“Quello che dicevano”: Mastella, Berlusconi e adesso Renzi

Firenze «Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza».

Fonte: (Il Fatto Quotidiano, 3 gennaio 2015)

E’ la risposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per spiegare il perché lui e la sua famiglia hanno utilizzato soldi della collettività per trascorrere qualche giorno di vacanza a Courmayeur. Non mancano i precedenti. Nel 2007 l’allora ministro della Giustizia del governo Prodi, Clemente Mastella, accompagnato dal figlio, volò da Salerno a Milano con un aereo di Stato (l’Air Force One italiano) per recarsi al Gran Premio di Monza. A mettere a nudo la leggerezza l’Espresso. «Era una visita ufficiale», spiegò il ministro. A ruota il portavoce. «E’ necessario chiarire che per ragioni di sicurezza, che sono prioritarie, il ministro della Giustizia non può viaggiare come un libero cittadino, come peraltro non lo possono fare coloro che, correndo seri rischi, sono oggetto di tutela da parte dello Stato». Nel 2009 Silvio Berlusconi invitò sui voli di Stato, direzione Sardegna, musicisti, ballerina di flamenco e il cantautore Mariano Apicella. Mastella, Berlusconi e Renzi: affari di Stato, pardon, di piacere, in nome della sicurezza personale e dei propri cari.   

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