Corte Europea: “Contrada non andava condannato, il reato non era chiaro”

Firenze All’epoca dei fatti il reato non “era sufficientemente chiaro“, per questo Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno ritenuto che all’epoca cui risalgono i fatti, fra il 1979 e il 1988, il reato non “era sufficientemente chiaro e prevedibile e il ricorrente non poteva conoscere nello specifico la pena in cui incorreva per la responsabilità penale che discendeva dagli atti compiuti”. Lo Stato italiano dovrà versare all’ex agente del Sisde 10mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali.

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