L’amianto alla Breda, una tragedia scritta con 25 anni di ritardo

Pistoia, diventa un libro la tesi di Valentina Vettori: il padre Marco dette il via a una lotta da tanti inizialmente incompresa

Pistoia – Si è tenuta sabato a Pistoia la presentazione del libro, “Morire d’amianto a Pistoia. Il caso Breda e l’informazione”. Il libro è stato presentato nell’ambito del convegno “Raccontare l’amianto. La responsabilità di una informazione corretta ai cittadini”.

Si tratta della tesi di laurea di Valentina Vettori, 25 anni, che ha ricostruito le vicende legate all’impiego dell’amianto alla Breda, e alle tragiche conseguenze per la salute dei lavoratori della fabbrica. «Un lavoro nato prima che nella testa nel cuore, poco dopo la morte di mio padre», ricorda Valentina, figlia di Marco Vettori, operaio nello stabilimento di via Ciliegiole, sindacalista e presidente del consiglio comunale di Pistoia, scomparso il 6 marzo del 2013, a 59 anni, per un colangiocarcinoma diagnosticato nel 2011, per il quale sono in corso studi per il riconoscimento della patologia come amianto-correlabile.

La vicenda dell’amianto nello stabilimento di Pistoia e delle conseguenze sulla salute dei lavoratori, come sottolinea la giovane autrice, è stata ricostruita parlando con gli operai, con l’avvocato che ha seguito il processo, con i giornalisti e conla Cgil. Un’esposizione all’amianto che si è prolungata per anni, sia durante il lavoro che in occasione della scoibentazione dello stabilimento.

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