Ilva, arrestato Fabio Riva. Il gip Todisco: “Decreto Salva Ilva viola 17 articoli della Costituzione”

Il figlio del patron Emilio Riva si è consegnato a Scotland Yard e ora si trova in libertà vigilata. Il gip Todisco rinvia gli atti alla Consulta: si inasprisce il braccio di ferro con governo e azienda

Taranto – Giornata importante per l’Ilva. Questa mattina a Londra è finita la latitanza di Fabio Riva, vicepresidente del gruppo, ricercato da oltre due mesi. Riva si è consegnato a Scotland Yard e si trova in libertà vigilata dopo aver pagato una cauzione. E’ accusato di associazione a delinquere e concorso in disastro ambientale ed avvelenamento di sostanze alimentari. Il padre Emilio e il fratello Nicola sono ai domicialiari dal mese di luglio.

In Italia continua il braccio di ferro tra magistrati di Taranto, governo e azienda. Anche il gip Patrizia Todisco ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale relativamente alla cosiddetta legge “salva Ilva”, il decreto del governo che ha consentito la ripresa dell’attività dellimpianto. Nell’ordinanza il gip afferma che il decreto viola 17 articoli della Costituzione e si pone “in stridente contrasto con il principio costituzionale della separazione tra i poteri dello Stato”.

Niente da fare, dunque, per il dissequestro dei prodotti dell’azienda, che ieri il presidente dell’Ilva Ferrante aveva posto per l’ennesima volta come condizione per l’apertura dello stabilimento. Nella riunione col governo di venerdì scorso l’azienda aveva minacciato il ricorso alla cassa integrazione. Ricordiamo che nello stesso incontro l’esecutivo aveva deciso che i manufatti ‘bloccati’ dalla Procura avrebbero potuto essere utilizzati fino al pronunciamento della Consulta. Il conflitto continua e diventa sempre più inestricabile.

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