Strage Viareggio, in appello confermato il no al reintegro di Antonini

Firenze – Riccardo Antonini non riavrà il suo posto di ferroviere. Lo ha deciso la corte d’appello di Firenze, confermando la decisione di primo grado del tribunale di Lucca dopo il licenziamento avvenuto nel 2011, a un anno dalla pensione.

Antonini, 62 anni, è uno dei volti-simbolo della strage di Viareggio: non si è tirato indietro quando la famiglia di una delle 32 vittime della tragedia del 29 giugno 2009 gli ha chiesto una consulenza tecnica per l’incidente probatorio, consulenza che Antonini ha prestato gratuitamente.

La lettera di licenziamento era stata giustificata con delle presunte ingiurie che Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di Ferrovie, sosteneva di aver ricevuto da Antonini. Ma la querela di Moretti contro Antonini è stata archiviata dal giudice di Genova. Ed è dunque caduta questa motivazione per il licenziamento poi confermato dal giudice del lavoro del Tribunale di Lucca.

Adesso ad Antonini non resta altro da fare — una volta che saranno depositate le motivazioni di questa sentenza — che rivolgersi alla Cassazione. Queste le sue parole: «Questa sentenza è uno schiaffo a tutti i lavoratori che si battono per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Anzi, istiga i datori di lavoro a tralasciare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa è una sentenza che gronda sangue di tutte e 32 le vittime della strage. A mio avviso è un fatto gravissimo, ma non riusciranno a fermarmi».

Parole di fuoco e di sostegno arrivano anche da Daniela Rombi, presidente dell’associazione Il mondo che vorrei. «E’ la dimostrazione — ha detto — che i poteri forti riescono sempre a imporre la propria legge».

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