Fiat Industrial chiede la quotazione a Wall Street e si trasferisce all’estero

Presentato il prospetto per la quotazione a Wall Street. La dura reazione dei sindacati. La replica dell’azienda: falso che l’Italia perderebbe 500 mln di tasse.

Torino – La notizia è dei giorni scorsi. Fiat Industrial e Cnh hanno depositato presso la Sec (la Consob statunitense) dei documenti relativi alla loro fusione e il prospetto preliminare per la quotazione a Wall Street. All’interno del prospetto c’è anche l’ipotesi di trasferimento della sede fiscale in Gran Bretagna. L’obiettivo del trasferimento è favorire gli azionisti con un regime fiscale analogo a quello dei competitor della società. il segretario generale della Fiom Maurizio Landini chiede che “il nuovo governo convochi immediatamente un tavolo per fermare il processo che sta portando le attività e la testa della Fiat fuori dall’Italia”. Il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi ha risposto che questa ipotesi “deve anche stimolarci a pensare a creare le condizioni perchè le imprese restino in questo Paese”.

Per il Financial Times la mossa è “l’ultimo colpo all’Italia, dove il nuovo governo di coalizione di Enrico Letta sta cercando di arrestare il deflusso di investimenti”. Questa l’ultima replica di Fiat: “L’affermazione che l’Italia perderebbe più di 500 milioni di tasse è assolutamente  falsa”.

Noi condividiamo l’analisi di Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano: se la politica italiana avesse dedicato a questi temi lo stesso tempo che ha passato a parlare di Imu, forse ora non ci sarebbe bisogno di spremere ancora i contribuenti con Iva, Tares, e tutto il resto. E magari il gettito fiscale che serve a tenere in ordine i conti arriverebbe dalle grandi imprese invece che dai lavoratori dipendenti a reddito fisso che non possono evadere.

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