Viareggio, i tecnici della Procura: “Squarcio causato dal picchetto”

Altrimenti la cisterna doveva muoversi sottoterra, come una talpa. Hanno parlato anche i parenti delle vittime

Lucca – Udienza importante, quella odierna, al processo per la strage di Viareggio. Hanno deposto i tecnici a cui era stato affidato l’incarico della simulazione di compatibilità geometrica tra picchetto di rilevazione curve e squarcio. La risposta è stata netta: per venire tagliata dalla cosiddetta zampa di lepre, la cisterna avrebbe dovuto comportarsi come una talpa.

Ha parlato anche Andrea Maccioni, che nel disastro ferroviario ha perso la sorella Stefania ed i nipotini, Luca e Lorenzo Piagentini, di cinque e due anni. Parole toccanti, le sue: “Il quattro luglio 2009 ho dovuto riconoscere mia sorella Stefania Maccioni morta in seguito al disastro ferroviario del 29 giugno…Di umano non aveva più niente…La riconobbi ma quell’immagine non l’ho più dimenticata: se chiudo gli occhi oggi ho solo l’immagine di loro morti”.

Prima di lui era toccato a Silvano Falorni: “I resti di mio fratello trovati dalle formiche”.

Il processo è stato aggiornato a mercoledì 4 febbraio.

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