Processo Viareggio: il treno della strage era una mina vagante

La deposizione di Fabrizio D’Errico, consulente di parte civile, ha confermato crateri di corrosione e cattiva manutenzione. Nel 2007 il primo allarme.

Lucca – Al processo per la strage di Viareggio ha parlato Fabrizio D’Errico, ingegnere del Politecnico di Milano, consulente di parte civile, della Provincia di Lucca e della Croce Verde di Viareggio. D’Errico ha portato in aula una ricostruzione tridimensionale con una versione decisamente più dettagliata, soprattutto nell’analisi del metodo seguito, del lavoro già prodotto per l’udienza preliminare. Sedici evidenze che si snodano nella ricostruzione animata man mano che la tragedia si consuma dall’ingresso in stazione fino allo squarcio prodotto in una delle cisterne.

«All’epoca dell’incidente – ha detto D’Errico nella sua deposizione – vi erano molti rigonfiamenti lungo il cosiddetto collare della sala fratturata 98331 e tali rigonfiamenti sono univocamente riconducibili a prodotti di corrosione tipo idrossidi di ferro (ruggine). Un simile stato della superficie al 30 giugno 2009 – per di più con della vernice sopra disposta – non è fenomenicamente compatibile con l’ipotesi che appena otto mesi prima essi non fossero pre- esistenti».

L’udienza è stata aggiornata a mercoledì 10 giugno.

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