Eternit, storica sentenza del Tribunale Federale svizzero

Per la prima volta inflitta una condanna per omicidio colposo per la morte di un lavoratore esposto alle polveri di amianto. Una sentenza che apre uno spiraglio di speranza per tante vittime della polvere killer

Prato – Esponendo alle polveri di amianto un giovane lavoratore poi deceduto per un mesotelioma pleurico, alla Eternit di Niederurnen (lo stabilimento “di casa” della famiglia Schmidheiny e che avrebbe dovuto essere un modello di efficienza) è stata causata la morte di una persona per negligenza. Ad affermarlo è, per la prima volta nella storia della giurisprudenza elvetica, il Tribunale Federale in una recente sentenza destinata a fare storia. “Una sentenza, sottolinea Claudio Carrer, giornalista di “Area”, periodico del sindacato elvetico, che apre uno spiraglio di speranza per molte vittime della polvere killer, cui la legge e la prassi restrittiva dei tribunali hanno sin qui negato ogni forma di giustizia”.

Il caso che i giudici di Losanna erano chiamati a giudicare è quello di un uomo (classe 1958) che da ragazzino, all’età di 13-15 anni, lavorò durante le vacanze scolastiche (complessivamente per sole cinque settimane!) nello stabilimento glaronese della Eternit. Tra i suoi compiti vi era anche quello di smussare con un nastro abrasivo gli angoli di lastre d’amianto, un’operazione che produceva polvere. Polvere contenente le micidiali fibre che sono andate a depositarsi nei suoi polmoni e che molti anni dopo hanno scatenato la terribile malattia: era il novembre 2004 quando i medici gli diagnosticarono il mesotelioma pleurico che nel febbraio 2007, a soli 49 anni, lo portò alla morte.

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