Palermo, arrestato Vincenzo Graziano. Comprò il tritolo per uccidere Nino Di Matteo.

Firenze La Guardia di Finanza ha fermato Vincenzo Graziano, il nuovo capo mandamento di Resuttana. Secondo Vito Galatolo, il padrino dell’Acquasanta, che da alcune settimane parla con i magistrati, Graziano si sarebbe impegnato per l’acquisto e la custodia del tritolo, destinato all’attentato contro il pm Nino Di Matteo, impegnato nel processo Trattativa Stato- mafia.

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Estonia, rilasciato Giulietto Chiesa

Firenze - Giulietto Chiesa è stato rilasciato intorno alle 22 di lunedì, dopo che la polizia estone era andata a prenderlo per arrestarlo nella sua stanza d’albergo, a Tallin, prima che il girnalista potesse partecipare a una conferenza sul tema “La Russia è nemica dell’Europa?”. «Persona non gradita nel Paese», è questa la probabile spiegazione dietro alla decisione delle autorità estoni di incarcerare il giornalista italiano ed espellerlo. Un comportamento che ha fatto riflettere Chiesa sulla «plateale violazione di tutte le norme di diritto nazionale, internazionale, europeo e mondiale». Un episodio «che dice fino a che punto è arrivata la degenerazione fascista in Europa», ha dichiarato il giornalista poco dopo la sua liberazione.

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Il giornalista Giulietto Chiesa arrestato in Estonia

FirenzeIl giornalista Giulietto Chiesa, ex europarlamentare, è stato arrestato in Estonia. Alle agenzie di stampa la notizia è stata data dalla moglie di Chiesa, Fiammetta Cucurnia. Al momento è noto soltanto che Chiesa, che attualmente è anche blogger de ilfattoquotidiano.it, si trovava nella sua camera d’albergo quando si sono presentati alcuni agenti per notificargli il fermo che dovrebbe durare 48 ore e precedere l’espulsione dal Paese. Il giornalista era stato invitato a una conferenza pubblica su temi di politica internazionale. Secondo il suo avvocato Francesco Paola, Chiesa potrebbe essere stato espulso perché persona non gradita. 

Giulietto Chiesa arrestato in Estonia. Perché? (fonte: Articolo 21)

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Valter Lavitola condannato a tre anni per tentata estorsione a Impregilo

Firenze - La Sesta Sezione penale del Tribunale di Napoli ha condannato Valter Lavitola a tre anni di reclusione al termine del processo per la tentata estorsione ai vertici di Impregilo veicolata attraverso una telefonata del premier Silvio Berlusconi (non indagato). L’ex direttore dell’Avanti si trova già in carcere dove deve scontare cinque anni di reclusione passati in giudicato dopo un patteggiamento e un rito abbreviato per i finanziamenti all’editoria e per una tentata estorsione a Berlusconi.

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Processo Stato-mafia, la procura chiede nove anni di carcere per Calogero Mannino

Firenze - Nove anni di carcere per Calogero Mannino, ex democristiano, imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia. E’ questa la prima richiesta di pena formulata dall’accusa poiché Mannino è l’unico dei dodici imputati che ha scelto di essere processato con il rito abbrevviato. In mattinata, una volta terminata la propria requisitoria, i pm Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia hanno formulato la richiesta di pena davanti al gup Marina Petruzzella. Mannino è accusato di violenza o minaccia ad un corpo dello Stato

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Ilva, aperta una nuova inchiesta. Sette gli indagati.

Firenze -Smaltimento illecito di rifiuti. È la nuova ipotesi di reato formulata dalla procura di Taranto nei confronti di sette indagati per i lavori di adeguamento all’Aia dell’Ilva. Secondo il procuratore Franco Sebastio e aggiunto Pietro Argentino le sette persone iscritte nel registro degli indagati avrebbero effettuato «un’attività di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi costituiti da materiali oleosi e catramosi mediante interramento e occultamento nel sottosuolo». In mattinata i carabinieri del Nucleo Operativo ecologico di Lecce si sono presentati in azienda con gli escavatori e hanno portato alla luce tutto quello che è stato occultato. L’inchiesta è partita da un esposto presentato dall’Unione sindacale di base. 

 

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Vinyls, chiude Porto Torres. Gli operai a casa dopo cinque anni di lotte

Firenze - In Sardegna, l’esperienza della Vinyls si chiude in maniera definitiva. Dal 7 dicembre sono stati licenziati gli 88 dipendenti dello stabilimento sassarese. Operai che alcuni anni fa avevano attirato l’attenzione dei mass-media per la loro originale lotta: dar vita all’isola dei Cassintegrati, asserragliati nel carcere dell’Asinara. Ma, le continue forme di protesta non sono bastate: da oggi gli operai sono tutti iscritti alle liste di mobilità.

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Ior, indagati per peculato due ex manager

Roma - L’ex presidente dello Ior Angelo Caloia, in carica dal 1989 al 2009, e l’ex direttore generale Lelio Scaletti sono indagati per peculato nell’ambito di un’inchiesta aperta in Vaticano in relazione a operazioni di compravendita immobiliare avvenute nel periodo 2001-2008. Il promotore di giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, ipotizza che si siano appropriati di denaro mentre, per conto del Vaticano, trattavano la vendita di 29 immobili. Coinvolto, con l’ipotesi di concorso nel reato, anche l’avvocato Gabriele Liuzzo. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha confermato che «i conti degli interessati presso lo Ior sono stati sequestrati a scopo cautelativo qualche settimana addietro». 

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Firme false, Guido Podestà condannato a due anni e nove mesi

Milano - Il Tribunale di Milano ha condannato Guido Podestà, presidente della provincia di Milano, a due anni e nove mesi nel processo per le firme ritenute false a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl nelle regionali lombarde del 2010. Il giudice ha anche condannato quattro consiglieri provinciali Massimo Turci e Barbara Calzavara, entrambi a due anni e sei mesi, Nicolò Mardegan a un anno e un mese e Marco Martino a 9 mesi. Per la Provincia di Milano, costituitasi parte civile nel processo, il giudice ha stabilito 100 mila euro come risarcimento e il pagamento da parte degli imputati delle spese legali di 12 mila euro. Cuore del processo la ipotizzata falsità di 926 firme poste a sostegno della lista dell’ex governatore della Lombardia e di quella del Popolo della Libertà. 

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Lucchini, le acciaierie agli algerini di Cevital

Firenze - Le acciaierie Lucchini di Piombino sono di proprietà degli algerini del gruppo Cevital. Il Comitato di sorveglianza ha dato parere favorevole alla proposta di salvataggio del sito siderurgico livornese, preferendola a quella degli indiani di Jsw Steel Limited, la cui vittoria era data per scontata fino a pochi mesi fa. L’offerta degli algerini è stata ritenuta più vantaggiosa rispetto alla concorrenza «sia per quanto riguarda gli interessi dei creditori, sia per ciò che concerne le ricadute sociali del piano industriale, che – si legge nella nota del Comitato di sorveglianza – prevede a regime l’occupazione di tutto il personale di Piombino, mediante il rilancio della produzione di acciaio e attraverso importanti elementi di diversificazione nei settori dell’agro-alimentare e della logistica».

L’azienda di Piombino si trova in amministrazione straordinaria dal dicembre 2012 e nel corso della sua lunga crisi ha sperimentato anche lo spegnimento dell’altoforno, l’impianto che rifornisce lo stabilimento. Le acciaierie contano 2.200 dipendenti, ora in contratto di solidarietà al 60%.

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