Trattativa Stato-mafia: il legale di Riina potrà interrogare Napolitano

Firenze - L’avvocato del boss Totò Riina potrà interrogare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano al processo sulla trattativa Stato-Mafia, nell’udienza riservata all’audizione del presidente in programma il 28 ottobre. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Palermo che ha accolto l’istanza del difensore Luca Cianferoni stabilendo che potrà porre domande a Napolitano su quanto accadde fra il 1993 e il 1994, quindi su temi nuovi rispetto a quelli originariamente stabiliti dai giudici. Per le prerogative costituzionali di cui gode il presidente della Repubblica, la Corte d’Assise rimarca che la deposizione «non può prescindere dalla disponibilità del capo dello Stato, di cui la corte non potrà che prendere atto».

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Toscana, acquedotti Eternit in 46 comuni: forniscono oltre un milione di abitanti

Firenze - In Toscana ci sono 225 chilometri di acquedotto in eternit. Queste tubature fanno parte della rete idrica gestita da Publiacqua Spa, società che serve quattro province (Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo) per un totale di 46 Comuni e un terzo della popolazione della regione (1,3 milioni di abitanti circa). A  denunciarlo è il laboratorio politico fiorentino Perunaltracittà, che nella sua rivista online, ha pubblicato un report con tanto di mappatura degli impianti, denunciando la cattiva gestione del servizio idrico. «Publiacqua – scrive – fa pagare una delle bollette più care d’Italia, ma ha le reti peggiori della Toscana e perde il 51% dell’acqua che immette in rete».

Per il laboratorio il problema principale rimane il rischio per la salute. Secondo i dati pubblicati infatti il 36% delle tubature sono adduttrici, cioè rami principali della rete che collegano gli impianti di prelievo alle tubature secondarie di quartiere. Le zone in cui si concentra la percentuale maggiore di tubature in cemento-amianto sono Scandicci (con il 18% delle tubature in eternit), Pistoia (15%) e Sesto Fiorentino (12%). A seguire Montevarchi (10%), Agliana (10%) e Montale (5%). 

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Fondi Regione Piemonte, gip Torino: “Imputazione coatta” per ex consiglieri e due assessori.

Firenze - Imputazione coatta per peculato per una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell’ambito dell’inchiesta sui “rimborsi facili”. Lo ha deciso il gip di Torino Roberto Ruscello. Il provvedimento coinvolge anche due assessori della giunta di Sergio Chiamparino: il vicepresidente e assessore al Bilancio Aldo Reschigna e l’assessore alle Pari opportunità Monica Cerutti (Sel). Il provvedimento riguarda anche Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Luca Pedrale per il centrodestra e per il centrosinistra Eleonora Artesio, il segretario regionale del Pd Davide Gariglio, l’onorevole Stefano Lepri e Angela Motta. I pubblici ministeri dovranno chiedere il rinvio a giudizio degli interessati nel giro di dieci giorni. L’udienza preliminare, che sarà celebrata da un altro giudice, stabilirà se dovranno essere processati o no. Delle richieste di archiviazione presentate dalla procura di Torino il giudice ne ha accolte solo sei, fra cui quella dell’ex governatore, oggi europarlamentare, Mercedes Bresso. Intanto, il presidente Chiamparino ha già respinto le dimissioni del vicepresidente Reschigna e dell’assessore Cerutti.

Fondi Piemonte, Chiamparino: “Piena fiducia negli assessori….” (fonte: Il Fatto)

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Articolo 18, il sindacato tedesco teme un effetto domino in Europa del Jobs Act. Firmato un accordo con la Fiom.

Firenze - Il segretario provinciale del sindacato Ig Metall di Wolfsburg, Hartwig Erb, ha siglato un accordo di collaborazione con la Fiom per contrastare l’azione del governo italiano che ha come obiettivo l’abolizione dell’articolo 18. Il sindacato tedesco, per voce dello stesso Erb, teme un effetto domino in Europa del Jobs Act. “L’abolizione dell’articolo 18 non è la ricetta per risolvere la crisi economica italiana”, ha spiegato Erb, presente a Bologna per siglare con le tute blu emiliano romagnole un accordo di collaborazione tra i due sindacati. La proposta del tedesco è quella di creare una sorta di fronte comune contro le politiche volte a peggiorare le condizioni di lavoro. “Cancellare l’articolo 18 sarebbe un attentato ai diritti dei lavoratori di tutta Europa. Per questo noi siamo pronti a combattere al fianco della Fiom questa battaglia”.

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Oggi la 64esima giornata delle morti sul lavoro. Più 11,6% rispetto al 2013

FirenzeCome curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono stanco di assistere ogni anno a questo rito inconcludente che è la giornata delle morti sul lavoro. E così tutti gli anni, si fanno dei bei discorsi, ci s’indigna, ma poi non si fa mai niente di concreto per alleviare queste tragedie che non sono mai diminuite da quando è stato aperto l’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008. Da quell’anno a oggi si registra un aumento del 3,9%. Rispetto all’anno scorso siamo ad un aumento spaventoso dell’11,6%. E questo nell’indifferenza generale. Ed è incredibile che si parli sempre di cali. Anche le televisioni e la stampa fanno disinformazione, parlano di cose che non conoscono e prendono per buone notizie false e incomplete occultando i dati veri. Non c’è nessun calo delle morti sui luoghi di lavoro vista poi l’enorme emorragia di posti di lavoro. E senza considerare le nuove forme di precarietà, il lavoro nero le (false) partite iva individuali. E’ ora che lo Stato si occupi concretamente di queste tragedie e che finalmente si accorga della vera entità del fenomeno che è molto più esteso. Complessivamente se ci aggiungiamo ai morti sui luoghi di lavoro, anche i morti sulle strade e in itinere si superano già abbondantemente i 1000 morti.

Firma: Carlo Soricelli 

Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna

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Strage di Ustica, condannati i ministeri della Difesa e dei Trasporti. Risarcimento di 5,6 milioni.

Firenze - Il giudice monocratico di Palermo, Sebastiana Ciardo, ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 5 milioni e 637.199 euro i quattordici familiari – o eredi di essi – di Annino Molteni, Erica Dora Mazzel, Rita Giovanna Mazzel, Maria Vincenza Calderone, Alessandra Parisi e Elvira De Lisi morti nella strage di Ustica. I morti della tragedia aerea del 27 giugno 1980 furono 81. I ministeri sono stati condannati anche a rimborsare 30.417 euro per spese di giudizio.

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Inchiesta Mose, Galan lascia il carcere

FirenzeGiancarlo Galan è stato scarcerato. Dopo il sì della Procura al patteggiamento per le accuse di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul caso Mose, il deputato di Forza Italia Galan è stato messo ai domiciliari dal gip di Venezia. Il passaggio giudiziario decisivo è previsto il 16 ottobre, quando i legali dell’ex governatore del Veneto andranno davanti al giudice e ai pm per entrare nel merito del patteggiamento e il gip Giuliana Galasso dovrà deciderne la congruità con i capi d’accusa. La proposta è di due anni e dieci mesi di reclusione ed una multa di 2,6 mlioni di euro.

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Inchiesta Mose, Galan chiede il patteggiamento. I pm favorevoli ai domiciliari.

Firenze - I legali del deputato di Forza Italia Giancarlo Galan hanno chiesto il patteggiamento a due anni e dieci mesi di reclusione e una confisca per 2,6 milioni di euro, nell’ambito dell’inchiesta sul Mose. L’istanza è stata presentata alla procura di Venezia, che l’ha accolta e inviata al Gip per la decisione. I difensori dell’ex governatore del Veneto hanno inoltre chiesto gli arresti domiciliari per il loro assistito. Anche in questo caso i pm si sono detti favorevoli. Galan è in carcere dopo che la Camera lo scorso 21 luglio con 395 voti a favore aveva autorizzato l’arresto dell’ex governatore, accusato di corruzione. 

 

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Editoria, Edoardo Caltagirone licenzia i giornalisti di T9

Firenze - Edoardo Caltagirone, fratello minore di Francesco Gateano, chiude  l’emittente T9. Il patron di un impero tra tv e radio locali ha da poco inviato le lettere di licenziamento ai giornalisti che compongono da anni la redazione di quella che è stata l’ex gloriosa Teleregione e poi Nuovateleregione. Televisione comprata nel 1995 e che è andata a comporre un insieme di televisioni locali formato dall’ex radicale Teleroma 56, l’ex Gbr, la stazione radio Teleradiostereo e in ultimo Radio Ies.

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Editoria, la tv svizzera torna in Italia grazie al web

Firenze - La tv svizzera torna in Italia e lo fa attraverso il sito web tvsvizzera.it, costola dell’emittente di servizio pubblico svizzero in lingua italiana Rsi (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana). Un portale rinnovato nella sua veste grafica, nato su impulso politico della Confederazione, finanziato per metà dal governo e una redazione di sette video giornalisti.

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