Strage di Viareggio, la testimonianza di Marco Piagentini

Nel disastro ha perso la moglie e due dei suoi tre figli. L’uomo ha invitato il governatore della Toscana Enrico Rossi a partecipare all’udienza. L’Inail viene risarcita ed esce dal processo

Lucca – All’udienza odierna del processo per la strage di Viareggio ha testimoniato Marco Piagentini, che nel disastro ha perso la moglie Stefania e due dei suoi tre bambini, Luca e Lorenzo, e che ha riportato gravissime ustioni. Unico scampato miracolosamente al rogo e alle esplosioni, il bambino più grande, Leonardo, che fu ritrovato quasi illeso sotto le macerie della sua casa.

Piagentini ha raccontato la sua storia: le ustioni, i sei mesi di ospedale tra la vita e la morte, il calvario delle operazioni continue, l’ultima due settimane fa. “Sono stanco, stanco – questa una parte della sua deposizione –  soprattutto di chi, lo dico, ci ha abbandonati. Perché siamo stati abbandonati. Il silenzio che c’è su Viareggio vuol dire che ci hanno abbandonati. Ogni volta che un rappresentante dello Stato e delle istituzioni non è presente, non c’è, non ci rivolge una parola di conforto, significa che ci hanno abbandonato. Quel che ci fa piu’ male non è un no, è il silenzio“.

In apertura di udienza la parte civile Inail ha annunciato di essere stata integralmente risarcita e di uscire dal processo. L’istituto è stato rimborsato dei costi affrontati “per gli infortuni mortali occorsi ai lavoratori Rosario Campo e Antonio Farnocchia, per un importo complessivo pari ad 634.521,90 euro nonché delle spese di costituzione in giudizio”, queste le parole dell’avvocato dell’Inail Giuseppe Quartararo. I due morirono mentre si recavano al lavoro trovandosi sfortunatamente a passare nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Viareggio al momento della tragica esplosione del 29 giugno 2009.

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