Ambiente Svenduto, il processo rischia un altro stop

Taranto – È stato aggiornato a mercoledì 12 ottobre il processo per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. In quella sede proseguiranno le eccezioni preliminari – dopo le richieste di trasferire il processo a Potenza e di annullare il decreto che dispone il giudizio relativo al replay dell’udienza preliminare – con gli interventi degli avvocati Pasquale Annicchiarico e Giandomenico Caiazza per conto delle società Riva Fire e Riva Forni elettrici e per alcuni imputati. Nel corso dell’udienza odierna, l’avvocato Nicola Marseglia, difensore di Fabio Riva, ha chiesto la nullità dell’ordinanza del Gup De Simone del 5 febbraio scorso, in quanto ritenuta «lesiva dei diritti di difesa dell’imputato», che non sarebbe stato messo nelle condizioni di esercitare alcuni diritti difensivi tra cui dichiarazioni spontanee e richiesta di riti alternativi.

A seguire l’avvocato Luca Perrone, co-difensore di Fabio Riva, ha sostenuto l’inutilizzabilità soggettiva delle perizie epidemiologica e chimica, alla base del sequestro degli impianti Ilva di luglio 2012, nei confronti dello stesso ex vicepresidente di Riva Fire, perché l’imputato – ha detto il legale – non ha «mai partecipato, né personalmente né per mezzo del proprio difensore, all’assunzione delle prove acquisite con l’incidente probatorio, negando inoltre il consenso all’acquisizione di una serie di atti nel fascicolo per il dibattimento».

Altre eccezioni preliminari del collegio difensivo presentate oggi, hanno riguardato alcuni legali che si sono associati alla richiesta avanzata ieri dall’avv. Francesco Centonze – che assiste due capi area del siderurgico – di trasferire il processo a Potenza sul presupposto che anche i magistrati residenti a Taranto sono potenziali parti lese in relazione al danno ambientale e sanitario.

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