetti e dalla battaglia contro il mesotelioma pleurico.   

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Cosentino, condannati la moglie e il cognato per corruzione

Firenze - Il gup del Tribunale di Napoli Nord ha condannato, per corruzione, a due anni e quattro mesi di carcere, Marisa Esposito, moglie dell’ex sottosegretario all’Economia del Pdl Nicola Cosentino. Condanne per lo stesso reato sono state inflitte anche agli altri due imputati: tre anni e due mesi a Giuseppe Esposito, fratello di Marisa,  quattro anni e otto mesi all’agente del carcere di Secondigliano Umberto Vitale. L’ex coordinatore regionale del Pdl, tuttora in carcere a Terni, è imputato nel medesimo procedimento ma ha scelto il rito ordinario che si sta tenendo davanti al Tribunale di Napoli Nord.

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Mondadori-Rcs Libri, l’Antitrust avvia un’istruttoria per verificare se l’acquisizione crea una posizione dominante

Firenze - L’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se l’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori comporterà “la creazione o il rafforzamento” di una posizione dominante nei mercati dell’editoria in Italia. Secondo l’autorità “l’operazione, oltre a poter produrre effetti pregiudizievoli sulle condizioni di offerta dei prodotti editoriali ai lettori, appare in grado di ridurre le possibilità di scelta degli autori e un peggioramento delle condizioni negoziali ad essi praticate”. La decisione arriverà entro 45 giorni, cioè entro la prima settimana di marzo.

 

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Strage di Ustica, il tribunale ordina il risarcimento per i familiari delle vittime.

Firenze - Il Tribunale civile di Palermo, con tre distinte sentenze, pronunciate il 13 e il 19 gennaio, ha di nuovo condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire – la cifra è cdi irca 12 milioni di euro -, 31 familiari delle 81 vittime del disastro del Dc-9 Itavia precipitato al largo di Ustica il 27 giugno 1980. Le tre nuove sentenze di condanna si vanno ad aggiungere a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in appello e in Cassazione. Il disastro del volo Itavia, secondo il tribunale civile di Palermo, fu causato con “elevata probabilità” da un missile o da una “quasi collisione” con un altro velivolo intruso, perciò da un evento esterno alla carlinga dell’aereo. Rimangono confermate, quindi, le conclusioni della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore che nel 1999, dopo anni di indagini e analisi sui tracciati radar di Ciampino, affermò che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da caccia militari di diversi Paesi tuttora da identificare.

 

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