Processo Olivetti, pm: “Colore talco? Le differenze di sfumature sono molto difficili da percepire per chi non è esperto”

Firenze – Il pubblico ministero Laura Longo nel processo per le morti da amianto all’Olivetti affronta il tema del talco e, in particolare, il colore di esso, altro elemento di polemica con le difese. Quest’ultime hanno ricordato che il campione di talco portato ad analizzare al Politecnico di Torino nel 1981 era verdognolo, mentre «tutti i testimoni hanno parlato di un talco bianco, bianco-biancastro» . «La maggior parte dei testimoni sentiti nel dibattimento abbia in realtà parlato genericamente di talco o borotalco – esordisce Laura Longo – In merito al colore, sono stati veramente pochi  ad esprimersi». E, quei pochi il pm li ricorda uno ad uno, fermandosi ad un elenco formato da cinque nominativi. 

 «Non avrebbe avuto senso analizzare un talco diverso da quello in uso – premette la pm Longo – Inoltre, la dottoressa Ravera ha detto in interrogatorio di aver mandato ad analizzare il talco in uso». «A prescindere da tutto questo – sostiene Laura Longo -, la differenza di sfumatura nel colore del talco ritengo che sia molto difficilmente percepibile ad un occhio non esperto come quello dei lavoratori, soprattutto se si utilizzano piccole quantità per volta». «Mentre è sicuramente percepibile – conclude la pm  – in sede di analisi da parte di un professionista (Enea Occella ndr) a cui viene richiesto di descrivere il reperto».  A riprova della sua tesi, il pubblico ministero cita un articolo, intitolato  “Il talco e la grafite delle Alpi Cozie“, pubblicato nel 1938 e leggibile anche su Internet, in cui già allora si evidenziavano, secondo l’autore, le diverse sfumature di colore del talco (pagina 9, capitolo Trattamento ndr). Il documento è stato acquisito dalla Corte.  

Fonte: radioradicale.it

 

 

 

 

   

 

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