Processo Olivetti, due testimoni dell’accusa ritrattano

FirenzeDue testimoni chiave dell’accusa hanno smentito in aula le loro dichiarazioni, rilasciate a suo tempo in Procura nel corso delle indagini. E’ accaduto ieri nel processo per le morti da amianto alla Olivetti. Si tratta di Luisa Arras e Paolo Silvio Fornero, ex dipendenti con incarichi nel Servizio ecologia e sicurezza del lavoro (Sesl), un ente interno all’azienda che aveva il compito di monitorare lo stato di salute degli ambienti. Nelle loro deposizioni, diversi i non ricordo, le contraddizioni e i tentennamenti ostentati nel rispondere alle domande del pubblico ministero. Nella deposizione Luisa Arras ha ritrattato le dichiarazioni, rilasciate in Procura nella primavera del 2014.  «In molte aziende – aveva detto Arras – si tende a far risultare sulla carta le situazioni come regolari. Anche da noi, era così. Perché tutte le volte che c’erano dati che non andavano bene, si ripeteva l’esame o non si citava il dato». «Già all’inizio del mio servizio in azienda, ho visto che si faceva così – aveva aggiunto Arras – I miei responsabili mi dicevano di fare così». Incalzata dalle contestazioni del pubblico ministero e invitata dal presidente della Corte Elena Stoppini a fornire una risposta precisa su quanto dichiarato nel 2014, Arras ha detto: «Mi sono spiegata male. Mi fecero domande generiche, non sapevo che stessimo parlando dell’amianto. Il verbale non l’ho riletto, non ne potevo più».

Anche l’altro testimone, Paolo Silvio Fornero, in Olivetti dal 1961 al 1996, rivede la propria posizione rispetto a quanto affermato in Procura nell’estate 2013. In quell’occasione sostenne che il talco contaminato da amianto in azienda fu sostituito nel 1986, cinque anni dopo lo studio realizzato dal Politecnico di Torino che segnalò in una nota la pericolosità delle particelle. Infatti, affermò: «Ci hanno messo cinque anni a decidere». In aula, il cambio di rotta. «Una volta informati – ha detto Fornero – che il talco conteneva amianto, abbiamo comunicato all’ufficio acquisti che quel materiale doveva essere restituito al fornitore». «Il talco contaminato da amianto – ha aggiunto – fu cambiato nel 1981». In pratica, a detta di Fornero, subito dopo le informazioni ottenute dal Politecnico. Adesso, spetterà al giudice Elena Stoppini valutare la veridicità delle due deposizioni.    

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *