La presentazione di “Amianto, una storia operaia” di Alberto Prunetti.

L’incontro si terrà venerdì 27 marzo alle 18 presso la libreria Feltrinelli di Prato. Interverranno i dottori Elisabetta Chellini, Aldo Fedi e Luigi Mauro, autori della ricerca sull’incidenza del mesotelioma pleurico tra i cernitori di stracci e operai del settore tessile, a Prato.

PRATO – Venerdì 27 marzo alle 18, presso la libreria Feltrinelli di Prato, in via Garibaldi 92/94, si terrà la presentazione del libro “Amianto, una storia operaia” di Alberto Prunetti. L’incontro è organizzato dalla “Casa della Cultura Enzo Biagi”e sarà moderato da Cristian Iozzelli. Interverranno la dott.ssa Elisabetta Chellini (Responsabile Centro Operativo toscano dei tumori professionali) e i dottori Aldo Fedi (direttore del Dip. di Prevenzione della ASL 4 Prato) e Luigi Mauro (medico del lavoro della ASL 4 Prato), gli autori della ricerca sull’incidenza del mesotelioma pleurico tra i cernitori di stracci e operai del settore tessile, a Prato, pubblicata lo scorso anno. Nella ricerca si spiega che il mesotelioma tra il 1988 e il 2012 ha avuto tra i cernitori un’incidenza compresa tra i 74 e i 166 casi per 100mila abitanti. Il primo dato è più alto di quello registrato alla Breda di Pistoia, il secondo vale quello di Casale Monferrato.

Nel libro “Amianto, una storia operaia”, Alberto Prunetti narra la storia del padre Renato, un operaio cresciuto nel dopoguerra che ha iniziato a lavorare a quattordici anni. La storia e la vita di Renato si intersecano nell’Italia del boom economico con il rovescio della medaglia e il conto da pagare al progresso e al lavoro. Prunetti “venuto al mondo a Piombino, la città industriale del ferro – come si legge nelle motivazioni –, e concepito a Casale Monferrato, la capitale del lutto e dell’amianto”, ci conduce, attraverso la storia del padre operaio in uno spaccato di Italia e di Toscana che è quello delle bombe ecologiche industriali create in nome dello sviluppo. Renato Prunetti, operaio tubista e saldatore, fiero della sua professione, per svolgere il suo lavoro doveva coprirsi d’amianto e non sapeva che quell’amianto lentamente lo avrebbe ucciso. Una riflessione sul senso del lavoro che tocca anche l’oggi e lo stesso autore (ancora precario). “Un libro – ha detto lo scrittore – che non avrei mai voluto scrivere perché è nato sulla pelle di mio padre”.

Prunetti è stato premiato come scrittore toscano dell’anno 2013. Nel 2014 è uscita una nuova edizione del libro, con un capitolo aggiuntivo che si chiude con un appassionato dialogo a tre tra l’autore, Wu Ming 1 e Girolamo De Michele, precari della conoscenza accomunati dall’essere “figli della classe operaia”.

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