Ilva, arriva l’Aia. La prevista riduzione della produzione è un bluff

Da 15 a 8 milioni di tonnellate, dice il documento. Ma l’azienda già ne produce 8 milioni. Altri punti oscuri portati alla luce dagli ambientalisti. Anche l’Ilva protesta, il futuro resta nebuloso

Taranto – Arriva la nuova Aia, ma il futuro dell’Ilva non si dirada. L’azienda sostiene di non poter adempiere alle condizioni imposte per continuare ad utilizzare gli impianti.

Leggendo il documento salta agli occhi una palese incongruenza: tra le prescrizioni adottate per il risanamento ambientale è prevista la riduzione della capacità produttiva da 15 a 8 milioni di tonnellate. Ma 15 milioni di tonnellate è la capacità massima potenzialmente prevista, mentre la produzione media storica dello stabilimento è proprio di 8 milioni di tonnellate. Come dire che l’azienda potrà continuare a produrre a piacimento.

Tra gli altri punti contestati dagli ambientalisti, il silenzio sui dati del rapporto Sentieri che il ministero della Salute avrebbe dovuto rendere pubblici il 12 ottobre. Non la pensano così le amministrazioni locali (Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto), che hanno espresso parere favorevole al nuovo documento.

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