Strage Viareggio, la Procura rinuncia a un centinaio di testi

Nella prossima udienza dell’11 marzo chiamati a testimoniare Della Valle e Montezemolo

Lucca – La Procura rinuncia a un centinaio di testimoni. L’udienza di ieri al processo per la strage di Viareggio si chiude con un piccolo colpo di scena, annunciato al Collegio Giudicante (presiede il giudice Gerardo Boragine, coadiuvato dai colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) dai pubblici ministeri Salvatore Giannino e Giuseppe Amodeo

L’obiettivo è chiaro: cercare di ridurre i tempi del processo ed evitare che nel frattempo subentri la prescrizione. In sostanza i pubblici ministeri rinunceranno ad ascoltare tutti gli altri testi che dovevano ancora essere convocati, ad eccezione di tre persone: Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Giuseppe Sciarrone, soci fondatori di Ntv, nuovo trasporto viaggiatori, azienda concorrente delle Ferrovie dello Stato. Saranno tutti ascoltati nell’udienza di mercoledì prossimo. Poi si passerà ai testi delle parti civili e e successivamente a quelli difesa.

Il tema è quello del potere di Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato all’epoca del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. La tesi dell’accusa è che Moretti sia stato l’uomo che lungo i binari d’Italia tutto decideva. Con un poter immenso non solo al’interno del Gruppo e delle sue società (Rfi e Trenitalia) ma anche negli ambienti politici e di governo. Almeno stando ai verbali redatti dalla polizia giudiziaria e che hanno portato alla composizione delle liste testi della Procura: «Mi ricordo che tra me e me – sono le parole di Dalla Valle – feci una valutazione personale di Moretti definendolo molto competitivo, arrogante e pronto a qualunque tipo di combattimento».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *