Processo Olivetti, pm Longo: “La decisione di fare le bonifiche spetta ai vertici dell’azienda”

Firenze – Dopo aver illustrato la tesi della Procura sul magazzino Telecom nel processo per le morti da amianto in Olivetti, la pm Laura Longo si è soffermata sulle deleghe, sulla divisione dei poteri e il loro relativo significato. La posizione del pubblico ministero è distante da quella delle difese, secondo cui i dirigenti, in base al sistema delle deleghe, disponevano di ampi poteri, decisionali e di spesa, per intervenire in tema di sicurezza ed igiene del lavoro. Mentre, il pubblico ministero imputa agli amministratori delegati, anche per gli elevati costi, il compito di decidere oppure no di eliminare i rischi derivanti dall’amianto. «Nulla si è detto da parte dei difensori dei datori di lavoro, sul fatto che le decisioni che avrebbero portato a eliminare i rischi di inalazioni fibre di amianto, in particolare le decisioni relative alle bonifiche, attengono a scelte strutturali e strategiche dell’azienda – afferma Laura Longo – Scelte, in quanto tali, che non sono delegabili». «La decisione di fare o non fare le bonifiche non può essere rimessa al singolo dirigente del singolo stabilimento – precisa la pm –  E’ una scelta che necessariamente deve essere fatta, anche per i costi che comporta, a livello generale».

La stessa Longo contesta il ragionamento delle difese, ma prima pone l’accento su un punto. «In nessun documento prodotto dalle difese vi è menzione espressa della materia sicurezza e igiene del lavoro», fa presente Laura Longo in riferimento alle deleghe, alle procure ed inoltre ricorda: «La difesa dell’imputato Carlo De Benedetti ha sostenuto che, stante l’ampiezza di poteri delegati a taluni dirigenti e gli elevati limiti di spesa che i medesimi avevano, questi avrebbero potuto assumere anche le decisioni in materia di sicurezza ed igiene sul lavoro». «Questo non è vero, perché le bonifiche i dirigenti non avrebbero potuto farle – sostiene la pm – Perchè, i limiti più alti di spesa che troviamo in queste procure sono di un miliardo di lire e le bonifiche costavano di più».

«L’impostazione difensiva – prosegue Laura Longo – non può essere condivisa per il semplice fatto che la delega in materia di sicurezza e igiene del lavoro, proprio per la responsabilità che comporta, deve essere esplicita ed accompagnata da autonomi poteri di spesa,  distinti dai poteri di spesa relativi agli altri settori di attività delegati al dirigente». «E’ ovvio che il dirigente abbia poteri di spesa per svolgere la propria attività – continua la pm -, ma questi sono una cosa diversa. Perché, generalmente, le spese in materia di sicurezza ed igiene del lavoro sono spese straordinarie che esulano dal budget assegnato ai singoli comparti di attività e alle singole articolazioni aziendali». «Questa è la ratio – conclude la Longo – che spiega il perché poteri di spesa in materia di sicurezza devono essere autonomi rispetto ai normali poteri di spesa che ciascun dirigente ha per lo svolgimento delle proprie attività e funzioni».

Fonte: radioradicale.it

  

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