Thyssen, le motivazioni della Cassazione: “Le condanne non potranno aumentare”

Nel nuovo processo di appello per il rogo alla Thyssenkrupp le condanne inflitte agli imputati potranno sì essere ridefinite ma non aumentate.

Firenze Nel nuovo processo d’appello per il rogo alla Thyssenkrupp le condanne inflitte agli imputati dovranno essere ridefinite ma non potranno aumentare. Lo ha stabilito, in base a quanto si legge nelle motivazioni della sentenza, la Corte di Cassazione. In appello, a Torino, ai sei imputati per il rogo che nel 2007 uccise sette operai erano state inflitte condanne fra i dieci e i sette anni di reclusione. Lo scorso 24 aprile la Cassazione ha ordinato un nuovo processo di secondo grado per rideterminare le pene ma «le sanzioni già inflitte – si legge nella sentenza – non potranno essere aumentate». I giudici precisano che «dalla data della presente sentenza il decorso del tempo è irrilevante ai fini della prescrizione». I magistrati hanno ordinato un nuovo processo d’appello, che dovrà essere celebrato a Torino, e hanno sancito «la responsabilità di tutti gli imputati» per rimozione volontaria di cautele contro gli incidenti, omicidio colposo e incendio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *