Strage di Viareggio: “Carenze e falle nel sistema dei controlli”

Dure accuse dell’ex direttore dell’Agsf a Gatx, Trenitalia e Rfi: “Trenitalia non dette i documenti sul carromerci”

Lucca – “Sicuramente ci fu una falla nel sistema dei controlli, e una carenza nella procedura di manutenzione nella verifica a ultrasuoni». Le parole dell’ingegner Alberto Chiovelli, giunte al termine della mattinata al processo per la strage di Viareggio, pesano come macigni e chiamano in causa eventuali responsabilità di Gatx, proprietaria del carro merci della morte, di Trenitalia, che era l’impresa ferroviaria abilitata con certificato di sicurezza e Rfi in quanto gestore della rete ferroviaria. L’ingegner Alberto Chiovelli ha parlato come ex direttore dell’Agsf, l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, nata nel 2008, e creata apposta, su sollecitazione della Comunità europea, come organismo terzo e indipendente rispetto alle varie imprese ferroviarie con l’obiettivo di disciplinare, normare e vigilare sul trasporto ferroviario. L’ingegner Chiovelli ha illustrato al Collegio giudicante (presieduto dal giudice Gerardo Boragine) cosa era stato fatto e disposto prima dell’incidente del 29 giugno del 2009 e cosa è stato fatto dopo.

Dalla deposizione di Chiovelli è emerso che Trenitalia non riuscì a dare i documenti e le informazioni relativi alla manutenzione del carromerci che provocò il disastro del 29 giugno 2009.

L’udienza è stata seguita dal neoletto sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro, che si è intrattenuto per alcuni minuti con Daniela Rombi dell’associazione Il Mondo che Vorrei, onlus che raccoglie i familiari delle vittime.

Lunedì il sesto anniversario della strage verrà ricordato con una fiaccolata che inizierà alle 20.45.

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