Fiat, i 19 operai Fiom entrano a Pomigliano. Ma il futuro resta nebuloso

Il 14 luglio 2013 scade la cassa integrazione: la protesta delle mogli degli operai. Proteste anche a Termini Imerese, mentre l’azienda annuncia 1.500 licenziamenti in Polonia

Pomigliano (NA) – Hanno fatto regolarmente il loro ingresso in fabbrica i 19 lavoratori della Fiom assunti dalla newco Fabbrica Italia Pomigliano lo scorso 28 novembre per ottemperare all’ordinanza della Corte d’Appello di Roma. Ma per lo stabilimento campano il futuro resta ricco di incognite. Per questo le mogli degli operai e dei cassaintegrati hanno consegnato un sacco con 5.586 regali, uno per ogni operaio, all’amministratore delegato Sergio Marchionne. Le donne non hanno voluto svelare il contenuto del sacco di regali. “Quest’anno sarà scandito da un inquietante conto alla rovescia – hanno detto – che avvicina i nostri uomini (2.431 addetti in cigs per cessazione attività) alla prospettiva del licenziamento allo scadere della cassa integrazione previsto per il 14 luglio 2013.”

Proteste anche da parte degli operai di Termini Imerese, che chiedono alla politica di intervenire sulla situazione dello stabilimento palermitano e sul piano industriale non ancora presentato.

Nei giorni scorsi la Fiat ha annunciato il taglio di 1.500 posti di lavoro nello stabilimento polacco di Tychy, motivandolo con la crisi del settore in Europa.

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